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* BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

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TORINÒ TIPOGRAFIA PIETRO GERBONE

Via Gaudenzio Ferrari, 3

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INDICE

616. Borelli fl. Di una forficola poco nota della regione etiopica.

. 617. Cognetti de Mattiis L. Sulla funzione fagocitaria delle Basal- zellen nella ghiandola ermafroditica di Helix pomatia. Nota pre- liminare,

618. Pangella G. (Viaggio del Dott. Enrico Festa nel Darien, nel- l’Ecuador e regioni vicine, XXIII). Buprestidi.

619. Pangelia G. (Viaggio del Dott. A. Borelli nel Chaco Boliviano, nel Matto Grosso e nella Repubblica Argentina). Buprestidi.

620. Chinagiia L. Helodrilus (Eophila) Laurentii n. sp. Nuovo lum- bricide italiano.

621. Zavattati E. Sulla posizione sistematica del genere Bradyno- baenus Spin.

622. Pangelila G. Di alcuni Buprestidi d’Africa e di Madagascar.

623. Borelli fi. Descrizione di una nuova specie di Forficola di Costa- Rica.

624. Peracca M. G. Rettili raccolti nell'Alto Zambese (Barotseland) dal sig. Cav. Luigi Jalla.

625. GiglioxTos E. Fasmidi esotici del R. Museo Zoologico di Torino e del Museo Civico di Storia Naturale di Genova.

626 Cametano L. Per una storia dei Zoologi italiani. Parole di apertura dell'VIII Convegno dell’Unione Zoologica Italiana. - Na- poli 12 Settembre 1910.

627. Cecconi G. Contributo alla Fauna dell’isola di Pianosa nel- l’Adriatico.

628. Zavattati E Imenotteri dell’Isola d’ Elba. si

629. Borelli Al. Scorpioni nuovi o poco noti del Brasile.

630. Borelli fi. Descrizione di un nuovo scorpione del Venezuela.

631. Salvadori T. e Festa E. Nuova specie del genere Thinocorus.

652. Camerano L. Materiali per la storia della Zoologia in Italia. Fi- lippo Cavolini ed i suoi concetti di filosofia naturale.

633. Zavattarì E, Materiali per le Fauna Alpina del Piemonte.

Imenotteri della valle del Roia.

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BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

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Dott. ALFREDO BORELLI

Di una forficola poco nota della regione etiopica

Borellia (*) amdwreintîi (Borelli)

Anisolabis andreinti, Borelli in: Boll. Soc. ent. Ital., Anno XXXIX: Trimestre I-II, 1908, c.

d: Capo cordiforme, poco più lungo che largo, debolmente convesso con suture poco distinte, l’occipitale segnata da una leggera depres- sione; nero-pece colla parte anteriore del clipeo gialla, labbro supe- riore e palpi boccali giallo bruni, lucente con alcuni punti legger- mente impressi sparsi sulla superficie. Antenne di 20 articoli il primo giallo-testaceo, claviforme, gli altri bruni o bruni olivastri ad ecce- zione degli articoli 16 a 18 totalmente od in parte bianchicci, pube- scenti. Terzo articolo cilindrico di lunghezza uguale ai due terzi del primo, quarto e quinto di lunghezza uguale fra loro, appena più lunghi che larghi, subconici quasi sferici, gli altri conici più lunghi e più sottili, allungantisi insensibilmente e gradatamente dal sesto all’ultimo.

Pronoto quadrangolare cogli angoli posteriori debolmente arroton- dati, poco più lungo che largo, di larghezza posteriore alquanto su- periore a quella anteriore e pressochè uguale a quella del capo. De- bolmente convesso, alquanto depresso lungo i margini laterali legger-

(*) BoRELLIA Burr. Genere istituito per le specie del genere Anisolubis Fieb. for- nite di elitre rudimentali. Maleolm Burr, in: Note on the classification of the Dermaptera, Deutsch. Ent. Zeitsechr. Heft II p. 325, 1909.

mente riflessi; segnato per metà della sua lunghezza da un leggero solco mediano fiancheggiato da due impressioni dirette obliquamente verso l'esterno. Bruno-rossiccio, più chiaro del capo, coi margini late- rali, ed in alcuni esemplari anche il margine posteriore, orlati di testaceo. Mesonoto del colore del pronoto, fornito sui lati da due elitre rudi- mentali rappresentate da due pieghe scagliose le quali vanno allar- gandosi fortemente dalla base all’apice e non lasciano libero, fra i loro margini interni fortemente arrotondati, che uno spazio inferiore al terzo della superficie del mesonoto che oltrepassano coi loro mar- gini posteriori arrotondati ; di colore bruno, screziate di testaceo in alcuni esemplari, leggermente rugose e sparse di alcuni punti. Metanoto di colore castagno, fornito di alcuni punti sparsi sulla superficie; di lunghezza superiore a quella del mesonoto, allargantesi gradatamente dalla base all’apice, fortemente concavo posteriormente.

Zampe di colore giallo testaceo: femori del primo paio ornati sulla faccia anteriore di una piccola macchia mediana appena distinta, tibie leggermente oscurate di bruno alla base.

Seumenti dell’ addome di colore nero-pece lucenti, molto legger- mente punteggiati con alcuni punti più fortemente impressi disposti in serie lungo il margine posteriore; allargantisi debolmente dal pri- mo al settimo restringentisi insensibilmente dall’ottavo all’ultimo la li cui larghezza è uguale a quella del terzo. Lati dei segmenti 6 a 9 rugosi prolungati in punta triangolare oltre il margine posteriore e forniti di una leggera carena. Ultimo segmento dorsale quadrangolare, più largo che lungo, più fortemente punteggiato degli anteriori, ru- goso posteriormente, segnato da un leggero solco mediano longitudi- nale che non raggiunge il margine posteriore il quale è tronco e leg- ‘germente ingrossato. Superficie laterali debolmente infossate e fornite «inferiormente di una leggera costa.

Segmenti inferiori di colore bruno rossiccio, leggermente rugosi e ‘forniti di alcuni punti fortemente impressi sparsi sulla superficie, con alcuni peli bruni. Penultimo segmento più fortemente rugoso, grande, largamente arrotondato e convesso nei due terzi posteriori coll’apice tronco ; ultimo segmento quasi completamente nascosto ad eccezione ‘due piccoli triangoli che fiancheggiano il margine posteriore del pe- nultimo.

Pigidio poco distinto, conico, intaccato superiormente.

Branche della pinzetta nero pece, punteggiate; robuste diritte e triquetre per metà della loro lunghezza, alquanto dilatate alla base interna, poi attenuantisi gradatamente; nella secon la metà, sottili arrotondate e fortemente incurvate luna verso l’altra la destra prima

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e maggiormente della sinistra; margine interno denticulato per tutta la loro lunghezza.

g Branche della pinzetta lunghe e simmetriche, contigue, quasi diritte, robuste alla base, assotigliantisi gradatamente sino alle punte debolmente ricurve che s’incrociano la destra sopra la sinistra; tri- ‘quetre per metà della loro lunghezza, poi arrotondate: margine in- terno bordato e leggermente dentellato.

Lunghezza totale del corpo, o: 18,5 - 9: 17. Branche della pinzetta, 7: a destra 2 a sinistra 2,2 - 9 2,5.

Hab. Abissinia.

Parecchi esemplari & e 9 raccolti dal Dott. G. Negri: nelle praterie dell’altipiano fra Balci e Addis Abeba a Managascià nella valle dell’Auasch.

Specie che ricorda la Borellia moesta (Genè) colla quale essa fu probabilmente confusa, da cui però è ben distinta per la forma delle elitre ed il colore delle zampe; essa è molto vicina alla BoreZlia an- nandateî (Burr) di cui il Sig. Malcolm Burr ebbe la cortesia di man- darmi il tipo in comunicazione, ma ne differisce per il colore delle antenne e delle zampe e per la molto minore dilatazione dei segmenti dell'addome. Dalla BorelZtia stàli Dohrn, essa si distingue per la mole maggiore ed il colore delle antenne e delle zampe.

La Borellia andreinii fu descritta incompletamente su un esem- plare femmina (*) trovato nella colonia Eritrea dal dott. Alfredo An- dreinii; i numerosi esemplari che il dott. Giovanni Negri botanico ben noto, assistente presso l'orto botanico della R. Università di To- rino, raccolse «durante un suo viaggio in Abissinia (Agosto-Febbraio 1909), mi permettono ora di completare la mia descrizione e di stabi- lire i caratteri distintivi di questa specie.

Mi faccio un dovere di esprimere i miei più vivi ringraziamenti al dott. Negri il quale fece generoso dono al R. Museo di Zoologia di Torino dell’interessante materiale entomologico radunato durante il suo viaggio.

(*) Loc. cit.

Pubblicato il 31 Gennaio 19100 Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore responsabile.

1858 Ti;. Pietro Gervvite Torino

IMOLA. LENO

DEI

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

umero 617 Volume XXV ==

Dott. LuIGI COGNETTI DE MARTIIS

Sulla funzione fagocitaria delle BAZALZELLEN nella ghiandola ermafroditica di HELIX POMATIA.

Nota preliminare

La ghiandola ermafroditica della ZMelir pomatia è già stata più volte oggetto di studio. In special modo venne esaminato in essa il suecedersi dei: fenomeni citologici in rapporto alla produzione deeli elementi sessuali (1).

Alcuni. autori rivolsero la loro attenzione anche agli elementi nu- tritori dei prodotti sessuali in via di maturazione. Fra tutti si di- stinse. ANCEL (1902), il quale in un suo importante lavoro (2) trattò a

lungo, in speciali capitoli, gli elementi nutritori le cellules /olicu- laîres che. alimentano i ‘prodotti sessuali femminili. Gli elementi

nutritori. dei prodotti sessuali maschili vennero presi in esame, fra altri, da PLATNER e da BoLLEs LEE in special modo. PLATNER diede Toro il nome di BASALZELLEN (53).

In questa breve nota non intendo diffondermi in particolari ‘citolo- gici, ricordo soltanto alcuni fatti che mi si rivelarono in questi ul- timi mesi (Novembre-Gennaio), nel corso di una serie di indagini sul

(1) Cito ad: esempio i lavori di PLATNER (1885-89, di GODLEWSKT (1897), di ANGEL :(1902), di BoLLES LEE (1896-1904) tacendo di molti altri non meno impor- tanti.

(2) Cfr.: Archives de Biologie, vol. 19.

(3) Cfr.: Archiv fir mikroskopische Anatomie, vol. 25 (1885).

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comportamento dei prodotti sessuali maschili nella ghiandola erma- froditica di chiocciole in stato di letargo invernale.

Potei. riconoscere:

una graduale diminuzione, fino a cessazione completa, della sper- miogenesi ;

spermatozoi normali quasi sempre assai copiosi nel lume dei folli- coli della ghiandola, mescolati ad altri prodotti ;

sempre più scarsi i ciuffi di spermatozoi attaccati alle Basalzellen.

ancora copiose le Basalzellen sormontate da spermatociti o da spermatogoni o da spermatidi, gradualmente più scarsi questi ultimi.

Nelle Basalzellen riconobbi quasi sempre. con facilità, le sferette, annerite dalla fissazione con acido osmico, già segnalate da vari autori (BLoomriELD 1881; PLATNER 1885, ecc.); tuttavia non le trovai nei mesi sopra detti sempre molto abbondanti.

Nel citoplasma delle Basalzellen rinvenni, pure con estrema fre- quenza, dei corpi di forma irregolare, soventissimo alveolari, non an- neriti dalla fissazione osmica. Tali corpi hanno un comportamento caratteristico. Previa fissazione con i liquidi di Flemming, e di Bouin, o di Perény, o di Gilson, o con sublimato picro-acetico, si colorano intensamente con l’ematossilina ferrica, metodo Heidenhain, e più o meno intensamente in azzurro con bleu di metilene policromo dell’Unna, come pure con l’emallume acidificato.

L'origine dei corpi suddetti mi rimase dapprima affatto oscura, ma ultimamente potei precisare la loro derivazione almeno in parte da elementi maschili più spesso spermatozoi introdotti nel citopla- sma delle Basalzellen. Queste ultime sono prive di membrana cellu- lare, e mostrano delle protuberanze di vario aspetto verso il lume dei folticoli sonadiali. il che fa supporre la possibilità di emettere pseu- dopodi. A questo riguardo mi occorrono altre osservazioni.

Posso per ora affermare con sicurezza la presenza di spermatozoi nel citoplasma di Basalzellen, anche quando queste portano alla su- perficie degli elementi maschili în via di maturazione (ad. es. sper- matociti).

Tali spermatozoi appaiono sempre avvolti a spirale, per solito pa- rallela a un piano, isolati o in matassa di pochi elementi.

Il capo ed il cilindro assile (BoLLes LEE 1904) subiscono una gra- duale disgregazione, pur conservando affinità per certe sostanze colo- ranti, e si trasformano nei corpi di forma irregolare sopra ricordati.

Sulle ulteriori trasformazioni di questi ultimi non posso per ora riferire alcun dato di fatto: non è inverosimile ch’essi subiscano una degenerazione lipoide, e concorrano, sia pure in parte, alla formazione delle sferule annerite dall’acido osmico.

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La facoltà fagocitaria della Basalzellen non mi è noto sia stata ri- levata da altri. Essa mi pare sia un fatto non privo d’importanza ; an- zitutto risulta così più ampio l’uflicio fisiologico delle suddette cellule, inoltre si presenta un punto di vista nuovo sotto il quale paragonare le Basalzellen dei Gastropodi alle cellule nutritizie della gonade ma- schile di altri invertebrati (1) e dei vertebrati (2).

Se le Basalzellen, dopo che hanno fagocitato elementi maschili, de- generino e cadano nel lume follicolare per essere emesse all’esterno, ovvero siano in grado normalmente di riprendere la funzione nutritizia alla fine del periodo di letargo, è cosa che per ora non posso ancora precisare.

Tuttavia ho già sopra riferito d’aver visto spermatociti attaccati a Basalzellen nel cui citoplasma si contengono spermatozai in dege- nerazione.

(1) Cito a mo’ d’esempio le cellule di Verson o Apicalzellen dei testicoli degl’ In- setti che possono catturare degli spermatogonì la cui cromatina formerebbe dei Nahruugsk6rner destinati all’alimentazione delle rimanenti cellule germinali (GRÙN- BERG 1905), e il syneytium di cellule nutritive nei testicoli di Lithobius nel cui plasma compaiono dei grannli, tinti dall’ematossilina ferrica Heidenhain, provenienti da spermatogonî abortivi inelusi nel syneytium (TONNIGES 1902). Nei Miriapedi è pure noto il fatto di spermatociti in degenerazione « absorbés, à la suite d’une sorte de. phagocytose par les spermatocytes voisios » (BouIn 1903 .

(2) Per i Vertebrati ricordo: la « résorption phagocitaire des spermatozoides... par englobement et digestion à l’intérieur des cellules falliculaires » descritta per Molge vulgaris (L.) da PERÈZ (1904), e la fagocitosi di spermatozoi in apparenza normali per opera del « syneytinm nourricier (cellules de Sertoli) » constatata in Mus da REGAUD (1901).

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Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore vesponsabile. © | 1909 Tip. Pieteo Gerbone Torino. ||| °° ana ©

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BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

Numero 618 Volume XXV

Viaggio del Dr. Enrico Festa nel Darien, nell’Ecuador e regioni vicine

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Dott. GIORGINA PANGELLA

Buprestidi.

Il prof. Camerano, gentilmente mi concesse in istudio la piccola collezione di Buprestidi, che ancora rimaneva, del numeroso e ricco materiale raccolto dal dott. cav. Festa, durante la sua permanenza all’Ecuador.

Le località da cui proviene il materiale sono :

Guayaquil nella parte orientale;

Gualaquiza, Valle del Rio Santiago nella parte meridionale; Valle di Chillo nella regione interandina

Chrysestes Sol.

C. tripunctata Fabr., Mant. Jns. Vol. I pag. 179 (1787) - Kerr. Ge- nera Insectorum pag. 59. - Gory, Monog. des Buprestides Supp. 1, Vol. 4 pag. 122 tav. 21, fig. 120 (1840).

2 es. di Gualaquiza.

Euchroma Sol.

E. gigantea Lin. Syst. Nat. pag. 408 (1758). Kerr. 1. c. pag. 68.

16 esemplari di cui 10 e 4 ; di Gualaguiza, 1 0 valle Santiago, 10 valle Zamora.

La lunghezza degli esemplari varia nei 9 dai 52,5 mm. a 60,5 mm., nelle 9 dai 56 ai 64 mm. Varia è pure molto la colorazione della parte superiore del corpo, degradante dal cupreo intenso al verde o- paco e al verde violaceo; sul pronoto le due macchie oculari sono in

generale, circolari, ed hanno una tinta rosso cupa, delimitata all’ in- giro da un cerchio di colore cupreo o di color nero, ed allora sono privi della linea circolare. Irregolare è pure la.granulazione delle e- litre, ora fine ed eccentuata, ora rugosa e meno profonda. Non vi è traccia di denticolatura all’estremità apicale delle elitre: mentre è sempre presente la spina terminale, Le zampe hanno predominante una colorazione bluastra. _— Esiste al Museo un esemplare 9 donato dal Cav. Festa e prova- niente da Punta di Sabana (Darien) in cui la colorazione « vert mé- tallique a reflets cuivrex et pourpres très éclatants » è veramente tipica, e tre esemplari, 2 e 1 g proveniente dal Venezuela, i quali si potrebbero piuttosto ascrivere alla Z. gigantea var. goliaih Gory (Monog. Bup. Vol. 2 pag. 7): infatti essi presentano le macchie «el pronoto rare, punteggiate, e quasi ovali, e nella parte terminale delle elitre numerosi e piccoli dentini, oltre alla spina terminale. Quanto alla forina del corpo « proportionnellement plus large et plus courte » credo non potersi prendere come dato assoluto, poichè nelle 2 9 osservai una lunghezza di 60 min. accompagnata da uno sviluppo medio in larghezza e nel & una riduzione di mole sia in larghezza che in lun- ‘ghezza; infatti esse sono rispettivamente di 10 e di 49 mm: ed os- servanilosi inoltre tale irregolarità nella specie tipica. La colorazione è verde metallica nei o, nella 9 verde cupreo. Benchè gli esemplari non siano in gran numero, pure ho potuto osservare come difficilmente si riesca a trovare due individui uguali, e come esista tra l’uno e l’altro una serie continua di passaggi da in- durmi a credere, che ben a ragione il Kerremans abbia scritto (Kerr. Gen. Juseet. pag. 68) « qu'il existe tant de passages et tant d’hybri- dités entre les trois types - £. gigantea Lin. E. goliath Castel. e Gory, E. hurperi. Sharp - que jestime qu'il est preférable de les réunir ».

Fetinogonia Spin.

E. camposi Thery, Le Naturaliste pag. 154 (1905).

2 esemplari di Guayaquil, perfettamente identici ai tipi esistenti in questo Museo e provenienti dalla medesima località; la colorazione solamente si presenta rosso cupo, mentre che nei tipi tende al ver- dastro. i i

A. subsinua Gory, Monog. . Bup.. Vol. Per: Supp. pag. 289 tav. 48 i fig. 28&--Kerr. ]. c. pag. 179. i ; 1 esemplare di Valle di Chillo assai in cattivo stato.

i Alhgio PRSE:

Chrysobothris Esch.

C. sexpunctata Fabr. Syst. Ent. Vol. 2 pas. 266 (1801) Kerr. 1. c. pag. 184. 2 esemplari di Valle Santiago.

Hyperantha Mann.

H. interrogationis Klug, Ent. Brasil, pag. 6 tav. 40 fig. 4 (1827). Kerr. l. c. pag. 217. 1 esemplare di Gualaquiza.

Agrilus Steph.

A. longiusculus Castel. e Gory, Mon. Bup. Vol. 2 pag. 68 tav. 15 fig. 91 (1839). Kerr. l. c. pag. 287.

1 esemplare di Valle del Mira in cui la colorazione è bronzata, piuttosto che « pourpre foncé » specialmente nella parte superiore del corpo: ben netta e delineata è la piccola carena che si eleva nell’impressione laterale del pronoto dall'angolo posteriore sino alla metà della lunghezza di esso.

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Pubblicato il 28 Aprile 1910

Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore responsabile.

1991 Tip. Pietro Gerbone Torino

BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

Numero 619 Volume XXV

Viaggio del Dott. A. Borelli nel Chaco Boliviano, nel Matto Grosso e nella Repubblica Argentina.

Dott. GIORGINA PANGELLA

Buprestidi.

Fra il ricco materiale raccolto dal Dott. Cav. Alfredo Borelli nsî suoi viaggi al Chaco Boliviano, al Matto Grosso e alla Repubblica Argentina negli anni 1895-96 e che già quasi tutto fu illustrato in questo Bolletiino, rimaneva ancora la collezione dei Buprestidi, che è appunto oggetto della presente nota.

I materiale è assai esiguo, se il confronto si estende sia col ma- teriale numeroso delle altre collezioni, donate dal predetto dottore al Museo Zoologico di Torino, sia col numero della specie dei Buprestidi americani; tuttavia, non senza interesse riesce la locatità, conside- rando specialmente quella del Matto Grosso e del Chaco Boliviano, poichè la Repubblica Argentina, per quanto potei constatare, fu 0g- getto di ricerche e di studi in questi ultimi anni.

Le specie sono appena 11, di cui una nuova varietà raccolta sui fiori di mimose.

e località da cui proviene il materiale sono :

Nel Matto Grosso: Urucum.

Nel Chaco Boliviano: Caiza ed Aguairenda.

Nella Repubblica Argentina: Salta, San Lorenzo, San Pablo.

Euchroma Sol.

E. gigantea Linn. Syst. Nat. pag. 408 (1758) Kerremans, Genera Insectorum pag. 68. 2 esemplari 9.di Urucum.

Pelecopselaphus Sol.

P. basalis Kerr. Ann. Soc. Enton. Belg. pag. 329 (1899) Kerremans, Genera Insectorum pag. 58. 1 esemplare di Caiza. Eampetis Spin.

L. tucumana Guérin e Puch. Gen. Inscet, N. 2, tav. VI (1835) - ‘Castelnau e Gory, Monog. des Bupr. Vol. V pag. 35, tav. VIII fig. 40 (1836) Kerr. id. pag. 93.

22 esemplari, di cui 17 di Salta e 5 di San Lorenzo.

Variabili assai nella mole, poichè tra individui di lunghezza con- siderevole, si trovano altri in cui la statura raggiunge appena i 18 mn. Variabile pure è il numero e l’ordine delle macchie pelose sulle elitre, notando però una certa regolarità nella prima linea, la quale è sempre formata da 4 macchie poste in linea retta o in leggera ondulazione. Dei 22 esemplari, solamente quattro, presentano nella parte superiore del corpo, una spiccata ed intensa colorazione bleu: colorazione che ‘nei rimanenti individui appare nerò-violacea eon predominio al nero. “Le zampe seguono la ‘colorazione della parte inferiore del corpo.

Colobogaster Sol.

Kerremans. Cont. r. Soc. Entom. de Belg. vol. 34 pag. 135 (1890). °C. cayennensis Herbst, Coleop. Vol. 9 pag. 56 tav. 153 fig.3 (1801). ‘Castel. e Gory. Morn. Bup. Vol 2 pag. 4 tav. 1 fig. 1 (1838). Kerrem. “dd. pag. 182.

Un bellissimo esemplare di Caiza.

Chrysobothris Esch.

srrw 4 rugosa: Centel. e Gory - Mon. Bup. Vol. 2, pag. 54, tav. 10,‘fig: 74 (1838). Kerr. id. pag. 186.

1 esemplare di Salta.

I caratteri corrispondono assai bene: tuttavia manca il piccolo in- fossamento nel mezzo delle elitre ela lunghezza dell'esemplare è i 70 ie I

spec. i i i esemplari di Caiza e. 2 da Salta.

ima gal i “e Phitiseus- Sol. miro P. fuscipennis Kerr. Ann. Soc. Ent. de Belgique Vol. ‘43 pag. 339 (1899) - Kerr. id. pag. 201. i (15Ì Fies.-di Salta:

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> vi

Dactylozodes Chev..

Dactylozodes dispar Kerr. var. Borellit n. var. Fusco-aenea, griseo villosa, valde affinis D. dispar Kerr.; pronoto

fortiter, punctato, medio longitudinaliter sulcato ; margine laterali

flavo ; elytris costatis, inlerstiliis irregulariter punctatlis: elitrorum vihta longiludinali marginalique flavis.

2 esemplari di San Lorenzo.

I) lungh. 16 mm. larg. 5,5 mm.

II) STILO 45 mm.

1 due iii: sono prossimi alla D. dispar. Kerr.: alcuni carat- teri però l’allontanano dal tipo descritto dal predetto autore nel « Ge-

‘nera Insect, » senza essere tali, tuttavia, da indurmi a creare una

[

nuova specie. La forma del corpo è allungata, leggermente ristretta nella parte posteriore. Il capo e il pronoto presentano una colorazione bronzata,

‘e sono ricchi di fine peluria giallo grigiastra e di punteggiature, come

nella specie tipica; tuttavia il pronoto presenta lateralmente una linea longitudinale gialla carica, simile a quella delle elitre, e un leggero solco mediano, delimitato nella parte posteriore, dinanzi allo scudetto, da due infossature.

Le elitre hanno una colorazione bronzo-bluastra e non « bleu-ver- dàtre » e presentano quattro coste, di cui le prime due, sono rial- zate alquanto e poste fra due serie di punti irregolari sviluppati : le altre due rimanenti, quasi appiattite insieme colla linea marginale, prendono una colorazione giallastra, leggermente più chiara di quella del pronoto, formando così una fascia longitudinale, che si estende dalla base al terzo posteriore della lunghezza delle elitre, dove tale macchia si allarga trasversalmente sino alla prima costa. Sotto a questa, e a minima distanza trovasi una seconda fascia trasversale preapicale, estesa sino alla sutura. La parte apicale è perfettamente bleu, arrotondata e con numerosi dentini alla sua estremità. Su tutta la superficie delle elitre si nota la presenza della fine peluria. La parte inferiore del corpo è simile alla specie tipo.

Dunque, la fascia longitudinale giallo-chiara presuturale, presente nella D. dispar. Kerr. manca in questi esemplari; dove è presente la sola striscia longitudinale marginale, alquanto sviluppata, e le due striscie, trasversale e presuturale; il pronoto, ha ai lati la striscia

..«Gialla, di cui non_è fatta menzione nella descrizione della specie D. ___dispar. Kers. SE da Tucuman @Repubblica Argentina).

Gur'e i;

- Hyperantha Mann.

H. stempelmanni Bere. Ann. Univ. Buenos- Ayres tav. 6 p. 154 (1889).

Trent: st, pag. 219.tav 2 oi

“)

2 esemplari perfettamente tipici di Aguairenda. Corydon Deyr.

C. niîtiidicoltis Castel. e Gory - Mon. Bup. Vol. 2 pag. i8 tav. IV fiv. 28 (1830).

Kerr. id. pag. 226.

ì esemplare di Aguairenda.

L’esemplare, è assai in cattivo stato, e con una colorazione pre- valentemente bluastra.

Stenogaster Sol.

S. globitorax Gory - Mon. Bup. Suppl. Vol. 4 pag. 201. tav. 33. figo /(d92 (0841). Vceni..id. pago 299: l1 esemplare di Caiza.

Aurilus Steph.

A. multispinosus Klug - Entom. Bras. pag. 8 (1879) Cast. e Gory - Mon..Bup:. Vol! 27 pag: 9; tav 27 fig, Raro id ipag. 9288: 3 esemplari di San Lorenzo.

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Pubblicato il 28 Aprile 1909

n

Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore responsabile

1995 Tip. Pietro Gerboue Torino

BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

Numero 620 Volume XXV

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LEOPOLDO CHINAGLIA

HELODRILUS (EOPHILA) LAURENTI! n. sp. Nuovo lumbricide italiano.

L’agosto dell’estate scorsa (1909) raccolsi a Collio (Val Trompia), a 1000 m. circa sul livello del mare, un esemplare adulto di questa specie, ignota prima d’ora. Esso presenta la coda anormalmente ri- generata, in modo analogo al Lumbricide raffigurato dal Ribaucourt a fig. 65, pl. II, del suo « Etude sur la Faunne Lombricide de la Suisse » (1). Ciò non ostante l’individuo sopra detto mi ha offerto ca- ratteri tali da permettermi di distinguervi una nuova specie di He- lodrilus.

Caratteri esterni. - Lunghezza, senza la coda rigenerata, mm. 88; compresa la coda, mm. 46 circa. Diametro, al clitello, mm. 4. Numero dei segmenti, senza la coda rigenerata, 110; compresa la coda, 185 circa.

