*v> 'i il ^^ si i ^0 L A VANA SPECVLAZIONE DISINGANNATA DAL SENSO. LETTERA RISPONSIVA Circa i Corpi Marini, che Petrificati fi trouano in vari; luoghi terreftri. VI AGOSTINO SCILLA PITTORE ACCADEMICO DELLA FVCINA, DETTO LO SCOLORITO, DEDICATA ALLILLVSTRISSIMO SIGNORE, IL SIGNOR D. CARLO GREGORI MARCHESE DI POGGIO GREGORIO, CAVALIERO DELLA STELLA. ^^^'é^f. IN NAPOLI, Appreflb Andrea CoHcchia . M. DC. LXX. Con licen^ de Superiori. L' A V T O R E A CHI LEGGE. COrtefe Lettore fo^ che deuopajfar teco alcune parolc^.y già che ^edo mhblìcatd la mia lettera } ma non fe- conderò lo jlile d'alcunijche 'volentieri ne predono Voccafto^ ne per ifcaricar fi de' propri errori , addoffandone lo Stampa- tore, Non hofaputo mai fcorgere^perchè fta fatto cojlumc^^ anche di per fo ne go^ffime^ l'ingiuriare ^ngalant'huomo^ in fvece di ringraziarlo alla fine dell'opera , che ha prefato^ fpacciandoloper traf curato ^dormiglione^ ed ignorante -^qua- do pure il c^mettere de gli errori ft è 'vnaf acceda cotato fa- cile per tutti gli huomini^che non fé ne può immaginare 'vn^ altra^ o di meno faticalo meno propria di chifcriue, Cochiu- dero pertanto quefla parte dicendo , che fé tu farai huomo e- r udito 5 e pratico della buona ortografia ^faprai certamente compatire me, e lo Stampatore, correggendo gli errori , forfè d'entrambi-, e fé altramente farai, farà il tutto per te bello, e buono, ed ìq non ^voglio aggiugnerti l'obbligo difcufarmi,Ad ogni maniera tipriego a confiderare, che quefla lettera non i mica 'vn trattato di materie rettoriche, e dipulitezjz^, sì be- ne di co fé naturali, ed ho più toflo 'voluto 'vbbidire alla na- tHrale^t.a del mio parlare , che rompermi il capo in andar cere andò, fé la tal parola fi debba fcriuerepiù in %fna,che in 'vn altra maniera , Così, come hofaputo, ho dettato, ed ogni 'volta, che auero f piegato il mìo concetto in maniera,chefof'4 t 2 P'^Z fc intcfo da tutti confacìlita^non mi curo d'altro. A dtrla^fio fono tato ciecOjche penjìycomc alcuni ^che ft per fuadono auere fcritto F iorentiniffimo^per folamete auerpojìo inftcmc parole fcc'odo le regole della Crufca-^perchè forche "vì hifogna anche lafrafe , e miefìa e diffcile. molto ad "vno^che nonfta nato in Tofcana: è difficile ^replico a dire ^nafccr fuori di quel pacfcy e fcriuere con quella proprìeta^c con quella pulite z^z^a^con la quale ^fcirono ornatifsimi i Saggi di Naturali Efperienze de'SifT, Accademici del Cimento j dedicati al Sereni fj. Gran Duca^ouero nella conformi ta^con che'vltimamente ha fcrit- to il Sig, Francefco 2{edi lafua efattijf^ma Storia de gl'In^ fetti. Mi refla duquc folamete l'obbligo diprotefiare la mia intezjone^qual'ejfafta jìata^ncl magnificare co l'aggiunto di grande^ o altro^ qualche Filo fofo , e particolarmente Epicu- ro'^ perciocché non l'ho apprefo^ fecondo il "volgo lo diffama^ per "vnofciapurato crapulone^sì bene per^'no de'piu compo- Jli degli antichi Filofofi^ conforme il moralijpmo Seneca^ l'eruditilf-moGafsedo^e cent' altri graui^f^mi Letterati lo af fermano . Siaft come fi ^voglia , mi dichiaro , che le lodi , e l'efiimaz^ioni efprefjc , s'intendano fino a quelfcgno , ch e ( quel, eh' è peggio ) Tauere a fcoprirmi prcfuntuo- fo, è certiffimo . Con tutto ciò deuo render grazie fenza numero al Sig. D. Paolo , ed a V.S. confeffarmi eternamente obbligato, fti» mando per altro , che non vi fia numero di mortificazioni bafteuoli ad vgguagliare vn.* raggio di buona cognizione , non che gF in- finiti , che nella fua dottiflima, ed erudìtiffi- ma 6 ma Lettera lampeggi no. Efla inuero appn- rifce ridata da vna mano 5 la quale , Tenia a- dulazione^puòeffer predicata da chiunque et^lifiaperla Segretaria della Natura.O Dio! fa^peiTicosì bene di efla comprendere gli ar- cani, che vi ammiro, come so riuerire^ed am- mirare i fentimenti, e i lumi fuperiori a'piu alti^non che al mio baffo intendimento.Bensì di quefto io non mi fento colpeuole ; perchè ta parte5che in ciò potrebbe Qoftituire il pec- catOjnon ha che fare co l'animo miojil quale è tagliato a mifura di quelli, che bramano co vemenza abbandonarla fordida verte del- rignoranz,a , che fé poi la forte mi ha deter- minato ad vn' arte, che ha per proprio la mu- tolezz,a , e Tobbligo folo di ragionare con gli atteg^iamcntijC farfi vdire da gli occhi , non so come ripararci. Certamente me ne dolgo, e s'attrifta la mia anima di vn tale impedi- mento,ma qonfeffandolo, fpero, che farà per impegnare quefta mia libera confeffione Ijl* fua molta vmanità al .compatimento ; per- .ciocché offeruandomi non per genio , che n* abbia, ma per di():raz,ioni , che a milioni mi circondano , imperito , e poco cokiuatonel- le belle, e buone difcip.liae , non ifdegnerà di porgermi altro , e più chiaro lume, per diffi- pare I T pare in parte la caligine della mìa mente^J, Spero cosjygiachè per naturalfua benigniti, non preuenura d'altre preghiere ,fi è com- piaciuta porgermi la Aia man deftra, afiìcu* randomi del foo buon deffderio , e dell anfia, ch'ella naturalméte hajdi folleuare grindotti a qualche diritta ftrada , che al vero intendi- mento de gii arcani più occulti conduce. V^ggo però 5 che quefto concetto di belle fperanre fi potrebbe intorbidare , anz.i anni- chilare con la priuazione delfuppoilojc fon- doqueftomio diibbio con maggior timore , allora, che vado filofofando della vera ca- gione , che l'abbia potuta indurre allofterta graziofa del Tuo aiFetto,ed airefpreffionijcoa I le quali fi prcteffa inclinata ad amarmi. Jo j me ne accorgo con la guida dell'Oratore , il I quale miricorda, che Firmtenìhilamalpìlius ,. I nihilque^qucd magis alikìat , E con non minor j preftezza concHiudo,che V. S. farà per ab - I bandonarla mia pratica, come fpiaceuole, perchè priua del creduto , e fuppcfto merito di virtù. Ma che dico ì Iddio tolga via vn'augurio per me cotanto finiftro , e ìumminifìri all'in- cotro vn'altro motiuo di obbligazione al Aio Jiobiliffimo fpirito, cioè quello , che debbo- no 8 no ^\i fcienziati > di comunicare a^^femplici huomini buone5e fodc imprelTioni ; onde per dare alla fua potentiilìma arduità maggior campo di fcarpellare la rozza pietra del mio intendimento , Tefporrò femplicemente , e,^ liberamentejquarefla fia . La fupplico intan- to di credere , che io farò nel progreflb di qucfta molte repliche alla fua dottiff. Let* tera, palefando alcune mie difficultà, no per penfiero , che io mi abbia di queftionare con vn fuo pari , ma per efiggere bensì dalla fua pazienza , e dottrina molti, e più nobili infe- gnamenti , lo fono vn huomo di quello mòdo5nudo di buone lettere 5 ed altro non iftimo auer di buono 5 Hiluo che ildefìderio di non viuerc-^ a cafo y e perciò mi fon pofto fitto nel cernei- lo 5 che il dubitare delle cofe 5 fia Tottimo,^^ IVnico mezzo per eonofcerle almeno , o con minor diflanza , o con piii probabilità. Confcffo di più di non effcre a fcgno tale innamorato della Filofofia fpcculatiua 5 che ftimi di no poter godere di quefto modo fen* za ii ilio mezzo ; Tamo^ e la defidero , più to- fio come neceffaria a tutti gli huomini^per n5 lafciarfi ingannare da gli altri , che per altro; ho per vero, che colui venga giudicato mi- glior 9 glior filofofo 5 che abbia faptito con più gar- bo efprimere i fuoi concettÌ5e che quegli^chc mcn difettuofo abbia ftabilito il lìflema di quanto ha chimerizzato, più dureuole abbia fondato h propria Iciiola • Ne dubiterei d' affermare, che ciafchedu- no de' maeftri fia flato ben certo dell'incer- tezza della opinione da fé propagata 3 e fti- merci goffaggine di fpirito riceuere le opi- nioni loro 5 come fé ftoric foffero delle vere cagioni, quando in verità altro non fono^chc capriccÌ5e belle maniere di fpiegare quel^che non poflìamo in conto alcuno capire i e fé— ^ qualche detto , o per meglio dire , qualche^;» fiftema ci raflembra probabile , egli ci parrà tale fecondo la noftra eftimaz,ione , non per- chè in fatti così fia. La bella fi è , che il gran Democrito mi ha meflbvno iflrauagate penfiero nelcapo5per eflerfi Aizzato contro la fante , che fauucrtì, e gl'infegnò quel , ch'egli s'era poflo in ani'» mo rinuenire per mezzo delle fue altiflìmo-^ fpeculazioni , quindi io confermo il dubbio della mia mente , {limando , che la profcflìo- ne dc'fìloiofi fia ftata lo fpiare con anfia , e«> lo andar cercando pafcolo al bello fpirito lo- ro 5 cioè di far foggetta qualunque cofa j o a B dirit- -ei>6 3 IO '■y-.ti»] *^ dirittGyOa torto, al loro ingegno > non di vo- lerci infegnare pianamentcla verità, anche allora 5 che fofle loro ftatopoffibile 5 quindi auuiene,chc non ho vergogna della mia per- pleiTità, e maggiormente m'acqueto, Tempre che forefleflTione alle ipotefi della gran ma- china dell' Vniuerfo , fra le quali eflendone.^, ftata vna con tanta forza fondata da Tolo- meo 5 che con si chiare , e preziofe dimoftra- zioni diftribui le parti di elio, o ftabili, o rag- aireuoli/altri con non minor chiarezza di di- moftraiioni ha crollato il tutto , ha difcardi- nato la terra, ed inchiodato il moto ifteffoji difpetto de gli occhi d'ogni viuente . Ne ma- cherebbono maniere alFvmano ingegno ,6- lofofando, di negare l'vnOjC Taltro fiftema,^e dipredicarnemolt'altri,ogniqual volta il pe- nero d'innouare,nó obbligo di rintracciar^-^ la verità,fofle lo fcopo delle fuc fpeculazioni. Vaglia il vero, chi fi fiderà delle inuenzio- ni degli huomini , auendo nella mente le più vere delle parole di Seneca, il qual compian- ge la miferia d'ogni mortale,dicendo . Inter cheterà mortalìtatis incommoda , cir hoc efl , cali^ go mcntiumi nec tantum necejf^tas errandi^fcd erromm amor. S'egli è vero , non poflìamo difenderci dall'occulto nemico, che fa ineui- ta- Il tablle breccia nel noftro fpiritojè connatura- le ad ogn'huomo appaflfìonarfi alle cofc pro- prie , appropri) capricci . Non puòja mio credere, auer riparato al- cuno al prurito di farli ftimare ne'Licei in- trinfeco confidente,della Natura, for^andofi di foftetare oftinatamete la pubbliccata opi- 11 ione5e la riputazione di effa, anche cófape- uole , che Tarmi impugnate , foflero fabbri- cate neir inceflante fucina di Pallade , non., dall'armeria impenetrabile difide eftratte. Non mi vergogno , replico a dire , di con- ifefTare, che lo fpirito mio affogato nelle ftra- uaganze filofofiche, per non perderfi affatto, ricorre al penfare, al credere , che gli antichi filofofi non abbiano auuto certezza di verità nelle loro opinioni : onde mi pare , ch'eglino fi fono contentati farci vedere in cambio di quella vna fantafima variamente imbelletta- ta : il che pure appagò in qualche maniera la. curiofità deTemplici loro feguaci. Chi bene-^ offerueràjpotrà fcorgere tutto ciò, pofciachè fé mireremo i gufli di coloro, che l'hanno po- rto in ifcena , conofceremo, che ninno ha.^ {limato far comparire l'opinione della pro- pria fcuola fui teatro di quello Mondo coil^ la faccia ifteffa , e con gli abiti medefimi , . B X che Il che la riceuette dal Tuo maeftro , e predcccf- fore . Potrei qui addurre in teftimonianza^. di ciò, che dico , i filofofi fteffi, e tuttijcd lLi- minarelavarittà5ediicordanz,a de'loro ca- pricci, ma me ne aftengo, perchè farebb^^ pazzia , ben'auucrtito da Quintiliano . l'rf re- bus apertis argumcntari tamfttjìultitm , quam in tlariffimum Solem mortale lumen infcn'C. Miconofco fpeflo fpefib cotanto intrica- tOjche mi difanimo a fegno tale, che fo i mici conti 5 e determino di crederne a tutti con la medefima rata ,• e rendo grazie alla fortCjchc mi difobbligò di viuerc in tati ingarbugli,co- ftituendomi profeffore d'vn arte foggetta^ , non a tutti , ma ad vn fol fenfo. Troppo inuero farei affannato , fé doueffi >A.vvvvo t^*/-^ coltiuare le lettere r perciocché coTeripate- tici farei coftretto a lufmgarmi di fapere tutte le cofe ; e pure non farebbe vero . Col gran.» Democrito direi più ragioneuolmente qual- che cofa per mezzo di quel fuo gentiliffimo lauorio degli atomi; ma con qual ficurezza ? e2;li confeffa. Caufa quidem nihil nouimus^nam Verìtasinp'ofundo eji. Coi pulito Platone non • fi praticherebbe la faccenda , fé non che fot- to vn eterna, ed indeterminata difputa^ma perchè far tate parole ì Non faprò^ fé io pof- f o fo camminare, e fé ho moto, fé darò orecchie a Zenone ; e con gli altri peggio : e per vlti- mo con vna bella chitarriglia fpagnuob fa- rei coftretto a cantar con Euripide . ^is no- 'ìm^*^^^ uìt^an 'viuere hoc ^ftt morii an emori hocftt^qtiod ^ocamus^ 'viucre $ Egli è certo , che fé mi foffc proibita FoiTeruazione , e Fanotomia delie.