Forma cilindrica, pochissimo appuntita alle estremità, quasi tronca. I segmenti sono assai ravvicinati, contratti l’uno contro l’altro.

Colore (in alcool) giallo-rossigno di argilla; uniforme sopra tutto il corpo ad eccezione del clitello. Questo è più chiaro, biancastro, non rilevato.

Prostomio largo e breve, con processo posteriore poco cospicuo, subtriangolare, incidente ‘/, dell’anello cefalico (capo pro-epilobo). 11 suo contorno è ben visibile tutto all’ingiro.

Isegmenti 3-11 sono più lunghi dei rimanenti. A partire dal sono leggermente pluri-annulati, biannulati, invece, dal 13° al 29°,

Setole strettamente geminate, tali che :

be < aa < dd, dd > '|, perimetro,

(1) Revue Suisse de Zoologie, vol. IV, 1896,

ala

Papille ventrali, abbastanza rilevate, a partire dal 10° segmento fino al 13°.

Clitello ben visibile, non rilevato, ai segmenti 309-399 (=10).

Tubercula pubertatis in linea, rilevata, continua, separati dai solchi intersegmentali; appena al disopra delle setole 4, ai segmenti 34°-370.

Aperture maschili piccolissime, appena visibili sotto forma di pic- cole fessure a labbra leggermente rilevate, al 15° segmento, immedia- tamente al disopra della linea 4.

Aperture delle spermateche in due paia, agli intersegmenti 9-10 e 10-11, al livello delle setole c d.

Porî dorsali non molto facilmente visibili. Il primo all’ interseg- mento 4-5.

Caratteri interni. = Dissepimenti 6-10 fortemente ispessiti.

Stomaco occupante i due segmenti 14° e 15°,

Ventriglio muscoloso al 16° e 17°.

Testes liberi.

Sacchi seminali in due paia ai segmenti 11° e 12°. Quelli del 12° più cospicui, leggermente sporgenti nel 13°.

Spermateche, piccole, ai segmenti 10° ed 11°.

Dedico questa specie al mio maestro, il Prof. Lorenzo Camerano!

Helodrilus (E.) Laurentii appartiene al gruppo di specie, prevalente nel sottogenere Zoprila, munite di due paia di spermateche apren- tesi agli intersegmenti 9-10 e 10-11, e con setole strettamente ge- minate.

Si distingue facilmente dalle forme congeneri per il clitello più arretrato, e per la posizione dei tubercula pubertatis.

Anche 177. (E.) Gestri, Cognetti, infatti, che più si avvicina, per questo riguardo, alla nuova forma, se ne differenzia per i limitì ‘del clitello che occupa anteriormente, un segmento e, posteriormente, due segmenti di più.

Così pure i tubercula pubertatis hanno nella nuova specie esten- sione minore.

H.(E.) Gestriîelit: 29%41°; ‘tub! pub. |, 349 3503835 1/2139%

H. (E.) Laurentii: clit. 30°399; tub. pub. 349-37°

È notevole che queste due specie, abbastanza simili fra di loro, vivano in località differenti, infatti: il Gest? è noto, finora, della Li* guria, (1) mentre il tipo del Laurenti? proviene dalla Lombardia.

(1) Cfr. L. Cognetti de Martiis. - Lombrichi liguri del Museo Civico di Genova - Annali Museo Civico Storia Nat. di Genova. Serie 3°, Vol. II (XLII), 1905.

Pubblicato il 28 Maggio 1910 Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore responsabile, 2048 Tip, Pietro Gerbone Torino

BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

= Numero 621 Volume XXV

Dott. EDOARDO ZAVATTARI

Sulla posizione sistematica del genere BRADYNOBAENUS Spin.

Nella grande revisione dell’intero ordine degli Imenotteri e più spe- cialmente nella parte riguardante la « Classification of the fossorial, predaceous and parasitic Wasps, or the superfamily Vespoidea » il Dott. W. H. Ashmead ha preso pure in considerazione lo strano ed interessante genere Bradynobaenus Spinola del Chile, creando per esso la speciale sottofamiglia delle Bradynobaeninae, che costituisce insieme alle altre due sottofamiglie Myrmosinae ed Apterogyninae la famiglia d:lle Myrmosidae (Canad. Entomg. Vol. XXXV 1903 pa- gina 199-205).

L’ampia e severa critica che l’ Andrè (Revue d’ Entomologie. Caen 1904 p. 27-41) à fatto dell’opera dello Ashmead per quanto riguarda la famiglia delle Mutilidae mi ha spinto, avendo agio di esaminare la raccolta Spinola, a studiare, allo scopo di integrare l’opera dello stesso Andrè, la questione della posizione del gen. Bradynobaenus, lasciato da quest’autore in disparte, perchè da lui non conosciuto in natura.

Lo Ashmead non espone le ragioni, che lo hanno indotto a porre il Bradynobaenus Gayî Spin. fra le Myrmosidae, mentre era per l’addietro collocato fra le Scolzidae, ma appare chiaramente che gli unici carat- teri, sui quali egli si è basato, sono per quanto riguarda la femmina la mancanza delle ali e la peculiare struttura del torace diviso in due parti, e per quanto riguarda il maschio una serie di caratteri negativi, che non corrispondono minimamente alle generalità attri- buite alla famiglia.

Senonchè prima di venir a discutere le affinità del gen. Bradyno- baenus occorre tener presente un fatto di notevole importanza, ed al

ag,

quale parmi non si sia invece fatto caso ; si tratta cioè dell’assimila- zione dei due sessi.

Spinola descrisse nel sesto volume della Zoologia della « Historia fisica y politica de Chile por Gay 1851» a pag. 281 con una diagnosi latina assai sommaria, ma con una lunga e buona descrizione spa- gnola, il gen. Bradynobaenus e la rispettiva specie Bradynobaenus Gayî (p. 286), basandosi esclusivamente su alcuni esemplari femminei; a pag. 305 della stessa opera descrisse parimenti l’altro genere Chestus e la relativa specie Chestus Gayi (pag. 307) basandosi esclusivamente su esemplari maschili. In fine alla descrizione di quest’ultimo genere, cioè il Chestus, egli aggiungeva: (p. 307) «? Debemos en este ver el macho de nuestro Bradynobaenus? El hecho es posible y talvez tambien probable. Sin embargo hasta ahora no tiene en su favor mas que una suposicion puramente gratuita. En el estado actual de nve- stros conocimientos el Chesto es un macho que aun no tiene hembra conocida ». Alcuni anni dopo e precisamente nel 1881 (Trans. Entomg. Soc. London p. 3887) Westwoud descrisse il Dyscolesthes canus basato solo sul maschio, che, come già supponeva lo stesso Westwoud, non differisce dal Chestus Gayî Spin. e col quale va perciò posto in sino- nimia.

Dopo di ciò arriviamo, a quanto risulta dal catalogo del Dalla Torre (Vol. VIII p. 120), fino al 1892, epoca in cui Saussure nel ventesimo volume dell’« Histoire de Madagascar par Grandidier » (p. 250) di- scute la posizione del gen. Bradynobaenus fra le varie forme delle Scoliidae trattando dei due sessi contemporaneamente e non citando affatto il Chestus. Infine Ashmead nel riferire le caratteristiche della sua nuova sottofamiglia, non accenna minimamente al fatto che i due sessi vennero primieramente descritti come generi distinti.

Ora si presenta subito una prima domanda: chi ha trovato i due sessi accoppiati così da poter parlare di essi come se si trattasse di un solo genere? Dalle citazioni riportate più in alto non appare che oltre ai descrittori, altri abbia parlato di queste curiosissime forme.

Spinola ha descritti i due generi separatamente: il Bradynobaenus subito dopo il gen. MuzzZZa, il Chestus dopo i Tinnidi alla fine della famiglia delle Muzi/larias in cui pone nell’ordine seguente i generi : Mutilla, Bradynobaenus, Thynnus, Corynura, Oelurus, Chestus, e solo con molto dubbio ha supposto che Bradynobaenus e Chestus rappre- sentassero i due sessi di uno stesso genere.

Date queste conoscenze, siamo noi autorizzati a considerare le forme descritte da Spinola come i due sessi di uno stesso genere 2 To credo che ciò non'sia possibile, sapendo come queste immaginarie assimila- zioni siano spesso fallaci, ed osservando quanto siano differenti i due

de

‘pretesi sessi così da riescire grandemente difficile basandosi sui loro caratteri poterli collocare ambedue nell’una o nell’altra famiglia di imenotteri.

Stimo quindi più corretto, discutendo delle affinità delle forme in questione, considerare distinti i generi Bradynobaenus e Chestus. Di- sgraziatamente nella raccolta Spinola, mentre esistono i tipi del Bra- dynobaenus Gayi Spin. (4 g) mancano quelli del Chestus Gayi Spin, cosicchè del primo potrò parlare con dati di fatto, sul secondo non farò che le poche osservazioni che si possono dedurre dalle figure e dalle descrizioni di Spinola e Westwoud.

La famiglia delle Myrmosidae è caratterizzata secondo Ashmead nel modo seguente: « Females always apterous. Thorax in the female divided in two parts; pygidium normal; hypopigium in male produced into a sharp aculeus, wich curves upward (very rarely simple unar- med); hind wings with a distinet anal lobe, the cubitus originanting from the apex of the submedian cell, interstitial with the transverse median nervure, or rarely originating beyond it (Proceed. Unit. St. Nat. Mus. Vol. XXIII. 1901. p. 197)». Come nota tuttavia lo stesso Ashmead (Cand. Entg. XXXV, p. 199.) numerose sono le forme, che non offrono tutti i caratteri, che egli attribuisce alla sua famiglia; così, ad esempio i maschi dei gen. Myr,nosa Latr., Myrmosida Sm., Ephutomina Ashm. presentano lipopigio inerme, così le femmine del gen. Ephutomma Ashm. hanno il torace tripartito ed un facies assal differente dalle altre My0sidae; dimodochè Andrè (Hyménopt. Eu- top. Alg. T. VIII. Mutillides p. 137 Revue d’Entomolg. Caen. 1904, p: 29) stima doversi il gen. Ephultomma Ashm. riunire alle.vere Mu- lillidae (intese anche nel senso di Ashmead) anzichè collocarlo fra. le Myrmosidae. E veniamo infine al gen. Bradynobaenus ed alle pretese sue aflinità colle Myrmosidae.

Basandosi esclusivamente sui due soli caratteri della mancanza delle ali e della struttura del torace diviso in due parti, Ashmead ha piena ragione nel porre il genere di Spinola accanto a Myrmosa Latr., Aple- rogyna Latr. Chyphotes Black. ecc., ma va osservato che le atflinità fra due o più forme vanno ricercate non soltanto in uno o due carat- teri, ma nel complesso dei caratteri stessi, in modo che fra i vari ge- neri esista tutta una serie di disposizioni, che ne permetta il ravvi- cinamento.

Ora è appunto questa concomitanza di caratteri numerosi, la quale giustificherebbe la classificazione del Bradynobaenus fra le. Myrmo- sidae, che viene nel nostro caso a mancare, e già un semplice e super- ficiale esame dimostra quanto errato sia il modo di vedere dello Ashmead.

AAT, pa

Come ho già fatto rilevare, la descrizione spagnola di Spinola è molto minuta ed accurata, tantochè non reputo necessario ridarne un’altra, ma credo piuttosto conveniente richiamare le osservazioni di Saussure, sui rapporti e le affinità delle varie forme, che costitui- scono la sua sottofamiglia degli Scolines.

«Les Meria femelles » dice infatti Saussure (Histoire de Madagascar Vol. XX. p. 248) « forment un passage des Scoliens aux Bradynoboe- niens par leur corps poli, specialement la téte et l’epipygium, par leurs antennes gréles et moniliformes, leur téte aplatie à occiput pro- longé et tendant à prendre une position horizontale, leur pronotum séparé du mésonotum par un sillon droit, leurs femurs très compri- més et très dilatés, leurs tibias comprimés et dilatès, leurs tarses pourvus en dessous de peigne de petites èpines, enfin par leur ten- dence à perdre les organes du vol. Sous ce rapport il taut noter que plus les ailes se raccourcissent chez les Meria et plus les formes du corps et le facies se rapprochent de ceux des Bradynobaeniens..... »

Ora è chiaro che queste caratteristiche, che s’incontrano nelle fem- mine del gen. Meriza hanno certamente una notevole importanza, e benchè numerose e grandi siano le differenze, che intercedono fra quest'ultime ed il Bradynobaenus, pur tuttavia è manifesto, che si tratta di forme assai vicine e notevolmente regredite per quanto ri- guarda il genere di Spinola.

Del resto anche l’esame degli esemplari tipici mostra chiaramente le affinità del Bradynaboenus con gli Scolidei, mentre allontana qual- siasi idea di ravvicinamento di esso alle Myrmosidae, colle quali non ha di comune che la mancanza delle ali ed il torace bipartito, somi- glianze imputabili solamente al sistema di vita molto simile e non ad affinità di parentela.

Invero la forma generale del corpo e più specialmente delle zampe e dell’addome del Bradynobaenus è al tutto simile a quello delle Me- ria e totalmente differente da quello delle Myrmosinae ed anche l’a- spetto del capo, lo sviluppo notevole dell’occipite, la piccolezza e la forma degli occhi allontanano queste ultime dal primo.

Rimane quindi dimostrato chiaramente che la riunione delle sotto- famiglie Bradynobaeninae, Myrmosinae, Apterogyninae nell’unica fa- miglia delle Myomosidae proposta da Ashmead è irrazionale ed arti- ficiale, e mentre le due sottofamiglie Myrmosinae ed Apterogyninae anzichè costituire una tale famiglia, più rettamente, come opina Andrè, vanno incluse, smembrate e diversamente raggruppate, in quella più vasta delle Mutillidae, la sottofamiglia Bradynobaeninae deve essere separata da esse e posta invece fra le Scolzidae, colle quali ha grandi e molteplici affinità. .

une di

Assai più complessa ed incerta è la questione riguardante il Chestus Spin., considerato come il maschio del Bradynobaenus. Ho già prece- dentemente fatto rilevare come l’assimilazione di questi due generi sia assai arbitraria, non essendo mai stati, per quanto mi risulta, rinvenuti i due sessi accoppiati, assimilazione tanto più azzardata data la notevole differenza delle due forme. Saussure infatti, mentre ritrovava facile la classificazione del Bradynobaenns (g) fra i suoi Scolines osservava che « si les Bradynobaeniens se rattachent aux Merites par les femelles, ils sen écartent d’une manière très sensible par les males (op. cit. p. 248 nota)» e più oltre (p. 250) aggiungeva: « Les affinites des màles sont moins distinetes. Ils se rapprochent peùt-ètre aussi des Meria à ailes atrophiées par la parte des nervu- res de leurs ailes, et l’ armue de l’ ypopygium est tout analogue è celle des Scolides (il che mi pare alquanto discutibile se si giudica dalle figure di Spinola), mais leurs antennes longues et gréles rappel- lent le type de la tribu des Thynniens ».

Per tutte le considerazioni su esposte risulta quindi chiaramente che il gen. Bradynobaenus (9) deve senza alcun dubbio essere posto insieme agli Scolidei, benchè in una sottofamiglia speciale; e che la posizione del Chestus (Bradynobaenus 3) è ancora assai dubbiosa, benchè con grande probabilità debba esso pure collocarsi fra gli Sco- lidei, e non certamente fra le Myrmosidae, in forza del fatto che la riunione dei due sessi è ancora arbitraria e che i caratteri del Che- stus sono assai aberranti e peculiari.

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Pubblicato il 28 Maggio 1910

Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore responsabile, 2046 Tip, Pietro Gerbone Torino

BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

Numero 622 Volume XXV

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Dott, GIORGINA PANGELLA

Di alcuni Buprestidi d'Africa e di Madagascar

I Buprestidi, di cui presento questa breve nota, furono raceolti in Africa, dal reverendo Luigi Jallà, missionario evangelico a Kazungula (Alto Zambese), dal Dott. Michele Ascensco al Lago Moero, dal capi- tano Lessona nel Sudan e dal Signor Pittarelli nell’isola di Mada- gasear, e tutti donati cortesemente a questo Museo Zoologico.

Sternocera Esch.

S. variabilis Kerr, Compt. Rend. Soc. Ent. Belg. Vol. 30 pag. 9 (1882), Kerr. Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 37 pag. 56 (1888). Kerr. Genera Jnse- ctorum pag. 9.

2 esemplari Lago Moero. Specie diffusa sulle rive orientati ed occidentali del lago Tanganika, ed in Ugunda.

S. bictifera Klug, Monatsber. Ahad. Wie Berlin 1855 pag. 644 - Kerr. id. Kerremans. Gener. Insect. pag. 9.

(Gli esemplari sono piuttosto da riferirsi alla var. « funebris » più che al tipo «luctifera » mancando il largo infossamento laterale, ricco di tomentosità biancastre.

6 esemplari, di cui 4 di Zanzibar e 2 di Kazungula.

L'habitat della specie è : Zambese, Nganmi, Mozambico, Nyassa, Bo- gamoyo, Usambara, Mharamo presso Pangani.

Julodis Esch.

J. Caillaudi Latreille - Voyag. Gaill. Vol. IV pag. 277 (1873). Mar- seul, L’Abeille Vol. 2 pag. 82 (1865) Kerr. Gen. Insect. pag. 10. 4 esemplari di Kartum. (Aralia, Nubia, ecc).

os

Acmaeodera Esch.

A. repercussa Castel. e Gory - Monog. Bup. Vol. I pag. 29 tav. Il fig. 50 (1835) - Kerr. Gen. Insect. pag. 32.

1 esemplare di Kazungula. Specie diffusa nella Segambia, nella Caffreria ed al Tanganika.

A. posticalis Castel e Gory. id. pag. 28 tav. 8 fig. 47. Kerr. Gen° Jnsect. pag. 33.

1 esemplare di Kazungula: Specie diffuse nel Sénégal e nel Zanzibar.

A. viridiaenea De Geer, Mémoires Insect. Vol. 7 pag. 361 fig. 47 (1778). Kerr. Gen. Insect. pag. 33.

1 esemplare di Kazungula. Diffusa assai in Caffreria.

A. aenea Kerr, Annales Soc. Entom. Belg. Vol. 43 pag. 269 (1899). Kerr, Gen. Insect. pag. 33.

3 esemplari di Kazungula. Specie sino ad ora, per quanto è a mia conoscenza, citata dell’Eritrea.

A. excellus Klug - Mon. Berl. Akad. Wis, pag. 644 (1855) Kerr, Gen. Insect.

2 esemplari Kazungula. La specie tipo proviene da Mozambico.

Steraspis Sol.

S. speciosa var. obscura Thomson, Rev. Mag. Zoll. pag. 295 (1879). - Kerr. id. pag. 376. Kerr.. Gen. Insect. pag. 51. _ 1 esemplare Alto Zambese, 1 Kazungula. Varietà descritta come proveniente del Sudan, Abissinia, Obok orientale. S. speciosa var. fastuosa Gerstaeher, Arch. Naturgesch. pag. 452 (1871) - Kerr, id. pag. 376 - Kerr, Genera Ins. pag. 51. ‘* 19esemplari di cui 9 & e 10 9 Lago Moero. L'estensione di questa specie va dall’Abissinia e Mozambico. S. amplipennis Fahreus, Jns. Caffrariae Vol. I pag. 311 (1851). - Kerr. l. c. pag. 379. - Kerr. Gen. Inscet. pag. 51. 1 esemplare & di Kazungula. Specie comune nell’ Africa orientale

008, squamosa Klug. Syst. Phys. (1829) tav. 1 fig. 10. Kerremans, l.

c. pag. 375. id Gen. Ins. pag. 52.

1 esemplare di Kazungula.

S. Standingeri Kerr. An. Soc. Ent. Belg. Vol. 44 pag. 282 (1900). id. Gen. Insect. pag. 52.

1 esemplare di Kazungula. Specie diffusa nell'Africa orientale te- desca.

S. ambigua Fahreus, Ins. Caff. Vol. I pag. 312 (1851). Kerr I. c. pag. 380, id. Gen. Ins. pag. 52.

2 esemplari di Lago Moero. Diffusa. e molto comune in tutta VA- frica orientale: non ancora citata però di questa località,

_— 3-

18. brevicornis Klug, Entom. Reis. pag. 29 (1885) Kerr. 1. c. pa- gina 378. Kerr. l. c. pag. 52.

2 esemplari di Kazungula. Diffusa nell'Africa orientale e occidentale.

S. psilopteroides Kerr., Ann. Soc. Entom, Belg. (1899). pag. 256. - Kerr. l. c. pag. 52. |

1 esemplare di Kazungula. - L’unico esemplare descritto dal Kerre- mans proviene dal Transvaal: questo di Kazungula, presenta qualche differenza: la colorazione del corpo è bensi « bronzé doré verdàtre » ma la linea marginale longitudinale delle elitre si presenta non molto allargata e di una bella tinta dorata: sul pronoto è appena -accen- nato un piccolo spazio mediano liscio, e non vi è traccia della linea longitudinale dorata e liscia.

Lampetis Spin.

L. allosparsa Fairm, Ann. Soc. Entom. de France (1869) pag. 210 Kerr, Gen. Insect. pag. 95.

115 esemplari di Madagascar, variabili per la mole, e per le pun- teggiature del pronoto e delle elitre.

Darmasila Thom. ORE,

D. limbalis Castel. e Gory, Mon. Bup. Vol. I pag. 18 tav. 20 fig. 104 - Kerr, id. pag. 29.

3 esemplari, del Congo e del Lago Moero.

L’ esemplare del Congo è perfettamente identico alla specie tipica proveniente da detta località, e perciò ho creduto bene ricordarla : mentre i due esemplari del Lago Moero concordano perfettamente. colla descrizione della specie « D. sublimbalis » data dal Kerremans su un individuo proveniente da Moliro (Tanganika meridionale) e de- scritto nell’Ann. Soc. Entom. Belg. (1897) pag. 227; specie che fu. poi da lui stessa portata in sinonimia nel « Genera Jnsectorum ». Gli e- semplari sono ben distinti e certamente potrebbero costituire se non una specie, almeno una varietà: l’autore avrà certamente trovato forme di passaggio dall’una all’altra per essere indotto ad unirle ad un tipo unico. |

D. albicincta Reiche, Voy. Castel. pag. 282 tav. 17 fig. 2 (1850) Kerr. Gen. Inset. pag. 96.

6 esemplari del Lago Moero perfettamente tipici. - La specie, per quanto è a mia conoscenza, abita il Sénégal e l’Abissinia.

D. umbrosa Fabr. Syst Ent. Vol. I pag. 289 (1794). Castel e Gory. Mon. des Bup. Vol. 2 pag. 29 tav. 7 fig. 30. id. Gen, Insect, p. 96.

1 esemplare di Zanzibar, Specie estesa in tutta l'Africa orientale.

sio

D. bioculata Olivier. Entoi. Vol. 2, Geri. 32 pag. 65 tav. 8 fig. 50. Cast. e Gory. Mon. Bupr. Vol. 2 pag. 77 tav. 20 fig. 103. Kerr: Gét. Insect. pag. 90.

3 esemplari di Kazungula. La specie è ricordatà come abitante il Sénégal, Zanzibar, Transvaal, Damorra.

Polybothris Spin.

P. Davidis Fairm. Ann. Soc. Entom. France Vol. 68 pag. 111 (1889). Kerr..d. e page 97.

1 es. di Madagascar.

P. quadricollis Castel. e Gory, Mom. Bup. Vol. I pag. 56 tav. XIV fig. 7 (1837). Kerr. 1. c. pag. 98.

1 esemplare di Madagascar.

P. Goryî Guér., Mag. Zool. da 62 (1883) - Castel. e Gory. Mon. Bup: id: pag. 98 tav. 17 vol. 4 (1840) fig. 96. Kerr. 1. c. pag. 98.

1 esemplare di Madagascar.

P. Lelieuri Buquet, Anni Soc. Ent. France pag. 75 tav. 3 fig. 4 (1859). Kerr. 1. c, pag. 98).

1 esemplare di Madagascar.

P. luczoti Guérin. Rev. Zool. tav. 65 (1833) - Castel. e Gory, Mon. Bup: Vol. II tav. 11 fig..69. Kerr. c. pag. 98.

2 eseniplati di Madagascar.

P. sumptuosa Klug, Ins. Mad. pag. 140 tav. 2 fit. 1 (1833). - Castel. e Gory, Mon. Bup: pag. 47 tàv. 12 fig: 62. Kerr. I. è. pag. 98.

1 esemplare di Madagascar.

P. adriventris Castel. e Goîy, Monog. des Bupr. Vol. I pag. 68 ta- vola 17 fig. 89 (1837). Keîr. l. c. pag. 99.

1 esemplare di Madagascar.

P. dlboplagiatà Castel. è Gory, Mon. Buùp. Vol. Î pag. 63 tav. 16 fit. sl.

2 es. Madagascar di cui uio 1 perfettamente tipico, l’altro, di color ileto, ton identica scultura sùl capo, sul pionoto è sulle è- lite. Parte inferiore del corpo verde lucente.

P. chtysozona Kerr, Bull. Soc. Ent. France pag. 81 (1898). Keît. l. c. pag. 99.

1 esemplare di Madagascar.

P. aeneomaculata Klug, Ins. Madag. pag. 149 (1838) Castel. Goîy. Mon. Bup: id. pag. 77 tav. 19 fig. 102. Kerr. 1. c. pag. 100.

1 esemplare di Madagascar.

P. cuprifriera Castel. è Goty, Mon. Bùp. Vol. Î pag. 59 tav. XIV fig. 75 (1837).

3 esemplari di Madagascar,

LCAE ea

Sphenoptera Sol.

Ho seguito nella classificazione di questo genere la divisione nelle 5 sezioni adottata dal Kerremans nel suo « Genera Insectorum » pa- gina 111. i

S. sulcifrons Castel. e Gory (Sez. III) Mon. Bup. Suppl. Vol. 4 pag. 311 tav. 52 fig. 306 (1841). Kerr. l. c. pag. 115.

1 esemplare di Kazungula. La specie è ricordata abitante il Se- negal e l’Abissinia.

S. dissimilis (Sez. IV) Kerr. Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 42 pag. 293 (1878) Kerr. Il. c. pag. 116. dla

1 esemplare di Kazungula. La specie è diffusa nel Senegal e nella Guinea.

S. sulcifrons (Sez. IV) Kerr. Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 43 pag. 262 (1899) - Kerr. ]. c. pag. 116.

1 es. 9 del Lago Moero. Perfettamente tipica alla specie descritta dal Kerremans e proveniente dal Transvaal.

S. jubana Gestro - Annali Museo Civico Storia Natur. Genova, Vol. 25 pag. 348 (1895), Kerr. 1. c. pag. 121.

Questa specie rassomiglia assai bene alla descrizione data da Ge- stro sull’unico esemplare raccolto a Bardera, villaggio sul Giuba; però l'esemplare è più sviluppato, misurando 11,5 mm; il capo è di colore cupreo, e anteriormente di un bel rosso fuoco e non verde metallico, colorazione che si continua nei primi due articoli delle antenne, i soli che ho potuto esaminare, mancando i rimanenti. Le zampe po- steriori non presentano la piccola spinetta interna.

Belionota Esch.

B. canaliculala Fabr. Manl. Ins. Vol. I pag. 181 (1787) Kerr. I. c. 1 esemplare di Kazungula. Specie diffusa nell'Africa orientale, me- ridionale, occidentale e nel Madagascar.

Anadora Kerr.

A. Mechowi Quedenf, Berl. Entom. Zeit. Vol. 3 pag. 22 fig. 12. - Kerr. l. c. pag. 258.

3 esemplari di Kazungula. Questa specie bellissima è descritta dal Congo, i caratteri però corrispondono bene, sebbene la colorazione delle elitre si presenti non molto spiccata, e neppure ben delineate « schwarzlich tormentirten Zeichnungen » sulla punta terminale delle elitre un ciuffo di peli rossastri e non neri. La lunghezza degli esem- plari è di 16 mm, e la larg. 5, mm,

Ba

Agrilus Steph. A. grandis Castel. e Gory, Mon. Bup. Vol. 2 p. 5 tav. 1 fig. 3 (1839). Rerti TU 2pag. 279!

1 esemplare di Kazungula. La specie è diffusa nel Senegal e nel Congo. i Trach ys Fab.

E. obesa Kerr. ‘Ain. Soc. Entom. Belg. Vol. 44 (1900) pag. 345. - Kerr. l. c. pag. 309.

1 esemplare di Kazungula. La specie tipo descritta è pure prove- niente dallo Zambese.