^ cofe 5 che veggiamo , e maneggiamo ; e fofle dVopofecodar gli vmori malinconici di co- loro, che fi cauano gii occhi, per darfi total* mente alla fpeculatiaa in aftratt05Confeirciei la difperazionejeconfufione dell'animo mio, e farei aflblutamenteFappalTìonato del mia comprofeflbre Pirrone j ed ofìinatamente af- fermerei con Empedocle . Abflmfa effe omnia^ nih'il nos fentirc , nihìl cernere , nthil , quale fity foffe veperireM'X così nonauuerràrpcrciocchè nella confiderazionc de' corpi naturali ( ne' quali è pofTibile rinuenir qu-alche veftigio di verità ) non vi farà di bifogno ricorrere alle caliginofe attrazioni de'Metafifici. Purc/c-? ladiflficultà della materia, che ho i^n animo di rintracciare, farà ombra al mio sefo,m'ac- corgerò , che deuo dubitare, e non mai rifui- terà dal mio così mi pare , il difetto della fto- lida prefuniione di quegli altri , che con la guida di magre fofifticherie pronunziano il così e delle cofe* V>i- 14 Dirómper finirla,mcz,zo arrodìto della mia triuialità , che defidererel , che le cofe , 1 rij faflbiini , variamente colorati, appunto come fuoreffere la rena del mare , della qua- le fi compongono. Accade, che il luogo iftef- fo, da cui s'è cauata qualche ruota^riempiuto di nuouo di fciolte pietruxze, torna tra poco fpazio di tempo ad efporfi tutto ammaflato , reftado bcn'abbracciata qualunque conchi- glia50 turbinettOjche vi s abbattè di mezzo. Sarei perciò altrettanto pazzo con euidéza, fé volellì credere 5 che iui nati foflero quei gufci 5 come fenza dubbio d^equiuoco veggo de gli ftelTì per tutta la riuiera vomitati dal mare , che patiranno il medefimo carcere^, quaftdo che loro toccherà . Da ciò comprefi , come diceua , non fola* mente la facilità, con che poflbnoofferuarfi chiocciole nelle pietre 3 ma anche il come fi compongano, e sammaflìno (di varie qua- lità però, fecondo le varie difpofizioni de gli accidenti , e de'Iuoghi ) i faffi . Efclufi affatto Faltra opinione, come bifognofa di molta fe- de , perchè pouera di prone , non potendo a (bo fauore da alcuno farfi dimoftrazione , o teftimonianza,fe non per deboliflime con- ghietture . Io intédo della opinione di coloro portata nella eruditi/lima Lettera di lei , che I vogliono 3 che le pietre tutte , o almeno Ic^ C z mi- tix. io miniere metailiche crefcano . Veramente io credo 5 ma non già perchè elle diuincolano dalle vifcere propagini di faffolo mincral^t-^, ma per conglutinameto cagionato per mez- zo d' vn Tale , o fudore , o afflato , o calore , o fermento ( ch'io non lo so ) di quel tal luogo, che lega quel limo in faffo , e lo conucrte nel- la propria difpolìzionc 5 e natura . Certamente poco farebbe credere , che la Natura aumentaflb da fé le miniere, percioc- ché qualche ingegno ha faputocosi bene- fprimere il concetto fuo , che rende fcufibili gl'inciampi altrui 3 ma non già di coloro, che in ccceflb fuperftiziofi delle parole d' Arillo- tilc, non s'arroffifcono d' affegnare anche la vegetabilità nelle miche di metallo ,, femina- tc a guifa di frumento, non per altra ragione, fé non perchè lo fcriue quello nel 40. e 45, del fuo libro delle cofe Ammirande • Sedi/c- r^ or .Scriue Teruditiffimo Maiolo , ed io non DrmC^Mir- nc dubito y rtia infallibilmente ftimo • h^ec fa- tuUcollo^* Itdofa e^e ; nam ilio lik-o etiam hoc minu^s 'veri- jtmtU contmetur.Cap, ^^i.In Cypro^inquit^tuxta Tirrhiam nuncupatam <£s fieri , quod in parua p't^fla dijfecantes feminant^ atque imhrihus fa £lis augetur^^ exìt^p-oftcaque colli gìtur.H^xc ilU, ^Ego yf, ita ejì y ad Dei miraculum traho . Pur fi rifol- 11 riiblue bene . Sedhoc mjlro Italico Ceelo huluf*. modifahulofa effe creduntur : imlrilus enim me-^ falla fata augeri rìdiculum 'vlnqtte putatur , H per quel , che intorno a ciò ho letto, ch'è fe- to pochifTimo y ho comprefo , che le mimere fi fogliono fpeflb perdere affatto, perchèjCO- me ferine Giorgio Agricola nel fuo trattata dell'Arte de' metalli , elle hanno i loro ea-* pi , e le code .In tutte le miniere perà, egli è vero, che da'cauatori con ogni diligenza fi procurano le vene principali della miniera^^ perchè più pingue di metallo , il quale m va certo modo fi ramifica nella terra , e nelle vi- fcere deTaffi ferpeggiando slnfinua.Ilche ci moftra , ch'ella è difpofizione particolare di vn tal luogo , per doue la virtù intrinfeca.^ y quafi radice , conucrtc ,.c diftende, fecondo il fuo verfo , le vene del metallo . Se ciò nort foife per appunto cosr , non farebbe neceifa-^ rio afpettareneirapportata ifola dell'Elba.^ lofpario di vent'anni per rÌGauarneilminera- le dalle fl:efie caue^ch'efaufte rimafìgono,per ' cffere ftato colto il frutto 5 o forfè incomode riefcono per la molta profondità • Per tutto ciò no mi par d'abbracciare l'opinione di co* loro 5 i quali vogliono , che le caue da fé fi ri* empiano di frefco y e vegetante metallo neir affé- 22 aflcgnato fpaiio di tempo ; perchè a qualun- que maniera eglino la difcorrano , è foria_^ concedere , o che il terreno crcfca infiem^,^ col minerale , o che qucfto vegeti con vna^ pura vena della grandez,2.a vguale allo fpa- zio dell'aflegnata caua ; il che non è vero, ^l^ fé vero foffe , fi potrebbe abbandonare al doppio del folito tempo , cioè per anni qua- ranta, alcuna di quelle cane , dalla quale ( fé pure il minerale , a guifa del nitro trafudado, ficoagolaffe^enece/Iìtà d'altro corpo non_^ aueffe ) donerebbe venir fuori di puro metal- lo^e al doppio di mifura del luogo riempiuto in vent'anni^il che certamente farebbe mara- uigliofa comodità 5 conciofiachè quel , che fi cerca con tante faticlie., o fuori ftrifciato per le campagne s^ auerebbe , o in aria aliato a^, ftrauagami, ma prez,iofe piramidi fi gode- rebbe . Chi non fa , che dalla ftefla miniera-* fi caua la materia più, e meno pura, per ca- gione della più , e meno perfezione delle ve- ne, onero per più, e meno mefcolanza di ter- ra laterale alle vene del minerale? E da ciò chino iicuopre, chele C3uepretefe riempiu- te non furono mai d^alcuna crefcenza intrin- feca, ma di materia là concorfa , ed aggiun- xa?Perciocchò, fé dalla parte intrinfcca fgor- galTc ^3 gaffe la materia, douerebbe formare, e ri6- piere tutto lo fpaz io reftato vacuo di minerà- le^e no mcfcolato di fallì, e terra,materia inu- tile , o poco fruttuola y perchè non per anche conuertita, e fuperata daireffluuio agente^ del luogo.Dirò dunque d'auereftimato mol- to ragioneuolméte con coloro ,; che afferma- no,il tutto farfi per addizione di parti, e con maggior facilità in quei luoghi^ che vi con- corre la qualità del terreno, come appunto fi è quello dell'Elba, eh' è di natura non dif- fimile alla calamita, ed in confeguenza dif- poftiiTìmo a maturarfi, impregnato d'vntal fermento , che il ferro compone . A cosi (li- mare indotto mi fono per dueofferuazioni j vna 5 che perfuade fecondo quel, che ho det- to^l'altra affatto niega ciò , che altri pietede. La prima fi è, che co'propri occhi ho con- fiderato nelle cane delfalume maffe grandif- fime di tufi infettati dì quell'acqua forte, o altro, che fi fia , le quali euidentemente rao- ftrano, ch'elle fi ridurranno alla pura qua- lità aluminofa per conuerfione, perciocché ben'efaminata la qualità , e compofizion^^ di quelle , le ho riconofciuto doue più , e do- uè meno maturate, e tanto in più grado im- mature , quanto più diftano laterali dal cen- tro. 3^4 tre 5 che diciamo miniera , dalla quale auen; do tolto vn tufo di competente mole , ed of- fumatolo con accuratezza , ho comprefo ef- fer* egli vn aggregato di pietre di figura , «-* groflezza, e fortezza varie, impaliate co fer- raccio, che moftra effer*egli vna vguale cori- pofizione a tutto il rimanete della vicina ci- pagna . Si fcuoprc però , che il tufo principia a riceuer T effere di detto mezzo minerale corrompendo le proprie partii perciocché e- uidenteméte fi conofce, chequell'vmorcjche trafuda dalla miijiera5arriuato a faflì del det- to tufo ^ s'introduce in quelli , e li calcina, ^^ li corrompe per quella ftrada , che più facile gli permette il yerfo del faflb,cioè, a linee,fe- gregandoli a fette , e ,dopo.d' auerli quafi la- mine ridotti, o rgrafiati, lo fieflfo fale fermen- tandofi fupera ogni lor parte ; equefto con_3 tanta più puntualità ho (corto meflb in prati- ca, quanto in durezza,e grolTezza fi è di qua- lità, e quantità maggiore il faffo^ che vien-. tocco da quellVraoreattiuo. Nelle piccole pietruzze non ho potuto ofleruare Tifteffo ,• e fia,o perchè non faccia molto contraftoa-^ queiracqua forte la picciokzza del corpo, o x:he per la picciolezzaci viene negata in.quei c.orpicciuoli la medefima foddisfazionc.^. Pure, i5 Pure 5 a mìo credere , deuono fupporfi per la medefima ftrada ridotti in foftanza alumino- fa . Siafi come fi voglia , non vi è dubbio, che riempiute di nuouo le caue della materia in- differente di quel terreno 5 in breue il tutto farà conuertito in foftanza d' alume , perchè non dura molta fatica , ne ftraccherà giam- mai d' operare fecondo la fua natura , e pro- prietà feffluuio operante di quel talluogo . Così per appunto auuiene nelle miniere del fale nelle montagne di Ragalmuto,terra del- Tifola di Sicilia^che riempiute quelle caue ad arte da'pacfani del difciolto, e vicin terrac« ciò 5 lo ftelfo in pocofpazio di tempo raffo- dato 5 e purificato , non fi diflinguerà in.^ lucidezza dal canato poco auanti;per la qual cofa fono perfuafo a credere^che la fteffa ma- niera d' operare tenga nel multiplicare i mi- nerali più forti > cioè i metalli, la Natura, la-» quale, fé bene confidereremo y è abile, ed in- clinata a produrre infinite cofe, vfando fpet fo il medefimo ilile. Aggiungafi a tutto ciò Faltra ofleruazionc promcfla,che s'oppone per diritto all'opi- nione di coloro, che vogliono vegetante il corpo del minerale . In coli ìhus ^ {crine il Fa- Detelutsieì zcWo shnìc cr,< immincfìtihtis non loncèa NiCa. ^,^J^.: ^^* D " ch'è '''"""** l6 ch'è vna terra vicina alla città di MefTina-»; minerà ejl auro , ^ argento nohilìs : n/hifpecuSy ^ caue£ in rufihus excifxadhuc 'vifuntur^in qui- bus 'veteres auri , ^ argenti fodinas excrcehant , Effoditur quoque in eifdem coUihus alumcn ^fer- rum^ ^porphyreticus lapis ^alumcn tatnen in ma- lori copia . Io co^proprij occhi ho veduto i luo- ghi 5 che intatti con le officine antiche fi con- ieruano , e particoLinnente le cane , donde_^ il ferro s'efiggeua da gli operarij non molto tempo fa, cioè non più d'anni quaranta ad- dietro, che pur s'abbandonarono perla pe- nuria de'bolchi nelle vicinecampagneji qua- li luoghi per effere fituati in maniera , che ve- dono difefi a non riempirfi, moftrano belli, e frefchi i colpi delle ma/-.ze.Non è crcfciuta, ne crefcerà la miniera in eterno, fé aitro cor- po ftraniero no riempierà quello fpaz,io, e ri- ceuerà la qualità del luogo. Certo è, che fi potrebbono anche quelle miniere d'oro, e d' argento metter'in pratica a' giorni noftri, perchè non vi bifognerebbe altro , fé non«. , che pratici operarij , fé la gelofia de'padro- ni delle Baronie , che dubitano di perdere il tutto , non impediffe i curiofi 3 e la fcarfezza^ del legname non diffuadefle a molti , con le- fempio del fallimento d'altri, la fabbrica del ' fer- ^7 . ferro , che pure per qualche tempo fummini- ftrò molti attratti a'bifogni delle armate del noftro Cattolico Re Signore . Confeffo dì nò auere p quefto péfato di fapere la verità del- la faccenda,pcrciocchè non miriefce tanto facilcofa il credere , che vn corpo polla pe- netrare ,0 trafmutarfi in vn'altro affatto di- iierfo^pure no mi fembra del tutto fpropofito il péfare5che nella Natura vi fia vna tale atti- uità 5 che poifa effere agente in vn tal corpo , quafi a guifa del fuoco , che calcina i faflTijri- ducendo quelli in vna materia falfuginofa_> mordente 5 e leggiera ^ouero per qualch'al- tra ftrada , turbando nell'incontro , e difordi- nando le figure di quei minimi , che il corpo comp6gono;ouero per vn'altra tale proprie* tà 5 che raccolga a fé , o infieme le particelle, che fono in quel corpo difperfe, e così ci mo- ftrivnito tutto quello, che alla propria fo- ftanz.a , e compofizione di parti è conforme^ o in altre rf fatte maniere , eh* io non faprei immaginarmele, e che per disbrigarmi , dico conuerfione. Ed in vero pollo che s'abbia da credere , che in quella parte di miniera.