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Pubblicato il 28 Maggio 1910

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Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore

responsabile,

2047 Tip. Pietro Gerbone Torino

BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

Numero 623 Volume XXV

Dott. ALFREDO BORELLI

Descrizione di una nuova specie di Forficota di Costa Rica

Sparatta Calverti nov. sp.

cd. Capo di colore castagno col clipeo giallo, il labbro superiore ed i palpi boccali bruni; zigrinato e pubescente. Cordiforme col margine posteriore concavo ed intaccato nel mezzo; pianeggiante nella regione frontale, alquanto convesso nella regione occipitale. Sutura mediana segnata da una linea fortemente impressa la quale biforcasi nella parte anteriore e raggiunge la base delle antenne, sutura frontale posteriore segnata da una depressione che delimita le regioni frontale ed occi- pitale. Antenne di 12 articoli di forma tipica, di colore nero-pece ad eccezione dei due ultimi bianchicci, pubescenti.

Pronoto bruno-rossiccio, zigrinato e pubescente; di forma pressochè ovale, ristretto nel terzo anteriore e sporgente a guisa di un piccolo collo, più lungo, che largo. Pianeggiante, segnato per metà della sua lunghezza da un leggero solco mediano il quale continua posterior- mente con una debole cresta ed è fiancheggiato, all’altezza degli angoli umerali, da due prominenze cerciniformi internamente alle quali tro- vasi una, piccola fossetta.

Elitra di lunghezza poco inferiore al doppio del pronoto, di colore nero pece, molto finamente punteggiate e pubescenti, angoli umerali debolmente arrotondati, margini posteriori tronchi.

Ali di lunghezza inferiore alla metà delle elitre, dello stesso colore, finissimamente punteggiate e pubescenti.

Zampe: femori castagno-oscuri, tibie e tarsi giallo-testacei; primo articolo dei tarsi di lunghezza superiore alla somma del secondo e del terzo.

Segmenti dell'addome di colore castagno ad eccezione dell’ ultimo,

4°)

molto leggermente punteggiati; forniti di corti peli gialli più lunghi sui lati; allargantisi sensibilmente e gradatamente dal primo all’ul- timo il quale è di larghezza superiore ad una volta e mezzo quella del primo. Pieghe tubercolari del terzo e del quarto segmento, mar- cate. Ultimo .segmento dorsale grande, quadrangolare, di larghezza uguale a una volta e. mezzo. la lunghezza; di colore testaceo rossiccio, lucente con piccoli punti disposti in serie longitudinali alternanti con tratti lisci, segnato a poca distanza dal margine posteriore da una fossetta ovale e fornito di due prominenze tondeggianti, di colore ‘oscuro, al disopra delle radici della pinzetta.

Inferiormente: capo e segmenti del torace di colore bruno, non lu- centi. Segmenti dell’addome bruno-rossicci, gli ultimi più chiari, leg- germente punteggiati. Penultimo segmento grande, pressochè quadrato, cogli angoli posteriori fortemente arrotondati ed il margine posteriore insensibilmente smarginato. :

Pigidio molto sporgente, rettangolare e See mbe convesso su- perioiimente per metà circa della sua lunghezza, fiancheggiato da due e punte triangolari, poi declive restringentesi

7 sensibilmente per un breve tratto e fornito

ASL È di 2 altre punte, appena distinte, in mezzo

s/ Vi alle quali ne sporge una terza molto più

{JP lunga.

iO È Branche della pinzetta castagno rossicce

3 Il fornite di numerosi peli gialli; distanti fra

i È loro alla base, pianeggianti allargate e

Do 5; E, divergenti per un breve tratto, poi arroton-

Sparatta calverti 7

ca —- 1

date più sottili ed arcate verso l'esterno per un altro tratto uguale, indi cilin- driche diritte e quasi parallele per un

‘tratto di lunghezza doppia, finalmente incurvate l’una verso l’altra e assotigliantisi sensibilmente sino alle punte che non s'incontrano. ‘Internamente tronche col margine superiore bordato per un breve ‘tratto poi arrotondate, fornite di 2 denti spiniformi colle punte volte obliquamente all’indietro, di cui il primo, corto, incontra al punto in cui le branche cominciano ad incurvarsi verso l’esterno mentre il secondo, molto più lungo, si trova all’ estremità posteriore deila curva (fig. a).

9. Penultimo segmento ventrale subquadrangolare col margine e gli angoli posteriori largamente arrotondati.

Pigidio molto sporgente, rettangolare, convesso superiormente, for- ‘nito posteriormente di 3 punte di cui: 2 laterali, corte, schiacciate «e triangolari, ed una mediana molto più lunga e cilindrica.

SII

‘Branche della pinzetta punteggiate e fornite di corti peli gialli; ‘separate dal pigidio alla base, triquetre e quasi diritte per più di due terzi della loro lunghezza poi, arrotondate più sottili ed incurvantisi l’una verso l’altra sino alle punte acuminate che s’incrociano. Inter- namente liscie e debolmente concave per un terzo circa della loro lunghezza col margine inferiore leggermente sporgente e fornito vicino ‘alla base di un piccolo dente, quasi nascosto dal pigidio, poi esse sono diritte col margine inferiore fortemente dentellato un po’ oltre il se- condo terzo della loro lunghezza, in questo punto s’incontra un'altro «dente più lungo colla punta ricurva verso l’ apice, dopo il quale le branche sono di nuovo liscie sino alle punte (fig. d).

Lunghezza totale del corpo, è e <: 13,5 mm. Lunghezza della pinzetta, T: 4 9: 3,5 mm. d e 7 da la Emilia, versante dell'Atlantico ; nelle bromeliacee, nov. 1909; raccolti dal Dr. R. W. Calvert. Questa specie che sono lieto di dedicare all’illustre entomologo Nord- Americano D.r Calvert, ricorda la Sparatta Bolivarii Borm. e la Spa- ratta lobata Borelli per la forma del pronoto, essa però ne è ben di-

‘stinta per la forma del pigidio e della pinzetta.

N s-petazta

Pubblicato il 12 Luglio 1910

Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore responsabile 2107 Tip. Pietro Gerbone Torino

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BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

Numero 624 Volume XXV _——===__ei

Dott. M. G. PERACCA

RETTILI raccolti nell'Alto Zambese (Barotseland) dal Signor Cav. Luigi Jalla.

LACERTILI1A AMPHISBAENIDAE

1. Amphisbaena quadrifrons Ptrs.

Boulenger (1), vol. II, pag. 447 Ptrs. (3).

Un solo esemplare. Esso concorda perfettamente colla figura data dal Peters, ma possiede soltanto tre labiali superiori e tre inferiori, invece di quattro come indica il Peters nella sua diagnosi (ed il Boulenger nel Catalogo). Il quarto labiale è erroneamente indicato per tale, trovandosi positivamente al di della fessura bocÉfle. Nel nostro esemplare si contano sul corpo 207 annuli, che nella regione mediana del corpo si presentano divisi in 26 segmenti, 14 nella re- gione dorsale, sopra i solchi laterali, e 12 nella regione ventrale. Sulla coda si contano 46 annuli. Gli esemplari descritti dal Peters presentano invece da 226 a 237 annuli sul corpo e 48 sulla coda.

2. Monopeltis Jallae Peracca.

Capo piuttosto acuminato. Rostrale piccolo, triangolare, di cui la base è più lunga dei lati leggermente convessi in avanti. Nasali in contatto da- vanti al rostrale non per un punto ma per l’estensione di circa mezzo millimetro, assotigliantisi all’indietro ed insinuantisi tra le labiali supe- riori ed il margine inferiore del muso fino a poca distanza dall’oculare, dal quale restano separati. Un solo grande scudo copre la parte superiore del capo, presentando una breve sutura (una per lato) che si estende obliquamente in avanti ed in dentro partendo dall’angolo anteriore superiore dell’oculare; la lunghezza di questa sutura è di poco infe-

n E

riore alla distanza che separa l’estremità delle due suture. Oculare piccolo, quadrangolare, attraverso il quale l’occhio si può intravedere; un paio di occipitali triangolari allungati, in contatto col loro angolo acuto smussato sulla linea mediana. Tre labiali superiori di cui il secondo, di eguale altezza del primo, è il più lungo ed il terzo, di poco più corto del secondo, irregolarmente triangolare supera di più del doppio l'altezza del secondo. Mentale molto più grande del rostrale, irregolarmente quadrilatero, seguito da uno scudetto ancora più grande, pentagonale; tre labiali inferiori, di cui il primo ed il se- condo molto piccoli ed il terzo grandissimo. Si contano 223 an- nuli sul corpo e 32 sulla coda; verso il mezzo del corpo un an- nulo comprende 36 segmenti, di cui 22 sopra e 14 sotto le linee laterali. I segmenti dorsali sono molto più lunghi che larghi e vanno facendosi più stretti verso la parte posteriore del corpo; i segmenti ven- trali mediani quasi quadrati nella parte anteriore del ventre, diventano man mano più larghi che lunghi nella parte posteriore del corpo. La coda, leggermente cilindro-co- nica, è più stretta all’origine e leg- germente più grossa all’estremità ed è troncata obliquamente dall’avanti all’indietro; la sezione è rivestita da un grande scudetto convesso, leggermente infossato lungo il suo margine latero- inferiore. Gli an- nuli della coda sono circolari al di sotto delle linee laterali, 0, per meglio . dire, dei prolungamenti di esse (es- sendo queste solo visibili alla base della coda); al di sopra delle linee laterali gli annuli sono disposti in forma di V aperti in avanti, di cui gli angoli sono più acuti verso la metà della coda e vanno diventando più ottusi alla base ed alla estremità della coda, dove, specialmente alla base, ridiventano circolari. Gli annuli in corrispondenza del terzo mediano (all’incirca) della semicirconferenza superiore della coda non si presentano più divisi in segmenti. Vi sono sei scudetti pettorali allungati; gli scudetti del paio mediano sono

LE

allargati posteriormente e più o meno appuntiti in avanti ; gli scudetti

esterni al paio mediano sono allargati anteriormente, a margine esterno sinuoso incavato verso la linea mediana, e lunghi presso a poco comè

_ quelli del paio mediano; gli scudetti esterni ai precedenti sono i più corti.

La lunghezza degli scudetti pettorali mediani eguaglia o supera di poco la distanza che intercede tra il margine posteriore degli occi- pitali e la punta del muso.

Linee laterali e linea dorsale distinte. Segmenti anali in numero di sei. Non vi sono pori preanali. Il corpo è di un color bianco ‘avorio e lo scudetto cefalico giallastro. n

Corpo mm. 460. Coda mm. 70.

Due esemplari.

TR)

SUINCIDAE. 3. Lygosoma sundevallii Smith

Boulenger (1) pag. 507, vol. III Tre esemplari.

Ob HE D'L.A, TYPHLOPIDAE

4. Typhlops Sehlegelii Bianconi

Boulenger (2) pag. 44, vol. I.

Un solo esemplare. Differisce dalla descrizione per avere un minor numero di serie di scaglie (34) tanto sul collo quanto nella parte mediana del corpo, pel preoculare che è in contatto soltanto col se- condo labiale invece che col secondo e terzo.

BOIDAE

5. Python sebae Gm. Boulenger (2) pag. 86, vol. I. Un solo esemplare giovane.

COLUBRIDAE

6. Tropidonotus olivaceus Ptrs.

Boulenger (2) pag. 227, vol. I.

E dl Un solo esemplare giovane. S. 19. V. 141. A. 7 SO. 65. 9 LI

7. Boodon lineatus D. e B.

Boulenger (2) pag. 332, vol. I n solo esemplare giovane.

PISA e RR

8. Chlorophis emini Gbr. Bonlenger (2) pag. 92, vol. IIL

] 41 Un solo esemplare. S. 15. V. 154. A T SC O AO

9. Chlorophis negzleetus Ptrs.

Boulenger (2) pag. 94, vol. II. *

o Fbi dia ARE Due esemplari. S. 15. V. 162. A FT 50 90? I ORO Dit150rV. 4605,A 5 SC 99 lo;

10. Tarbophis semiannulatus Smith. Boulenger (2) pag. 51, vol. II.

be TS 198 Un solo esemplare. S. 19. V. 210. A T SC 73 gt

11. Leptodira hotambacia Laur. Boulenger (2) pag. 89, vol. II. Us solo esemplare. 12, Thrlotornis Hirtlandii Hallow. Boulenger (2) pag. 185, vol. III Un solo esemplare.

13. Psammophis angolensis Bocage.

Boulenger (2) pag. 170, vol. III Un sol late”S, 1 Vasta ig 08 n solo esemplare. S. 11. V. 143. A_ 68 $

ELAPINAE 14. Nafa migricollis Reinh.

Boulenger (2) pag. 378, vol. III i DIRE. Li 58 Un solo esemplare giovane. S. 237 V. 196. A. 1. SC 58?

15. Naîn amchietae Bocage.

Boulenger (2) pag. 387, vol. III. é Un solo esemplare giovane. S. 15 (collo), 17 (dorso) V. 185. A. 1. 53

SC 33°

Sg

Differisce alquanto dagli esemplari tipici per avere sul collo un numero minore di serie di scaglie (15 invece di 17) e per avere 1 + 2 temporali invece che 2 4- 3.

VNIPERTD AE VIPERINAE

16. Causus rbombeatus Licht. Boulenger (2) pag. 467, vol. III. S4 Due esemplari!"S' 17 V? 1393. ‘A. "I° SC 35 og SvrddaiV. 1b982:0 An. 96 . I. . rie Lo . 34 Q 17. Bitis arietans Merr. Boulenger (?) pag. 493, vol. III. Un solo esemplare giovane. 18. Atraciaspis Bibronii Smith.

Boulenger (2) pag. 515, vol. III.

At : RARA *Un solo esemplare. S. 23. V. 252. A. 1. S > di cui alcuni indivisi

5 1 fg +)

BIBLIOGRAFIA

1. BouLENGER G. A. Cutalogue of the Lizards in the British Museum (Natural hi - story). Second edition, vol. I, II, III, 1885-1887.

2. BOULENGER G. A. Catalogue of the Snakes in the british Museum (Natural hi- story). Vol. F, II, III, 1893-1894-1896.

3. PerTERS W. Monatsberichte der Koniglich Preussisohen Akademie der Wissenschaften zu Berlin. 1862 e 1879.

di Anatomia Lapo io PA

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BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

Numero 625 Volume XXV

Dr. ERMANNO GIGLIO-TOS

Professore di Zoologia e di Anatomia e Fisiologia comparate nella Regia Università di Cagliari

FASMIDI ESOTICI

del R. Museo zoologico di Torino e del Museo civico di Storia nalurale di Genova

Il presente lavoro contiene i risultati di uno studio dei Fasmidi esotici conservati nel Museo Zoologico di Torino, che il Direttore Senatore Prof. Camerano ebbe la cortesia di affidare alle mie ricerche. Si unirono a questi alcuni altri Fasmidi che ancora esistevano inde- terminati nelle collezioni del Museo Civico di Storia naturale di Ge- nova, il cui Vice-direttore, cav. dott. Raffaello Gestro, ebbe la genti- lezza di inviarmi in istudio. All’uno ed all’altro sono lieto di porgere qui i miei più vivi ringraziamenti per l’onore fattomi.

PYGIRHYNCHINI Gen. CEROYS Serv. €. perfoliatus Gray. Cladomorphus perfoliatus GRAY Syun. Phasm. 1835, p. 15.

Acanthoderus perfoliatus BurMEISTER Hatvdb. Ent. II, 1838 pag. 569.

Ceroys perfoliatus SERVILLE Orth. 1839, p. 263 - WESTwooDp Cat. Phasm. 1859, p. 59 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 354 - BRUNNER e REDTENBACHER Iusektenfam. Phasm. I, 1906, p. 60.

Una femmina dal Brasile (Mus. Torino).

| O) |

Gen. ACANTHOCLONIA Stal.

Nel 1898 io riferii a questo genere alcuni individui stati raccolti dal Dr. Festa nel suo viaggio all’ Ecuador, e li determinai come A. Tisiphone Westw. e A. quindensis Goud., facendo tuttavia notare come essi non corrispondessero esattamente alle descrizioni alle figure date dal Westwoop. Interpretavo allora queste divergenze come do- vute forse allo stato larvale degli esemplari che avevo sott'occhio e perciò non mi arrischiavo a distinguerli in due nuove specie.

Oggidì però, dopo un più accurato esame, dopo una ponderazione maggiore del valore di tali divergenze, dopo la descrizione che si legge di A. Tisiphone rifatta da BRUNNER e REDTENBACHER nella loro bella monografia dei Fasmidi, mi sono convinto che tanto l’una quanto l’altra specie devono essere distinte in due specie finora sconosciute, di cui do qui appresso la descrizione :

A. punana n. sp.

A. Tisiphone GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1398, n. 311, pa- gina 382 (neo WESTWOOD) BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, p. 63 (partim).

Fom. Fusco-olivaceo-lterrea, unicolor, antennis a medio ad a- picem flavo-ferrugineis, arliculo primo inermi. Caput cristis duabus acute granosis anlice confluentibus et foveam circularem includenti- bus, retrorsum convergentlibus el sulco profundo sed angusto sepa- ratis, dehinc in occipile in lobos auriculares irregulariter acule spi- nosos extrorsum paulo divergentes elevalis, nec non pone lobos auri- culares spina acuta armatum. Pronotum medio sulcatum, marginibus lateralibus et margine postico irregulariter granoso-spinosis, disco granoso, în prozona ante marginem posticum utrinque spina hu- mili, in metazona ante marginem posticum utrinque spinis 2-3 ele- vatis armatum. Mesonolum subquadraium, tecliformi-carinatum, mar- ginibus lateralibus quinque-spinosis, disco irregulariter rugoso-granoso, utrinque, pone marginem anlicumn, spina forliore extrorsum vergenle armato. Metanotum irregulariter rugulosum, tectiformi-carinatum, supra coxas posticas în lobum triangularem trispinosum parce dila- tatum, disco inermi. Segmentum medianum metanoto brevius, inerme. Abdomen ovaltum, medio dilalatum, dorso tectiformi-carinato, segmen- tis 1 (segmento mediano) - 6 transversis, multo latioribus quam lon- gioribus, irregulariter ruguloso-granosis, medio lobulo-minimo gra- noso, in segmento 6 bilobo ornatis: segmentis 7-9 et segmento anale angustioribus, longioribus, compressis et fortius tectiformi carinatis, rugulosis, sed lobulis destitutis: segmento 9 margine laterali in lobum rotundatum producto : segmento anale brevi, transverso, medio trian-

=

gulariter acute producto, marginibus lateratibus sicuti in segmento 9 în lobum productis. Cerci acuminati, breves, segmentum analem vix superantes. Prosternum transversum, sub-granulosum, granulis binis, magis distinctis, interdum sub-spinosis, inler corxas anticas. Mesoster- num granosum, vel interdum granoso-spinulosum, pone marginem anticum sulco transverso arcuato instructum, inter coras intermedias granulis binis majoribus. Metasternum granosum vel granuloso-spi- nulosum. Venter irregulariter rugulosum, tumidum, segmento 7 lon- giore, medio carina ungusta distincta. Operculum basim segmenti a- nalis vix atlingens, triangulare, tricarinatum. Pedes breves, rugo- loso-granosi, femoribus omnibus superne sublusque utrinque lobulis parvis triangularibus, sub-spinosis irregulariter ornatis, tibiis omni- bus superne sulcalis et utrinque lobulis minutis instructis, tibiis an- ticis sublus inermibus, 4 posticis subtus denliculatis, metatarsis arti- culis sequentibus via longioribus cum articulis 2-3 tarsorum superne carinatis.

Mas distinctus: corpore breviore, angusliore, et spinis majoribus armato : lobis auricularibus occipitis magis elevatis, marginibus for- lius et longius spinosis; metazona pronoti lobis plurispinosis eaxtror- sum divergentibus armala: mesonoto forlius carinato, lateribus et disco spinosis, pone marginem anticum spinis duabus majoribus exlrorsum divergentibus armato: meltanoto forlius carinato et spi- noso : segmentis 1 (segmento mediano) - 6 abdominis fortius carina- lis, compressis, multo angustioribus, via transversis, medio utrinque spinis pluribus exrtrorsum divergentibus armatis: segmentis 7-9 ru- qgulosis, tricarinatis, sursum erectis, spinis destilutis, utrinque mar- gine laterali irregulariter eraso, in lobum erpanso : segmento anali carinato, marginibus lateralibus irregulariter erosis, apice bilobulato: mesoslerno et metasterno spinulosis, ventreque acute granuloso : fe- moribus spinosis.

mas fem.

Long. corporis mm. 22 29-30

> Agata dad 0) E » 2 2,9-3 » mMmeson. » 4 5)

_ Sette femmine e quattro maschi da Pun ed una femmina da Troje nell’Ecuador (Mus. Torino).

Questa specie è senza dubbio assai somigliante a A. Z'isiphone Westw. ma ne differisce principalmente perchè le spine maggiori del pronoto sono le posteriori e non le anteriori; le spine del mesonoto non sono che due, rappresentanti i lobi triangolari dentati di A. 7%- siphone che qui mancano nella femmina e sono solo sviluppati nel maschio; il metanoto è affatto privo di lobi triangolari dentellati,

sli cina

tanto nella femmina quanto nel maschio; i margini dell'addome non sono seghettati; nel maschio tutti i segmenti addominali dal primo (segmento mediano) al sesto sono armati ai lati della carena mediana molto acuta, non di due spine, ma di gruppetti di parecchie spine di cui una più lunga di tutte le altre; i segmenti 6 e 7 mancano di lobi dentellati; nella femmina il segmento 7 è affatto privo di lobo nel mezzo ; i segmenti 7 e 8 non sono dilatati ai lati, ma solo il 9 ed il segmento anale, inoltre i lobi di ogni segmento sono distinti nella femmina e nel maschio più specialmente l’uno dall’altro, e quindi non così continui, coma si vede nelle figure del WesTwoop (tav. 26, fig. 10, 11) da formare una unica dilatazione a mo’ di spatola all’ estremità dell’addome: inoltre il segmento anale della femmina è triangolare acuto all’apice e non inciso e quasi bilobo come in A. Tisiprone.

A. papallacta n. sp.

Acanthoclonia quindensis GiGLIO-TOos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311, pag. 33, (nec GouDOT) - BRUNNER e REDIENBACHER Insektenfam, Phasm, I, 1906, p. 93 (partim).

Fom. A. PUNANAE s?millima, interdum flavo-olivacea, corpore multico, vix granuloso. Vertex inter antennas carinulis duabus 0- blique antrorsum convergentibus inslruclus, dehinec retrorsum medio sulcatus. Occiput granulis minimis serialim disposistis instructum. Pronolum et mesonolum marginibus tantum minute granulosis, disco Pugoloso et sparsim via granuloso. Mesonotum, melanolum et abdomen carina media percurrenle distincta inslructa. Abdomen minute rugu- losum, medio dilatatum, segmentis posticis haud dilatato-lobatis. Pedes mutici, tibiis tantum superne denticulatis.

Mas: mihi ignotus.

Longît. corp. mm. 23 » pron. » 3 » Meson. » 4

Quattro sole femmine da Papallacta nell’Ecuador (Mus. Torino).

Questa specie per quanto riguarda la forma, le proporzioni, le di- mensioni del corpo ed il colorito, somiglia moltissimo a A. punana. Ne differisce principalmente per la mancanza completa di spine, rap- presentate solamente da minimi tubercoli, e per la mancanza delle dilatazioni ai segmenti posteriori dell’ addome. Potrebbe anche darsi che si trattasse solo di una varietà locale.

è —_

ASCEPASMINI

Gen. ASCEPASMA Burm.

A. Pandora Westw. Aschipasma Pandora Westwoon Cat. Phasm. 1859, p. 93, pl. 9, fig. 2. Ascephasma Forsteni De HaAN Bijdr. tot. Ken. Orth. 1842, p. 114 9 (nec gf). Orthomeria Pandora Kirsv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 420. Ascepasma Pandora BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, -. | pag. 75. Due maschi dalle isole Filippine, donate al Museo di Torino dal Dr. BRUNNER von WATTENWYL e determinati da lui come Per/amor- pha Pandora.

A. piceum Redt. Ascepasma piceum BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, p. 75.

Un maschio ed una femmina da Balighe e due femmine da Si-Rambé in Sumatra (Mus. civ. Genova).

REDTENBACHER descrisse questa specie su di un maschio del Museo Civico di Storia naturale di Genova, privo di antenne. Non conobbe però la femmina. Credo perciò opportuno di renderne completa la de- scrizione aggiungendo che : il maschio ha le antenne di color ferru- gineo-pece alquanto più lunghe del corpo, e la femmina è molto somi- gliante al maschio, ma è di dimensioni, come per solito, un po’ mag- giori, sia in lunghezza che in larghezza; le antenne sono più corte si da arrivare alla metà del corpo o poco oltre; l'addome è più rigonfio nel mezzo; il segmento anale è quasi brigogolare, breve od arrotondato all'apice: i cerci sono diritti, cilindrici, ottusi all’ apice ed un po’ di- vergenti: l'o percolo raggiunge appena l’apice dell’addome, ed è appena compresso, non carenato, quasi ovale, largamente arrotondato all’a- pice. Gli anelli ferruginei delle zampe sono nella femmina più evi- denti che nel maschio.

Devo aggiungere inoltre che in tutte e tre le femmine da me esa- minate dalla parte sinistra dell’ addome, tra l’opercolo e la base del segmento, sporge una laminetta nera, lucente, lunga quasi quanto i cerci, che si ricurva in basso quasi a mo’ di uncino. E questa molto probabilmente una parte dell’apparato riproduttore ‘femminile.

Gen. PresBITUS Kirby. P. asymmetricus n. sp. Mas. Piceus, minutissime cinereo-pubescens. Anlennae nigrae,

unicolores. Caput pone et inter oculos vitltis duabus ferrugineis via distinctis ornatum. Pronolum vittis duabus obscure ferrugineis, su-

Pall Mar

bobsoletis. Mesonotum minutissime sparsim granulosum, fere laeve. Elytra spiniformia, nigra. Alae femora postica valde superantes, area antica fusca, flavo-venosa et maculis albidis irregulariter ornata, area postica leviter infumata venis fuscis. Abdomen apice fortiter clavato. Segmentum anale medio acute carinalum, apice in tuberculum co- nicum producio ad basim sulco distincto circulari circumdato : lobis lateralibus, sinistro brevissimo rotundato, dextro in appendicem lon- gam cerciformem dehorsum subito inflexam et extrorsum incurvam producto. Cerci recti, crassi. Lamina subgenitalis basi fortiter forni- cata, a medio ad apicem carinata, apice ipso rotundalo, limbato, medio vix inciso. Pedes omnes inermes, picei, ferrugineo irregulariter et indistincte maculati. Femora haud carinata, femora antica bast iîn- curva apicem versus crassiora ; femora 4 postica compressa, late- ribus late sulcatis.

Long. corp. mm. 40 Long. fem. ant. mm. 7 » meson. 35) 5 » sO ner Ceo » alar. 0) > » post. » 10

Un maschio raccolto da Elio Modigliani a Balighe in Sumatra (Mus. civ. Genova). |

Questa specie per la asimmetria del segmento anale ricorda P. affinis De Haan, ma ne differisce sopratutto per la forma del segmento anale che è alla punta terminato in appendice conica. Per questo ca- rattere è affine a P. peleus Gray. Si può dunque considerare da questo punto di vista come intermedia fra queste due specie.

Gen. ABrosoma Redt. A. flavoguttatum Redt.

Abrosoma flaboguttutum BRUNNER e REDTENBACHEK Insektenfam. Phasm. I, 1906, pag. 84. Un maschio dall'isola Nias, in cui i disegni del corpo sono molto svaniti (Mus. civ. Genova).

A. simplex n. sp.

Mas. Fusco-fulvum, unicolor, capite tantum nigricante. Meso- notum ad marginem anticumn tantum granulis nonnullis obsitum. Etytra alaeque nullae. Segmentum anale quadratum, carinulatum, apice truncato. Cerci breves, cylindrici, obtusi, parum incurvi. Lamina subgenitalis brevis, lanceolata. Femora omnia carinulata, femora iîin- termedia subtus carina externa spinulis tribus minimis armata.

LONGICONDO, MINO Longit. fem. ani. MMS » Meson. DI NSIO » » inlerm. » 5 O CIONI » » post. po

Bir: i

Un solo maschio raccolto a Si-Rambé in Sumatra da Elio Modi- gliani (Mus. civ. Genova).

Alquanto simile a A. modestum ma ben distinta per vari caratteri e specialmente per le tre spine al margine inferiore esterno dei fe- mori mediani. PARABROSOMA nov. gen.

GENERI ABROSOMATI affine. Corpus pubescens, aplerum. Pronotum antice bicornutum. Femora antica basi incurva, femora omnia havd carinata, utrinque tantum obtusissime sulcata, modice compressa, fe- mora antica et posltica excepta basi, femora intermedia tota longitu- dine subtus ulrinque distincle spinulosa. Metatarsus anticus el po- sticus articulis coeteris simul sumpltis aeque longus, metatarsus in- termedius articulo sequenti vix longior.

SPECIES TYPICA: P. digibbum.

Si distingue dal gen. Abrosoma, a cui somiglia moltissimo nell’a- spetto, per la presenza delle spine sulla zona anteriore del pronoto, dovute al fatto che i soliti due rigonfiamenti del pronoto che carat- terizzano gli Ascepasmini, in questo caso sono prolungati veramente in due coni acuti, ed inoltre per la forma speciale dei femori che non presentano carene e sono armati inferiormente, specialmente quelli mediani, di spine ben distinte e acute.

P. dbigibdbum n. sp.

Mas. Fusco-fulvum, pubescens. Antennae apicem segmenti sexli abdominalis subattingentes, articulis duobus basalibus nigris. Femora omnia subtus albido pilosula, ante apicem extremum annulo lato nigro fasciata. Abdomen apice sub-clavalo. Segmentum anale forni- catum, subglobosum, margine postico rotundato. Cerci graciles, decus- salti, breves, subrecti, apice acute mucronalo. Lamina subgenttalis brevis, aurantiaca, apicem segmenti dorsualis noni altingens, apice late rotundato.

Longit. corp. mm. 30 Longit. fem. ant. mm. 8,5 » meson. » OLO » ®' VEntermoA » 086 » metan. c. Ss.» 4 » » post. WUITO

Un maschio raccolto da Elio Modigliani a Si-Rambé in Sumatra (Mus. civ. Genova).

ANISOMORPHINI Gen. ANISOMORPHA Gray. A. Borellii Giglio-Tos.

Anisomorpha crassa GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. IX, 1894, n°. 184, p. 4 - Zool. Jahrb. Syst. Abth. Bd. VIII, 1895, p. 806.

De Ri

4nisomorpha Borellii GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XII, 1897, nu- mero 302, p. 16 (nota) - nec GraLio-Tos ibidem. vol. XV, 1900, n°. 377, p. 2-3 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phas. I, 1906, p. 94.

Paradozomorpha Borellii Krgsy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 403,

Quattro femmine e due maschi da S. Pedro, Puerto Bertoni e A- suncion nel Paraguay (Mus. Torino).

A. urucumana n. sp.

Anisomorpha Borellii (partim) GIGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XV, 1900, 377, p. 2-3 (nec GieLIo-Tos ibidem. vol. XH, 1897, 302, pa- gina 16 (nota).

Paradoromorpha Borellii (partim) KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 403.

Foem. Nigra picea, antennis flavo-annulatis, pronoto, mesonoto, segmentis abdominalibus 1 (segmento mediano) -7 utrinque flavo ima- culalis, nec non punclis nonnuilis flavis in segmenti abdominatlis 1-7 irregulariter interpositis, pedibus ferrugineis, apice tantum femorum omnium nigro. Mesonolum disco granuloso, utrinque tuberculis non- nullis majoribus, subspiniformibus, serialim disposilis armato. E- lytra et alae lobiformia, flava, inflata, transverse ovata, circumcirca limbata, disco venis elevatis flavis areolas nigras faviformes inclu- dentibus ornato. Segmentum anale ad apicem compresso-carinulatum, rotundato-truncatum. Cerci breves, eylindrici, apicem abdominis via superantes. Operculum apicem abdominis haud attingens, basi com- pressum, dehinc lanceolatum, leviler fornicalum, apice quam în A. Borellii ob!uszore.

Longit. corp. mm. 50 Long. segm. med. mm. 4 » pron. > PORT » » elytr. > ai » meson. >». _.9 dii a alar. > » melan. >». 4 » » fem: AN

Tre femmine e due larve da Urucum nel Matto Grosso (Brasile). (Mus. Torino).

Quando nel 1900 studiai gli Ortotteri raccolti dal Dr. Borelli nel suo viaggio nel Matto Grosso e nel Paraguay credetti che gli esem- plari di questa specie non fossero altro che gli adulti di A. Borelli, ma ora sono persuaso che si tratta di una specie ben distinta, ed i caratteri principali stanno nella forma, grandezza e struttura delle ali e delle elitre e nel colore dei piedi. In A. Bore? le tibie ed i tarsi sono neri o nereggianti, mentre in A. wrucumana tutte le tibie ed anche tutti i tarsi sono ferruginei. Le elitre e le ali sono affatto so- miglianti per colore e per forma, però le ali sono un po’ più grandi, Esse sono le une e le altre di forma ellittica col grande asse dell’el- lisse obbliquamente trasverso, tumefatte nel mezzo e circondate tut-

i Ci

t'attorno da un margine liscio, giallo e visibilmente risvolto all’insù, mentre nel mezzo le venature gialle, rilevate, formano un fitto reticolo a mo’ favo; in cui. il fondo delle cellette è -di un bel nero vellutato. I granuli disposti in serie ai lati del mesonoto sono più alti e più acu- minati che in A. Borelli.

Riferendoci alla tavola dicotomica delle specie di questo genere quale si trova nella bella monografia di BRUNNER e REDTENBACHER (p. 90-91) la posizione di queste due specie è la seguente:

1.1. Zhorax cum abdomine superne plus minusve dense granulosus;

eroup o e.

12.2. Antennae flavo-annulatae ; 7 3.3. Segmenta abdominis margine postico flavo-limbato ;

4. Tibiae piceae, vel piceo-olivaceae, alae et elytra minima, unico-

toria A. BORELLI Giglio-Tos. 4.4. Tibiae el tarsi ferruginei, alae et elytra majora, tunida, nigro areolata À. URUCUMANA Giglio-Tos.

Gen. AUTOLYCA Stal. A. Semele Westw.

Anisomorpha Semele WesTtwooD Cat. Phasm. 1859, p. 19, 9 tab. XXV, fig. 7. Autolyca Semele GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, 311, p. 33 - KirByv Syn. Cat. Orth.I, 1904, p. 402 - BRUNNER 6 REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, p. 96. Parecchi individui dei due sessi da Canar nell’ Ecuador (Mus. To- rino).

REDTENBACHER nella sua monografia esprime il dubbio che questa specie a lui sconosciuta non sia forse altro che la forma larvale della A. bogotensis GouDOT, ma dall’esame degli esemplari da me esaminati e certamente adulti, come pure da quello di alcune larve, posso in modo assoluto escludere che il dubbio di REDTENBACHER abbia qualche fondamento.

A. Roulinii Gould. Bacteria Roulinii GouDoT Guerins Mag. Zool. 1843, p. 4. Anisomorpha Roulinii WEsTtTwoOD Cat. Phasm. 1359, p. 7, 4 tab. XXV, fig. 10, 11. Autolyca Roulinii GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, 311, 33. - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 402 - BRUNNER e REDTENBA- cHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, p. 96. Parecchi individui di ambo i sessi da Paredones nell’Ecuador (Mus. Torino).

SUE

A. flavo-limbata Redt. Autolyca elegans GiGLIO-Tos . Boll. Mus. Zool. Torino, n°. XIII, 1898, 311, p. 33 (nec Anisomorpha elegans PHILIPPI). Autolyca flavo-limbata BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, pag. 197.

Numerosi individui dei due sessi da Troje presso Huaca nell’ E- cuador (Mus. Torino).

Nel 1898 io esprimevo il mio forte dubbio che gli esemplari da me esaminati fossero da riferirsi alla specie A. elegans Phil., ma, siccome essi avevano soggiornato parecchio tempo in alcool, temevo che a questo fatto fossero dovute le differenze di colorazione che li distinguevano, e non mi arrischiai perciò a descriverli come una specie distinta. REDTENBACHER giustamente separò questa specie da A. elegans.

PHASMINI Gen. OLcYPHIDES Griff. O. Tithonus Gray. Phasma Tithonus GrAYv Syn. Phasm. 1835, p. 23 - SeRvILLE Orth. 1839, p. 272

- DE HAAN Bijdrag. tot. de Ken. Orth. 1842, p. 123 - WESTWoOoD Cat. Phasm. 1859, p. 119.

Phasma ornatum BuRMEISTER Handb. d. Entom. II, 1838, p. 585 - CHARPENTIER Octth. deser. 1843, pl. 42.

Phasma lineatum FiscHER Ball. Soc. imp. nat. Moscon 1834, VII, p. 327,

Phocylides Tithonus StAL Rec. Orth. III, 1875, p. 97 - BOLIVAR Viaje al Paci. . fico, 1884, p. 27 - BRUNNER Betrachtung. iber die Farbenpract. der Ins., 1897, T. III, fig. 23.

Olcyphides Tithonus GRIFFIN! Zool. Ang. XXII, 1899, p. 91 - KirBy Synon. Cat. Orth. I, 1904, p. 410 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, p. 108.

Due femmine da Rio Janeiro (Mus. Torino).

Gen. PARAPHASMA Redt. P. fasciatum Gray. Phasma fasciatum GrAY Syn. Phasm.1835, p.24 - BURMEISTER Handb. Ent.II, p.585.

Phasma lineolatum SeRVILLE Orth. 1839, p. 273 - DE IHAAN Bijdrag. tot de Ken. Orth. 1842, pag. 123 - WESsTWwooD Cat. Phasm. 1859, p. 120.

Phocylides lineolatus STAI Rec. Orth. III, 1875, p. 97. Olcyphides fasciatum Kirby Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 410. Paraphasma fasciatuim BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm, I, 1906, pag. 116. Due femmine e due maschi dal Brasile, una femmina da Villa En- carnation ed un’altra da Puerto Bertoni nel Paraguay (Mus. Torino).

Pe eg | LIRE

Gen. PHASMA Serv. P. dbispinosum Red.

Phasma bispinosum BRUNNER e REDTENBACHER, Insektenfam. d. Phasm. I lief. 1906, p. 122, 14.

Tre femmine ed un maschio adulti che non presentano differenze apprezzabili dalla descrizione datane dal REDTENBACHER, ed una larva, tutti provenienti da Iquitos nel Perù (Mus. Torino).

La larva somiglia agli adulti: le elitre sono assai più piccole e squamiformi tutte nere, e la spina, sebbene anch’essa più piccola, è tuttavia già ben distinta ed aguzza. Le ali sono nere macchiettate di fulvo.

P. necydaloides Lin.

Phasma putidum GIGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, XIII, 1898, 311, p. 34 (nec BaTES Trans. Lin. Suc. London. XXV, p. 349, tab. 45 fig. 2). Phasma necydaloides BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906,

p. 122 (cum synon.).

Due femmine ed un maschio dalla valle del Santiago ed una fem- mina ed una larva da S. José nell’Ecuador (Mus. Torino). Una femmina da Rio Chanchamayo ed un maschio da Rio Ucayali nel Perù (Mus. civ. Genova).

P. Menius Westw.

Phasma Menius WestwooD Cat. Phasm. 1859, p. 118, tab. XVII, fig. 2, - STAL Rec. Orth. III, 1875, p. 97 - ScupDER Ent. Notes II, 1869, p. 26 - GkIF- FINI Boll. Mus. Zool. Torino, XI, 1896, 236, p. 7 - BRUNNER e REDTEN- BACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, p. 121.

Pseudophasma menius REHN Proc. Ac. Nat. Sc. Philadelphia, 1904, p. 97.

Una sola femmina, quella descritta dal Dr. GRIFFINI, raccolta dal Dr. Festa al Rio Cianati nel Darien (Mus. Torino).

Gen. PSEUDOPHASMA Bol. P. Bolivari n. sp.

Foem. Caput nigrum. Antennae nigrae, apicem versus albo annulatae. Pronotum nigrum, planum. Mesonotum pronoto aeque longum, cylindricum, postice carinulatum, lotum ruguloso-granosunti, antice utrinque tuberculis 3-4 acutis subspiniformibus armalum. E- Uytra campo antico nigro velulino, campo postico pallide luteo, tuber- culo valde compresso extrorsum nutans, late rotundato triangulari. Alae apicem abdominis parce superantes, area antica fusca dilule obscure maculata, area postica unicolore fusca. Segmenlum anale

—.d&y

breve, compresso - carinalum, apice rotundato. Cerci crassi, recli, oblusi segmentumn analem ix superanles. Operculum sub-planum, tanceolalum, apice obtuso. Pedes anlici nigri. Femora 4 postica cla- vala, nigra, basi ferruginea. Tibiae ferrugineae, basi et maculis mi- nimis nonnullis nigris. Tarsi ferruginei.

Long. corp. mm. 70 Long. alar. mm. 56 » meson. » D 9 NIENTE, NILE 21 » si elyir. » 9 » SH UDO 19

Una femmina da Rio Chanchamayo nel Perù (Mus. civ. Genova).

Gen. NEOPHASMA Redt.

N. scabriusculum Redt.

Neophasma scabriusculum BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm, I, 1906, p, 125.

Due femmine da Rio Chanchamayo nel Perù (Mus. civ. Genova).

Gen. METRIOTES Westw.

M. Myrsilus Westw.

Metriotes Myrsilus WESTWOOD Cat. Phasm. 1859, p. 160, pl. XV, fig. 6 - STAL Rec. Orth. II, 1875, p. 100 - GIieLIo-Tos Boll. Mus. Zool. Totino, vo- lume XI, 1898, n. 311, p. 34 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 486 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, p. 139.

Due sole femmine dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. To-

rino).

M. Festae Gigl.-Tos.

Metriotes Festae GIGLIO Tos Boll. Mus. Zool. Torino, XIII, 1898, 311, p. 34 - KIRBY Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 416 - BRUNNER e REDTENBACHER ]n- sektenfam. Phasm. I, 1906, p. 140.

Due sole femmine dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino).

M. Agathocles Stal.

Metriotes Agathooles StAL Rec. Orth. III, 1875, p. 100 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 416 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906; p. 140 - REHN Proc. Ac. Nat. Sc. Philadelphia, 1904, p. 105.

Un solo maschio dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino).

Gen. CREOXxYLUS Serv. ? C. spinosus Fabr. Riferisco a questa specie una sola larva raccolta dal Dr. FESTA nella valle del Santiago all’Ecuador (Mus. Torino). Essa ne differisce per vari caratteri: dietro alle espansioni auri-

na

formi dell’occipite si trovano pure due lunghe spine divaricanti acutis! sime e ramificate; il pronoto presenta due spine più grandi davanti al solco trasverso: il mesonoto porta presso al margine anteriore quattro spine in serie trasversa, di cui le due laterali molto divari- cate e assai più lunghe e poi due paia di spine avvicinate lungo la linea mediana, il paio a circa un terzo della lunghezza, il paio a due terzi: i margini laterali sono armati di spine fra cui alcune più lunghe: così pure i margini inferiori delle mesopleure. I femori anteriori e posteriori sono fortemente spinosi nei margini inferiori, ma in quelli mediani tre spine sono nel margine esterno espanse in tre lobi. I margini superiori di tutti i femori sono lobato-spinosi. Tutte le tibie sono quasi inermi inferiormente e ornate di lobi ai due mar- gini superiori specialmente verso la base.

Trattandosi di una larva, come lo dimostrano le ali e Ie elitre non ancora completamente sviluppate, non ho la certezza che si elite di una specie diversa.

i Gen. PRISOPUS Serv. P. berosus Westw. Prisopus berosus WESTWwooD Cat. Phasm. 1859, p. 168, pl. 20, fig. 7 Gi Prisopus mexicanus SAUSSURE Rev. et. Mag. de Zool. 1859, p. 63, Miss, Scient. au Mexique, p. 200. Prisopus berosus BRUN. et REDTENB. Insektenfam. dr. Phasmiden, I lief, 1906; p. 153, 4 - REHN Proc. Ac. Nat. Sc. Philadelphia 1905, p. 105, Una femmina da Tabasco nel Messico ed un maschio dal Messico (Mus. Torino).

HETEROPTERYGINI

Gen. LEOCRATES Stal.

L. Castelnaudi Westw.

Heteropteryxa Castelnandi WESTWOOD Thes. ent. oxon. 1874, p. 172, pl. 32 fig. 3.

Hahaniella (?) Castelnaudi Kirpv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 398.

Leosrates Castelnaudi BRUNNER e REDTENBACHFR Insektenfam. Phasm. I, 1906,

pag. 167.

L'unico esemplare di questa specie è una larva aprile prove- niente da Perak nella Malacca (Mus. Torino.

Esso differisce dalla descrizione di Westwood perchè il pronoto non presenta che due spine davanti al margine posteriore del pronoto, tra la linea mediana ed i lati, una per parte, edi margini laterali del pronoto portano due sole spine di cui una all’angolo anteriore e l’altra prima dell’angolo posteriore. Le elitre e le ali sono rudimentali perchè

4

non ancora sviluppate come normalmente si osserva nelle larve. Le prime sono strette, ovali-lanceolate, e non oltrepassano il margine po- steriore del mesonoto : le seconde triangolari, a forma di ventaglio, non raggiungono il margine posteriore del segmento mediano. In tutti gli altri caratteri esso concorda bene con la descrizione del WESTWOOD.

BRUNNER e REDTENBACHER sono propensi a credere che l'esemplare descritto da WeESsTWOOD sia semplicemente una larva della specie: L. dilatatus PARKINSON. Ciò potrebbe anche essere. Che si tratti di una larva è cosa quasi certa, visto che l’esemplare di Perak del Museo di Torino, concordante quasi perfettamente con l’esemplare descritto dal WESTWooD, è senza dubbio una larva. Che sia poi la larva della specie: L. dilatatus Park. è cosa ancora dubbia per quanto probabile,

Gen. HETEROPTERYX Gray. H. echinata Redt.

Heteropteryx echinata BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906,

presta AVIR o LO al

Un maschio adulto e due larve femmine da Samarinda in Borneo (Mus. Torino).

Il maschio concorda perfettamente con la descrizione di REDTEN- BACHER. Le femmine ne differiscono sovratutto per la lamina sopra- anale che è di forma triangolare, molto più lunga del segmento anale ed alla sua estremità termina con 4 punte quasi spinose. In un altro esemplare, pure larvale e più giovane, privo di rudimento di ali, i segmenti 5-6 dell'addome sono alquanto dilatati ai margini, e la la- mina sopraanale ha appena accennate le 4 punte all’apice.

PHYLLINI Gen. PULCHRIPHYLLIUM Griff. Kirby. P. dbioculatum Gray.

Phyllium bioculatum GRAY in GRIFFITH Avim, Kingd. Ins. II, 1832. p. 191, pl. 63, fig. 3 - id. Syn. Phasm. 1835, p. 30 - id. Zoologist, 1843, I, p. 122 - BURMEISTER Handb. II, p. 590 - WESTwooD Catal. Phasm. p. 175 - STAL Rec. Orth. III, p. 105 - BoLIvar Orth. Séchelles, p. 374 - BRUNNER e RE- DTENBACHER Insektenfam. Phasm. I, 1906, p. 174.

Phylium crurifolium DE HAAN Bijdragen tot de Kennis Orth., 1842, p. 112 - GRAY Zool. I, 1843, p. 122 - SERVILLE Orth. 1839, p. 291 - WESTWwOOD Cat. Phasm. p. 176.

Ihyllium Scythe GRAY Zool. 1843, I, p. 122 - WesTwooD Cat, Phasm. p. 177, pl. 31, fig. 1, 2 - STAL Rec. Orth II, p. 105.

Phylliium Dardanus Westwoop Cat. Phasm. I, p. 176, pl. 40, fig. 5.

o:

Phyllium (Pulchriphyllium) Scythe GRIFFINI Boll. Mus, Zool. Torino, 1898, XIII, 312, p. 2. Miscel. ent. VI, 1898, p. 11.

Phyllium (PulchriphyUium) bioculatum GRIFFINI Boll. Mus. Zool. Torino, 1898, XIII, 312, p. 2. - Miscell. ent. VI, 1898, p. 11.

Phyllium (Pulchriphyllium) bioculatum var. Gelonus GRIFFINI Miscel, ent. VI, 1898, parl2,-fig. 3.00,

Pulchriphyllium bioculutum KIirBy Syvn. Cat. Orth. I, 1904, p. 421.

Pulchriphyllium Dardanus KirBy Syu Cat. Orth. I, 1904, p. 421.

Pulohriphyllium crurifolium KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 421.

Pulchriphylium Scythe KirByv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 422.

Per la sinonimia di questa specie ho accolto quella proposta dai Dr. BRUNNER e REDTENBACHER nella loro recente monografia dei Fas- midi, avendo essi avuto occasione di esaminare un grande numero di individui provenienti da varie località.

Il Dr. GRIFFINI aveva nel 1898 riferito alla specie P. Ge/onus GRAY e ritenuto come una varietà di P. biocutatum GRAY, un esemplare femmina del Museo Zoologico di Torino, proveniente dalle isole Sey- chelles (Miscell. ent. VI, 1898, p. 12, fig. 3). BRUNNER e REDTENBACHER conservando e ritenendo come specie distinta P. gelonus GRAY, cre- dono invece che l’ esemplare descritto dal Dr. GRIFFINI sia uno dei semplici casi di variazione individuale di P. bioculalwn in cui l'ad- dome ha forma lanceolata. Ho ripreso in esame quest’esemplare ed ho potuto constatare che realmente è così.

Parecchi individui dei due sessi delle Indie orientali. La femmina descritta e figurata dal Dr. GRIFFINI come var. Gelonus proviene dalle isole Seychelles. (Mus. Torino). Una femmina dalle isole Seychelles del Museo civico di Genova somiglia affatto a quella descritta dal GRIFFINI.

P. pulchrifoliuni Serv.

Phyllium pulchrifolium ServitLe Orth. 1839, p. 292 - DE HAAN Bijdragen tot de Ken. d. Orth. 1842, p. 112, pl. 15 fig. 6 - WeEsrwooD Cat. Phasm. p. 177 - Gray Zool. 1843, I, p. 122 - StAL Rec. Orth. III, p. 105.

Phyllium (Pulchriphyllium) pulchrifolium GRIFFINI Miscell. ent. VI, 1398, p. 12, fig. 2 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam, d. Phasm, I, 1906, p. 174, tab. VI, fig. 18. Pulchriphyllium pulchrifolium KrirByv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 421. Quattro femmine e cinque maschi raccolte a Giava nel viaggio di De Filippi, 2 femmine e 2 maschi da Tjian-Kian, e un maschio da Borneo (Mus. Torino). Gen. PHYLLIUM Ilig. Griff. P. siccèfolium Lin.

Per la lunga sinonimia di questa specie rinvio alla bella Mono-

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grafia dei Fasmidi di BRUNNER e REDTENBACHER, ed al catalogo del

KIRBY. Due femmine adulte, una delle Indie orientali, l’altra di Giava,

quest’ultima raccolta nel viaggio di De Filippi (Mus. Torino), una fem- mina dall’Amboina (Mus. civ. Genova)

Ph. Geryon Gray.

Phylium Geryon Grav Zool. 1843, I, p. 118 - WEsTwooD Cat. Phasm. p. 174 - GRIFFINI Boll. Mus. Zool. Torino, 1893, XIII, 312, p. 2, fig. A e B - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 421 - BRUNNER e REDTENBACHER In- sektenfam. Phasm. I, 1906, p. 177, taf. VI, fig. 12.

Phasma (Phyllium) siccifolium (nympha) DE HAAN Bijdr. tot de Kenn. Orth.

p. 111, tab. XV, fig. 7. Tre femmine ed un maschio raccolte a Giava nel viaggio di De Fi- lippi e illustrate dal Dr. Griffini nel sopracitato lavoro (Mus. Torino).

Gen. CHITONISCUS Stal.

C. feedjeanus Westw.

Phyllium feedjeanus WeESTwooDp Proc. ent. Soc. London, 3 ser. 1864, II, p. 17.

Chitoniscus feejeanus GRIFFINI Miscell. ent. VI, 1898, p. 10, fig. 1 - KrgBy Syn.

Cat. Orth. I, 1904, p. 420 - BRUNNER e REDTENBACHER Insekteunfam. Phasm.

I, 1906, p. 179, taf. VI, fig. 14.

Una sola femmina (quella descritta e figurata dal Dr. GRIFFINI) proveniente dalla Nuova Zelanda (Mus. Torino).

CLITUMNINI

Gen. PHRYGANISTRIA Slal.

Ph. sarmentosa Westw. Bacteria sarmentosa WESTWOOD Cab. Orient. Ent. 1848, p. 65. pl. 32, fig. I. Bacteria virgea WESTWwOOD ibidem - p. 66, pl. 82, fig. 2, gt. Lonchodes virgeus WESTWwOoOoD Cat. Phasm. 1859, p. 46.

Phryganistria sarmentosa StAL Rec. Orth IN, 1875, p. 63. KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 358 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. - 1907, p. 183.

Tre femmine e due maschi dalle Indie orientali (Mus. Torino).

Gen. CLITUMNUS Stal. C. foedatus Br.

Clitumnus foedatus BRUNNER e REDTENBACHER Iusektenfam. Phasm. II, p. 190,3.

I a

BRUNNER non descrisse di questa specie che il solo maschio, su di un esemplare privo delle zampe anteriori, e provenienti dal Ton- chino. Anch’io nella collezione antica del Museo di Torino non trovai che un solo maschio portato dal Dr. Henfrey dalle Indie orientali e facilmente riconoscibile per la forma del capo, che si restringe poste- riormente ed ha l’occipite rilevato in due tubercoli ottusi. Nel resto della descrizione, come pure nelle dimensioni, corrisponde quasi per- fettamente. L’esemplare da me esaminato è alquanto maggiore di quello del Brunner (Mus. Torino).

Longit. corp. ; x ; . nani. 100 » mMmeson. . x 1 noi n96 » meltan. cum segni. Med. » 18,5 » Segm. med. ;.. _ o) » fem. ant. È È RE DIE R1:195) » >»; $H4exHe. . ; > 3. p2005 » Pi nil Carrie , afidi LO

C. serrulatus Br. Clitumnus serrulatus BRUNNER 6 REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. IT, 1907, Pot 0, 0) DISVZDI, o e Due maschi da Giava donati dal Dr. BRUNNER von WATTENWYL.

C. ablutus Br.

CUtumunns alut:8 BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, pag. 190. Due maschi dalle Indie orientali (Mus. Torino).

C. Stilpuus Westw.

Lonchodes Stilpnus WESTwooD Cat. Plhasm. 1859, p. 39, pl. XXV, fig. 8.

? Bucillus furcillatus Woop-Mason Journ, As. Soc. Bengal. XLII, 1873, p. 54, Di. N, fe, VI.

Baculum Stilpnus Kirby Syn Cat. Orth. I, 1904, p. 327.

Clitumnus stilpnus BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, pag. 191.

Una sola femmina dalle Indie orientali (Mus. Torino).

Gen. MEDAURA Stal.

N. scadbriuscula Wood-Mason. Bacillus scubriusceulus Woop-Mason Jonrn. Asiat. Soc, Bengal. XLII, 1873, part, IL, p. 55; pl. 7, fig. 1. Menaka scabriuscula Woob-MASON loc, cit. XLVI, 1877, p. 342.

=IR=

Medaura scabriusculus Kigpv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 341 (syn. emend.).

Medaura nimia BRUNNER, in: BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm II, 1907, p. 241.

Una sola femmina dalle Indie orientali (Mus. Torino).

Non ho potuto vedere la descrizione e la figura originali di queste specie date dal Woop-Mason, ma siccome BRUNNER dice che l’esem- plare da lui descritto col nome di M. néni4 corrisponde perfettamente in tutto il resto, salvo che nelle antenne, con quello descritto e figu- rato dal Woop-Mason e siccome d’altra parte l'esemplare del Museo zoologico di Torino corrisponde pure perfettamente alla descrizione data dal BRUNNER, non ho il menomo dubbio che la specie dal Woop- MAson designata col nome di scabriuscula è la medesima che la M. nimia BRUNNER.

Quanto al carattere delle antenne che ha fatto porre dal BRUNNER questo Fasmide fra i Lonchodini, invece che fra i Clitumnini, sono fortunatamente in grado di risolvere la questione.