^ vi debba concorrere vna tanta, e sì grande-^ attiuita, perchè non farà men difettuofo il giudicare , che Ta^o-iunto di fuori fi conuer- D 2 tiffe 28 tiiTe in faflb , o in minerale , per virtù delle_> intern euaporaz.ioni , o altro , che nel prctc- fo luogo concorrono 5 che il contrarlo? Al- meno ci appagheremmo con qualch' euidc- t3, d' efempio , e così non ci rcfterebbc di fpcculare, fé non che per qual ftrada ciòii faccia, e di qual fatta fia la virtù ^ che co- munica le qualità , e Taltra , che fa Tvfìcio di colla, ed vnifce infieme le fciolte particella— > di terra, ed affatto fi leuerà la briga d'animar le montagne con vn'anima, almeno a quella degli alberi conforme. Pafsò oltre la mia cu- riofità5e cercando in alcuno de'miei Ubriache poteifero di ciò difcorrere , vcnnemi in acco- cio di leggere Pietro Gio: Fabbri , e prefi di- letto no ordinario di quanto egli ferine, par- ticolarmente dell'acque marauigliofe d' vii_. Borico di Chiaramonte in Aluernia . Animi- rai come pacificamente l'origine d' ogni iaf- fo determina , e come con vna brieue ricetta colorifce,ed indurifce diuerfamente qualun- que maflb di pietra, alterando vna poca dofe di fale di folfo, o di mercurio . Ella meglio di me l'auerà offeruato , ch'io confeflb di nò auer faputo leggere vn si brano Autore. A di- re però il vero con liberta , non fo,come pof- fa acquetarmi co'ChimicÌ5Ì quali fogliono fup- 25> fupporrc molti prìncipi) , e vogliono , che fi creda loro graziofaméte , acorchè deirimbe- cillita de! fapere vnìano.e della difficultà del- le cofe dubitar non iì debba . Il cafo portò tra tanto, che difcorrendo con alquanti amici della varietà delle opinioni ^ che intorno a_, ciò s'agitano , mi fu affermato effere aldid' oggi fpalleggiata da brani iniomini l'opinio- ne della vegVtabilità delle pietrcje della pro- duzione di vanj corpi , limili a quei del mare, di puro faffo nelle rocche. Ma ricordandomi , che Strabone , e gli al- tri filofofi dallo fteffo nommati 5 fi diedero a_. filofofare del come potè il mare deporre in-» qualche tempo quei rifcontri della iiia terri- biliffima peregrinazione 5 e tanto fra terra_^ ; non già fc le conchiglie , e fimili altri corpi follerò fpoglie d' animali marini , onero pie- - tre afìolutamente configurate , prodotte dal- la Natura nelle campagne , e ne'montijquafi che foffe per loro da non litigarejefTendo ma- nifeftiffimo al fenfo 5 rifolfi dì credere > e di- fendere quel, che Tocchio infegnato m aue- ^^^^ ^^^^ uà. Pure paruemi leggiadra la fpezie fitta nel doperà tom ceruello di coloro, che H^c refemnt ^ aut ad l'^^^yf'fi^\ Afptnai animam , aut "vniucrsc ad Natnram^qu^ ììhsiy.cap.iy cum cadcm 'vbique fit^^ rerum omnium ^ q^^-^ ^^ ^?!^* ^'^■ èuc contineat ^lapidei ejformat exfucca idoneo in mcdijs continentibiis rcferenuts externa fpccic^ CilHCf^as , ^pifccts^ qu^i Yi\rirxarc Ctzacrrj' joicr tn medio 5 ac dljjno mari . Ma non da fcguirlì, parendomi vn'opinione negata da infinite»-; euidenze , e che lia imponibile , che non fof- fe ftata anche sferz-ata da molti Autori . Non m'ingannai, perciocché fermandomi nel vo- lerne fapere il fentimento di qualche grau^-^ Scrittore , mi venne fatto nello ftrapaz,z,ar qualche libro. M'incontrai in Francefco Cai • ceolario^ che fopra della materia giudiciofa- mente difcorre, e paruerai alla prima d'auerc dalla mia vno Scrittore di foda autorità, anz.i autoreuoliffimo 5 perchè accompagnato dal Mufdiim^ famofo tra'letterati Fracaftoro , che Se dice- calceoLfecì, ^^^ exìjiimare hxc , cioè i corpi petrificati, de* quali clifcorriamo , olim "vera animantiafuij^e^ illuc iafiata a mari^ gy* in mari enata . Di non_. diffimile parere riconobbi l'eruditidimo Si- mone Maiolo . ^od "Vero : egli ferine : intra Dler, Cani' lapides ^faxaue comperianttir conchilia^ animan- chU collodi, tiumqu^ojfaynon adeo admirandu putarim-^quan- doquide?n ex diluuio generali^ aut etiam alio caftì dcfojfa illa ojfa tcrrx 'vifceribiis diuturnitate tcm- poris concreta ^folidataque humoipfa ihifcruata funt/E^periuntHr huiufmodi inpago Zichcn apud tra- XVUft 3t trakcium ad Mofam , n/t tradit Gìorgìus "Brainl in TraieSlo ad Mofam. L'ifteflb vicn coferma* to dal virtuofo candidiamo Ludouico Mo- fcardoyil quale dopo di portare in difegno molti animali petrifica ti,, offerirà "t/^nV/^^^/f? Mti[e ^' quando altri a fouor mio fcritco non aueffL-», ballatami farebbe l'autorità del dottiamo, cderuditidimoGaflcndo.Eglijdopod'efpor- re 5 e d'efaminare le varie opinioni , benché niega,che il mare fi foffe portato tanto fra ^ . . terra , conchiudc . Cam "vcroperfcpè contingat^ n^t aut terra motu^ aut alta, ratione Lacunx tjtxpcr yìmas effluanty'vel au<£ confluebantin illas Aqux^ alio deriucntur y jieri proinde potclì^ 'Vtpifccs , ^ conche in ficco remancant y ^fuccus lapide fccns co conjluat , aut declarata ratione comhihitus fa^ cere ex tjs lapide s^ priore forma retcnta^poffn.No* tum cft atitem poffe deinceps huiufinodi lapìdes y aut fìdicndo rcperiri , aut torrentihus latera mon^ tium cxccdcntibus detegì^ aut terr^ motucrujlariy aut aliqua denicjue ratione prodire, Leggédo pe- rò i fopradetti Autori , offeruai polio in cam- po vno più ragioncuole problema , cioè, fe«> le condì iglic, echinijpcfciy&c. con ogn'altro corpo fimi le , che fra terra vegliamo, foffero itati ributtati dal mare, onero li dobbiamo ilimare nc'luoghi fteflì^in cui fi fcorgono5ge- nerati in vn qualche fiume , o lago, onero ri- dotto d' acque fotterraneo ? Ancorché curio- flffimo egli fia^non hi al mio propofito prin- ci- JS cipale ; ne mi cftmcrò a concorrere più ali'v- na, che iill'alcra opiiiione^benchè iappia^che nel progreiTo di quella Lettera ella compren- derà più ficiiro il partito di quei , che hanno ftimato li tutto elTere flato ributtato dal ma- re, che quel de gli altri , Per ora bafta a mz^, chetutti cocorrano adeterminare gli oggetti della noftra difquifizione effere ftati veri ani- mali 5 nò già fcherzi di Naturajgenerati fem* plicemente di ioftanza faflea. Deuo foggiugnere, che molto prima d* a> riuarmi rvmaniiTìma Tua Lettera , aueua pro- curato di leggere qualche Autore antico , t^ moderno ^ che fofìe per auuentura difeniore dell'opinione , che non mi parea di feguir^.^, come impofribile5per informarmi de'loro ar- gomenti, ed anche per conofcere con più certezza il carato di quelli . In ciò fare , feci a me fteflb violenzajacciocchè non v'entrafli appaflìonato, e preoccupato . Giunfi a dubi- tare de gli occhi propri], e del parere di tanti illuftriff. Letterati , accorgendomi con l'ese- pio d'altri 5 che fpeiTo noniolamente dalla_^ autorità , ma dall'eiperienza, e da'noflri ilef- fi fenfi polliamo reftare ingannati ogni qual volta la mente noftra è preuenuta , ed occu- pata da vn qualche principio Uippofto, ed in E noi 54 noi determinato, il che per Io più delle volte fuol'effere Tviiico^c grandidìmo impediméto per accoftarci ad abbracciare il vero. Auiier- tito di tutto ciò andai cercando , come didi , la fcatiiriggine della fopraddotta fcuola^r appo gli antichi filoiofanti >• ne mi fu diffìci- le d'accorgermi, che anche in quell'alta anti- chità foffe ftato creduto animale il Mondo , ma con curiofo piacere mi certificai della lo- ro cofufione; perciocché nel decider'eglino , chi foffe il maftro di caia ( o dir la vogliamo con effo loro , l'anima ) della gran machina.^ della terra , che tanti , e si mirabili effetti di- ffribuifcc perTVniucrfo , altro di certo non_, adducono , faluo che Tignorania de gli huo- mini . Dalla loro difcordia imparai almeno la neceffità di dubitare de' loro capricci i e cofi rifolfi coltiuare nell'animo mio l'ignoraza di prima , e dì non farci altro . Ciò tanto con_* maggior quiete, quanto ch'era ben certOjche tenere mt- l'erudito Guilandiuo , portato in vna Epifto- "^h^'^^i ^^ ^^^^ v^ ^" iftampa , come partigiano dell' mamyt ^aU Opinione , che non mi piacea , o prona mala- ^'zxv^r* «ì^'"te il Ilio argomento , onero intefe il con« ^''''^* tr^irio di quella , di chi fé ne valfe . Concio- iiachc fi conofcerà a fauor mio, anzi per tutti mfruttudfa ia ina autorità ; e fc i>Ii altri . che di- ^5 difendono Tifteffo, miglior modo non hanno di prouarlo, fi perde il tempo nelleggerii • Egli principalmente fi fatica a moftrare , che f^^^f/^^'' nelle vifcere della terrajC quafi in luoghijoue pare, che no giungano gli aliti della refpira»- zione 5 poffano nafcere , e generarfi animali: ed in prona di ciò ha ftimato , che bafti Tad» durre qualche ftoria • Ma no fojpchè fi è val- futo delle parole d'Aleflandro, e di Plutarco, che IVno 5 e l'altro è lontaniamo da vn tal fenfo . Scriue Aleflfandro • In memoria mihi ejl lapidem duri marmorìs , non^vnius coloris 'vìdijfe in montthus Calahris , ei fi marauiglia $ longo h I mari recejfu , in quo mtiltipliccs conchas maris , fi noti, congeflas^ 0 e rotto il terreno da vna profondiifima vo- ragine, ProdijJ^e autem inde tradunt Mulum in- tUv, Cam» fo/^w^w?, perchè forfè alcuni minimi d'Afino, ^«^' ^*^^^*? e Caualla accozratifi infieme nelle vifcerc.^ * della terra lo generarono, e potrebbon an- che generarne de gli altri 5 e con altre co- modità darli fuori fani y e falui , di buona c6- plellione , infcllati, ed imbrigliati , fé pur bi- fogna . Quefto per burla . Ma da fenno, ebbi in animo ( fé il camminare foffe ficuro fu le^ pedate dimoftrateci dalle fuddette opinioni) di 40 di prouare riiidigeni delle Proiimcie daDio- doro Siciliano Illorico cennati . Ma egli iii_, ciò fi porta da Poeta, ed io ho genio per con- tentarmi di qualunque minima cofa , purché fia verità . Fitte perciò conferuai nell'Idea le cofe vedute 5 ed offeruate^lc quali con eui- dente dimoftrazione condannano per fofifti- ca ogn' altra opinione 5 che s'abbia di efìfe.^ , fuorché fiano fcorze, o dir vodiamo i^ufci d ammali marini^amucchiati affettatamente nella Calabria , ed ammaffati in faflb (fotto rocchio d' ogni curiofo j nella Spiaggia del Porto di Meflma , e nelle fue colline . Stimai di non commettere peccato di prefunziono.* non rimettermi alle ftrauaganze,ed opinioni d' alcuni pochi/lìmi, auendo dalla mia il Gra Ciuftiniano, il quale determina (fé pure non aueilì autorità di grauiilimi Scrittori ) che-» I^lus ^alet^quod in "lievitate efl ^qu^m quod in 4j)inione • S'adorni d' opinioni (fra me fteffb con- <:hiufij cotanto bizzarre 5 chi ha penfiero di far credere al Mondo , ch'egli fia di fatta fu- f eriore a gli altri huomini j'ch'io , benché i- gnorante , e Pittore , veggo naturnliffimo il ritratto d'ogni antico lilofofo nella figura^ miferabile di Fetonte, il quale osò con mano d'huo- 4^ d'huomo trattare le redine proporzionate al potere, ed attiuità del Padre Iddio. Ebbi nell'animo ( per paflare oltre più disbrigato nella confeffione de'miei errori ) che la mag- giore filofofia foffe quella^che conofce la gra difparità > che vi è, tra quel , che peniamo gli huomini , a quel , ch^ibbia faputo operare la Natura circa il principio delle cofe^e folo fti- mai fapiente quelFhuomo 5 che fia arriuato a conofcere la propria ignoranza .