Nella bella Monografia dei Fasmidi, BRUNNER, dopo di aver dato la diagnosi del genere Medaura, fa seguire questa nota: « Da bei den wenigen vorliegendem Exemplaren die Fùhler verstimmelt sind, bin ich ùber deren Linge in Unsicherheit. Es wire wohl moglich dass dieses Genus zu den Clitumninem geh6rt und in diesem Falle bei Pa- chymorpha einzureihen wire ». Ora Woop-Masox nel descrivere questa specie aveva esplicitamente detto che le antenne sono solo lunghe come il metatorace e formate di 18 articoli. Ma BRUNNER credette che Woop-Mason fosse con ciò incorso in un errore e che quindi le an- tenne, che nel suo esemplare erano rotte, fossero in realtà più lunghe di quanto il Woop-Masox diceva.

L’unico esemplare del Museo di Torino presenta l’antenna sinistra rotta verso l’apice, ma la destra è perfettamente intiera. Orbene, la lunghezza di questa corrisponde esattamente a quanto dice il Woop- Mason, cioè è lunga quanto il metatorace o appena poco di più, e gli articoli sono in realtà 18.

Resta dunque assodato che, stando così le cose, il gen. Medaura Stal va collocato fra i Clitumnini, presso al gen. Packymorpha, come il BRUNNER dice, dal quale genere differisce tuttavia, specialmente per le armature delle zampe e per la forma bilobata del segmento anale, e che la specie descritta dal BRUNNER come M. nima può ritenersi senza dubbio sinonima di M. scabriuscula.

Quanto alla specie M. Brunneri Stal, che certamente appartiene a questo genere, sebbene sia assai somigliante alla M. scabriuscula, credo tuttavia che ne sia ben distinta e non possa essere ritenuta sinonima di essa come Kirby nel suo Catalogo dimostra di credere.

RE

o

Gen. GRATIDIA Stal.

G. sansibara Stal.

Gratidia sansibara StAL Rec. Orth. III, 1875, p. 70 KarscH Ent. Nachr. 1898, “n° 24, p. 374 - KrirBy Syu. Cat. Orth. I, 1904, p. 330 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, p. 221. Gratidia sansibarica SCHULTHESS Ann. Mus. civ. Genova - 1898, p. 182. Una femmina dall’isola Sesse dell’arcipelago Sesse nel lago Vittoria (Mus. civ. Genova).

G. gracilipes Westw.

Bacillus gracilipes WESTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 5, pl. VIII, fig. 5.

Clonaria gracilipes KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 337.

Gratidia gracilipes BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, pag. 225.

Un maschio dalla Guinea portoghese (Mus. civ. Genova).

G. natalis Westw.

Bacillus natalis WesTtwooDp Cat. Phasm 1859, p. 6, pl. XXIII, fig. 7, 8.

Clonaria natalis BoLivar Jorn. Ac. Se. Lisboa, 1889, p. 87 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 387 -. GiGLIo-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, XXII, 1907, DSL TIE a ETE

Gratidia natalis BRUNNER e REDTENBACHER Inscktenfam. Phasm. 1g 1100/7500: 225x

Bacillus (uonzii BATES Trans. Lin. Soc. London, XXV, 1865, p. 327, tab. 44,

fiv. T4 a.

Un solo maschio da Boko nel Congo (Mus. Torino).

G. insolita Br. Grutidia insolite BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, p. 227.

Tre femmine da Bululo nell’Uganda (Mus. civ. Genova).

G. congensis n. sp.

Clonaria gracilipes GiGLTO Tos Boll. Mus. Zool. Torino, XXIL 1907, 563, p. 16 (nec. WESTWOOD).

Mas. Oscure viridi-olivacea, sub nigricans: fascia a margine antico inesono'i ad marginem posticum segmenti mediani per mar- gines lalerales lhoracis percttrrente flavo-sulfurea, sternis flavo-fer- rugineis; ventre feri'ugineo linea media nigra percurrente ;' pedibus flavo-olivaceis, geniculis nigricantibus. Caput inter oculos carina obtusa transversa instruclum. Antennae? Femora antica mesonoto duplo longiora. Femora ‘intermedia apicem. segmenti ‘tertii abdomi- natis. sub-attingentia. Femora postica apice» segmenti sexti abdomi-

sug

nalis distincte superantia. Thorax el segimentum secundum abdominale sub-obsolete carinata. Abdomen a basi segmenti tertii ad apicem segmenti noni medio distincte carinatum : segmento nono subquadrato: segmento anali globoso, tumido, ad basim impressione V-formi instructo, apicem versus carinatum, apice ipso triangulariter anguste exciso, lobis lale- ralibus base rotundatis. Cerci lati, triquetri, recti, lanceolati, apice obtuse rotundato, medietatem segmenti analis haud longiores, lateribus ipsis el subtus excavatis. Lamina subgenttalis brevis, basim segmenti analis haud superans, medio carinala, margine postico limbato, truncato.

Fom. Clivacea, pedibus fuscis. Caput inter oculos ut in mare carina obtusa transversa instructum. Antennae tertiam partem fe- morum anticorum vix superantes. Mesonotum, metanolum el abdomen granulis nonnullis distinclis sparsim instructa. Carina a margine antico mesonoti ad marginem posticum segmenti secundi abdominalis quam în mare distinclior. Segmenta tria ultima abdominatlia quinque- carinulata. Segmentum anale segmento praecedenti longius, apice trian- gulariter laeviter exciso, lamina supraanatli minima apposita. Cercî lanceolati, laminato compressi, extus distincte longitudinatliter carinati. Segmentum ventrale septimum per totam longitudinem obluse bicari- nulatum, apice lobo lanceolato, pedunculato, subtus excavato, medie- tatem segmenti dorsuali octavi aliquantuto superante instructo. Oper- culum lanceotalum, apicem segmenti analis vix attingente, a basi ada medium bicarinulatum, apice rotundato. Femora antica apicem me- tanoti sub-attingentia. Femora postica apicem segmenti quinti abdo- minalis vix superantia.

mas. fem.

Longtil. corp. ; mm. 80 91 » mesonoe . SMS AT 19

» metan. c. s.med. » 16 769)

» fem. ant. . ‘030 32

» » inlerm. > 24 21

» > POSTE. >. r90 26

Un maschio ed una femmina dal Congo (Mus. Torino).

Avevo dapprima creduto di poter riferire questa specie a G. graci- lipes Westw., dubitando che i disegni del torace e dell'addome fossero svaniti negli esemplari che io avevo sott'occhio, ma avendo potuto ora confrontarli con un maschio di G. graczipes corrispondente veramente alla descrizione e figura di questa specie ho potuto constatare che G. congensis ne è ben distinta. La differenza sta principalmente nella forma molto globosa e quasi emisferica del segmento anale, nella forma dei cerci che sono lanceolati, ottusi, ma triquetri, quasi a

-

forma di piramide triangolare, con le tre faccié della piramide inca- vate, e nell’appendice lobiforme del segmento ventrale della fem- mina che è assai lungo, lanceolato, alla base un po’ peduncolato così che non giace sul segmento seguente, ma ne è ben visibilmente distac- cato, sebbene parallelo ad esso.

G. massauensis n. sp.

Clonaria massauensis Br. (in schedis).

Fem. Viridis, vel olivacea, vel fusca, unicolor. Antennae bre- vissimae, quarlam partem femorum anticorum haud superantes. Thorax et abdomen laevia, haud carinata. Femora antica medium metanoti, femora intermedia apicem segmenti secundi abdominalis, femora postica apicem segmenti quinti abdominalis superantia. Seg- mentum ventrale sepltimum laevissimum, truncatum. Segmentum ab- dominale nonum tricarinulalum, segmentum anale tricarinalum, segmento praecedenti longius, acutiusculum. Cerci breves, segmentum analem minime superantes, lanceolati, acuti. Operculum compressum, lanceolatum, apice acuminato, apicem abdominis haud attingente.

Longit. corp. mm. 05-70 Long. fem. antic. mm. 21-25 » meson. > 43-19 » » inlterm. » 15-19 » melan. Cc. S. > 12-14 » » postic. 18-26

Due femmine raccolte dal Dr. NEGRI, nella valle dell’Auasch tra Fantalle e le sorgenti calde di Sodaré in Abissinia (Mus. Torino) ed una femmina dalla Colonia Eritrea (Mus. civ. Genova).

Le dimensioni minori si riferiscono ad una femmina di questa specie che trovai nelle collezioni del Museo civico di storia naturale di Ge- nova segnata dal Dr. BRUNNER col nome di G. massauensis, stata raccolta nell’Eritrea e, a quanto mi risulta, non mai descritta. Ho perciò creduto opportuno di conservare il nome dato a questa specie dal distinto ortotterologo di Vienna.

Questa specie è affine a G. montana Br., dalla quale differisce per la mancanza di granuli sul torace.

G. minuta n. sp.

Clonaria minuta BRUNNER (in schedis).

Mas. Viridi-olivacea, gracillima, thorace laevi nigro longitudi- naliter trilineato, lineola media ad apicem abdominis perducta. Caput pone oculos fascia nigra vel fusca, in vertice lineolis nonnullis su- bobsoletis ornatum. Antennae femoribus anticis dimidio breviores. Femora antica apicem metanoti attingentia, femora intermedia apicem segmenli secundi abdominalis, femora postica apicem segmenti sexti

= Wu

abdominalis valde superantia. Segmentum abdominale nonum longius. quam latius. Segmentum anale segmento praecedenti brevius, via for- nicalum, distincte limbalum, apice lale triangulariter emarginato, lobiîs ipsis oblusis sublus migro-denliculalis.. Cerci teretes, incurvi, apice securiformi dilatato truncato, intus acuwmninalto. Lamina subge- nitalis brevis, organum lanceolatum solum liberans, apicem segmenti noni vix alltingens, via fornicala, medio carinulala, apice triangula- riler profunde excisa, lobis ipsis acuminatis.

Longit. corpor. mim. 68 Long. fem. ant. © mm. ‘29 » Meson. VO 19 » sii termo rai SBO » meltan. Cc. $. PRADA >) » » post. >) 25

Tre maschi, di cui uno porta solo l’indicazione Africa equatoriale, un altro proviene da Bululo nell’Uganda e il terzo pure Set ER raccolto a Bukussu (Mus. civ. Genova).

Il primo porta un’etichetta col nome datogli da BRUNNER di G. m24- nuta, che ho creduto opportuno di conservare.

Il nome allude evidentemente all’estrema gracilità del corpo e dei piedi. Questa specie è affina a G. specifica Br.: ne differisce tuttavia per la lunghezza dei femori e sovratutto per quella dei cerci e della lamina sottogenitale.

G. propinqua n. sp.

Gratidia propinqua BRUNNER (in schedis).

Mas. Gracîtlis, laevis, flava, linea media fusca a vertice ad apicem abdominis, ibique evanescente, lineisque nigricantibus ulrinque pone oculos ad segmentum analem perductis ornata. Anitennae duas tertias partes femorum anticorum subaequantes. Foemora antica me- tanotum cum segmento mediano distincle superantia. Femora inter- media apicem segmenli terlii abdominalis, femora postica medium segmenti seplimi abdominatis altingenlia. Segmentum nonum abdo- minale carinatum, duplo longius quam latius. Segmentum anale seg- mento praecedenti aeque lalum et aeque longum, haud fornicaltum, carinaltum, apice rolundato emarginato, lobis laleralibus rolundatis. Cerci pone medium segmenti analis inserti, verlicales, cylindrici) via incurvi, apice obluso. Lamina subgenitalis ‘brevis, medium segmenti dorsuatlis noni vix allingens, basi fornicata, apicen versus valde com- pressa, carînala, carina acuta, basi în lobum triangularem minutum elevata, apice ipso acuminato.

Fom. Flava (vel viridis?), unicolor, thorace granutlis raris ob- solelissimis concotoribus adsperso. Antennae capite et pronoto simul sumplis aeque longae. Femora antica marginem posticum mesonoli

_ a _

superantia, femora intermedia apicem segmenti abdominalis secundi, femora postica apicem segmenti sexti abdominalis attingentia. Seg- menlum anale tricarinatum, apice truncato, lamina supraanali mi- nima apposita. Cerci recti, graciles, acuminati, segmento anali mutto breviores. Segmentum ventrale sepltimum teres, margine postico trun- cato. Operculum ? :

mas foem.

Longît. corp. mim. 85 73 » MEeson. » 20 19

» metan. Cc. s. feel We 14

» fem. ant. ». 38 24

» fem. inlerm. » 28 19

» fem. post. » di Da

Un maschio ed una femmina che portano sull’etichetta la località di Puerto 14 de Mayo nel Paraguay, località evidentemente errata (Mus. civ. Genova).

Il maschio di questa specie è assai affine a G. specifica Br. del Mozambico.

Ho trovato questa specie nelle collezioni del Museo civico di Ge- nova segnata da BRUNNER col nome inedito di G. propinqua, che ho creduto opportuno di conservare.

G. javana de Haan.

Phasma (Bacillus) javanum DE HAAN Bijdr. tot Kenn. Orth. 1842, p. 138, tab. 15, fig. 8.

Bacillus javanus WesTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 7.

Paraclitumnus (?) javanus Kirby Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 331,

Gratidia javanica BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, pag. 228.

Due femmine da Tjan-Kian (Mus. Torino).

Gen. ACANTHODERUS Gray.

Acanthoderus prasinus WESTwooD Cat. Phasm. 1853, p. 49, pl. III, fig. 2 - HuTTON Traus. New Zeal. Inst. XXXI, p.56 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, p. 239.

Macracantha prasinus KrrBy Syun. Cat. Orth. I, 1904, p. 340. Una sola femmina dalla Nuova Zelanda (Mus. Torino).

asi

EONCHODINI

Gen. DIxIPPUS Stal. D. validior Br. Dirippus volidio» BRUNNER in: BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, p. 279. Due femmine senza indicazione di località, ma probabilmente pro- venienti da Tjan-Kian (Mus. Torino).

D. nodosus de Haan.

Phasma (Bacteria) nodosum DE HAAN Bijdr. tot Kenn. Orth. 1845, p. 133, tab. 11, fig. 3g (nec 9).

Lonchodes nodosus WESTWwooD Cat. Phasm. 1859, p. 281.

Staelonchodes nodosus KIRBY Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 318.

Dixippus nodosus BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfum, Phasm. IT, 1907, p. 281.

Due maschi da Sumatra, nell’uno dei quali le nodosità del mesoto- race, del metatorace e del segmento mediano non sono tinte in verde come è tipico della specie quale è rappresentato nella figura del DE HAAN. Tuttavia è così perfettamente somigliante all’altro in tutto il resto del corpo e specialmente dell’estremità dell'addome che dev’es- sere ritenuto della stessa specie (Mus. civ. Genova).

D. appetens Br.

Dixippus appcetens BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, pag. 281.

Un maschio raccolto' da Elio Modigliani a Bawolovalani nell’isola di Nias (Mus. civ. Genova).

D. tumescens Br.

Dixippus tumescens BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, pag. 279. Un maschio ed una larva da Samarinda in Borneo (Mus. Torino).

D. imitator Br.

Dixippus imitator BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam., Phasi. I, 1907, pag. 279.

Un solo maschio da Samarinda in Borneo (Mus. Torino).

Gen. PRISOMERA Gray.

>, modesta? Br.

Prisomera modestum BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Plhasm. II, 1907,

pag. 250,

Rae

Una sola larva da Samarinda in Bornéo, che riferisco dubbiosa- mente a questa specie, perchè essa presenta anche sulle tibie mediane un lobo di cui non si fa menzione nella descrizione (Mus. Torino).

Gen. ProMm\cHUS Stal. P. arfacianus Br.

Promachus arfacianus BRUNNER e REDTENBACHEK Insektenfam. Phasm. II, 1907,

p. 2963 (nec 9). Tre femmine da Mansinam nella Nuova Guinea (Mus. civ. Genova).

Esse corrispondono alla descrizione delle femmine di P. ar/acianus. Vedasi a questo proposito la specie seguente.

P. Bolivari Br. Promachus Bolivari BRUNNER 6 REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1997, p. 299 g'.

Promachus arfacianus BRUNNER 6 REDTENBACHER, loc. cit., p. 296 DE

Dué maschi e due femmine da Mansinam nella Nuova Guinea (Mus. civ. Genova).

I maschi corrispondono perfettamente alla descrizione del tipo, salvo le spine del mesonoto che sono quattro invece che cinque, carattere d'importanza affatto secondaria. Le due femmine, che sono convinto essere le femmine di questa stessa specie, corrispondono invece alla descrizione della femmina di P. arfacianus avendo una sola spina al margine posteriore del segmento mediano, ed il segmento anale diritto e lungo quanto i due precedenti uniti assieme. Molto probabilmente dunque il BRUNNER ha attribuito a P. ar/actanus la femmina di P. Bolivari.

Credo invece che sieno le vere femmine di P. a;/ucianus quelle tre riferite alla specie precedente, le quali si distinguono sovratutto: per una colorazione generale nerastra, mentre è rossiccio-ocracea 0 ferruginea in P. Bolivari; per la forma del corpo più robusta; per avere nel mezzo del mesonoto da 12 a 14 spine irregolarmente disposte e quindi più numerose che in P. Bolivari; e specialmente poi per avere tre spine e non una al margine posteriore del segmento me- diano, ed il segmento anale alquanto più lungo dei due segmenti ad- dominali precedenti presi assieme.

BACUNCULINI Gen. LiseTtHRA Stal. L. ramale Gigl.-Tos.

Libethra ramale GiGLIO-T0s, Boll. Mus. Zool., Torino, vol, XIII, 1898, n. 311, p. 27 - KirBy, Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 345.

PC: SR

Due femmine e due larve da San José nell’Ecuador (Mus. Torino).

Questa specie, che non si trova menzionata nella Monografia di BRUNNER e REDTENBACHER, è, a quanto parmi, assai somigliante a L. rugosa, pure dell'Ecuador, quivi descritta da BRUNNER (p. 309).

L. Molita Westw.

Bacteria Molita WEstwooD, Cat. Phasm. 1859, p. 29, tab. XXIV, fig. 3. Caulonia Molita StAL., Rec. Orth. III, 1875, p. 74 - GRIFFINI, Boll. Mus. Zool.,

Torino, vol. XI, 1896, n. 236, p. 9 - KirBy, Syn. Cat. Orth. I, 1904, p.314. Libethra molita BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, p. 306. Libethra sutoria StAL., Rec. Orth. III, 1875, p. 75.

Un solo maschio dalle foreste della laguna della Pita nel Darien (Mus. Torino).

L. spinulosa Br.

? Libethva spinulosa BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, pag. 307.

Attribuisco un po’ dubbiosamente a questa specie un solo maschio raccolto dal Dr. FEsTA a Pun nell’Ecuador, perchè mancante dei piedi . mediani e posteriori. Esso presenta il mesonoto con due soli piccoli granuli verso il mezzo e 4 al margine posteriore. Tutti i segmenti del- l'addome sono percorsi da 4 carene e ognuno, specialmente i primi, porta al margine posteriore 4 spine. Il segmento anale è molto rigonfio ai lati in due bozze, solcato nel mezzo e quivi carenato, all’apice lar- gamente appena inciso. I cerci sono grossi, brevi, ricurvi all’indentro e mucronati all’apice, ed alla base, dal lato esterno, muniti di un dente. La lamina sottogenitale è cucullata, granulosa, incisa ad angolo acuto all'apice con i lobi laterali acuti e presso la base munita di due tu- bercoli acuti. Il segmento ventrale precedente è anch’esso tumefatto e alla base munito di un tubercolo mediano ottuso, incavato nella parte posteriore (Mus. Torino).

L. senticosa Gigl.-Tos.

Caulonia senticosa GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 811, p. 28 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 344.

Una femmina ed un maschio dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino).

Anche questa specie è stata dimenticata nella monografia dei Fas- midi di BRUNNER e REDTENBACHER. Di tutte le specie ivi menzionate il maschio di L. senticosa somiglia molto a L. tibiatis Br. e la fem- mina a L. crassespinosa Br.

3 Veli >

cd -

I. nodosa Gigl.-Tos. .. Bacunculus (?) nodosus GicLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, Muro pe 20:

Heteronemia nodosus Kirev Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 349.

Un solo maschio da Gualaguiza nell’Ecuador (Mus. Torino).

Anche questa specie è stata omessa nella monografia di BRUNNER e REDTENBACHER. Essa è assai affine a L. sartoria Br. ivi descritta e proveniente pur essa dall’Ecuador.

L. Conradi Gigl.-Tos. Caulonia Conradi GIGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311, p. 30 (partim.) - KirBv Syu. Cat. Orth. I, 1904, p. 344.

Due femmine da Pun. (Mus. Torino).

Anche questa specie non è menzionata nella monografia di BRUNNER e REDTENBACHER.

Nel 1898 io riferii a questa medesima specie altre tre femmine dif- ferenti notevolmente da queste, perchè attribuivo queste differenze all’età. Ora, dopo un altro accurato esame, sono convinto che appar- tengano realmente a tutt’altra specie, e poichè l’opercolo non è inciso all'apice, credo che meglio questa debba ascriversi al gen. Ocnophila, chiamandola 0. Festae.

È Gen. OCNOPHILA Br. O. Godmani Br. Ocnophila Godmani BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, pag. 314. Una sola femmina da Tabasco nel Messico (Mus. Torino).

O. Borellii Gigl.-Tos. Bacunculus Borellii GrGLIO Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. VIII, 1898, n. 311, pag. 22. .. Ceroys Borelliù KigBv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 354. Una femmina dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino).

Nella monografia dei Fasmidi di BRUNNER e REDTENBACHER questa specie non è menzionata.

KiRrBy nel suo Catalogo sinonimico degli Ortotteri l’ascrive al gen. Ceroys fra i Fasmidi areolati forse per analogia con le altre specie di questo genere che sono armate di spine. Ma un esame accurato mi ha reso certo che, mancando le aree all’apice delle tibie posteriori ed intermedie, è da ascriversi al nuovo genere Ocnophila che BRUNNER ha creato precisamente per queste specie. Essa del resto è afline a Oc. armala Br. (BRUNNER e REDTENBACHER Phasm., p. 814).

O. palea Giglio-Tos. Bacunculus palea GIGLIO-T0s Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311, pag. 26. Hetsronemia palea Kirpy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 348. Una femmina dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino).

Neanche questa specie trovasi menzionata nella monografia di BRUNNER e REDTENBACHER.

O. ramulus Gigl.-Tos. Bacunculus ramulus GIGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n, 311, pag. 21. Ceroys ramulus KirRBv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 354. ? Ocnophila aculeata BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. 15 1907, pag. 315. Tre femmine dalla valle del Santiago (Mus. Torino). Questa specie non si trova menzionata nella monografia di BRUNNER e REDTENBACHER. E’ molto probabile che O. acu/eata Br. sia sinonima di questa. Essa, a quanto mi pare, non ne differisce che per avere il metanoto armato di 4 invece che di 2 spine.

O. sarmentuni Gigl.-Tos. Bacunculus sarmentum GIGLIO-ToSs Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311;

pag. 25. Heteronemia sarmentum KirBpv Syn. Cat Orth. I, 1904, p. 348. Una femmina e due larve dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino). Anche questa specie non è stata menzionata nella monografia di BRUNNER @ REDTENBACHER.

O. Festae n. sp.

Caulonia Conradi GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311, p. 30 (partim.). ;

fem. Fava, spinosissima, capite inter antennas strigis duabus obliquis retrorsum convergentibus nigris signato, occipîte toto nigro. Occiput globoso-elevatum, serie transversa antica spinis 4 majoribus, duabus posticis minoribus et pone eas duabus mininis nigris armatum. Pronolum sulco profundo transverso, în prozona tantum obtuse bitu- berculalum, în metazona bispinosum. Mesonotum spinis 14 armatum, spinis pone marginem anticum el ante marginem posticum contiguis ; spinis 4 în medio mesonoti majoribus, în seriem transversam dispo- silis. Melanolmm spinis 10 armatum, duabus pone marginem anticum,

Ciad

duabus ad marginem poslicum conliguis, minoribus; qualuor pone spinas anticas majoribus ut în mesonoto in seriem transversam dispo - sitis. Segmentum medianum metanoto brevius, spinis duabus minutis ad marginem posticum armalum. Meso-et metupleurae granulis non- nullis et ad inserlionem corarum spina majore recurva armatae. Segimenta abdominis 1-6 spinosa, coeteris laevibus. Segmenta spinosa et segmentunm seplimum, tantum rugulosum, angulis posticis în spinani robustam productis. Segmenta spinulosa spinis sex discoidalibus in duplicem seriem dispositis armata, spinis anlicis minoribus, spinîs posticis, in medio marginis postici, contiguis, retrorsum nutantibus armata. Segmenta apicalia laevia vel tantum medio carinata. Seg- mentum anale breve, inflatum, apice truncato, via tridentato. Cerci recti, cylindrici, oblusi, apicem abdominis distinclte superantes. Oper- culum subcorneum, nitidum, compresso-lanceolatum, apice subacuto, integro, segmentum anale dislincte superans. Sterna nigra vel fava. Mesosternum granuloso-spinulosum. Metasternum spinis 8 conliquis în duplicem seriem dispositis. Segmenta ventralia 2-6 medio spinis duabus minimis, ad marginem posticum spinis duabus contiguis majoribus armata, spinis ipsis a segmento 21 ad VI graduatim majoribus. Seg- mentum ventrale septimum medio minime tuberculato, angulis posticis în dentem productis. Femora antica basi incurva, sublus inermia, superne utrinque 3-4 lobulato-dentata, lobulis externis majoribus. Fe- mora intermedia et postica superne ulrinque 4-lobutato-dentata, sublus ulrinque 5-6 lobulato-dentata, lobis inferis majoribus. Tibiae anlicae superne extus tantum 5-lobulato-dentala. Tibiae inlermediae el posticae superne utrinque 4-6 lobulato-dentatae, subtus intus tantum 1-2 lobu- lato-dentatae. Tarsi longi graciles, metatarso articulis coeteris unitis longiore.

Longit. corp. mini 42 Longit. fem. ant. mn. 17 » Meson. » 10 » » inferm. » 12 » meloni e. 13) 6 » » post. vostdà

Tre femmine e due larve dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino).

Questa specie è a primo aspetto assai somigliante a L. Conradi, ma un attento esame delle spine e specialmente della forma dei tre ultimi segmenti dell'addome, che in LZ. Conradi sono ristretti e cilin- drici, permette subito di riconoscerla. Essa è anche alquanto somi- gliante, ma tuttavia ben distinta, a Caulonia spinosissima KIRBY Trans. Lin. Soc. London 1896, p. 4614, pl. XL, fig. 4.

O. zamorana n. sp.

Foem. Pallide straminea (viridis?) unicotor. Caput laeve. Meso-

ae

nolum quinque carinatum, carinis inlermediis postice obliteratis, gra- nulis nonnullis raris inter carinas el supra carinas, anlice modice densioribus. Melanolum uti mesonotum quinque carinatum el gra- nulosum. Pleurae sub-granulosae, unicarinalae. Sterna laevissima. Abdomen tolum quadricarinulalum, carinutis in segmentis singulis relrorsum convergentibus. Segmentum anale unicarinatum, compres- sun, apice rotundato. Cercî breves, recti, conici, acuti. Operculum breve, basim segmenti analis parce superans, subplanum, apîce ro- tundato. Pedes omnino inermes, metatarsis longis, graciles, teretes. Femora intermedia metanotum cum segmento mediano superantia.

Longit. corp. mm. 53 Longit. fem. anl. mm. 16 » meson. i nilo » » \\nlermayi aa 16 » MElan. Casta agad0 » post. salvi

Una femmina raccolta dal Dr. Enrico Festa nella valle dello Za- mora nell’Ecuador (Mus. Torino).

O. Mainerii n. sp.

Fom. Nigra. Caput et pronotum granosa. Pronotum margine posltico minute bispinoso. Mesonotum rugoso-granosum, oblusissime compresso-carinatum. Elytra minima, lobiformia, flava. Alae nullae. Metanotum carinatum, granosum. Abdomen rugosiuin, pluricarinalum : segmentis secundo, quarto et quinto lobo postico minuto triangulari- rolundato; segmento tertio lobo postico transverso, tato, foliaceo, mar- gine eroso; segmento octavo tlobis posticis biînis rotundatis ornatis. Segmentum anale quadralum, carinatun, margine postico truncato. Cercî brevissimi apicem segmenti anatis haud superantes. Operculum carinalum, compressuni,sub-naviculare, apice truncato, segmento anati aeque longum. Femora antica carinis erternis superne et inferne lobulis parvis instruclis; carinis inlternis lerelibus. Femora intermedia superne utrinque lobulis tribus binis paris, sublus utr'inque lobis duo- bus binis instructa, lobis eaternis majoribius, lobo praeapicali maximo, foliaceo, margine eroso. Femora postica superne el inferne ubrinque lobis minimis 2-3 inslructa. Tibiae anlicae superne pluritobulalae. Tibiae intermediae et poslicae lobo basali mediocre, nec non lobautis minimis nonnullis irregulariler disp:silis ornalae. Melatarsi breves, arliculis lribus sequentibus simutl siunplis acque longi.

Longil. corp. mn. 45 Longit. fem. anl. mu. 13 » meson. »i 12 » 200 1 TRICIA SASIO » melani* Cosi 7 » » posi. ARA

Una femmina da Rio Chanchamayo nel Perù, raccolta dal signor Pesce Maineri, a cui fu dedicata (Mus. civ. Genova).

=. ge

Questa specie somiglia alquanto a 0. ignara Westw., ma ne è di- stinta per parecchi caratteri sia del pronoto, come dell’addome e dei piedi.

Gen. OREOPHOETES Rehn. (Allophylus Br.). ; O. peruana Saus.

Bacteria peruana SAUSSURE Rev. Mag. Zool. 1868, p. 65 - Miss. sc. Mex. p. 160, pl. III, fig. 12.

Orsophoetes peruana REHN Proc. Ac. Nat. Sc. Philadelphia, 1904, p..-56 - KIRBY Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 350.

Bacunculus Festae GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311, pag. 22. Allophylus peruanus BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm., 1907, p. 37. Heteronemia Festa KirBv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 348. Bacunculus festuca GiGLIO Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311, pag. 24.

Heteronemia festuca KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 318.

Allophylus festuca BRUNNER e REDTENBACHER Iusektenfam. Phasn. II, 1907, pag. 318.

Parecchi individui dei due sessi dalla valle del Santiago nell’E- cuador (Mus. Torino).

Il gen. Oreophoetes, creato da REHN nel 1904 per Bacleria peruana Saus. ha certo la precedenza sul nome di A//0p/ylus che BRUNNER gli diede più tardi nel 1906.

Poichè, come fa osservare il BRUNNER, nella descrizione di SAUSSURE manca l’indicazione della colorazione, caratteristica per questa specie, non sarebbe stato certo possibile riconoscere dalla descrizione del SAUSSURE, come di fatto non riconobbi, che 0. peruana e 0. Festae fossero la medesima specie. Il BRUNNER, che ebbe ad esaminare l’esem- plare originale di O. peruana della collezione SAUSSURE assicura che non vi può essere alcun dubbio che la specie da me descritta sia iden- tica a quella del Saussure. Data una prova così irrefutabile la sino- nimia da lu proposta dev'essere accolta.

Quanto a 0. festuca, conformemente a quanto io già dicevo, anche BRUNNER crede che non si tratti che di forme larvali di O. Fesfae e quindi di 0. peruana. Un esame più accurato degli esemplari mi ha confermato in questo dubbio, sebbene dalle descrizioni date appaiano differenze notevoli nella colorazione. Ho dunque preferito riunire iu una sola le due specie.

CS pre

O. mimus Gigl.-Tos. Bacunculus mimus GIiGLIO-Tos Boll. Mns. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311, pag. 25. E Heteronemia mimus KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 348. Allophylus mimus BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1907, p. 318. Una femmina e due larve da Gualaquiza nell’Ecuador (Mus. Torino). BruyNnER esprime il dubbio che questa specie non sia forse che la larva della specie precedente. Ho perciò sottoposto a più accurato esame gli esemplari descritti. Di questi almeno uno è certamente adulto. Mi sono perciò convinto che realmente si tratti d’una specie differente.

O. gramen Gigl.-Tos. Bacunculus (?) gramen GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, DRS LIE PLAZO: Hoteronemia gramen Kirpv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 349. Un solo maschio dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino).

La forma alquanto globosa del capo, ed i femori anteriori non curvi alla base mi persuadono che questa specie meglio si debba ascrivere a questo genere.

Anche questa specie non è menzionata nella monografia di BRUNNER e REDTENBACHER.

Gen. DyMF Stal. D. lobdulata Br. Dyme lobulata BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. IL, 1907, p. 327.

Una sola femmina da Puerto Bertoni nell'Alto Paranà (Mus. Torino).

D. mamillata Br. Dyme mamillata BRUNNER è REDTENBACHER Insektenfam Phasm. II, 1907, p. 323.

Un maschio da Rio Pichis nel Perù (Mus. civ. Genova).

Gen, CALYNDA Stal.

C. falla» Gigl. Tos.

Bacunculus (?) fullax GIGLIO Tos Boll. Mus. Zool Torino, vol. XII, 1898, n. 811,

pag. 26.

Heteronemia fullaxr KrRBY Syn. Cat. Orth, I, 1904, p. 949.

Un solo maschio da Gualaquiza nell’Ecuador (Mus. Torino),

Anche questa specie è stata ommessa nella monografia di BRUNNER e ReDTENBACHER. Essa è affine a C. simplex Br., che vi è descritta (p. 329), ma è di maggiori dimensioni. Forse è anche somigliante a

m-

C. clavata che vi si trova, pure menzionata a pag. 320, nella tavola dicotomica dei maschi del gen. Dy7:e, ma che non è stata descritta.

C. palmes Gigl.- Tos. Libethra (?) palmes GieLIio-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, I p. 28 - KrrBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 345. Due maschi da Gualaquiza nell’ Ecuador (Mus. Torino). Anche questa specie è stata ommessa nella monografia di BRUNNER

e REDTENBACHER.

Il secondo segmento dell'addome è visibilmente lungo più del doppio di quanto sia largo, perciò credo che questa specie sia, meglio che al gen. Libethra, ascritta invece al gen. Calynda.

Gen: BacuncuLUSs Burm. B. tridens Burm

Bacteria tridens BUuRMEISTER Handb. Ent, IT, 1839, p 567 - WeESTWooD Cat. Phasm. 1859, p. 27 - SaussurE Mis. sc. Mex. Orth., p. 157 - ReHN Trans. Am. Ent. Soc. XXVII, 1900, p. 87.

Bacteria azteca Saussure Mis. sc. Mex., p. 155, pl. 3, fig. 9 (fig. 9* exclud.).

Sermyle Saussurii StTAL Rec. Orth. III, 1875, p. 77

Bacunculus azteca GIGLIO -Tos Boll Mus. Zool. Torino, vol. XIII, 1898, n. 311, pag. 22.

Sermyle azteca Kirpv Syn. Cat. Orth. I, 1901, p. 345.

Pseudosermyle tridens KIRBY loc. cit., p. 346.

Bacunculus tridens BRUNNER :6 REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. II, p. 334.

Una femmina dalla valle del Santiago nell’Ecuador (Mus. Torino)._

B. Emesa Westw.

? Bacteria Emesa WESTWOOD Cat. Phasm. 1859, p. 30, pl. V, fig. 3.

? Dyme Emesa KirByv Syn. Cat; Orih. I,.1904,.p .350.

Un maschio da Tabasco nel Messico (Mus. Torino),

Questo esemplare per le sue dimensioni e proporzioni concorda molto bene con la figura di Bacteriîa Einesa sopracitata data dal WESTwooD. Questa specie ‘non si trova però menzionata nella mono- grafia di BRUNNER e ReoTENBACHER. Pei la struttura degli ultimi seg- menti dell'addome ne differisce tuttavia alquanto, sebbene poco si possa giudicare, perchè l’esemplare descritto da WESsTwooD mancava degli” ultimi segmenti ventrali. Nell’esemptare da me esaminato il segmento addominale nono è fatto nel modo: caratteristico del gen. Bacuncwutus, cioè i suoi lati sono ripiegati al disotto e ‘all’indentro in:modo da es sere contigui: il segmento anale è carenato, più lungo the largo) uginale £

RE nn

in lunghezza al precedente, ed all’apice troncato e appena smarginato a curva. I cerci sono diritti ed arrotondati all’apice, tutti nascosti sotto al segmento anale di cui raggiungono appena l’apice. Il segmento ventrale ottavo è carenato e dilatato ad imbuto all’apice; il nono è tumefatto: la lamina sottogenitale è compressa come la carena d’una nave col margine posteriore troncato e scavato ad arco.

PHIBALOSOMINI

Gen. EURYCANTHA Boisd. E. sifia Kirby.

Eurycantha sifia Kirpy Ann. Mag. Nat. Hist. 70 ser., vol. XIII, 1904, p. 413 - Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 396. Un maschio, due femmine ed una larva raccolte da Loria dal luglio all’agosto del 1893 a Moroka a 1300 m. d’altezza nella Nuova Guinea britannica del sud-est (Mus. civ. Genova).

Tanto questa specie quanto £. Wzleyîi e E. portentosa, pure descritte da KirBy nel lavoro sopracitato, non si trovano menzionate nella mo- nografia di BRUNNER @ REDTENBACHER.

Le due specie £. Wzeyi e E. sifia, di cui si conoscono i maschi, sono certo molto aflini fra di loro ed affini anche a £. horrida Boisd. e E. latro Redt. per la presenza alla base delle tibie posteriori nei maschi di una grossa spina a mo’ sprone, ma ne differiscono perchè sulle medesime tibie, poco oltre la metà, trova anche un’altra grossa spina che manca in £. Rorrida e E. latro, così che tre sono le spine grosse che armano la parte inferiore mediana delle tibie posteriori di E. Willeyi e di E. sifia.

Gen. DIMORPHODES Westw

D. mancus Bates.

Dimorphodes mancus BATES Trans. Lin. Soc. Lond. 1865, p. 345, pl. XLIV, fig. 3 e 8 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 887 - BRUNNER e REDTEN- BACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, p. 366. Una femmina raccolta da Beccari a Korido nelle isole Misori (Mus. civ. Genova).

Questo individuo corrisponde bene alla descrizione ed alla figura del BATES, ma il mesonoto, oltre che le due spine anteriori, presenta anche due altre paia di spine: il posteriore nel mezzo del pronoto, l’anteriore a egual. distanza tra quest’ultimo e le spine del margine anteriore.

silicati.

SR:

Questa differenza in ispecie di questo gruppo non è tuttavia di valore specifico.

D. Novae Guineae Kaup. Pachymorpha Nov. Guineae KauP Berl. ent. Zeitschr. 1871, p. 26 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 342. Dimorphodes catenulatus BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, pag. 365. Due femmine da Mansinam nella Nuova Guinea ed un maschio da Ternate nelle Molucche (Mus. civ. Genova).

D. cristatipenniss Redt.

Dimorphodes cristatipenniss BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, p. 565.

Un maschio da Mansinam nella Nuova Guinea (Mus. civ. Genova).

Gen. MEGACRANIA Kaup. M. Batesii Kirby. Platycrania Alpheus Barks Trans. Lin, Soc, Lond., XXV, 1865, p. 347 (var.). Megacrania Batesi KirBy Trans. Lin. Soc. Lond., 1896, p, 471 - Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 385 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. LIS 1908, p. 369, taf. XVI, fig. 16, taf. XVII, fig. 1. Una femmina da Amboina ed un maschio da Korido nelle isole Misori (Mus. civ. Genova).

Gen. GRAEFFEA Br. G. lifuensis Sharp.

Grarffea lifuensis SHARP Account of Phasmidae - Willey: Zool. Results 1898, p. 86, pl. 9, fig. 21 - KirBy Syn. Cat. Orth, I, 1904, p. 386 - BRUNNER

e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. 1908, p. 371. Una femmina dall’isola Taiti, ed un’altra da Rikitea nelle isole Gambier della Polinesia francese, raccolta su di una palma da cocco del laboratorio del sig. L. G. Seurat il 25 gennaio 1903 (Mus. Torino).

Riferisco questi due esemplari a questa specie piuttosto che a Gr. coccophaga Newbp. diffusa, com'è noto, in tutta la Polinesia, perchè essi corrispondono meglio alla descrizione di G. /i/uensis. Gli esemplari del Museo Zoologico di Torino presentano le seguenti dimensioni:

Longîl. corp... ; ° ; . mm. 96-98 » MESOWmi è - È s ; > » metan. cum segm. med. . » 9-10 » CIR : : \ ; » 6-7

» alar. + - ° a a » 9-10 » fem. ant. ; ; s - » (30

VII OA

Esse sono dunque minori di quelle dell'esemplare di SHARP e si av- vicinano assai più a quelle della femmina del Museo di Amburgo, pro- veniente da Ruk, nelle isole Caroline, e riportate da BRUNNER e RED- TENBACHER nella loro monografia. Le ali, ora sbiadite, erano però,. nell’esemplare dell’isola Taiti, quando l’animale giunse al Museo con- servato in formalina, di un bel rosso vivo. Per questo carattere, per la mancanza assoluta di tubercoli all’occipite, per il mesonoto quasi liscio, perchè le granulazioni vi sono molto rare e appena accennate, per il segmento anale triangolare acuto, non arrotondato, credo che gli esemplari del Museo di Torino siano più da riferirsi a G. /ifuensis che non a G. coccophaga.

L’esemplare raccolto a Rikitea porta sull’etichetta la parola « Hehe » scrittavi dal signor Seurat. E’ forse il nome con cui gli indigeni di quell’isola indicano questo fasmide?

G. integra n. sp.

Fom. Flava, taevis, albido-pubescens. Mesonolum tricarinatum, carinis lateralibus ad basim elytrorum perductis. Elytra subovata, postice ulrimque oblique Iruncata. Alae area antica cum elytris con- - color, flava, area postica albida venis flavis, apicem segmenti quarti abdominatlis parce superantes. Segmentum anale tectiforme, lanceo- latum, apice inlegro. Cerci compressi, lanceolati, aculi, segmentum analem longiores. VOperculum apicem segmenti analis attingens, com- pressum, carinalum, carina a latere visa arcuata, haud oblique trun: ) cata. Femora antica, apicem versus, subtus, carina media spinulis 4 armata, femora inlermedia spinulis 3-5, femora postica basi excepta, spinulis 8-10 armata. Mesosternum carina obtusa insiructa, antice evanescente.

Long. corpor. mm. 110 Long. fem. ant. mm. 32

» MESson. 18 » » interm. » 18 » elytr. » 8 » » posi. »:[(023 » alar. » dI

Una femmina raccolta da Beccari in Amboina (Mus. civ. Genova).

Sebbene questa specie sia somigliantissima a G. rosea STALL, ho creduto tuttavia di distinguerla, non tanto per il colore diverso delle ali che questo potrebbe forse essere svanito soggiornando nell’alcool, dove credo che sia stata conservata per qualche tempo, ma special- mente per la forma diversa del segmento anale, dei cerci e dell’oper- colo che, com’è noto, sono caratteri costanti e buoni per la determi- nazione di queste specie. ; )

o È) .

bet. ia

Gen. DIURA Gray. D. virginea Stal.

Diura virginea StAL Rec. Orth. III, 1875, p. 84 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. 1908, p. 382, taf. XVII, fig. 7, taf. XVIII, fig. 1.

Didymuria virginea Kirpy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 381. _ Un solo maschio dall'Australia (Mus. Torino).

Gen. PODACANTHUS Gray.

P. viridi-roseus Gray.

Podacanthus viridi-rossus Gray Syn. Phasm. 1835, p. 43 - WeEsTWwooDb Cat. Phasm. 1859, p. 117 - Bates Trans. Lin. Soc. Lond. XXV, 1865, p. 348 - KirBvy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 379 - BRUNNER e REDTENBACHER In- sektenfam. Phasm. 1908, p. 385, taf. XVIII, fig. 2.

Una sola femmina dall'Australia (Mus. Torino).

Sono un po’ in dubbio nel riferire questo esemplare alla specie sud- detta, perchè ne differisce per alcuni caratteri che vi sono menzionati nella monografia di BRUNNER e REDTENBACHER. Difatti il capo non è subtiliter pilosum, ma affatto glabro, e la carena inferiore mediana dei femori posteriori è affatto priva di spine, come pure quella dei femori mediani; le tibie delle due paia posteriori di zampe sono dentate tanto alla cresta esterna quanto a quella interna dell’area inferiore, e non solo a quella interna. Inoltre la base dell’area anteriore delle ali è ornata di una larga macchia rosso-aranciata che si estende per un terzo dell’ala.

Trattasi forse d’una specie diversa e finora sconosciuta, ma siccome per la disposizione caratteristica dei tubercoli sul mesonoto, per la forma e lunghezza dei cerci, per la lunghezza delle elitre e delle ali e negli altri caratteri concorda bene con la descrizione di P. vir7d4- roseus non sento, per ora almeno, autorizzato a crearne una nuova specie, non possedendo’ altro che una femmina.

Gen. PaLoPHUS Westw. P. tiaratus Stal.

Bactrododema tiarata StAL Ofvers. Vet. Ak. Fòrh. 1858, p. 308 - Rec. Orth. III, 1875, p. 82 - Bidrag till sodra Afrikas Orthopter-fauna, Oefvers. k. Vet. Ak. Férh. 33 Jahrg. 1876, p. 66 - BoLIvaR Orth. Afr. Mus. Lisboa 1889, p. 87 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1994, p. 366 - GIGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XXII, 1907, n. 5683, p. 16. Palophus tiaratus BRONGNIART Nouv. Arch. Mus., Paris 1892 - GRIFFINI Boll. I Mus. Zool. Torino, vol. XII, 1897, n. 290, p. 11 - BRUNNER e REDTEN- BACHER Insektenfam. Phasm. 1908, p. 396.

eo (* RARE

Tre femmine da Kazungula ed una larva tra Kazungula e Buluwayo nell’alto Zambese (Mus. Torino).

P. Centaurus Westw.

Palophus Centaurus WESsTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 91, pl. XXXII, fig. 1, la - SraL Bijdr. Afr. Orth. Fauna. p 68 - GersrAECKER Fauna Guineas 1883, p. 62 - BronaNIART Monogr. Paloph., p. 195, pl. 8, fig.1-5; pl. 9, fig. 1-4 - Kirpy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 865 - GIGLIO-Tos Boll. Mus. Zool., Torino, vol. XXII, 1907, n. 563, p. 16 - BRUNNER e REDTENBACHER In- sektenfam. Phasm. II, 1907, p. 398.

Una femmina dal Congo (Mus. Torino).

P. Reyì Grand. Ischnopoda Reyi GRANDIDIER Rev. et Mag. Zool 2 ser., tom. 21, p. 292 - LUCAS Ann. Soc. Ent. Fr. 4 ser. IX, p. 430 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, pag. 365. Palophus Reyi BRoNGNIART Nouv. Arch. Mus. Paris, 1892, p. 198, pl. 9, fig. 5-8 - KarscH Wiss Ergebn. Irangi-Exped., p. 311, fig. - Berl. Ent. Nachr. 1892 - BRUNNER e REDTENBACHER Iusektenfam. Phasm. II, 1907, p. 394. Una femmina da Giumbo nella Somalia raccolto da G. Ferrari nel 1909 (Mus. civ. Genova).

Gen. ABRACHIA Kirby. A. longimana Saus.

Bacteria longimana SAUSSURE Rev. et Mag. Zool. 1859, p. 61.

Phibalosoma longimanum SAUSSURE Miss. scien. Mex. 1870, p. 177, pl. IV, fig. 20.

Abrachia longimana KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 352.

Bactridium longimanum BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm., p. 401.

? Abrachia brevicornis Kirpy Ann. Mag. Nat. Hist. 6, vol. III, 1889, p. 503 - Trans, Lin. Soc. London, 2, vol. VI, 1896, p. 475 - Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 352.

Una sola femmina da Villa Encarnation nel Paraguay (Mus. Torino).

A. Borellii n. sp.

Bactridium Clinteria GiGLIO-Tos Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XV, 1900, n. 377, p. 2 (nec WESTWOOD).

Foem. Otlîvacea, vel flavo-virescens. Caput inter oculos acute bispinosum, vel sallem bituberculatum. Corpus omnino laeve. Pedes omnino inermes. Segmentum anale carinatum, segmento praecedenti longius, apice rotundato, lamina supraanali minima, triangulari, ca- rinata. Cerci breves, recti, acuminati, segmentum analem superantes, Operculum longun, lanceolalum, sublus compresso-carinatum,

E

a

Longit. corpor. E 3 n SS . mm. 145-150 » MEeson. È x a SAMARRO TN » 30-34 » metanò:e ss: ma 3 : i » 25-28

» opere. è x A è è » 25-35 » fem. ant. . È ° ( dub #3 39-42 » sile ZIMMER, : Spree. 29-32 » post. ; i È aa 34-36

Tre femmine da Urucum nel Matto Grosso (Mus. Torino).

Avevo prima riferito questi esemplari a B. Clinteria Westw. fa- cendone tuttavia rilevare le differenze che allora non ritenevo di va- lore specifico.

I due individui che hanno sul capo solo due tubercoli invece che due spine, hanno anche l’opercolo più corto del mesonoto, e sono di tinta più pallida. Probabilmente sono più giovani. Nell’altro, in cui le spine del vertice sono aguzze e ricurve in basso, l’opercolo (misurato dall’apice dell'addome) è lungo quanto il mesonoto, la tinta del corpo è più scura, e le dimensioni sono anche maggiori. Questo devesi rite- nere come l’adulto.

Gen. OncoToPHASMA Rebhn. O. Martini Grif. Bostra Martini GRIFFINI Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XI, 1896, n. 236, p. 10. Oncotophasma Martini REHN Proc. Ac. Nat. sc. Philadelphia, 1904, p. 60 - KirByv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 351.

Un solo maschio raccolto dal dott. FESTA nelle foreste presso la laguna della Pita nel Darien, quello stesso che servì al dott. GRIFFINI per la descrizione di questa specie (Mus. Torino).

Un altro maschio di questa interessante specie è stato raccolto a San Carlos di Costa Rica (REHN).

Anche questa specie non è menzionata nella monografia di BRUNNER e REDTENBACHER.

Gen. BosTRA Stal. B. ibaguena n. sp.

Fom. Olivacea, antennis fuscis. Caput tuberculis duobus coni- cis, acutis armalum, nec non granulis nonnullis minutis seriatis. Thorax totus dense granulosus, carinis lateralibus usque ad seg- mentum medianum granulis majoribus oblusis dense uniseriatim dispositis instructis. Meso-et metapleurae granulis majoribus et mi- noribus alternis uniserialim dispositis praeditae. Meso et metasternum minute granulosa nec non tuberculis conicis acutis nonnullis irnregu- lariter dispositis armata. Abdomen laeve. Segmenium anale praece-

used

denti aeque longum, carinatum,. apice late fisso. Cerci?* (desunti). Operculum breve, apicem segmenti noni .parum. superans, lanceo- latum, acutum. Pedes siumplices. Femora 4 postica leviter ‘incurvata subtus utrinque lobulo minuto bidentato praeapicati instruceta.

Long. Corp. mm. 130 Long. fem. ant. mm. 30 » = meson. > (gi aa >». (hierm. SIE >. Meli Cato, ai 49 » » post. »: «90 » segm. med. > 6 Ta

“Una femmina da Ibague nella Colombia (Mus. civ. Genova).

Specie ben distinta per i granuli di cui è munito il torace sia sul i dorso sia sul petto.

Gen. BACTERIA Latr. B. frustrans Redt.

Bacteria frustrans BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. IIL 1908, pag. 421. Una sola femmina dal Messico (Mus. Torino).

B. Burkartii Saus. Bocteria Burkarti SAUSSURE Rev. Mag. Zool. 1868, p. 128 - Miss. sc. Mex. 1872, p. 151, pl. III, fig. 6 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. 1907, p. 421. Phanocles Birkartii SrAL Rec. Orth. III, 1875; pi: 81 - GRIFFINI Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XI, 1896; n. 236, p. 8:9 - KirBy Syn. Cat. Orth. I, .- 1904, p. 353.

Una femmina dalle foreste presso la laguna della Pita nel Darien (Mus. Torino).

Il dott. GRIFFINI, indicando le differenze che intercedono tra questo: esemplare da, lui, descritto e la, vera specie tipica, finiva col conelu- dere che egli non riteneva che queste avessero valore. specifico. Io sono molto in forse nell’accettare le sue conclusioni dopo che vedo che nella monografia di BRUNNER REDTENBACHER queste differenze non sono menzionate in nessuno degli esemplari che essi ebbero occa= sione di esaminare provenienti da località differenti.

B. aborigena n. sp.

Foem. Grisea, statura magna. Capul plurituberculaium, haud spinosi. Thordx tolus granultosus. Mesonolwn haud carinatuwm. Seg- menlum medianum margine antico medio luberculo obtuso conico, apice nigro, instruclum. Segmenlum secundum abdominale raro-gra- nulosun, Segmentum quinium abdominale margine postico in lobum. .

su E

rotundato:tuncatum: quadricarinatum parece producto» Segmentum sextum abdominate apice triangulariter vie producto, biearinato. Seg- menlum anale segmento‘ praecedenli modice longius; apice tate trian- gulariter exciso. Cerci brevissimi, recti, sub-acuti. Opercutum ‘navi- culare, carinatum, abdomine longius apice utrinque exciso. Segmentum septimum ventrale lobis posticis productis. Pedes granulosi, mutici. Femora antica superne minime irregulariter lobulata. Femora 4 po- , stica distincte incurvata, lobis genicularibus acuminatis. Femora in- termedia superne, exceplto lobulo humili apicali, simplicia; subtus “utrinque irregulariler undulalo-lobutata. Femora poslica simplicia. Tibiae anticae superne subtusque irregulariter undulatae. Tibiae in- termediae simplices, incurvae, superne ante medium lobo triangulari eroso instruclae. Tibiae posticae simplices, incurvae. Melatarsi breves, cristati.

Long. corp. mm. 190 Long. fem. ant. nun. 3 » Meson. » 38 » Di i ER 26 » melan. Cc. 8. MM. 29 » *=° ©DOSÌ » 30 » segm. med. » 17

Una femmina senza indicazione di ‘località. Ben distinta per il tubercolo del segmento mediano e la struttura

dei piedi, B. granulicollis Blanch.

? Bacteria granulicollis BLANCHARD in: GAY Hist. phys. y pol. d. Chili, vol. VI, p. 26 - WESTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 26 - KirBv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 356 - BRUNNER e' REDTENBAGHER!Insektenfam. Phasm. III 1908, pag. 423.

Una femmina dal Chile (Mus. Torino).

Di questa specie è solamente ‘conosciuto il maschio dalla breve de- scrizione datane dal BLAaNcHARD e riferita dal WeEsTwoop. Neanche BRUNNER e REDTENBACHER hanno potuto averne altri esemplari e si limitano a riportarne la descrizione, collocanilo questa specie tra quelle di « ncertae sedis ». Io credo che si possa quasi senza dubbio riferire a questa specie la fominina sopracitata, della quale pertanto è neces- sario dare la descrizione.

Foem. Viridi-divacea, unicolor, laevis, anltennis basi fuscis, dehinc fusco annulalis. Caput laeve. Mesonolum haud carinalum, granulis minutis sparsis. Segmentum anale compresso-carinalumn, apice an- guste rolundato. Cerci breves, conici, recli, subacuti. Overculuin na- viculare, carinalum, abdomen longe superans, apice rotundato. Pedes stnplices. Femora 4 postica superne carina media lobulo apicali ro- lundato instructa. Melatarsi longiusculi, carinali, haud cristati.

POTE cp

Long. corp. mm. 100 Long. fem. ant. mm. 25 » meson. » 23 » ».: CNMI a mnelanis 0:38.90 15 » post. >. 22 » Segm. med. » 9 » » | \0perc.. 24

Questa specie è alquanto affine a B. simplicitarsis Gray. Ne diffe- risce perchè presenta il lobo SER sui 4 femori DOVENDO e manca del lobo apicale spinoso inferiore

B. pichisina n. sp.

Fom. Olivaceo-fusca, antennis fuscis. Caput seriatim raro gra- nulosum. Thorax undique dense granosus, mesonoto haud carinato. Segmenta basalia abdominis granulis raris subobsolelis sparsis. Seg- mentum anale praecedenti aeque longum, compressum, carinalum, apice subacuto, integro. Cerci breves, conici, acuti. Operculum viride abdomen longe superans. Pedes simplices.

Long. corp. mm. 104 Long. fem. ant. mm. 22 >». \1910S0N. » 21 > niernense dla Di CRE SIT, » 16 » »i GDOSb tina » Segm. med. » 9 » >». «Operc. dala

Una femmina raccolta dal signor Pesce Maineri a Rio Pichis nel Perù (Mus. civ. Genova).

Ben distinta per i granuli del capo e del torace.

Gen. PHIBALOSOMA Gray. P. phy0Winum Gray. Cladomorphus phyllinus GRAY Syn. Phasm. 1835, p. 14 - SERVILLE Orth. 1839,

pag. 249.

Phibalosoma Lepelletieri Gray Syn. Phasm. 1835, p. I4, d. - SERVILLE Orth. 1839, p. 225 - WEsTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 72 - Saussure Miss. sc. Mex., vol. VI, 1872, p. 180.