-perchè la., vera ignoranza fenza dubbio è quella , che«> permette lo immaginarci de gli fpropofitijed oftinarci allora 5 quando alla Natura non-^ piace d*aprirci il feno 5 e farci con euidenza». capaci delle fue operazioni . Conchiudiamola ; ebbi per certo, che fof- fimo prouueduti d'intelletto , per potere con vmiltà ammirare la poffanza del Creatore , e per conofcere , e difcorrere , che non fia le- cito andare auanti le mete dVna cognizione mifurata col palmo, chela qualità de noftri fenfi ci permette , non già per impazzire fino ad vn tale fegno , che alle volte fdegnaffimo fentire5che il noftro fi è vn fapere limitato,ed yna fpeculazione cieca , e difettuofa . Con- feflìamolo , o Dio . Latent omnia craffis occul- tata , ^ circHmfufa tcnehris , ^t nulla acies hu- F mani 42 mani imenij tanta ftt , qu gli Storici 5 e ne reftai maggiormente imbro- gliato j perchè qua! confufione tra di loro no ^s'oflerua di tempi, di generazioni ^d'indiui- dui 5 di pareri ? la paffione , la maliz.ia , e la_, iniquità, non già la rettitudine, ha guidato le ' loro pénc.Girequmoci, e la credulità girano per tutto,ed ogn vno ha procurato di magni- ficare la propria nazionCjOccultàdo i proprij difettile le glorie de'forefticri. Ben m'auuidi, che chi crede di potere piena^e compitamen- te fcriuere , e lessere verità nelle ftorie , dà chiarojcd euidente fegno del uio poco ipiri- to 5 e della fua molta femplicità. Però leggo qualche Autore dubitando , e non prcfto fe- de alla buona , ne anche a quelli , che fareb- bono per monelle colerelle , che fcriuo per palfiire ìoiÀo. Sono di quello vmore , e quindi auuenne lo fcandalo , che a V. S, ho dato con quella-, con- 43 confidente Lettera diretta al comune noftro amico. Imperciocché auendo veduto carnal- mente vno fcatolino divarieGloffopietr^-^ cauate dalle miniere di Malta , e riiuegliato- milìil prurito d'auerne qualche quantità 5^0 per confermarmi in quel, che credeua di elle, o con più comoda olicruarioned' altre cofe andar vedendo di potere abbracciare Topi- nione di coloro ^ che ftimauano il contrario . Benché , a dirla 5 vn pezzetto di l'affo veduto nelle dette Gloffopietre , che conteneua vn-, dente di Canicola, ed vna mezza conchiglia, con altre vertebre di pefci , i quali anche mo- ftrauano d'effere mancanti delle fpine latera- li^m'aueua fatto dare nella nfoluzione di noa credere , che vi fiano ceruelli d'vna tal fatta , che non contenti , o non capaci ( per meglio dire ) de* veri 5 e grandiffimi miracoli della_* Natura, quafi eh' ella ne foffe pouera, o non poteffe occuparli nelle ragioneuolifpecula- zioni 5 procurino maniere terribili, repugnà- ti , nuoue , e contrarie id ogni fenio per ic* gnalarfi . "Scriffi.come ho detto,al virtuofo S.D.Paolo Bocconetumultuariaméte , al mio foiito, ac- ciocché mi preilaffe il fuo fauore nel procu- rarmi alcune linsuerte mefchiate con altre, e Fi va- 44 varie, delle cole , che fi cauano dalle miniere di Malta , ed egli apparecchiommi vn fulmi- ne 5 che inafpettato mi giunfc . Tale ricono- fco la Lettera di V.S. la quale feco conduce-^ fplendore, attiuità, e terribilifiimo fuono. Ella inuero operò in me gli effetti della faet- ta 5 diuorò , e rifolfe in vn nulla ciò , che rac- chiudeua di penfieri , ma perch'è proprio del fuoco celefte lafciare Ttatta la fuperficie del- le cofe pofTedute , auuiene , che anche in me fia rimafta vn'ejfigie efteriore di quel , ch'era prima , comepur'ora mi conofcerà. Non attribuiica tutto quefto a difetto deli' animo mio5quari che fouerchiamente fofpet- tofo ; perchè ella me ne ha dato la parte fua_j di cagione^e che fia vero. Noi veggiamo non accettati nelle ruote de'Tribunali l'Opere le- gali d'vn'Alciato, dVn Cuiaccio, e d'altri ta- li eruditiffimi Dottori per ragione , che fi de- ue dubitare dell'arte d'huomini cotanto in- gegnofi 5 e di fottiliilimo fpirito ; perchè può facilmente effere pcruertita la pura verità dal loro fapere .Edi qual fatta ( io dico ) mi deue infofpettire la fua Lettera ? fi può forfè offeruare la più ornata , la più artificiofa y la più vemente ? Io non lo credo . Però mi rifol- uo di foogliarla delle molte , e fottiliflTime j e bel- 45 bellifTime amplificazioni, e confiderare fola- mente i varij , e dottilTimi motiui di efla , e le proue gagliardiffime . Se v'auerò , per colpa della mia poca capacità, qualche difficultà , fi compiaccia , ch'io Fefponga liberamente , e dopo mi porga il fuo aiuto >ed vn medica- mento più proprio air vmor malinconico, di che patifco , fé tale le parerà . Farò prima alcune ragioneuoli pedzieai , acciocché pofla poifenz.a interrompimcnto fpiegare il mio penfiero , qual'egli fia > inco- itiinciando da quefta , cioè . Dimando , chc-r V.S. non s'adiri con chi ftima formata Tifola di Malta dopo la creazione del Mondo, e co chi crede le Gloffo pietre di effa frantumi d' animali , quafi contra a perfone , che defi- derino diminuito il credito di coteftofuolo, mettedo in dubbio Vantkhitày e la proprietà creduta delFIfola ; perchè io miprotefto dr non auere tal penfiero , anzi al contrario per ragione , che ftimadola compofta dopo mol- • te^altre, fecondo il Padre Kirchcrio, o al- tri, la rkonofcoper vna delle più perfette^ Jfokjanzi la perfettiffima delFVniuerfo, E fé bene oflerueremo ilprogreifo d'vnDipinto- re,e dVno Scultore, ci accorgeremo, che da^ • prima eglino vanno abbozzando il tutto, ^ che che gì' virimi laranno i più vaghile più accer- tati colpi ; e fé quefto è vero, confiderando le opcraiioni del Grande Artefice Creatore^; , che colorì perfettamente per mezzo della-^ vaga luce quefto Mondo , che lofcolpì ma- rauigliofamente con l'onnipotente fua de- ftra, dobbiamo ammirare coteft'Ifola come^ vno de' colpi piìì riferbati al potere d'Iddio , ^intento ad abbellire dVn viuace , e fpiccante lume la parte nobiliffimadel gran corpo di di quefta Terra . E ella forfè adulazione ? Fi- fola di Malta non è delle più famofe , anzi la gloriofiffima del Mondo tutto? non è ella T onore della Criftianità , lo feudo fortiffimo della Fede^il Tempio del Cattolico Martc.^? Tal fu preueduta dairOnnipotente, tale la«, riconofce ogn Vno , tareffii fiede faftofa nel Mediterraneo . Che fé poi altri la crede vn^ mucchio di denti., ,c di varie altre cofe , le fa- rà ingiuria ? non già , perchè la fomma pro- uidcnzadel Fattore lafciò operare al cafo, non difcordante^lal fuo volere, al quale con- cordarono pure gli accidenti, che petrifica- rono quelle offii, forfè per indicarci, che il tempo diftruggitore non intaccherebbe con il fuo dente Finuitta Malta, la quale maraui- gliofamente dentata ( moftro belliflimo ) ri- po- 47 -poferà per mille fecoli vagheggiata da gli a- mici 5 e temuta dal rabbiofo , ed inuido cane Ottomano . Così difcono nel mio cuore : ^-^ dimando d'efier creduto, e che infieme mifia conceduto di potere ragionare con libertà. ^ Vorrei fccondariamente , che gli acciden- ti, che fono poflibili^e che di più hanno dalla 4oro parte molti Storici Sacri , e gentili , fof- -fero riceuuti 5 cioè, le molte particolari , e fu- bite inondazioni (alla generale forche tut- ti ci crediamo) ancorché penda.in iite5s'el* leno accaderono per isboccamento dell'O- ceano 5 o per afflati di fotto mare, o per altra cagione, che fi vogliano gli Autoriitaa- 'to più, elle il negarle farebbe faccenda non^ .vappoggiata con altrettanta ragione^mafoló capriccio ; e conceduto,come dimando, vor- rei farmi lecito d'affermare quel, ch'è polli- ^biliffimo ad ogni difcorfo vmano ; che con V •acque aueifero corfo varie, ed infinite me- Xcolaze di cofe,che foifero ftate, or quà,or là -dairimpeto di quelle trafportate. TerLO vorrei y che l'occhia noftro aueff^.^ più forza nel decidere le cofe,chelo pati- scono, che lafpeculatiua,come ftrumento non tanto facile a commettere de gli errori ; •e che la filofofia fteflcvn pochette cheta-., c^uan- quando fi diTcorre per moftraré , n5 per ifpe- culare : mi fpiegherò • Ella nella fua dottiffì- ma Lettera pretende . Che fé alcuno con tutto ciò 'Voglia pertinacemente contendere ^che quefli nojlrijajfi figurati non pojpno auerefimiliformc^ et animali , chiocciole , oj^a , denti ^c, che per ef" fere fiati altre 'volte quello , che oggi rapprefenta- nOyrendami prima ragione^fecondo queflo fuoprin- cipiOydelle ^arie^ed ammirabili figureyche fi 'veg- gono in aUuni animali ^e piantelo dipinte fola- mente y o formate a rilieuo . Che farà la mczj^ J^una negra sì ben difegnata fu la fpalla deflra della pantera f e le note di muficafu quella fpeZie di conchiglie marine j che perciò chiamano 'vol- garmente muficali ? E però dimando^ che pof- fa difcorrere della opinione , che ho, intorno alle Gfoflbpietr€ di Malta, cioè, che fiano frantumi di varij animali, non per ricompen- fa dell'indouinare , da qual cielo torbido fia cafcata fu la fpalla deftra della pantera quel- la meiza Luna negra , ch'eflTa porta imprcffa così bene j ne da qual Maeftro di Cappella., fiano fiate vergate le note fu la fcorz,a della_, muficale conchiglia^perchè mi pare di poter parlare d'vna cofa, che vcggiamo fenz.a Tob- biigo di fpecularc , ed iiidouinarc dell'altre, che non fanno alcafo 5 e che fuperano IVma- no I 4^ 1 no gìudicio.Io dirò con franchezza ogni vol- ta , che vederò vna pelle ifteirifTima ad vn al- tra veftita da qualche vino animale y che fia^ ftata anch' efla vn tempo d'vna beftia di quella fpez.ie. Ma volendomi tenuto necefla- riamente di fapere , perchè la pantera fu la_, fpalla deftra , e non fu la tefla^porti dipinta.^ ; lamezzaLuna jrifponderò affolutament^, ch'io non Io fo , e che forfè altri non lo faprà. Quarto.Dimadojche difcorriamo delle co- fé 5 che folamente ho veduto ^ e che poffiamo vnitamente vedere -, perchè Tauer godutOjCd ofleruato molte galanterie nelle gioie, o pie- tre dalla Natura dipinte in molte Gallerie , e fentédone poi le relazionijO per dir meglio,!* cfaggerazioni^m'è rimafto vn giufto motiup di n^on fidarmi delle parole di chi che fia. Di- co in verità, che le cofe rinomate, che ho ve- duto, non m' hanno fatto fpezie alcuna, che potefle perfuadermi a ftimarle puntuali piii di quello, che noi ci contentiamo di raffigu- rarle; appunto come veggiamoin vnmuro ruftico , ed antico , nel quale ( e nelle nuuole ancora) polliamo determinare figure vmane, animali varij,e cofe infinite; ma farebbe-» pazzia,cosìraifermarle perfetti difegni delle i -xofe^che rapprefent ano, come anche raucrle * G per Ve Vinìnaf, 5^ per impredìoni iui infinuate peraltro fimili cofe 5 cflendo elleno realmente faccende , ed operazioni del cafoj fauorite dalla noftra de- terminazione, la quale più ad vna^che ad vn'altracofa le rafibmrglia . Non ho veduto ( ancorché, come diffì, ne abbia offeruato in- finite ) alcuna gioia ad vn tal fegno putuale , che di effa fi pofla dubitare^che fia fattura del- rartCjfecondo l'intenzione del Cardano. Di- cafi egli quel 5 che fi vuole, della fua agata_^ rappi-efentante Galba Tlmperadorc , che io non lo credo. Dirò sì bene , che può eflere accaduta in-, quella pietra qualche macchia,che più ad vn volto vmano5chc ad vn'albero fi raffomigliaf- fe^ma che fia fiata delineata con tanta aggiu- ftatezza , eh' cfprimcfle Galba ? Oibò • Parli il graziofiffimo Ciceronc^cheperv- naconfimilefauolafcriuc.F/«^ci^fC^r;jf^^^^ in Chiorum lapidicinisfaxo diffjfo caput extìtìjfe Panìfcì . Credo aliquam non difpmilcmfigtiram y fed certe non talem , ^t eamfaSlam a Scopa di' ceres : ftc enìm f e project o res hahet , "vt nunquam perfcBè^veritatcm cafus imi te tur, Sono appren- fioni dliuomini di natura ammiratiua , e de- boli in quella parte , che deue cfaminare , e-> diftingiiere reficrc de gii aggettiila qual cofa non I 5^ non accadde ad vn'crudito, e giudiciofiilìmo Simone Maioloj perciocché egli a raccoti fo- mi^liantemente miracolofi , ferine . Mihi ta^ meii efipcrfuaftim prorfus arte camijfe tot imagi- ^ ^ nes:nam Acbatemfcio referre formas animan- Z''c,Z tium 5 hominum qmque^ac rerum reliquarum om- ^^j^ nium jfed non exaElè ea redduntur . E fiegue a_, dire in particolare delFanello del Re Pirro, rapprefentantc il monte Parnaflfo con tuttì^ fy\i ftouigli . Propterea maximam artifici s f arte accejfffe exijlimandum e fi y qui alibi minmns^aU" hi augen$^qu£fpcEtanda effent^eximiè elabora- rit. Molto tempo è , che nel leggerlo credei quafi r ifteflb , e forfè farà così, che quefta fa- uola auefle l'origine da vn qualche equino- co ; perciocché ftimo facile , che la fama del- la prez.iofiflìma agata di quel famofo Re, ri- guardafle all'arte, non già alla Natura s e che fofle celebre per eflfere al fcgno maggiore di perfezione fcolpita , quafi figillo, non dipin- tajma che in proceffo di tempo qualche Scrit- tore , non capace del merito dell'arte , aueffe aggiunto del fuo,che foffe ftata dalla Natura pennelleggiata ; e per vltimo il brano Carda* no , che alle volte fi rampica a'rouetti, cercò, e fcriffe, come ciò foffe potuto accadere, in_* quel fuo Tomo de Subtilitate , nel quale fpef- G 2 fo 5^ . fo fpeflb merita 5 che gli fofle ricordato , che chi troppo s* ajfottiglia ^ftfcaucz^z^a . Quindi aii- uiene , ch'io defidero auere nelle mani vno di quei Regoli delle miniere di Saflbnia, ch'ella m' ofFcrifce per prona, che la terra generi an- che huomini di faflbjperchè vorrei ofleruare, fé la Natura aueffe coronato con corona.^ Imp. o Reale , o all'antica, o alla moderna^., quei Monarchi di faflb , co cent'altre faccen- de anche in contrario 5 cioè ; fé forfè quelli fi potefìero aucre per veri huomini impictra- tijfe le apprcfe corone foffer'ornamenti vfiiti da gli antichi , conceduti ad alcuni , ad altri noje purgare l'argomento, di lei che non po- teffero eflerc veri huomini infalTìti, perchè fé ne veggono molti coronati, efìbndo incom- patibilejcom'ella afserifce,il numero di tanti Re 5 colti infieme in vn luogo, 3z estera . Ab- bandoniamoli dunque , e voltiam^oci alle.^ Gloffopietre di Malta, che polliamo maneg- giare 5 offeruare, e di efsc difcorrerc . Quinto . Defidercrei,che no foflero deter- minate le maniere tenute dalla Natura nel petrificare le cofe 5 perciocché cffa auerà mi- gliaia di ftrade da fare i fatti fuoi, che noi no le fappiamo^tanto più,che non polliamo fuf- ficientemetc pronare^ che in tale operazione vi 5S vi bifognino fonti di Natura pctrificanti, per infalTìrle , conVcUa par . che voglia ; ba- llando vna qualche vmidità, o vn fale , o vna tale difpofìzione del terrenojche abbia l'atti- uitàdifario.E feci vogliamo rimettereaCio: Daniele Maggiore , che ditiìjfamente nel fuo tratratinoj^^^ Scrfcntihusfcnefaciis. parla del- j^.^^,,^^^^^ lapetrificazionc delle cofe :, potremmo ere- ioris dijjert. dere, che nella Natura vi fia vn certo fale vo- epipjeca». r .1 1 l'I- r • • 1 -ve U ih.à Serpe, latile 5 che altri dice, fp n'ito iapidihco , che^ ^^^^.^^ ' indurifce , e rende quafi di puro faflo tutti i corpi, ne quali egli s'introduce . Il che fu pri- ma penfato , e tenuto dal Peirefchi > huomo d'insiecrno, e d'idea nobilifTìma, e tale , che_-/ meritò la fatica del gran Gaffendo , che la fua Vita come vn modello di ben filofofare ci ef- pofe . Ella potrà con fiio comodo ripaffarne il luogo da me notato , ma non riceuerà mol- ta foddisfazione in afcuno de'capi, fopra de' p^'»;- ^^f' . 1 . /- • t \ 1 • V r» P"^' Opera quali difcornamo > perche egli e oppoito to- ",^^^^^ ,-^ talmente a tutto ciÒ5ch'ella pretende.Quefto p«>^/kì/ vi fia dettojper lafciar correre liberament(i_> f^!^^!»"^! quel piccolo fonte di Malta, fenz^'addoflargli Tobbligo di far tante durezze . Sello. Vorrei per conceduto, che le cafc-^, che noi non fappiamo^eche non abbiamo veduto y fiano con verità in numero infini- ta- 54 tamente maggiore deiraltre , che fappiamo, e che abbiamo veduto. E per vltimo mi di- chiaro alla fua cortefia obbligatiflìmo^per auermi inuiato quelle galanterie impietrate di coteft' Ifola , le quali fono ftate abbrac- ciate da me , e riceuute come vini , e fauorc- uoli teftimoni di quel^che andaua prima pen- fando, auendo refo il mio dubitare più ragio- neuokicomc al fine di quefta forfè dimoftre- rò. Or vengo a'motiui , che poffono impedire Topinione d'alcuni, e mia , cioè , che le Glof- fopietre di Malta , o altro , fiano frantumi di varij animali , ma prima leuerò di mezzo Ic-^ cóchiglic dairimperato chiamate Bugardie , eruttigli altri turbinici quali non fono de- gnidi confideraz,ione,per effere mere con- glutinazioni di limo ne'gufci , che feruirono di forma a quelle 5 che yeggiamo ; e così non poflTono indurci a cofiderare , come abbiano potuto (ella ferine) racchiudere l'animale de- tro ^ perciocché , come ho detto , fono figura dello fpazio ftefib , nel quale l'animale viue- ua 5 e non conchiglie , o turbini , e pofto,che poifa elTerC aflbdaro il racchiufo limo , e dis- fatta la vera conchiglia , non firà gran fatto vederle nell'vmida, e tenera creta 3 perchè que- _ 55 quefta può auer corrotto la Icona di fuori , e non danneggiato vn faffo ben fodo di quella fattajche veggiamo eiTere quei , ch'ella chia- ma Bugardie , e turbini . ■ Ne mi fermerà medefimaméte l'apportata confideraiLione della quantità , che fuppone eflerfi cauata di Gloffopietrc dall' Ifola>pcr effere quefto luogo vn tratto rettorico più tofto 5 che vn'argomento da far colpo ; eflen- do ben certo , che non faranno cafo le molte fcatoline di dette robbe y comparate , e con- fiderate con le caue , e miniere d'vn Ifola di feffanta miglia di giro, com'è cotefta di Mal- ta^quando non può recare marauiglia^nepuò fondare argometo alcuno^fmiile al preteio^il foprannommato monte Teftaccio di Roma , il quale non gira maggiore fpazio d"vn ter- zo di miglio > e non s' offerua diminuito , an- corché a tutte le fabbriche d'vna Città vaftiC- fima 5 com'è Roma , egli abbia fumminiftra- te, e fumminiftri buona, e confiderabile-^ quantità di fé fteflb j e ciò fi deue confiderarc da vn tépo altiflìmo in qua , e per Tauuenire, fé pur bifogna.Piià a detro fi fcótrerà ella in-* cofe di maggior foddisfaz,ionejch'io,pernont replicarle , per ora le taccio. Così parimente faròpaflaggio dell'argo- xnen- 5^ -mento addotto circa rofleruaiione della ma- cania , che vi è in cotefto mare , di quegli a- nimali,de'quali fi pretende, che fiano fran- tumi igufci, o altro, che in coteft'Ifola fi cauano ; perchè poffiamo auere vn*efcmpio atto a chiarirci fotto l'occhio , cioè , Toffer- uare,che nella fpiaggia di Catania ad ogni ordinario temporale di Scilocco , o Leuante, ouero d'entrambi , ft può ra(;cogliere quanti- tà, per caricarne barche, di conchiglie vaga* mente colorate , e ftriate ^ e pure non fé ne^ pefca di quella forte in quel mare, e rare vol- te ne giugne vna con l'animale vino dentro,o legate infieme le due mezze conchiglie . Ac- cidente continuo , che ci afficura , eh' elle«> fiano immondizie di fuolo marino, ma forc- ftiero • Ne deue trattenerci la cofiderazione fatta circa l'inegualità delle figuredi dette Gloflb- pietre ; perchè giammai l'ho pretefo denti di Lamie affolutamente , com'ella feriue , ma di vari], e varij animali copiofiffìmi di denti. Oltre che^fe ben confidereremo la dentatura di qualunque animale , fcorgercmo 5 che in.» vn'ifteffa bocca tutti i denti in qualche ma- niera fono varij l'vno dairakro,di modo, che fcglcuno ge^afle la forma ad vn dente , non : :: pò- ^7 potrebbe perfettamente incaflare vn altro dente 5 che occupafle il cauo dell'altro > ben- ché della m'edefima bocca . Ed aiuiegnachè mi riefca di molto impaccio) voglio foddis- tarla5moftradole alcuni pochi déti.^. accioc- •^. r^^^J^! che ella comprenda ( confiderando il reftan- te, e grandiffimo numero , ch'io ne tralafcio ) la molta^e molta varietà di denti, che vi fono nella bocca dVna fpezie di Canicola , da noi volgarmente detta Colombina , onero Vac- ca 5 e dVn'ordinaria Canicola ^ e dalla diffe- renza, che vi fcorgerà^credo^che farà per argomentare la diffomiglianza, che di necef- fità concorre ne gli altri d'animali varij , in.* fpezie non folamente 5 ma in quelli della ftef- fa fpezie 3 perciocché molto alterati nel di- fegno fono , per certo 5 i denti delle Canico- le5e Lamie auanzate in gradezza di corpojde gli altri delle più piccole. Ciò corrifpondea_j qualuque delle cofenaturalÌ5Come per esepio accade nel vifaggio vmano ; perciocché tutti fiamo dVna fpezie , ma affatto variamo ncU* aria del voltOjC delle mebra;anzi con Tctà ci . differenziamo da noi medefimi.Lo fteffo dico de gli animali 5 e de'frutti ancora , che colti foffero da vn ifteffo albero 5 anzi lo pretendo in vn folgrafpo d^ua^aflìcurato dairefperie- H ^^ 5» za; perciocché bifognandomi alle volte di- pignernejfono flato coftretto a fare vn parti- colar ritratto ad ogni granello . E che mara- uigliafarà^fe nerdentame di varij pefci il vegga differenza ì fono corpi naturali, e cre- fciuti fecondo la parte d'vmore comunicata, o in quantità , onero in qualità varia , e con., infiniti accidenti ancora . Dirò di più , chc_^ chi è pratico delle medaglie antiche ^deuc.^ anche fapere la grandiffima diftìcultà di tro- uare due medaglie, non piùjd'vn ifleifo Im- pcradore, d'vn medefimo roueicio,c d'vn_» medcfimo tempo , che fiano ftate coniate da vn'ifteflo conio ; e pure fi deu-e ftmiare, ch^-^ più dVna , anzi moltiffime > fé ne foflero co- niate da vn fol conio. Ne meno può turbarmi la reflcfiìone fatta del vederfi in cotelV Ifola folamcntc i denti fciolti , e non qualche volta anche vno fche- letro intero , o vna mafcella con tutti i denti incaffatijO pure vn'offo ; perciocché la Natu- ra 5 buona maeftra in tutto quel , che opera , formò r oflature de' pelei di minor conlìften- z:\ dell'altre de gli animali di terra, per alleg- gerire loro il peìb , doucndo andar'a galh , e nuotare ; ed in confegucnza doucttero facil- mente clTcre loifa fpugnofe , e non funili alla na- 59 natura pctrea dc'denti . Se quefto non bafta , bafterà il vedere anche nelle fepolture in^ proccflb di tempo disfatte Y offa vmane 5 ma non disfatti i denti, che conferma Tifteffo^ onde ne c5chiudo la debole ragione di poter determinare, e far credere la pretefa opinio- ne . Dirò di pili 5 che il fìile , o altro che ila , dì cotefto terreno,no l'ha perdonata a'durif- : funi denti, auendone in mio potere alcuni mezzo calcinati poltre che fi veggono offa_, infinite ben conferuatCjdi quelle però, che in fortezza hanno il fecondo luogo neiroffa_, de pli animali ; il che euidentemente moftra efserfi Taltre disfatte, perchè fpugnofe, e de- boli j come in fatti le ne fcorgono in quei tufi infinite calcinate,e corrotte ; e quefto fia I detto in generale . Che fé dopo ella defidera d' abbatterfi ad vna mafcella di Lamia , one- ro di Canicola , e fimili , petrificata condenti a quella incafsati j dirò con libertà, che il fuo defiderioè fopradi quatoha operato il Crea- tore nella fabbrica, e coftituzione di detti a- nimali ; perciocché fimili fpezie di pefci non hanno i denti fortificati nelle ofsa mafcella- ri,come gli altri , ma diuifamente fchierati fuori deirofso , come pur'ora ne farò fentire a V.S. quel , che ne ho diligentemente ofser- H 2 uà- 6o uato.Le Lamiere le Canicole, e cento altre di sì fatta copofizione di bocca , numerofiflime fono di denti a fegno tale,chc per me è molto diffìcile^pernodireimpoffibilcjdeterminarne vn numero prefifso,anédone ofseruato meno quantità nelle più piccole, maggiore, e mag- frior numero nelle più grofse , ed in tutte in- finiti ricoperti d'vna mebranaccia,che li rac- chiude in vn certo ridotto dell'ofso mafcella- re verfo la parte ateriore. De'detti déti pajte fono teneri(Iìmi,quafi di carnejparte alquato più fodi , che ad vna qualità neruea rafsomi- gliare fi pofsono^molti mcz,zi induriti nella., puntai altri di fcor2La ben confiftente , v- morofi , e teneri nel di dentro, in guifa tal^-^, che nel volerli cauare5refterà la nuda fcorza, e figura del dente i ed in gran numero il refto di duriffima fofìanza , e più forti , e terribili , quanto più vengono fuorijFho rauuifato .Di maniera,che da quella forte di beftie,oltre di quelli,che a prima occhiata fi mirano, fi cón- ferua , per così dire , vn magaz.iLÌno di denti , che a mio credere , con la vita di eflL-» vengono fuori a fchierarfi , aggiugnendo rerrthilità coi numero maggiore nelle fier«^ bocce delle medefimcX'ofsa mafcellari fona elle intere, ne dalla radieede'denti fonoin- tac- 