Cladoxerus phyl0linus BurMEISTER Handb, Ent., vol. II, 1839, p. 572 - CHAR- PENTIER Orth. dep. pl. 34-35.

Phibalosoma phyllinus Kirpy Syn. Cat. Orth, I, 1904, p. 356.

Phibalosoma phylinum BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm., p. 426, taf. XX, fig. 2.

Due femmine dal Brasile (Mus. Torino).

nt ROSE

ACROPHYLUINI Gen. HERMARCHUS Stal.

H. pythonius Westw. Phibalosoma Pythonius WESTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 73, pl. 12, fig. 1 - Saussure Miss. sc. au Mexique 1872, p, 178, pl. III, tig. 1-3. Hermarchus Pythonius StAL Rec. Orth. III, 1875, p. 89 - KirBY Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 361 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm., p. 446.

Una sola femmina daile isole Figi (Mus. Torino).

Gen. PHARNACIA Stal.

Ph. acanthopus Burm. Bacteria acanthopus BURMEISTER Handb. Ent. 1838, vol. II, p. 565 (nec de HAAN). Phibalosoma acanthopus WestwooDp Catal. Phasm. 1859, p. 74 - STAL Rec. Orth. III, 1875, p. 63. ? Phibalosoma serratipes WESTWOoOoD Cat. Phasm., p. 75. Pharnacia acanthopus BRUNNER e REDTENBACHER Iusektenfam. Pliasm., p. 454, taf. XXI, fig. 8.

Una sola femmina da Perak nella Malacca (Mus. Torino).

In questo esemplare i segmenti addominali 6 e 7 non sono legger- mente prolungati nel mezzo, ma tronchi, e le tibie posteriori mancano del dente maggiore mediano che è invece bene sviluppato su quelle mediane.

Ph. Westwoodi Wood-Mas.

Phibalosoma Westwoodi Woop Mason Journ. As. Soc. Bengal., vol. XLIV, 1875, p. 216 - ibidem vol. XLVI, 1877, p. 347, pl. 3, fig. 1 - Proceedings As. Soc. Bengal, juli, 1877, p. 161. Tirachoidea Westwoodi KirBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 359. Pharnacia Westwoodi BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm, 1908, pag. 451. Una sola femmina raccolta a Giava nel viaggio di De Filippi (Mus. Torino). Questo esemplare porta una etichetta dove è determinata come Monandroplera Giglioliù Westw. (in lit.), determinazione che eviden- temente precede quella del Woop Mason, ma che rimase inedita.

Gen. ANCHIALE Stal. A. maculata Oliv.

Per la sinonimia vedasi: BRUNNER e REDrENBACHER Insektenfam, Phasm. III, 1908, p, 460,

Po

Una femmina ed un maschio da Halmahera nelle Molucche, ed un’altra femmina da Mansinam nella Nuova Guinea. Quest'ultima è af- fatto somigliante alla prima, e non differente visibilmente da altri esemplari provenienti dall’Amboina (Mus. civ. Genova). Tre femminere quattro maschi dall’Amboina (Mus. Torino).

Gen. CYPHOCRANIA Serv. C. gigas Lin. Per la lunga sinonimia vedasi BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm.,

p. 467, taf. XXIII, fig. 9, e KrrBy Synon. Cat. Orth. I, 1904, p. 390 (Phasma).

Una femmina delle Indie orientali, una da Giava, due femmine ed un maschio da Tjont-tjo-can, 5 femmine, un maschio e 4 larve raccolte nell’Amboina dalla R. nave Calabria nel 1904 (Mus. Torino). Una fem- mina raccolta nell’Amboina da Beccari (Mus. civ. Genova).

NECROSCIINI

Gen. LEPROocAULUS Redt. L. lobulatus n. sp.

Fom. Fusco-ferrugineus, unicolor, granosus. Caput inter oculos

crista transversa humili utrinque acute bispinosa instructum, occipite irregulariter et acute granoso. Mesonotum dense granosum, vix ca- rinulatum, nec non utrinque tuberculis nonnullis (3-4) oblusis in- structuni. Abdomen rugulosum, segmento sexto in medio crista trans- versa strumosa sub-biloba. Segmenta tria ultima abdominalia tricari- nata. Segmentum anale apice truncato. Lamina supraanalis distincia, triangularis, carinata. Operculum lanceolatum, compressum el lami- nalto-crislatum, apice rotundato, crista ipsa a latere visa a basi ad apicem abdominis horizontali, dehinc subito angulo recto sursum in- curvata, ibique irregulariler eroso-denticulata. Pleurae granosae, et serie luberculis elevalis instructae. Mesosternum carinatum, laeve. Metasternum haud carinatum, grunosum. Femora antica el presertim tibiae anticae compressae, superne irregulariter pluri-lobulatae. Mela- larsus anticus alte semicirculariter lobatus, pronoto brevior. Femora intermedia el postica simplicia, fusco-irregulariler marmorata, ad apicem utrinque 1-2 spinulosa.

Longit. corp. mm. 73 Longit. fem. ant. mm. 15 » 7MeSON. SERIO: » ST MZIIIOTTIL: gno) FI IICION: Co SIRENE > » post. > 14

045

Una femmina da Buitenzorg (Mus. civ. Genova).

Questa specie somiglia a L. rudis Redt. per le granulazioni del pronoto e la prominenza del sesto segmento dell’addome, ma ne diffe- risce sopratutto e per le dimensioni e per la forma lobata dei piedi anteriori.

Gen. OxYARTES Stal. O. despectus Westw. Phasma (Acanthoderus) despectum WrEsTwooD Cabin. orient. Entom..1848, p. 80, DlEi39- fede Anophelepis despecta Westwoon Cat. Phasm., 1859, p. 68, pl. 3, fig. 6, g'. Oxyartes despectus StAL Rec. Orth. III, 1875, p. 78 - KIrBy Syn. Cat. Ortb. I, 1904, p. 324 - BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. 1908, p. 474;

Due soli maschi dalle Indie orientali (Mus. Torino).

Gen. PARAMENEXENUS Redt. P. teres n. sp.

Fom. Fulvo-fuscus. Caput longum, deplanatum, laeve, margine postico tantum granulis sex transversim serialis instructo. Anltennae pallidae, fusco anguste annulatae. Pronotum laeve. Mesonotum obsotete sparsim granulosum, deplanalum, granulis nonnullis nigris, margi- nibus lateralibus acutiusculis et sublus granulis nonnullis seriatis insiructis. Segmenta quinque apicalia abdominis pluricarinulata. Segmentum anale segmento praecedenii brevius, tricarinulatum, apice minute tridentato. Cerci recli, cylindrici, segmentum analem valde superantes. Operculum planum, triangulare, apicem segmenti noni vix altingens, apice impresso. Pedes inermes, pallidi, flavi, ininute et irregulariler fusco punctati et maculati.

Long. corp. mm. 50 È Long. fem. ant. mm. 19 » meson. soa t3 » » ivoalermaiioa 12 » melan. e. S. mM. » 6 stat La OAPAsi. 1 466

Una femmina raccolta da Elio Modigliani a Si-Rambè in Sumatra (Mus. civ. Genova). i

Specie alquanto simile a P. inconspicuus Redt.

Gen. PARAMYRONIDES Redt. P. bdbootanicus Westw.

Lonchodes bootanicus WE£ESTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 43, pl. XXVI, fig. 8, 9.

Lopaphus bootanicust Woop-Mason Jouru. As. Soc. Bengal, vol. XLVI, 1877, part. II, p. 348, pl. II, fig. 1, g.

Myronides bootanicus Kirsy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p, 320.

a: LI

Paramyronides bootanicus BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm, 1908, pag. 478.

Due femmine delle Indie orientali (Mus. Torino).

Gen. PARASIPYLOIDEA Redt. P. ficta? Redt.

Paramyronides fictus BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, pag. 478.

REDTENBACHER descrisse brevemente questa specie su di un esem- plare maschio che egli dubitò che fosse una larva. Io trovai nelle col- lezioni del Museo di Torino un individuo femmina proveniente dalle Indie orientali e che mi pare adulto, i cui caratteri corrispondono assai bene alla descrizione, per quanto troppo breve, del REDTENBACHER.

Esso è tutto di color giallo-pallido uniforme. Il mesonoto è depresso con la carena mediana ben distinta e le due laterali un po’ ottuse, cosparso di minuti granuli, fitti verso il margine anteriore, più scarsi nel resto. Le elitre sono rappresentate da due piccolissime squamette e le ali mancano affatto. (Nella sua descrizione REDTENBACHER dice: alae minimae, squamuliformes. Intese indicare forse le elitre? Se in- vece volle veramente indicare le ali, la differenza tra l’esemplare da me esaminato e quello descritto da REDTENBACHER potrebbe essere un carattere sessuale secondario). Le carene dell’addome sono appena visibili. Il segmento anale è visibilmente carenato lungo il mezzo, e termina a punta triangolare acuta. I cerci sono brevi, diritti, acumi- nati. L’opercolo è lanceolato, compresso, acutissimo ed arriva appena alla base dei cerci. I piedi sono inermi, ma i quattro femori posteriori presentano la carena mediana inferiore biforcata all'apice e quivi ar- mata di alcuni piccolissimi denti (Mus. Torino).

Longit. corp. - 4 ? a î min. 83 » MEsoni |. . * 1 . » (022 » melan. cum. segni. med. z o SIRNPAO » fem. anl. . 4 È ; è CO QP@T Tor! » > iglermas £ : , >», 046 » » posi. : ; . : 370020

REDTENBACHER crede che dalla struttura e scoltura del torace questa specie potrebbe forse anche aseriversi al gen. Parasipyloidea, ed io ho creduto di fatto che questo genere meglio si convenga all’in- dividuo esaminato, sia per la formia del segmento anale sia per quella dell’opercolo. Ne differisce tuttavia per i piccolissimi denti all’apice della carena mediana inferiore dei 4 femori posteriori, che mancano nel gen. Parasipyloîdea.

sent

ia

La specie Paramyronides perakensis somiglia alquanto a questa, astrazione fatta, s'intende, delle carene del torace e dell’addome, ma ne differisce sovratutto per la forma del segmento anale e per la man- canza di spina nera ai femori.

Gen. LAMAcHUS Stal. L. xiphias Westw.

Anophelepis Xiphias WESTWwooD Cat. Phasm. 1859, p. 71, pl. IV, fig. 4, 5.

Orxines Xiphias REBN Proc. Ac. Nat. Sc. Philadelphia 1904, p. 71.

Orxines (?) Xiphias KirBv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 368.

Lamachus xiphias BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908,

p. 483, taf. XXV, fig. 4.

Un maschio raccolto in Amboina da Beccari, un altro maschio ed una femmina raccolti dal capitano D'Albertis a Sorong nella Nuova Guinea (Mus. civ. Genova).

Gen. SYRINGODES Redt. S. Bonarelliù n. sp.

Foem. Fulvus, nigro-variegatus. Antennae nigrae, fulvo annu- latae. Caput fuscum, occipile globoso, sutcato, utrinque pone ocutos fascia nigra, alteraque flava extuis apposita ornata, sunmo occipile nigro subobsolete quadrimaculato. Pronotum fulvum, lateribus fuscis, in disco prozonae macula nigra V-formi, carina nigra. Mesonolum fulvum, nigrocarinatum, utrinque uniserialim granulosum, in medio via constriclum, vtrinque vitta lata nigro-velutina, postice evane- scenle, în medio interrupta ornatum. Elylra sub-ovata, gibbo modice elevato-rotundato, fusca, fulvo venosa el maculata. Alae fere abdomini aeque longae, area antica fusco-fulva fasciis qualuor oblique trans- versiîs ornata, area postica rufo-infumala. Meso-et metapleurae raro et obsolete uniserialim granulosae. Mesosternum obluse et subobsolete granulosum. Metasternum laeve. Sterna et venter lava. Segmentum anale praecedenti subaeque ltongum, apice lobis tribus rotundatlis. Cerci longi, recti, elevali. Operculum corneum, nilidum, tubiforme, abdomen distinclte superans, apice inciso. Femora ommia et tibiae omnes laete flavo-fulvae, late nigro tri-annulatae: apices metatar- sorum omnium, coeterique tarsorum articuli nigri. Femora antica superne carinata, basi leviter incurva. Femora 4 postica superne teretia.

Long. corp. mm. 62 Long. fem. ant. mm. 18 » Meson. > fi » sig 7 i (Pea Belle » elytr. » 4, » PI DOSÙ: dali » alar. 4

18

Una femmina raccolta a Samarinda in Borneo dal. dott. Guido Bo- narelli, cui fu dedicata (Mus. Torino). Questa bella specie è certo assai somigliante a S. rubicundus de Haan, ma ne è tuttavia ben distinta per la fascia delle ali, per gli

anelli dei piedi e la forma clavata dei cerci.

Gen. ASCELES Redt. =

A. Gadarama Westw.

Necroscia Gadarama WeEsTtTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 130, pl. 21, fig. 4.

Sosibia Gadarama KirBv Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 368.

Asceles Gadarama BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, pag. 498. i

Una femmina da Sarawak in Borneo (Mus. civ. Genova).

La colorazione generale di questo esemplare è quasi nerastra, uni- forme. Le antenne, i piedi ed i cerci sono pelosi.

Gen. MARMESSOIDEA Br.

M. umicolor Redt.

Marmessoidea unicolor BRUNNER e REDIENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, pag. 512. Una femmina da Perak nella Malacca (Mus. Torino).

La femmina, non conosciuta da REDTENBACHER, è tutta verde, con le antenne nere, ornate di tre larghi anelli bianchicci, poco appari- scenti. Il capo è globoso e liscio, con lo scudetto frontale tra le an- tenne rossiccio. Il pronoto è liscio. Il mesonoto è carenato e trasver- salmente rugoloso con qualche granulo qua e poco saliente. L’apice della gobba delle elitre è verde-scuro. Il petto è rugoloso. La carena mediana inferiore dei 4 femori posteriori è all’apice armata di un pic- colo dente nero. Il segmento anale è breve, carenato per lungo nel mezzo e arrotondato all’apice. I cerci sono diritti, cilindrici e ottusi all’apice. L’opercolo non raggiunge l’apice dell’addome, è appena com- presso, inciso ad angolo all’apice, con i lobi laterali un po’ arro- tondati.

Longil. corp. è È : È 3 F mm. 70 » MEeSoOn. + . 5 ì ; È e £ -; » MELONI CNS + . È ; > VAGI » FAZIO 01 00 6A È s E è dry » » inlerm. . È : î : deri

» » post. £ " È i; ; » bho

AD

DM. expolita Redt. ? Marmessoidea expolita BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, p. 515. Un solo esemplare da Borneo, mancante degli ultimi segmenti del- l'addome (Mus. civ. Genova). Sono quindi nell’incertezza della sua esatta determinazione man- cando il raffronto dei caratteri dell’upparato genitale.

Gen. ARUANOIDEA Br. A. aruana Westw.

Necroscia aruana WESTwooD Cat. Phasm. 1859, p. 194, pl. XXXIX, fig. 4 - REHN Proc. Acad. Nat. Sc. Philadelphia, 1901, p. 378: - BRUNNER e RED- TENBACHER Insektenfam. Phasm. II, 1908, p. 524.

Due femmine da, Ternate nelle. Molucche (Mus. civ. Genova).

A. adspersa Redt. Aruanoidea adspersa BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III; 1908, pag. 528. Una femmina da Perak (Mus. Torino).

A. affinis? Gray.

Platycrana affinis Gray Syn. Phasm. 1835, p. 37.

Necroscia affinis WESTWwooD Cat. Phasm. 1859, p. 142.

Aruanoidea affinis Krrpy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 379. - BRUNNEK e REDTEN-

BACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, p. 525.

Riferisco con dubbio a questa specie un’unica femmina raccolta a Samarinda in Borneo, di color giallo-pallido, forse dapprima verde, che differisce perchè manca della lamina sopraanale e perchè ha il mesosterno granuloso. Nel resto concorda bene con la descrizione da- tane da BRUNNER @ REDTENBACHER (Mus. Torino).

A. seriata Reit.

Aruanoidea seriata BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III. 1908, p. 522. Un maschio e due femmine da Samarinda in Borneo (Mus. Torino).

La femmina di questa specie, non conosciuta da REDTENBACHER, è affatto somigliante al maschio, salvo le dimensioni ed i granuli del mesonoto che invece di essere allineati quasi tutti in una serie sola da una parte e dall’aitra lungo la carena mediana, sono più numerosi e più irregolarmente distribuiti. In una femmina che somiglia in tutto il resto alle altre due, ma che tuttavia riferisco dubbiosamente a

bah

questa specie perchè manca dell’estremità dell’addome, il mesonoto è affatto liscio.

Il segmento anale della femmina di questa specie è un po’ più lungo del segmento che lo precede, un po’ compresso, troncato in linea retta all’apice e prolungato ai lati dell’apice in due piccoli denti acutissimi, e ricurvi in basso. I cerci sono lunghi, si che oltrepassano il segmento anale quasi di tanto quanto è lungo, diritti, brevemente pelosi e in- grossati a clava verso l’apice. L’opercolo è fatto nel modo caratteri- stico di questo genere, cioè verso l’apice corneo e quasi tubuloso, con una piccola incisura triangolare all’apice e non raggiunge l’apice del- l'addome, racchiudendo l’ovopositore che oltrepassa appena.

Longît. corpor. mm. 70 Longil. fem. ant. mm. 22 re mMeson. >; ye 12 » » sinler@a Peggio » metan.c.8.M. > 7 » » post. » 19

La lamina sottogenitale del maschio è breve che non raggiunge l'apice del segmento addominale, lanceolata e quasi acuta, liscia.

A. balighena n. sp.

Foem. Fusco-fulva, unicolor. Mesonotum carinatum, in medie- tate antica sparsim minute granulosum, in medietale postica ad cari- nam tantum biseriatim granosum. Elytra cum area antica alarum unicotor, fusco-fulva, parva, postice oblique truncata, gibbo ante medium sito, modice elevato, ramo postico venae ulnaris furcato. Alae abdo- mini aeque longae area postica albida. Segmentum anale via trian- gulariter excisum, subiruncatum. Cerci longi, recti, clavali. Opereulum compressum, augustum, abdomine vix longius, apicem cercorum lamen haud attingens, apice acuminato, integro. Pleurae laeves. Mesoslernum biserialim raro granulosum.

Mas. Foeminae simillimus, distinclus tamen: statura graciliore, oceltis tribus magis perspicuis, segmento anali apice triangulariter exciso, lobis rotundutis brevibus; cercis brevibus, gracilibus, obtusis, * incurvis: lamina subgenilali nitida, basi modice inflala dehine trian- gulari, acuta; segmenti noni dorsualis angulis posticis produectis, sub- tus îincurvis. i

Mas. foem. Longtt. corp. mm. 42 mm. D4 » mMmeson. » 9 -@ » 7 » elytr. » 2. » n) » alopzsi > » 40 » fem. anl. > INS 2, » 16 » Zinlerm.» . d0 sp: (47

» >'iniposti sivoti48 » 16

LE

Un maschio ed una femmina da Si-Ranbé ed un’altra femmina da Balighe in Sumatra, raccoltevi da Elio Modigliani (Mus. Civ. Genova).

Questa specie, sia per la colorazione, come per la disposizione seriata dei granuli del mesonoto, è somigliantissima a A. seriata Redt. Come in questa i cerci della femmina sono anche diritti e clavati. Ma in A. seriata il segmento addominale della femmina è alla sua estremità terminato agli angoli laterali da due denti acutissimi e rivolti in basso, denti che mancano affatto in A. balighena. Così pure l’opercolo di A. seriata è ap- pena lungo come l’addome e alla sua estremità, sebbene pochissimo, è tuttavia visibilmente inciso, mentre in A. balighena è un po’ più lungo dell'addome, più stretto, più acuminato e affatto intiero all’apice.

Nel maschio le differenze sono ancora maggiori: il segmento anale di A. seriata è profondamente e semicircolarmente scavato in modo che i due angoli posteriori laterali formano due processi discretamente lunghi e gracili, mentre in A. dalighena esso è appena inciso ad an- golo nel mezzo, così che gli angoli latero-posteriori formano solo due lobi arrotondati. |

Un carattere poi distintivo e che è costante negli esemplari da me esaminati tanto dell’uno quanto dell’altro sesso sta nelle nervature longitudinali delle elitre, le quali sono in ambedue le specie ben di- stinte. Orbene, in A. serzata il ramo anteriore della vena ulnare del- l’elitra è biforcato, mentre in A. dbalighena il ramo biforcato non è l'anteriore di questa vena ma il posteriore.

Per queste ragioni e per la costanza di questi caratteri, sebbene aflini, queste due specie devono essere nettamente distinte. A. serata è proprio, finora almeno, di Borneo; A. balighena di Sumatra.

Gen. MIcADINA Redt. M., phluctaenoides Rehn.

Marmessoidea phluctaenoides REHN Stud. in the Ort.-Fam. Phasm, in: Proc. Ac. Nat. Sc. Philadelphia. 1904, p. 73. Micadina phluctacnoides BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. 1908, p. 533, taf. XXVII, fig. 4. Due femmine; una dal Giappone, l’altra dalla China, che non diffe- riscono sensibilmente (Mus. Torino). Quella del Giappone è dono del Dr. BRUNNER von WATTENWYL porta un’etichetta col nome inedito di M. compacta Br.

Gen. SOSIBIA Stal. S. Pholidotus Westw.

Necroscia Pholidotus WESsTWwooD Cat. Phasm. 1859, p. 143, pl XVII fig. 4, pl. XX, fig. 6.

gi

Sosibia Pholidotus Kirpy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 368, BRUNNER e REDTEN- BACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, p. 536, taf. XXVI fig. 5.

Un maschio ed una femmina delle Indie orientali (Mus. Torino).

Poichè il Dr. REDTENBACHER non potè dare nella sua descrizione i caratteri dell’estremità posteriore dell'addome del maschio che, com'è noto, sono assai importanti per la determinazione, credo opportuno di aggiungere che, corrispondentemente a quanto è possibile vedere disegna- to nella figura del WESsTwoOD, il segmento anale è alquanto compresso e ottusamente carenato, inciso all’apice e perciò diviso in due lobi arrotondati e lateralmente un. po” smarginati: i cerci sono corti, grossi, cilindrici, diretti in basso, molto ottusi all'estremità e quivi all’indentro mucronati: la lamina sottogenitale è breve, compressa e largamente arrotondata all’apice.

Gen. CANDAULES Stal. C. transiens Redt.

Candaules transiens BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III. 1908, p. 539, fig. 7a, 7.

Due maschi ed una femmina da Giava (Mus. Torino).

Gen. SIPYLOIDEA Br. S. Lampethusa Westw.

Necroscia Lampethusa WEsTwooDp Cat. Phasm. 1859, p. 136, pl. XXXIV, fig. 2.

Necroscia (?) Lampethusa KigBy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 377.

Sipyloidea Lampethusa BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III,

1908, p. 543.

Un maschio da Samarinda in Borneo (Mus. Torino).

Il maschio di questa specie, sconosciuto finora, è tutto di color nereggiante uniforme. Il mesonoto, le pleure ed il petto sono sparsi di numerosi granuli. La gobba delle elitre è elevata e quasi acuta. Le ali oltrepassano appena l’apice del segmento dell’addome. Il segmento anale è carenato e largamente arrotondato-troncato all’apice. I cerci sono più brevi assai del segmento anale e quindi nascosti sotto di esso, diritti, cilindrici, arrotondati all’apice e quivi mucronati, La lamina sottogenitale è breve, rigonfia e ‘arrotondata largamente all’apice.

Longil. corp. min. 71 Long. fem. ant. ma. 14 » mMeson. > PB (5) » » nierità Co 6

di

» Mmelan.c.S.M. > 8 ». .; DASÌ > ill

S. Sipylus Westw.

Necroscia. Sipylus WESTWOOD Cat. Phasm. 11859, p. 138, pl. XVIII, fig. 4. Kirpy Syn. Cat. Orth. I, 1904, p. 375.

Neeroscia Samsoo WESTWwooD Cat. Phasm. 1859, p. 132, pl. X, fig. 6.

Sipyloidea sipylus BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasmidae III, 1908, p. D44.

Una femmina e due maschi dalle Indie orientali (Mus. Torino).

S. dolorosa Redt.

Sipyloidea dolorosa BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III. 1908,

Pp. D4T. Due maschi ed una femmina da Giava, donati dal Dr. BRUNNER von 'WATTENWYLL e da lui determinati come S. d0/0r0sa Br. (Mus. Torino).

S. normalis Redt.

Sipyloidea normalis BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908,

p. 547. Due femmine da Mansinam nella nuova Guinea (Mus. Civ. Genova). Esse differiscono dalla descrizione perchè le elitre sono poco allungate ed i cerci sono gracili, cilindrici, acuti, ma non compressi all’apice.

S. fontanesina n. sp.

Foem. Pallide-flava omnino irregulariter fusco-marmorata, an- tennis interdum pallide-fusco-annulatis. Caput. et pronoltum laevia. Mesonotum distincle et acute carinalum, antice dense ruguloso-gra- nosuni, postice raro-granosum, pone medium utrinque,plagis duabus callosis, nitidis, ovatis. Pleurae uniseriatim granosae. Elytra ovato-oblon- ga, gîbbo humili, obtuso ad basim sito, fusco irrorata, vena radiali in- lerdum nigro-punctata. Alae segmentum septimum vel sexltum abdo- minalem superantes, area antica fusco-maculala el irrorata, venis longitudinalibus fusco punctatis, area postica albida, medio flavicanle. Segmentum anale apice carinato, triangulariter parum exciso. Cerci breves, recti, oblusi. Operculum naviculare, carinatum, acutissimum, abdomen vix superans. Pedes inerines, irregulariter fusco-marmorali.

Long. corp. nun. 82-85 Long. fenai. anti. mia. RI » meson. xi 45 » >; nileranea le 16 nidi ely: » 7487) » » posi. » 102 » alar. » 48-52

Due femmine prese a Calcutta dal Sig. Fontanesi (Mus. Torino). Questa specie è forse alquanto somigliante a S. inscia Redt.

DAI

S. sibogana n. sp.

Mas. et fem. Flavo-straminea, unicolor, antennis fuscis, flavo annutalis, arliculis plurimis basalibus flavis apice fusco. Mesonotum carinalum, in foemina acute carinalumy; in mare, anlice ad margi- nes lalterales, poslice ad carinam biseriatim granulosum, marginibus laleralibus ipsis minule granutlosis; in foemina, antice dense, postice raro granulosum, marginibus densius granulosis. Melasternum et pleurae laeves. Mesosternum in mare biseriatim raro granulosum, în foemina granutlis plurimis, magis acutis, anlice, densius, postice in series duas disposilis instructum. Elytra subovata tuberculo humili. Alae abdomini subaeque tongae area postica hyalina. Abdomen in mare apice clavato, segmento octavo brevi, segmento nono segmento oclavo duplo longiore, carinato, retrorsum sensim angustato. Segmentum anale maris apice triangulariter exciso, angulis posticis subito deflexis et subtus mucrone nigro aculissimo armatis. Cerci maris breves, cylin- drici, via incurvi, apice inlus mucronati. Lamina subgenitalis brevis, apicem segmenti noni allingens, basi lata, fornicata, apice triangulari, subacuto. Segimentum anale foeminae segmento precedenti aeque longumni, compressum, carinatum, apice triangularilter inciso, lamina supraanali minima apposita. Cerci foeminae breves, deplanati, apicem versus sensim dilalati, apice ipso rotundato-truncato. Opercu- lum carinalum, lanceolalum, aculum, abdomen parce superans, api- cem cercorum attingens. Pedes in utroque sexu pallide-straminei, inermes.

Mas. foem. Longtt. corp. mm. 45 mm. 55 » mMeson. » 7 » 7) » alar. > DIR9 » US > fem. ant. Rae: (5) » } » » post. OMR 2. » 15

Un maschio da Siboga ed una femmina da Si-Rambè in Sumatra raccoltevi da Elio Modigliani (Mus. Civ. Genova).

Questa specie somiglia assai per la struttura del mesonoto a S. Doles- chali Redt. ma è distinta sopratutto per la forma e struttura dei segmenti apicali dell'addome e dei cerci. L’opercolo della femmina per la sua forma ricorda un po’ quello del gen. Aruanoidea, ma non è però accartocciato, corneo, inciso all’apice.