6i taccate ^ perciocché i denti fono difpoftij e-? feminati fopra d'vna membrana , nella quale fono iìtte le radici, e fopra della quale hanno gli ftedì vn moto atto a ftrappare a guiia di cardo, o dir lo vogliamo pettine da ftraccia- re le lane . Egli è dunque per ragione deila^ compofiiione delle parti deiranimale,il non vederfi vna mafcella di Lamia , e fimili , con tutti i denti 5 eflendo pur vero, che la mem- brana douette cedere , e corromperfi in vii-^ tanto progreffo di tempo nellVmido loto , che poi fi coftipò in faflb . Confeguentemen- te fé ci abbatteremo in Gloflbpietre, cioè,in denti di Lamie > e Canicole petrificati, non- ci potremo incontrare di vederli nel fito de- fiderato indarno , perchè impoffibile . Non-» così nell'altre fpezie di marine beftie, le qua-< li con vna fola linea di denti fieriffimi furo- no determinate dalla Natura j effendo ch^^ con molta facilità io le farò vedere, che non di rado s'incontra la foddisfazionc , che nei- l'altre m'ha richiefto . Ella è in luogo di po- terla procurare pienamente ; ne durerà mol- ta diffìcultà per efiggerne vno, anzi più rif- contri j ed io, benché lontano di Malta^ con- feruo apprefso di me vn bel pezzo di mafcel- ^ ^ ^ la con tre denti incafsati .a, come per appa- '^'J^^^qj gare -- - 6i ^are il dcfio di lei, a fuo luogo moflrerò . Non mi fermerò dipoi nel ponderare , l che fi cauano da coteft'Ifola , per ragio- ne 5 che non poffiamo rafsomigliarle ad altre cofe di mare , o di terra i- perch'è certiflìmo , che non abbiamo veduto tutte le parti di tut- ti gli animali . E non fonda argomento il di- re . Quefta tal coiii non fo a che ralTbmigliar- la ; dunque rha generato la terra^perchè può eflerui cofa fimiliflìma , anzi Tifteffa in Natu- ra 5 che foffe ofcura alla noftra cognizion^L^. Ma per quel ^ che riguarda alla grandezza.^ lira- 6f ftmordinaria 5 alla quale molte volte arriua_, vna GlofTopietrajcioèjqiianto vna mano, non m* atterrifco ; e la ragione fi è , che fono più rare (com' ella conferma) dell' altr^L^ mezzane 5 e piccole ideile qualife necaua.^ intinite , e fp^Ti/Time, come debbono anch' eifcre gli animali grolTilTimi ragioneuolmen- te di minor numero nel mare, nel quale è pur vero 5 che vi nuotino beftie fmifurate j ed in queftifono pochiffimii denti grofli a rifpet- tode'mezzanije de'piccoli. Però intorno a quei faifolini , che volgarmente fi dimanda- no 3 occhi di ferpi 5 e fimili 5 dirò ingenuamé- te, che non aueuapenfiere di negare tutte le cofe; ed aueua fermamente determinato tra_* me fteffo di concedere volentieri quello, che co tanta ficurezza io poteua negare, co quat' altri affermare . Ma il cafo procurato co dili- genza5efollecitudine5m'ha moftrato la ftrada di dubitare con ragione di qualunque fimile cofa 5 che fi ftima generata nel terreno , per- ciocch'egli èmanifefto errore tener le pietre, volgarmente dette occhi di ferpi , per gioie, o pietre talmente figurate dalla Natura in-* coteil' Ifola . Ne bafta , ch'ella fcriua..^^»- topoi alle ptetre^dette occhi di ferpi^ io per me non fo a che potrebbe ridurle ad affomigliarle , chipre- I ten- 66 undejfe^che tutte le fictruzjj yche fi cauano da, auefie rocche ^ fimo ftate animali., o farti loro im^ p/Vrr^tre ;perch'ella no è mica obbligata di ia- pere tutte le cofc 5 e la fortuna in quefta par- te ha offerto a me prima , che ad altri , l'olfer- nazione per foddisfarla. Sono ifiiffolinijchia- mati occhi di ferpe^apertiffimi denti di pe- fci. Ella non s'adiri per quefta mia decifione, ch'io con vna brieue relazione di quel , che-^ offeruai , metterò lei in dubbio di quanto fin ora ha creduto , fé non potrò affatto per- fuaderla . Dirò prima , che di fimili pietre, in fiemc con Gloflbpietre , fé ne troua gran- diffima quantità nella Sicilia , e particolar- mente inCorleone . Da ciò fi deue compren- dere 3 che gli occhi di ferpe non fono in Mal- ta folamente generati per miracolo , o per ifpeziale virtù del terreno puro , ed aleflTifar- maco. Dico queilo per cagione, ch'io ne^ conferuo appreflb di me di quei di Corleone moki, e molti, che in vn tufo forte , ma reno- fo , ed impuro , anzi noiofo d^dore fono in- uoltijfecondochè ilcafoT accompagnò,con alcune Gloffopietre, e con molte fporcizie-^; onde non fono eglino , benché fimilifiimi di corpo,comparifcenti,e coloriti , a guifa di quelli di Malta ,niacmericci,ncri,c fpeffo mac- ^7 macchiati . La diuerfità de'colori poco mon- ta ; fono cosi quefti , come cotefti , denti de* pefci 5 Sarco , Orata , Dentici , ed infiniti al- tri fimilijle fpez-ie de quali, dopo de'primi dentijche terminano co Teflrcmità della boc- ca , furono dotate dalla Natura d Vna copia grandiflimadi denti con bell'ordine fchie- ratijcdifFufidentrodi effa bocca, così nel- la parte di fopra, come nella di fotto . La__, figura è ifteffiflìma a gl'impietrati in qual fi fia parte, come ognVno può co'propri) oc- chi olferuare. Non mancherò per tanto di ri- durre a veduta alcune loro ganafce fpolpa- te »a. per paragonare i loro denti con gFim- .a.TAV.n: pietrati , che pur dife^nerò piii fotto in quel- ^l^* '•//• la maggiore5e vana quantità , che m e Itato poffibile raccogliere,per via di molti amici, da Mattale quello non folamente per efpref- fione della mia ofleruaz.ione volentieri farò , ma anche per darcampoco*difegniadogn* occhio di rifcontrarne Tifteflìtà delle parti , t per poterne dopo comprendere la verità , che pretendo far conofcere , cioè, che quelle pietre , volgarmente dette occhi di ferpe, fu- rono vn tempo denti , e parti della bocca de* Sarchi , Dentici , Orate , e fimili , che in mol- to numero,e varietà per tutti i mari nuotano, cfipefcano. I ^ E per- 68 E perchè le ho promefìb di depofitare eoa ingenuità ogni dubbio della mia mcnte^dirò, che fé ho incontrato difficultà , che potefie^ mettermi in forfè di quel ^ che veggo , è fiata primieramente vna relazione peruenutami per via d'vn mio riuerito , ed amabiliflìmo a- mico. Quefti inuero merita vn talrifpetto, che (fé nonmi voltaili a ripafllire cola mente l'ampia ferie delle patentiffime verità , che a fauore di chi ftima il contrario fuelatamete fi fchierano) refterei perfuafo , e preoccupato dalla riuerenza , che gli debbo , e ftrapperei dall'animo mio la rifoluzione , che generalif- fima ho fatto y di non obbligarmi fopra que- fta materia ad autorità pergrandillìma, eh' ella fia , quando interamente non conchiu- da . Cócorre acora vn'akra oppofizione pro- poitami in difcorfo da vn virtuofo di tanta, e fi grand' eminenza d'intelletto , che a gran-, ragione egli è inchinato vniucrlàlmete quafi Soie tra'pianeti , che il vago , e diletteuole.^ cielo della buona filofofia rendono adorno . 11 primo mi dà notizia , che nell'anatomizza- re vn corpo vmano fi fia trouato nell'auricola delcuorefiniflra 5 circondata da vn polipo, vna lum;ichina . Aggmgnc alla Au ftoria la^. relazione d'eiferfenc vedute anche nelle reni lue- 6^ fuccenturiate d'vii altro corpo^iii altri tempi, due altre; e pariméte in Firenze nella vefcica dVn pouer'huomo vn altra confimile, egli af- ferma 5 che fofìe ftata ofleruata ; per la qiial cofa è di parere , che non fi debba afflit- to efcludere l'opinione di coloro, che prete- dono indifferentemente in ogni luogo la ge- nerazione di tali figure teftacee. Dal fecon- do fu mefla in confiderazione la qui appreflb conghiettura . Pofto :, egli dicea y che quelle cofe 5 che noi veggiamo riilrette nelle rocche molto fra terra , fi deuono ftimare in qualche tempo maritime , certo è^che dì necellità per <^li ondcaeiamenti delmare còcedere fideue, ch'ini foifero giunte . E fé cosi e , ne naice il dubbio 5 cioè , che dourebbonfi vedere i pre- teficorpijrofi 5 sfiguratile limati dallo fìiri- fciare co gli altri corpi^che pure lo douettero fare per lunghilTìmo tratto , prima di ridurfi alla quiete 3 ma noi li raffiguriamo terfi, puli- ti, ed interi ; dunque ha molta probabilità quella opinione 5 che determina il tutto ge- nerato nel luogo, oue fi fcorge . Grandiffime difficultà inuero , ma non tali però , che pof- fano conculcare Y infinite euidenze , e la ra- gione di chi tiene il contrario , com'ella.^ pur conofceràj fé fpaffionataméte vorrà dar- mi 70 mi vn orecchio, dal difcorfo , che ho fatto tra me fteflb, perciocché qucftVItima obbiezio- ne terminerà a fauor mio, eia prima non ci obbligherà più , che tanto * Sbrighiamoci dunque dalla feconda , per fermarci vn poco più feriamente nella con- fiderazione della prima . Mi pare , che il me- rito dVna tal conghiettura ftarà in vigore fi- no a tanto , che gli fi tolga di fotto vna vana, e non mai conceduta fuppofuione , che mo- ftra di foftentarlo . Se attentamente confide- reremogli oggetti, che fono in difputa^ci ac- corgeremo ( per quel , che tocca alle Gloffo- pietre ) che i denti delle Lamie , Canicole , e fimilijfono di figura acuta , confiftenti molto, leuigatidìmijcd abili per tutto ciò a sfuggire il contatto d'altro corpo , che offendere , ed intaccar li potefle . Secondariamente io non li fuppoRgo, e non li confiderò lungo tempo rotolati flemmaticamente dal mare nelle ri- uicrc , ma dalla violenza de gli vrti d' vn'O- ceano , gonfio dall'ira Diuina,sbalzati , e da/ gran voluoli dell'acque fermati , e raccolti , e fecondochè portò il cafo, in gran numero in- ficme con gli animali, o loro fchclerri rimafti moko fra terra , con ogn altra immondizia.^ incontrata dall'impeto medefimo . In tal ca- fo lo con più ragione vna gran parte di rotti, che grandiffima quantità di frufti , defiderar fi dourebbe i che pur remerebbe appagata hi dimanda, perchè appoggiata al giufto : ef- fendo pur vero , che breuc è il numero delle Gloflbpietre intere , e ben conferuate^a rim- petto delle rotte, e smembrate^ che dalie mi- niere fi cauano. Oltre a ciò fi deue efaminare, qual parte del dente deue auer nitto refiften- za al tempo diftruggitorc delle cofe ; ed ogn vno difanogiudicio afFermeràjche fecefi dal- la crofta leuigatiflima , e dura, non già dal di détr05ch'è di Ibftanza alquanto rara^edvnio- rofa , lottopofta alla corruzione, ed annichi- lameino. Di maniera, che ie pure fi cocedeffe a*contrarij , che le Gloilopietre , cioè i denti, ftrofinarono or di qua , or di là , non farebbe gran conghiettura a fauor loro il non veder- fene nelle rocche limate, e corrofe dal prete- fo andiriuieni 3 perciocché negare non fi po- trebbe, che il tempo auefle potuto con facili- tà disfare il reftante de'corpi , rimafto priuo di quella tunica , che fola poteua conferuar- lo 5 perdonando folamente a quei denti, che, o fciolti non patirono^ onero, che furono trafportati anche con gli animali , o loro fcheletriji quali disfatti nel fango, ed opk^ prcf- prelTi dalla carica > che di necelTità douette.-» concorrere nella coftipazione delloto^difor- dinatamente rilaflarono le loro parti infran- te 5 ed impaftatc ; come pure veggiamo maf- fe ftraiiaganti d'offa , vertebre , denti , con- chiglie 5 turbini , rene , (iiiiì , ed infinite altre cofc fenz'ordine alcuno, guafte, intere^e rot- te in vn groppo mefchiate . Pongafi anche in cofiderazione il fine^per lo qualcjcome altro- ue ho narrato , i cauatori raccolgono le det- te Gloffopietre , che certamente fi compren- derà non effere mica per filofofarui fopra5ma per approfittarfene col prezzo ; che però cfTì non raccolgono le sfigurate, e corrotte^, sì bene le pulite , ed intere ; perchè IVne di poca ftima fono, e fpregiate, l'altre vcnde- recce , e cercate per non fo qual creduta vir- tù . Ma a che trattenerci , non cffendo obbli- gati di moftrare tutte le Glofibpietre frufle dal moto immaginato da'contrarij , non mai conceduto, o pretefo da gli altri, e da me, che pure ho la maniera di foddisfarechi che fia_^, anche pofto il tutto al loro modo ? Moftrerò, a chi vorrà vederle , Cloffopietrc corrofe , li- mate , corrotte per io più nella radice , che_t non mai ebbe crofta , fpczzate , intere 5 ma^ ditte però fmiiliflime , anzi iftedillEme a'den- tidi .75 ti di Lamie , Canicole , e fimili , Parimente-*^ m'ofFerifco di fottomettere al fenfo molti, e^ molti gufci di teftacei canati dalle rocche, e ne'monti , de*quali non porto darmi a crede- re 5 che fi pretenda il mederimo5che de'denti, eflcndo effì corpi leggieri, galleggianti, e fa- cili ad vbbidire a qualunque fpinta , benché piccola, che aflegnaremmo nell'acque ^ ed in confeguenza non deuono moftrare altro,fal- uo che il dano riceuuto dal pefo, e dalla vmi- dità 5 com' eftettiuaniéte quafi tutti fi ricono- fcono oppreiTì , fpogliati dalle fpine , e rilaf- fati nelle ligature , le quali eflendo membra- nofe,con facilità fi corruppero nellVmido li- mo 3 e fé il tutto conchiude a fauor mio , farà bene paifare alla difficultà propofta auanti alla ^ià conliderata. A prima faccia fembrommi moftruofo il fentirc, che nelle vifcere vmane fi fogliano generare teftacei ; ed il non poter dubitar^-r delliftoria rapportatami da huomo,ch'è il ti- po della fincerità, mi ftordì ma ggiorm ente_». Pure auendoci penfato alquanto, m' accorfi, che tolta vna fuperficiale conghiettura , non refta altro , che c'impedifca . Ho confiderato in due maniere il fatto, cioè, o noi doneremo ftimare le fopradecte lumachine perfetti ani- K ma- 74 mali; ouero corpi a fomiglianza del gufcio di quelli generati in quei luoghi del corpo vma- no . Dico 5 che per l'vna, o per Takra manie- ra, non fiamo coftretti a mutar parere . Ven- ahiamo alla pratica ; fé affermeremo perfetti animalucci quelle lumachine , noi non fiamo nel cafo , perchè fo , che per iftrade a me, e_^ forfè ad altri incognite , e per accidenti va- ri j (Timi, può giugnerc nelle noftre vifcere vn infinità di femi eftranei, i quali non trouando alle volte impedimento, che proibifca loro il progreffo determinato dalla fpez,ie di eflo fe- me , fi poflbno auanzare , ed offerirci ftraua- qanz.e non dilTimili alle raccontate dal famo- {ilTìmoBartolinijin vna delle fue Centurie, in cui rileggono molte ftorie d*efferfi offer- uata nelle vifcere vmane gràde , e varia qua- tità d^animalijil che direttamente, com^.^ diffi,non fa al cafo noftro^ perciocché io pre- tendo principalmente, che fiano fiati veri, ed animati i gufci tutti , che rifcontriamo pe - trificati fra terra; che fé poi qucfti foffero iui generati,o nel mare, e colà trafportati, egli^è vn altro problema , a cui , come fopra ho ce- natOjfi foddisfarà chiaraméte co Tofferuaz-io- ne de'luoghi,oue fi veggono, e da infinite al- tre cogruéie fi cauerà vn intero appagame- to 75 to del fenfo , e deirintelletto , come appreflb moftrerò. Perora intendo folamente d*op- pormi alla rotta , e smembrata 5 e per dirla.^ , fognata generazione di coloro , i quali vor- rebonojchela Natura aueflc fcherzatoper appuntOjCome fantaftlca il loro ceruello;che però paflb a confiderare le addotte lumachi- ne non animate, ma quafi configurazione—» faflca prodotta ne'luoghi riferiti di fopra , o« uero altroue . Sono elle al numero di quat- tro, ma tutte lumachine, non già vna con- chiglietta , o vn*echino, o altre sì fatte , e va- rie figure.Tutte fono dunque turbinate^quin- di confiderò , e veggo , ancorché di lontano, quanto facilmente il cafo pofla auer*auuto parte nel comporle,edimoftrarne infinite— > altre di confimilc figura . Io non fono tato in- formato delle minime parti, e della foftania, di che cofta il microcofmo delFhuomo , nc-^ ho ben comprcfo tutte le paffioni di eflb , sì che poffa parlare con libertà della fua com« pofizione 5 baftantemente mi dà che fare la_i di lui fuperficie , e m* è paruto di complirc— » col mio obbligo , fé alle volte Tho confiderà- to priuo della prima fcorza,per comprender- ne i neceffarij fentimenti , che deuono efpri- merfi neldifegno delle figure 5 con tutto ciò K 2 an- -j6 nuderò fpiegancio il mio penfiero, quaregli fi fui 5 alla meglio, che faprò^e con efcmpli maneggiati da tutti, per farmi intendere al meno . Ve^go 5 che i corpi , dirò membranolì , ad o^ni poco di calore accollati fi raccolgono , fi srrinzanoje turbinano con facilità^ftimerei, che riftefìb in qualche parte del noftro cor- po accader poteife , oue non mancano mem- brane 5 ed vmori faifi j e colliquati , e giffei , ch'eficcandofi le prime più, e più , vengano a turbinarfi co ageuolezza^e co no minore fi ri- ducano con effi vmori alla fimilitudine dVna foftanza faffca 3 e ci danno così ridotti occa- fione di romperci il ceruello . Pure io me nc^ sbrigherò , dicendo , che per trouarfi tutt^-^ lumachine 5 è falcile effere fiata la cagione-^ della loro compofizione quella da me penfa- ta 5 onero altra più confacccnte , ma non mai ì'ifteffo fcherzo di Natura (per vfare il ter- mine de'contrarij ) che formò tanto , e si gra- dejCvarijiTimo numero di corpi nelle roc- che 5 e ne*montÌ5puntualiffimi con quei del mare 5 perciocché non poflb darmi a credere nelle dette lumachine quella ef.utifllma , e^ corrifpondente frittura , che nel gufcio dVn.. turbinetto 5 oucro lumachina di maregodia- me. mo.Efefofle fiata la produttrice di effe lu- machine la medefima fcherzante Natiira^che generò tutti gli altri corpi, fenza dubbio non fi farebbe fcordata della Aia bizzarria ^ ed a- uerebbe fcherzato variamcte r^ella vefcica di quel pouerliuomo^a differéza di queljche fé-* ce neirakre partijCÓ efporci vn paio d'oftra- che , vn mezzo granchio , qualche ganalcia.^ di Canicola , onero vn buon pefce, giachè il •kogc n era capace . O Dio 1 fors' egli è dV- 2;Ual pefo il dire . ì^d cuore ornano ji è 'veduto quafi che s'andaflero induran- do 5 e perfeiionando pian piano , dopo cre- fciute di buona grandezza , dal qual vano di- fcorfo nafce la prefunzionCjche fi donerebbe vedere vn qualche animaletto petrificato nel proprio gufcio , fé il tutto non fofle femplice produzione del luogo,oue fi trouano , e ben- ché bafterebbono le parole di Fracefco Cal- ccolario , che dì mente del famofo Fracafto- MuféeurrL^ j-q rifponde 5 Caufa efl ^ (juod caro^ qu^e mollis Calceo . Se- ^^j-^ £rat^0* cctrahi nata^multa terra circutccla mox in Ufidemcoiuit i le quali douerebbono foddisfare vn tanto, e sì accorto dubbio; vosrlio nondimeno rimettere la lite all'occhio de' curiofi , e farà terminata . Poflo moftrare a tutti vn faiTo fortilTimo, comporto di varie conchigliettc , turbini , pettini , e fimili , tra* quali rpeziofamentepiù dVna conchiglietta da- 7? darà libero l'adito al fenfo di fcorgcrui détro Tanimalejcon ogni fua parte diftintament^^; e quefto 5 perchè il cafo portò ben racchiufe» le conchiglie in quella dilordinata combina- 2LÌone di corpi diuerfi^e proibì rintromeflTione del limo , che corrotto auerebbe quel , che vi era di tenera foftanza , onde conferuoffi l'in- tera forma delle parti dell'animale j ciò non è mica tanto rara veduta , auendo io più dV- na volta in varij fafTì ofleruato Fifteffo , Dal valore di quefta fi deue ratizzare Tellimazio* ne deirantecedente conghiettura, chejO è calunnia, onero ftolidezza^perciocchè anche in mare vi fono fpezie di piccolidìme conchi- glie , o di notabile grandezza fottiliffime, ^-> tenere , e perciò foggette alla corruzione,^-^ calcinazione pili tolto ftando fra terra > che alla petrifìcazione difpoftc;la qual paffio- ne non di rado accade medefimamente a'for- tidìmi turbinijconche, echini, e denti, i quali in molti luoghi di quefte colline fi fcorgono petrificati tutti , anche quelli di piccoliilimo corpo 5 o interi , o rotti in pezzi , fecondochè il cafo ordinò gli vrti , e roppreflìone ; ed in altri luoghi fi riconofcerà il tutto indifferen- temente 5 e di qual fi fia corpo corrotto,gua- fto 5 e quafi dVna materia al giflb , ed alla>. cai- 8o calcina fimile, per ragione dVnVmore falfo ^ e corrofiuo del fito , Ho però ofleruato , che le forme prodotte da'turbini, conche, echini, 6cc. disfatti , ouero teneri , rimangono di du- riffimo faflb 5 il che moftra manifeftamentc-/ che farebbe pazzia credere , che la Natura.^ faflea generante, prima formi Tinteriore mo- dello di confidente macigno, e dopo difpon- ga la bizzarra generazione de'gufci, per cre- dere, forfè, entrambi pian piano , acciocché non fi commetteffe alcun'errore nella forma- zione della figura , e per maggior diligenza prima fi mauirino da vn lato , e dopo dall'al- tro • Non meno debole , e da non farne conto , fi è Tefempio de'datteri marini, o dirli vo- gliamo 5 cappe lunghe , fecondo Goropio,ed altri, per argomento apportato da mokijnon fo, fé mi dica curiofi inueftigatori , ouero in- difcreti caluniatori delia verità,che per mez- zo de gli oggetti ci offerifce la Natura , per- ciocché potédo offeruare co' propri; occhi il meato, per lo quale s'introduce l'animale-/ dentro il faflb , l'hanno trafcurato , e forfe^ ad arte , per poter'efercitare , ed impiegare^ la ftrauagante loro fantafia,e moftrarfi appo i creduli perfone d'ingegno tanto penetran- te, 8i te5che punto non bailo a quegli animaletti T efierfi nafcofli nelle vifcere d'vna rocca, per- chè anche ne apprefero le fegrete maniere vfate dalia Natura per generarli. E pure ogni vii pefcatore ha di ciò più certa , e maggior notiz-ia di tanti brani filofofijpofciachè eflen- domi più volte accaduto di farne pelcarc.^ ^ ben mi fouuiene , che nel venire fu col pezzo fuelto dalla rocca il pefcatore, prima di diui- derlo , numeraua la quantità de' datteri 5 che dal faflo doueuanfi efiggere . Ondeio non a- uendo abbandonato giammai la curiofità, conobbi, che quello da alcuni buchi efteriori lo comprcndeua5e per aflicurarmen^ con piiì foddisfazione , dato di mano ad vn martello^ e faiti in pezzi quei faffi, riconobbi il meato, che alla caua dell'animale auea il Snella qual cofa feci offeruare con marauiglia ad vn'otti- mo5ederuditiffimo huomojchegià s'accigne- ua alla fpeculazione , per eflere ftato infor- mato fmiftramente . Molto tempo dopo con mio piacere m'auuidi , che la fteffa offerua- zicnecadde fotto l'occhio deiraccuratidimo Fabio Colonna 5 il quale ferine. In Spondilo fah.Cùhwn rum tejtis objcruauimus externa parte^ intra qua- D^fCfy, dam catiitatem ^vix foraminnlo apparente , E perciò conchiudOjcheTif^noranza di queita«, L ifto- 8i iftoria nafce,oda poca, ed inconfi derata_. Iettura50 da fcarfa curiofitàjO da oftinaiione. Ma dato pure , che quello nel cuore del faffo fi generi, e crefca , potralfi perciò tirare con- feguenza, e determinare la generazione d' vna parte di gufcio d'animale, d*vn den- te^dVna vertebrato d'vna intera tal cola non animata f farebbe troppo. Bafteranno a fod • disfare tutto ciò alcune parole del fopra- ^ cito Autore, che in vnmedefimo tempo mo- ilrerà la vanità de'contrarij,porgera vn'argo- mento a mio fauore5e liberamente efprimerà la malattia dì colorojche hano pretefo la ge- nerazione de'teftacei inanimati per i monti , Uc fup.cìK ^ ^^'^^^ • ^^(\^^^ in faxa , ^ua 'vixit , parla^ del dattero cennato, ^ perijtyfHxformccft' enum , 'Z'eljìrìam aliquam , aut lineam rcliquif- fe eji ohferuatum^ cttm »cc potueritj proptcren quod tejìa crejcens extrema parte ^ qua hiat , te^ nerior e fi reliqua in omnibus tcflaceis^ nec pofjct 'vim faxo^^ nonfthi ipft in ferve , 'Vt impreffiofie- retfaxo , Nec etiam in diciis cauernulis dimidia tefìa 5 "velpars illius , aut fragmentum [ponte or^ tum fuit rcpcrtum , nec etiam ipfa tejìa integra , i^UiC per compre f'onem faxi , rimam^ dut frattura fiQymmpafa fit : ftcuti in tnontibus , CT' alijs locis extra mare refcriunturjerè omnes^ "Vfz'ìxpauc^ in^ 83 mtegrx pojpntreperìri, Nos rjuidenon modo nata- ralium rerum i^narum^ fcd infanum putamus^(jui frujlulum 5 aut dimìdìam tefiam , ^el integram fpontè editam eadem magnitudine ah initio , "vcl alio modo intra faxa ftc genita afferuerit^ qux etia adeo cohdrcnte faxo repertaftt , ^t repcriuntur in faxis 5 qu£ ^ix eximi pojfn ^^non integra , & exempta imprejfwnem fui rclinquat^ tanquam cu- neum eiufdem . Ed è forza confeflare, che nel- le rocche non nacquero le conchiglie, turbi- ni &c. ma che in quei luoghi, ne quali li fcor- criamo, furono fpinti, raccolti, riftretti, ed ammontati col loto , che prima di raflbdarfi riceuette l'impreffione puntualiffima d'ogni loro parte . • E per vltimo dico,ch'è