S. enganensis n. sp.

Foem. Grisea. Caput laeve. Mesonotum sublaeve, carinatum, irre- gqutariter fusco irroratum. Mesopleurae laeves, fusco punctatae. Meso- sternum dense granosum, ut mesonotum fusco-punctatum. Metapleurae

PPESRI SORA

laevissimae. Metasternum grosse et obtuse granosum. Elytra elongato- ovata, flavo-olivacea irregulariter nigro irrorata, tuberculo humili, ad basim sito, subacuto. Alae apicem segmenti quinti abdominalis supe- rantes, area postica albida, area antica grisea. Segmentum anale truncalum. Cerci? (desunt). Operculum breve, naviculare, carinatum apice utrinque semicirculariler sinuato, apice ipso în processu mediano subacuto leviter producto. Segmentum ventrale septimum apice breviter triangulariter bicarinato. Femora 4 postica subtus apice mutico.

Longit. corp. mm. 84 Longit. fem. ant. | mm. 20 » mMeson. si 045 » » . interm. » 14° » elytr. » Va » » «DOS: * L20 » alar. » 46

Una femmina raccolta. da Elio Modigliano a Bua-Bua nell’isola Engano (Mus. Civ. Genova).

Questa specie è alquanto affine a S. magna Redt.

Gen. OcELLATA Redt. O. filum Westw.

Phasma (Necroscia) philum WESTWOOD Cab. Or. Entom. 1848, p_ 79, pl. XXXIX, ar, Phibalosoma philum WesTtwooDp Cat. Phasm. 1859, p. 77. Aruanoidea ophidiiderma GRIFFINI Boll. Mus. Zool. Torino, vol. XII, 1897, n. 507, p. 1, fig. KIRBY Syn. Cat. Ort. I, 1904, p. 378. Ocellata philum BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, p. 554. REDTENBACHER crede che A. ophridiiderma Griff. sia sinonima di questa specie ed io accetto, sulla autorità di lui che ha potuto esami- nare esemplari conservati a secco, la sinonimia. Quelli descritti dal Dr. GRIFFINI erano stati consecvati in alcool e quindi la tinta cerulea delle elitre e delle ali può darsi che sia scomparsa e che appaia ora come bianchiecia. Devo tuttavia osservare che non è improbabile che O. trifasciata Redt. sia la medesima 0. ophridiiderma Griff., sia perchè in questa anche nella femmina gli ocelli sono visibili in numero di due, sia ancora perchè le antenne sono, anche verso la base, ornate di stretti anelli giallicci all'apice dei segmenti, sia ancora perchè i rari granuli del mesonoto sono più agglomerati intorno alla carena mediana. Se così fosse il nome dato dal Dr. GRIFFINI a questa specie avrebbe la precedenza (Mus. Torino).

= 566

Gen. PARANECcROSsCIA Redt,

P. operculata Reat.

Paranecroscia operculata BRUNNER è REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908; p. 557.

Un maschio ed una femmina da Morton in Sumatra (Mus. Civ. Genova).

Alla descrizione datane dal REDTENBACHER aggiungerò che il ma- schio ha l’area posteriore delle: ali di un bel color rosso; mentre nella femmina essa è fuliginosa specialmente verso la periferia.

Gen. NECROSCIA Serv. N. resignata Redt.

Necroscia resignata BRUNNER e REDTENBACHER Insektenfam. Phasm. III, 1908, p. 560.

Un maschio da Sorong nella Nuova Guinea (Mus. Civ. Genova).

N. mentawveiana n. sp.

Mas. Viridi-flavo-olivacea, unicolor, antennis fuscis. Caput laeve, subglobosum. Femora antica basi recta. Mesonotum gracile, carinatum, sublaeve. Elytra brevia, gibbo obluso. Alae area anlica viridi-olivacea, unicolor, area postica albida margine postico late fuscescente, apicem segmenti sexti abdominatis altingentes. Abdomen apice clavato. Seg- mentum anale breve, apice anguste sed profunde inciso, ub'inque in tobos. duos subquadratos, trunceatos produceto. Cerci breves, graciles, cylindrici, parum incurvi, oblusi. Lamina subgenitalis valde fornicata, apicem segmenti dorsualis noni vix attingens, apice late rotundata. Femora 4 postica superne subobsolele nigro-lineata.

Long. corp. IMITA DI Long. fem. ant. mim. 16 » meson. » 9 » > TENTA VaR SLA alan. a 0) » » post. IRE di

Due maschi raccolti da Elio Modigliani a Si Chan nell’isola Mentawei. Questa specie è affine a N. augustata Redt.

DR si ee

APPENDICE

Clitumnus dentatus Br. Bacillus Rossii Fabr.

Nella Monografia dei Fasmidi più volte citata (II Lief. pag. 194) il Dr. BRUNNER VON WATTENWYLL descrisse come specie nuova della Nuova Guinea, col nome di Clitumnus dentatus un Fasmide trovato nelle Collezioni del Museo civico di Genova, stato raccolto nei dintorni di Genova e più precisamente a Staglieno. Avendo io avuto in comuni- cazione l’esemplare stesso stato descritto dal BRUNNER, insieme a due o tre altri raccolti pure press’a poco nella stessa località e uguali a quello, ho potuto constatare come esso non sia altro che il comune Bacillus Rossîî Fabr. Le areole apicali delle 4 tibie posteriori sono ben visibili, so spiegarmi come sieno sfuggite all’osservazione del Dr. BRUNNER.

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Pubblicato il 30 Settembre 1910

Prof. LORENZO CAMERANO, Direttore responsabile 2202 Tip. Pietro Gerbone Torino

i edite |

BOLLETTINO

Mussi di Zoologia Fieno comparata

della R. Università di Forino

Numero 626 Volume XXV

Prof. LORENZO CAMERANO

Per una storia dei Zoologi italiani.

Parole di apertura dell’ VIII Convegno dell’Unione Zoologica Italiana. Napoli 12 Settembre 1910.

Sienore e Signori,

L'unione Zoologica italiana accolse con entusiasmo la proposta di. tenere l'ottavo convegno nazionale a Napoli, in occasione delle onoranze ., a Filippo Cavolini. Fra tutti i soci erano vivi i ricordi del convegno di Napoli del 1901; i ricordi della bellezza del cielo e della natura, i ricordi della schietta, cordiale, signorile accoglienza ricevuta, i ricordi delle glorie passate di cui è ricca la città e della sua rigogliosa vita scientifica presente.

meno vivo era in tutti noi il desiderio di prendere parte ‘alle onoranze a Filippo Cavolini, che nella seconda metà del 1700 seppe tenere così alto il nome della scienza italiana.

Nel 1991 L'Unione Zoologica italiana era appena uscita dalle;.ine- vitabili diflicoltà del suo costituirsi; oggi ritorna fra voi dopo un decen- mio di vita e di lavoro, lieta se riconoscerete che ha degnamente cor- risposto agli auspici, che per essa trassero allora con parole così cortesi il Prof. Pinto Rettore magnifico e il senatore Paladino presidente del Comitato locale.

Non vi parlero minutamente dell’opera compiuta dall’Unione Zoolo- gica italiana nel suo decennio di vita. Essa cercò di giustificare la sua ragione di essere creando intorno a un fecondo movimento di idee e n?ssuno dei problemi più importanti che rignardano lo studio dei viventi animali venne trascurato nei suoi annuali convegni. Ricorderò che nell’ultimo convegno a Bormio, L’Unione Zoologica

AO IE

iniziò l’organizzazione dello studio, con intendimenti scientifici moderni, della fauna alpina, che è tanta parte della fauna nostra. E’ un lavoro di lunga lena e di grande importanza che l’Unione Zoologica italiana spera di condurre a termine in modo soddisfacente, affinchè l’Italia venga a trovarsi, anche a questo riguardo, al livello delle nazioni che la circondano.

Ma l’Unione nostra ben sa che nel campo della ricerca scientifica, come in qualunque altro nel quale si esercita l’attività umana, sostare è regredire, ed oggi essa viene dinanzi a voi colla proposta del suo benemerito segretario, il Prof. F. S. Monticelli, di organizzare lo studio della fauna littorale, così ricca e così interessante nel lungo svolgersi delle coste italiane.

L'Unione Zoologica italiana nel suo decennio di vita non restrinse l’opera sua alla ricerca puramente scientifica, ma si occupò anche di una questione che interessa il decoro nazionale, l'ammissione, voglio dire, della lingua italiana fra le lingue ufficiali dei congressi zoolo- gici internazionali. Coll’opera tenace ed energica dei vari colleghi che si succedettero alla presidenza e con quella efficacissima del suo segretario, il Prof. F. S. Monticelli riusci nell’intento.

Ma anche in questa via molto rimane da fare e l’occasione odierna delle onoranze, che vengono rese ad una delle migliori glorie italiane nel campo delle scienze biologiche, si presenta opportuna a che io vi esponga alcune nvove proposte.

x x *

L'Italia si appresta a celebrare nell’anno venturo il cinquantesimo anniversario del suo risorgimento a nazione. In questo primo cinquan- tennio di vita nazionale un lungo cammino si è percorso: molte diffi- coltà sono state vinte; al risorgimento politico seguì il risorgimento finanziario ed industriale e noi possiamo guardare l'avvenire con piena fiducia nelle nostre forze.

Una cosa tuttavia di valore grandissimo manca ancora: manca una forte ed equilibrata coscienza italiana, che ci faccia valutare in giusta misura l’opera nostra, senza aspettare il giudizio degli stranieri, manca un forte ed equilibrato sentimento di italianità, dico, che ci sproni a pensare un po’ di più colla nostra testa e che ci dia la fiducia in noi stessi.

necessario in una parola che gli italiani imparino a conoscere il loro paese e se stessi non solo nei difetti, ma anche nelle buone qualità.

Paese meraviglioso questa nostra Italia! Non è possibile muovervi passo senza incontrarsi in un luogo o in un nome che non richiami alla mente ùna qualche bellezza naturale o splendore di arte, qualche

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fatto glorioso o di nobile iniziativa, qualche esempio di forte operare o di abnegazione, o che non ricordi qualcuno dei momenti più salienti della evoluzione del pensiero umano nelle arti o nelle scienze.

Orbene, è duopo confessare, per quanto la cosa possa riuscirci dolo- rosa, che gli Italiani non conoscono, come dovrebbero, la patria loro. Qualche cosa oggi si incomincia a tentare per far conoscere fra noi le bellezze naturali d’Italia, e si incomincia a ricercare e studiare con amore anche i più modesti artefici del suo patrimonio ‘artistico; ma molto più si dovrebbe fare. Poco o nulla all’incontro si è fatto o si fa per far conoscere la serie numerosissima di coloro che in mille guise contribuirono al progresso della scienza nostra.

A che giova, si vien dicendo da taluno, rivolgere la mente al pas- sato delle scienze; la loro storia ci appare ormai come una lunga serie di edifici sfasciati, caduti, come un cumulo di rovine.

A costoro risponderò colle parole di Quintino Sella: « Nei tempi «odierni tutto cammina rapidamente, e rapidissimamente progrediscono «e si trasformano le scienze naturali, sicchè la vecchiaia dei natura- «listi è spesso amareggiata dallo spettacolo della caduta delle teoriche «sulle quali fondarono i loro lavori.

«Ma non minore deve perciò essere la gratitudine dei successori «verso chi li precedette in questa scabrosa lotta contro: l’ignoto e ciò «non solo per il principio evangelico di fare agli altri ciò che aspet- «tiamo per roi; ma anche perchè chi giunge a piantare la bandiera «sullo spalto deve molto, se non tutto, a chi cadde prima di avviarsi ».

Le parole di Quintino Sella non hanno bisogno di lungo commento.

Le ricerche storiche nel campo delle scienze ci pongono in contatto intellettuale con coloro che ci precedettero. La verità, dirò a voi ancora col Leibniz: « è più diffusa di quanto si pensi; ma spessissimo «è ascosa, sepolta, affievolita, mutilata e corrotta con aggiunte ; col ri- «levare le tracce di verità presso gli antichi ed'i predecessori si «trarrà il diamante dal sasso, la luce dalle tenebre e si riuscirà a «fondare una filosofia perenne ».

Tutte le scienze crebbero per l’opera paziente, tenace, ora brillante, ora, molto spesso, modesta ed oscura di molti lavoratori ; tutte le scienze ebbero le loro vittime che devono essere sacre alla nostra riconoscenza : ma di tutte le scienze quella che tratta della conoscenza dei viventi dovette percorrere la via più difficile e dolorosa lungo la quale spesso risuonarono lugubremente i lamenti dei torturati, una via che ci ap- pare di tratto in tratto cosparsa di sangue ed illuminata della sinistra luce dei roghi.

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In Italia, forse più che altrove, la teocrazia, collegata col feudale- simo e coll’impero, mosse guerra accanita, tenace, implacabile, allo sviluppo della scienza dei viventi, ora con arti finissime, ora con mezzi brutali. Essa costrinse spesso i ricercatori a nascondere l’opera luro la quale tuttavia, sebbene non apertamente divulgata, contribui poten- temente a mantenere vivo il fuoco sacro della ricerca della verità ed alla emancipazione dell’uman pensiero.

Il ricercare e il far conoscere tutto ciò che coloro che ci precedet- tero operarono in condizioni così difticili e pericolose con tanti sacri- fizii e con tanta abnegazione, il rivendicare ad essi la priorità di molti concetti scientifici e la scoperta di molti fatti é opera non solamente doverosa per noi; ma altamente patriottica, è opera che deve darci la conoscenza chiara del genio italico, è opera che deve spronarci, ora che siamo in possesso della più santa di tutte le libertà, la libertò del pensiero, a dare tutte le nostre forze alla conquista del sapere.

L’ Inghilterra, la Francia, la Germania, già da tempo hanno ben - compreso la grande forza morale che scaturisce dalla conoscenza diffusa delle glorie passate delle loro genti in tutti i campi della attività u- mana e con grande cura hanno studiato i toro archivi per mettere in buona luce i loro lavoratori.

L'Italia ciò non ha fatto fino ad ora che in misura troppo esigua - ed incompleta. Quel poco tuttavia che è stato fatto, come ha detto re- centemente al Senato Luigi Luzzatti «ha messo in luce gloriose ma- nifestazioni del genio italico nel passato, che sono anche augurio per l'avvenire. »

Per restringermi ora al campo nostro, propongo che 1’ Unione Zoo- logica Italiana studi l’organizzazione di una serie di ricerche accurate, e minute nelle biblioteche e negli archivi pubblici e presso i privati intorno ai documenti che riguardano la vita e le opere di tutti i zoo- logi italiani per modo che ne esca uno studio completo tanto delle figure di cui più rifulse la luce nei tempi passati, quanto della serie dei ricercatori modesti, spesso ingiustamente dimenticati; ma non meno benemeriti del progresso della scienza.

Si potrà così scrivere la storia delia zoologia in Italia e far cessare lo spettacolo per noi umiliante, di dover ricorrere, anche. per i più semplici dati biografici ad opere compilate da stranieri nelle quali le notizie che riguardano i nostri zoologi seno spesso monche, inesatte ed anche talvolta, è d’uopo dirlo, non imparziali.

L'Unione Zoologica Italiana dovrebbe inoltre curare, per quanto è possibile, che i documenti che si riferiscono ai zoologi passati, come

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manoscritti, lettere, sunti delle lezioni, ecc. ora posseduti da privati e perciò di studio sempre difficile, talvolta impossibile, vengano. rac- colti nelle biblioteche e negli archvii pubblici o nei Musei Zoologici per renderli accessibili agli studiosi e per salvarli da eventuale di- sperdimento 0 distruzione.

È questa una ricerca lunga e paziente che l'Unione nostra dovrebbe compiere in ogni luogo d’Italia, poichè in ogni luogo si. ebbero nei passati secoli studiosi delle cose naturali.

Io ho la ferma speranza che dall’odierno convegno della Unione Zoo- logica italiana partirà un impulso efficace alla esecuzione del lavoro che vi ho proposto.

Io prego tutti voi di concedere a questa opera patriottica e doverosa la più ampia cooperazione.

Signori !

Si dice, voi ben lo sapete, che la scienza è universale, che essa ha in mira l'umanità intiera, che non-eonosce diversità di popoli, di razze, di nazionalità. 1 suoi cultori sono una famiglia sola, tutti lavorano per raggiungere un comune, altissimo fine. Poco importa che un passo fatto fare alla scienza, che la scoperta di una legge, di un fenomeno sia compiuto da un ricercatore appartenente ad una nazione piuttosto che ad un’altra.

Tutto ciò sta bene. Ma, o Signori, il sentimento della patria non si cancella; esso vibra pur sempre nel nostro cuore, ed anche nel lavoro comune con tutti i popoli inciviliti per il progresso della scienza, il pensiero della gloria maggiore della patria deve sempre essere pre- sente alla mente nostra.

Il sentimento della gloria della patria noi dobbiamo con tutti i mezzi tener desto e coltivare nei giovani che saranno i lavoratori del du- mani, nei giovani ai quali i sacrifizii e le virtù dei padri hanno aperto tutte le vie delle attività sociali ed hanno concesso il libero e pieno svolgimento delle loro energie.

A questo nobilissimo fine mirano le odierne onoranze a Filippo Ca- volini, uno dei grandi biologi italiani, a raggiungere lo stesso intento è indirizzata la proposta che ho avuto l’onore di fare, di preparare i materiali per una storia completa dei ricercatori italiani di tutti i tempi nel campo degli studi intorno ai viventi animali.

Da essa verrà la prova luminosa che anche nei pericdi più tristi

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della nostra storia, quando più feroci e spietati erano i vincoli nei quali l’oscurantismo teneva stretto il pensiero umano, quando la patria nostra era dagli stranieri in mille guise conculcata, quando era derisa come terra dei morti, il genio italico non ristette mai e nel campo nostro non solo mandò di tratto in tratto lampi di luce vivissima ; ma con lavoro paziente, tenace, continuo contribuì in misura gr unde all’innalzamento del moderno edificio scientifico.

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Pubblicato il 15 Ottobre [LoE

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BOLLETTINO

Musei di Zoologia ed Anatomia comparata

della R. Università di Torino

Numero 627 Volume XXV

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Dott. GIACOMO CECCONI

Contributo alla Fauna dell’isola di Pianosa nell'Adriatico

Alla distanza di Km. 66,670 da Termoli, di Km. 29,632 dall’isola di S. Domino delle Tremiti e di Km. 148,140 dall’isola di Meleda sorge, quasi in mezzo all’Adriatico, l’isola di Pianosa, che ha la superficie molto ri- dotta di Km.? 0,1735 e che, meglio della omonima del Tirreno, merita il suo nome, avendo una elevazione massima di una diecina di metri.

Verso la fine del mese di maggio del 1906, trovandomi per la se- conda volta in escursione alle isole Tremiti e permettendolo allora il mare, mancando mezzi di comunicazione colla piccola e disabitata Pianosa, mi avventurai su di una piccola barchetta per visitarla a scopo zoologico ; sbarcai alla Caletta la mattina del giorno 28, circa le ore undici e dopo tre ore di viaggio con vento favorevole, e ripartii

la mattina del giorno dopo, quasi alla stess’ora dell’arrivo.

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Allungata da O.NO ad E.SE, Pianosa dell’Adriatico ha forma irre- golare, contorno concavo sulla costa settentrionale, che è la parte più elevata, convesso invece sulla costa meridionale; si presenta come una massa pianeggiante di calcare quaternario, che riposa alla som- mità del pliocene. Questa massa rocciosa, che cade a picco nel mare

in tutto il suo contorno, nuda e più o meno compatta per una buona parte della superficie emersa, è nel resto, specialmente nella porzione

| più elevata, costituita da pezzi più o meno grossi di viva roccia,

ammucchiati gli uni sugli altri; durante le burrasche, che ad inter- valli non troppo lunghi si succedono nell’Adriatico, Pianosa viene Ficoperta tutt’attorno e per un certo tratto dall'acqua, e quindi con- tinuamente lavata: ne segue che la nuda roccia domina sulla sua

| Superficie e che le poche piante erbacee, che crescono rachitiche e

i stentate in mezzo a tanto aridore, e i pochi animali trovano ricetto soltanto fra quei pezzi rocciosi o sotto di essi, come pure sotto e in

| mezzo alle rovine delle poche capanne che molti anni fa, quando la pesca delle sardelle era rimunerativa, si erano colà costruite i Tremitesi (1).

(1) Prima del 1880 Pianosa dell'Adriatico era frequentata dai dalmati durante

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Mentre gli animali si presentavano rari di specie e di numero, uno solo, il mollusco Helix vermicuata Mùll., così frequente in tutta Italia, e pel quale l’illustre malacologo Marchese di Monterosato volle stabilire una nuova varietà di Pianosa, var. propria, si trovava in tale quantità, aderente alla. superficie inferiore dei sassi grossi e piccoli, che, senza punto esagerare, se ne sarebbero potuti raccogliere dei quintali. Anche del gabbiano reale, Larus cachinnans Pallas, si vedevano parecchi esemplari volare inquieti c gridare a poca distanza per timore delle uova, che avevano deposte sopra uno strato di erba secca fra quei sassi e che erano prossime a schiudere, o dei pulcini, che proprio in quei giorni erano schiusi; così pure alcuni rondoni (Cypselus apus L.) avevano il loro nido sotto uno scoglio a picco.

Avendo tempo sufficiente non trascurai la raccolta delle piante e riuscii a metterne insieme una ventina di specie, pubblicate ultima- mente dal prof. Béguinot (1), che costituiscono quasi le sole notizie botaniche per l’isola di Pianosa nell’Adriatico.

Data la povertà estrema della flora, anche la fauna doveva essere molto ridotta di specie e quindi, come le Tremiti, di nessun interesse per un raccoglitore, come ne fa fede la mancanza quasi as- soluta fino ad oggi di notizie zoologiche.

Però, dopo il mio Contributo alla Fauna delle isole Tremiti (2); gli animali di Pianosa, sia pure in piccolo numero, hanno un’impor- tanza tutta speciale, potendo essi servire a confermare come vedremo, le conclusioni alle quali giunsi nello studiare la fauna delle isole che com- pongono il gruppo delle Tremiti; l’importanza di dati zoologici e bota- nici, cioè degli esseri che vivono a Pianosa, si rende anche maggiore pel fatto che anche al giorno d’oggi essa si trova in continuo abbassamen- to ein tempo certo non troppo lontano verrà tutta lavata e ricoperta dall’acqua del mare, scomparendo così ogni traccia di vita terrestre.

la pesca delle sardelle, ma poi vi si sostituirono i tremitesi, i quali vi costrussero una diecina di capanne, che abitavano nel periodo di quella pesca. Questa però da parecchi anni nou è più rimunerativa ; quindi le capanne furono lasciate in abban- dono ed oggi sono quasi tutte diroccate.

(1) A. Béguinot. Materiali per una flora delle isole Tremiti. Bllettino della Società bo- tanica italiana, novembre 1909. - La vegetazione delle isole Tremiti e dell’isola di Pela- gosa - Memoria della Soc. it. delle Scienze, serie 37, Tomo XVI, pag. 155-221, a. 1910.

(2) Bollettino dei Musei di Zoologia e di Anatomia comparata della Regia Università di Torino, n. 583, vol. XXIII, a. 1908.

Mi faccio un dovere di segnalare e di correggere qui due inesattezze nelle quali, a proposito di tre lepidotteri, incorsi involontariamente. Pag. 25: Orneosoma sinuellu Fabr. messa nella fam. Nymphalidae, va scritta Homoeosoma sinuella Fabr. e messa prima nella fam. Pyralidac. Pag. 26 e 27: il nome dell’antore delle due specie Oletreutes bifasciana e di GIyphipteriv trasonella invece di abbreviarsi con Hew. deve abbreviarsi con Haw., perchè l’autore è Haworth e non Hewitson,

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poco fia | Italia Isole ..| Pianosa | Dalmazia continent. | Tremiti Tipo: MOLLUSCA. Classe: GASTEROPODA. Fam. Zonitidae. * Conulus praticola Rbeinw. (1). . - - a ; | (Pellini) Fam. Helicidae. Caracollina lenticula Fér . . . . - = Xeroclivia conica Drap.. . . . Ar ; È EL fe eetia ili Pa + (Tellini Xeroclivia trochoidella Monts.. . . n Prevesa Xeroacuta acuta Auct. . . . . . + RE: cn Xerophila tellinii Pollonera nova spe sitigoi mes (2). + È Helix vermiculata Miill. var propria Monts. (3) nova varietas + Chondrus tridens Mull.. . . . . 5 po sE * Coryna biplicata Mich. var toscaniae Bourg. . . . . .| Toscana mnehe Pellim * Pupilla muscorum Mill... . . + sa ; , ch Tellìa' .* Torquilla frumentum Drap. . + = Torquilla philippii Cantr. . . . . Sb iv a Rumina decollata L.. .... . . 5 SEE OEO Clausilia gibbula Ziegl.. . . . . an: Tel © Var. .pelagosana Boetta. è... . . # Pelagosa Clausilia piceata Ziegl. . . . . | Nar gpmaajon West... . : - 4 (Tellini) |, Myosotella (4) biaplettiana ida » | Costa Adriat, | + Gos'a Adriat.

(1) Il segno * indica le specie trovate nei relitti del mare sulla costa.

(2) Trascrivo qui la descrizione di questa nnova specie, comnnicatami gentilmente dall’illustre Autore: Conchiglia a spira assai elevata, fittamente striata, piuttosto sottile, bianchiccia, variamente ornata di numerose fasce brune, in parte continue ed in parte interrotte. Anfratti 6 172 arrotondati, separati da una sutura lineare. Ombelico stretto e ricoperto in parte dal risvolto del margine columellure. Apertura arrotondata, munita di una callosità interna, sottile ma ben segnata, leggermente fulva e margine columellare piuttosto espanso. Diametro da 12 a 13,5 mm., altezza da 11 a 14 mm.

Questa specie somiglia per la forma e per Vornamentazione a certe varietà della X. MAURITANICA Bgt., ma se ne distingue per le dimensioni minori, per la sottigliezza della conchiglia e per la callosità dell’upertura, stretta, netta e fulva, invece di essere (come nella MAURITANICA) larga, bianca e uu po’ fusa.

(3) Varietà di colorito a fasce e a macchie, di forma globosa, col labbro molto spesso (Monterosato). In grande quantità sotto le pietre e sotto i sassi,

(4) Myosotella, Monterosato 1906.

Tipo: ARTHROPODA. Classe : CRUSTACEA. Fam. Oniscidae. Armadillidium granulatum Brdt. . PorcellvoWMaevis Watt: IE* enti Metoponorthus pruinosus Brdt. . . Classe : ARACNIDA.

Fam. Aviculariidae.

Nemesia cecconii Kulezynski nova SDOCW Sw “st uil calle cc alcu rr de Fam. Sicariidac.

Scytodes thoracica Latr. . . Fam. Drassodidae.

Pterotricha erxornata C. L. Koch.

Pterotricha sp. juv.

Fam. T'heridiidae.

Latrodectes tredecimguttatus Rossi Fam. Argiopidae.

Araneus adiantus Walk.

Fam. Agelenidae. MALERIPE SP: JN E Noe fe Tegenaria sp. juv.

Fam. Salticidae.

Cyrba algerina Lue. Lat Fam. Falangidae.

Phalangium propinquum Luc. . .

Classe: MyRIAPODA. Fam. Scutigeridae.

Scutigera coleoptrata L. . . . + Fam. Scolopendridue.

Scolopendra cingulata Latz. . . .

Scolopendra dalmatica C. Koch... Fam. Himantariidae.

Stigmatogaster gracilis Mein...

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Classe : INSECTA. Fam. Lepismidae.

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Fam. Forticulidae.

Forficula decipiens Gené.. . . . + - hi

Fam. Carabidae.

Harpalus tenebrosus Dej.

- ch cn + Fam. Dermestidae. Dermestes frischi Kug.. . +... ti + + Fam. Histeridae. Hslenilineatus Li <. Dl. LL + 4 De £ se Fam. Scarabaeidae. Leucocelis funesta Poda. " si gi + Fam. Cantharidae. Ebaeus italicus Rttr. fonia 1 hi Fam. fenebrionidae. 1a (PU ELETA Tentyria caga Do]. gi sta ad a oa Stenosis brenthoides Rossi dd cia dA Se ; +argano Blaps gigas BRA LZA 7 de em * d: Le Cs Blaps gibba Lap. . si ia SE od Asida bayardi Sol. . . . . . .<Napoletano] Ba Dendarus dalmatinus Germ vp o uiarue dal eri. . F I » Ru Pedinus meridianus Muls.. . N) Le di pr. Gonocephalum rusticum Oliv. . . dae + 4 Fam. Alleculidae. Omophlus betulae Herbst. . Pa È» ts Sh Fam. Mordellidae. Mordellistena micans Germ. . . . a +