calunia patetiflima l'oppofiiione fattaci, appoggiata fopra il vedere alle volte qualche conchiglia di cor- po , non folamente tenero , ma anche tunica- to in guifa,che fi poflano da quella diftaccare molte, e molte fottiliflìme fuperficic 5 quafi che quella figura fofle (lata compofla davn concorfo accidentale dVna tal materia, che s'abbia diftefo , or con vna , or con vn'altra fuperficie,per farci marauigliare dVna tanto pulita 5 e vaga generazione femplicernent^-» petrea • E calunnia , replico a dire , talmente L 2 cie- n . ^4 cieca ^ che non s'accorge della neceflità di douer concedere perfettamente prima com- pofto vii'altro corpo di fiiflb, ben formato ii_> quella foggia 5 fopra del quale fi follerò po- tute applicare le tante laminette, per dopo rifultarne la pretefa figura. Sarebbe in vero vn grande alluc inamento affermare^checosì abbia ordinato il cafo^o quella vaga virtù generante j nell'atto di comporre fcherzidi Natura y raccbiufa ne fafli . Elijche fono leg- gerezze . Furono dunque quelle sì fatte con- chiglie animate nell'acque , ed or corrotto»^ fcherzo del tempo, non di Natura 5 equel, che refta di fortiffimo fallo configurato , vrL^ tempo fu molle fingo, come più volte ho prouato 5 che riceuetterfmpreffione della fi- gura delle conchiglie. Chifiprà offeruarei confimili corpi frefcamente canati dal marcj conofcerà la loro copofizione coftare di fot- tililTìmetuniche,applicatevnafopra l'altra^^ e cosi no gli riufcirà marauigliofo,e portéto- fo l'ordine ifteffo nelle mezzo disfa tte,.e calci- nate5'che apparctemetc lo deuono moftrare, pchè rarefartele priue dell' vmore, che aueua l'obbligo d'vnire ftrettaméte quelle tuniche. Farò capo dunque alla rifpofta da quel, ch'ella apporta in rigu-.irdo della gran quan- tità ^1 . tità di Gloffopictre raccolte In dmerfi luoghi del Mondo, cioc^nel Delfinato, nclLt Guien- na 5 inD^uentria , e quel , che più preme5Ìn_, Malta 5 e nel Gozzo^fupponendo primaj.che al tempo dcldilutiio vniuerfale periti foffero folaméte i tcrreftri^e volattli;c fondando poi rinconuenicnza di determinare tante Lamie vccifein vn colpo, e a numero tale,, che auef- fero potuto arricchirecoToli denti tante par- ti dell' Vniuerfo . A tutto cràfoggiugne vna_^ degniffima offeruazione, ella fi è,che al d'in- torno ( parliamo di Malta ) cioè nelle riuiere vicine 5 non fé ne fcorga pure vno di effi deiv ti, chemoilraffe la cafualità pretefa da altri. Rifponderòjclie le opinioni de'Sagri Dottori fono varijffime nel determinare la. maniera^ tenuta da Dio neiraffo^ar auefto Mondo j perciocché effendo infallibile , che le acque del diluuio formontate foffcro quindici go- miti fopralaforamità de'monti akiffimijne nafce nel tempo iftefib il calculo del grandif- Cmo cerchio defcritto dalla fuperiicie deli' acque , eia confiderazione della ina valuta.^, che di molte,e molte porzioni douette auan- zare il globo tutto della Terra . E però fi va^ da quelli cercando 5 donde nel crefcere ab- biano le acque difcefoyO fcaturitOje doue nel mi- 8(5 miiioramento abbiano potuto rinuenirevn^ letto proporzionato , fuppofta l'opinione di Oleaftro , e d'Eugubino , che tra gli altri dal Firmamento sboccatele vollero • Il Dottor comm.ifL^ Cornelio à Lapide , reggendo la gran quan- Gen,hb,v'j. i-ij-^^^^cque^che abbifognauano, determina quarte fermentate , ed alterate dall'ira Diui- na 5 mefchia egli in efle aria , e terra ancora 5 e così va calculando quel gran contenuto, defcritto dalla fuperficie dell'acque 5 feruen- dofi di <]uelle del Cielo, del Firmamento , cioè di denti di queila_. fatta, di cochiglie > echini, vertebre , ed altre pietruzzejpchè il tutto, o fi riconofce copio- fiffimo in vn folo animale , o è di tal fpezi maffimamcnta-> confiderato il tempo ; onero per eflcre i den- ti corpi pefanti , i quali facilmente debbono auer giunto prima degli altri a pofare nei fuolo 3 da ciò nafce la difficultà d'incontrarle ^rifoprappofti monti qui danoijdouepurc li veggono infinite cofe di quelle, che facil- mente 2:allee«:iano vcome cotefte di Malta_,; ma sì bene pochi mmi denti , non auendone«-» .tf. TAV, iojper molta diligenza vfata,trouato altri .a. xiy.viGV^ che cinque, tre cW quali moftranoeflere 1 modo di faetta, o triangulate , non permette, che fi fondi vna fuppofizione contro di quel- Ai 2 lo, 9t Io 5 che le ftefle Gloflbpietre determinano. Non è bene auerle tutte per denti dì Lamie , ma di varij pefcijcom'ella rifcontrerà co'pro- prij occhi in vna buona parte, e così determi- nerà con euidenza , che alcuno giammai po- trà leggere, ed ofleruare , che tutte le GloiTo- pietre foffero fiate denti di Lamie aflbluta- mente , eflendo effe di varij pefci , o per dir meglio, fimiliffìme a'dentidi varij animali . Diròbensìjche nella bocca delle fpezie delle 'a'TAVOL Canicole 5 la Natura ne formò di più forti. ^. X.* cioè 5 a modo di Hietta , e lifci , ed acuti , e ri- curui ancora , come più dVna volta ho vedu- to y e fé talora non polTtamo raffigurare alcu- ne Gloffopietre con denti naturali de'pefci , farà a mio credere noftro difetto^che non ab- biamo cognizione di qual forte d'animale fi foffero . E fc a poco ci ftrif^ne la figura varia- ^a delle Gloffopietre , meno c'obbligherà il difordine , con che giacciono fituatene'tufì r perciocché fé il vederne mezzarie quà^moke piccole là 5 ed alcuna grande altroue , moftra effere cafuale pofizione , e difordinato gar- ,J. TAVOL. buf^lio ; Tofferuarne dopo .è. vna piantata^ j j^^ con la radice m iu , vna per trauerlo, vna per diritto 5 infinite rotte , e tutte con varia incli- nazione y deue afficurarci , ch'elle nate non.» fia- 91 ^ fiano nelle pretefe miniere ; che fé fofle cos?, douerebbono almeno offei uarfi con la radice Tempre fotto , fé pure nelle Gloifopietre non fi delie formare giudicio diifcrentCy e ftimare eh effe nell'ananiarfi non corrifpondano con ogni altra cofa, che nella terrafi genera , c^ crefce . Ma piano ; io mi veggo incalzato da quelle parole .doperò , che in queflo maggior- mente mi conferma yft è il 'vedere y che le Gloffo- pietre dalla punta , e daziati affai pi i) facilmente ft fiacchino dalla rocca , in cui fi trouano , che non dalla hafe , dalla quale manifeft amente fi 'ved(L^ *vfcire "vna quaft che radice^ alle 'volte più lu7igay che la fieffa Gloffopietra ; la quale internandofi nella rocca^ 'va a poco a poco a confonderfi^e dege^ nerare nella di leifofìanz^a. Or che è qucjìa radice fitta nella rocca yfe fio ffero flati denti di Lamia ì Egli è vn'inganno , da cui facilmente ce ne^ polliamo liberare, ogni qual volta non dare- mo prefto fede alle cofe,che defideriamo, ab- bandonando l'affetto della pretcfa opinione. Lo fcorgerfi la Gloffopietraj o il dente attac- cato con più tenacità alla rocca nella radice, e non da'lati, o dalla punta, è argomento chiarìffìmo , ch'effa fteffe così , non già per fucchiare dalla madre l'vmore per crefcerei^, ma per ragione ^ch' effendo ben terfo , luci- do. ^4 do, e leiiigato per tutto nella fupcrficie il de- te 5 non potè abbracciarlo il continente, ed • vnirlo a fé, come pur fece nella radice , la^ quale piti fpugnofa , e porofa diede luogo al limo, e comodità d'attaccarfi in quella parte con più forza ; tuttauia lafcia libero iifenfo ad 02:nVno di vedere il termine terminatiflì- mo di efla radice , la quale in ninna maniera_j |j fi difperde nella marga , fé pure ho meco gli occhi . Ma fé dobbiamo far cafo del vedere.^ alcuna Gloflfopictra con la radice più gran- de di effa Cloftbpietra,come per argomen- to , che la Natura abbia auuto intenzione di propagare quel feme racchiufo , e farne cre- scere vna maggiore; perchè più tolto noiL.. dobbiamo ftimare tutto ciò accaduto in boc- ca deiranimalc , in cui fenza contrarietà fi concedono vegetatiue le parti?Forfe moflrc- rò, che negli animali vi fi troni dentame fimi- lealla Gloffopietrainuiatamijperorarefte- iòficuro,chc nel dentame di molti animali pofliamo raffigurare la parte del dente incaf- fata nella ganafcia di maggior grandezza, che il refto fchierato nella bocca. Confefso sì bene , che molto mi diede da_» \a. TAVoi, penfare vn fuo polizino, che fcruì d'inuolto a ir.FiGVR» ^^^f^^Q (Jlojfopictre .a, piccole , con due piccoli frith- S^5 frìnclpij crefciuti infteme , ella fieguc, auuerten- dole , che non fé ne trouano mai maggiori diftmili efere fcenz^jperc he a parer mio la 'virtà è difperfxi quafi che quel vigore generante, fatto il pri- mo sfogamenco nelle dueprime Glofsopie- tre , diminuendofi , venne a generare di me- no mole, e più piccole graduatamente le Tue- ccfllue . Difcorfo finilTìmo, ed io per qualche tempo reftai dubbiofo , ne farei (lato per ri- fpondere co la negatiua,fe fopragg;iunta non mi fofse la cognizione del dentarne dei pefce qui da noi detto Colombina , ouer Vacca_» ^ ch'è fpez,ie di Canicola, da me ofseruato con iirandillimamarauiglia,e conferuata coii^ non minor diligenza , per togliere a V. Sr la_^ briga di fpeculare in bifogna , in cui con«. vn'occhiata fi comprende il tutto ; per lo che le inuio parte della ganafcia di detto anima- le, e per godere delle ftrauaganze partorite dalla Natura5edinfieme per chetarla a cre- dere 3 che non nel terreno di Malta ,, ma in.* bocca d'vn viuente, da quella fi formano fi- mili fliccende,che non mai è debole, ne ftan- ca nelle fue grandi operazioni, ma fempre vigorofa , e prouida nel tutto , e nccefsaria- mente anche nella produzione di tal forte di dentarne (che fé auerò tempo , il dife^no del- 5^ dell'intera tefta in vlcimo moftrerò non fola^ .&. TAVOL, mente .^. ma il pefce .e, tutto , che forfè non^ xx^ii, f^j.^ Q.^^^ defcritto da di Autori , ouero non KKViiJ, ' fedelmente anderà in volta) perchè tale cer- tamente conuiene all'animale fopradetto^ Ella la confideri 5 ed applichi la fuafpecula- tiua al determinare l'vfo proporzionato di di tante feghe ( che tal fembra qualunque-/ della maggior parte de'denti , che di molti J TAVou denti è comporta. rf.ma di numero varijdìmo, vnl^^^"^ efsendouene in vn iftefsa bocca di vario di- fegno 5 e di più , e meno punte ) come fi può ofseruare nelli pochi efpreflì nella i . tauola , cheinquato alrefto la perfuaderanno a cre- dere differentemente di quello, che ha ftima- to per l'addietro , non folamente nella quan- tità delle Glofsopietre ( per vfarle la fua vo- ce ) ligate ad vna radice ftefsa5ma anche nel- la opinione dell'efsere lorojefsendo Itati per quel 5 che la femplice , e fedele relazione del fenfo m'infegnafenza dubbio^prima di petri- ficarfi 5 denti di Canicola di quella fpezie-» , che tolta la bizzarra qualità del difegno de' denti 5 corrifponde con ogn' altra già detta_> ofseruazione delle Lamie , e Canicole. Parliamo anche delle Glofsopietre col ri- uerito mio .Sig, N» N. Aggìunguft^ a tutto cioy che P7 che le Gloffopìetre fono reflue di fuori d^'vna cro-^ fla differente di colore , e difojìanz^a dalla mate- ria interna , quale non douerehhono auere ^fefof" fero fiate denti ^poiché quefli fono dentro , e fuori di foftanTa ^vniforme , e ^venendo impietrate dei *vnajlefa fpezje di marga dentro^ efuori^ doureb- hono altresì ojferuare crojia particolare , e dlnerfa di fuori . Parole , che mi fecero ricorrere alla fperienza , ma quefta condanna la fuppofi- zione creduta , o almeno propofta ; percioc- ché auendo rotto molti denti non impietrati ( come pure ne inuierò ) ho riconofciuto, che tutti fono da vna fcorza particolare veftitijla quale ferue di pelle alla foftanza interiore-» del dente , eh' è in molti dcir oifo ifteffo , ma alquanto più vmorofo , ed in altri , come fi è detto, d'vna materia tenerilTìma^ e perciò altro non deuo foggiugnere, fé non che delle tinture fi dee fare poco conto , potendo rice- uerneil di fuori con più macchie, e con più carica da accidenti infinitijil che non fi potrà determinare nelle radici delle Gloffopìetre, per doue IVmore lapidifcente, e la tintura co più libertà potè auer'azione, eflendo in detta parte più porofa , e fenza fcorza , e quafi d « vn'iftelfo colore , fé non quanto alle volte iti alcuni luoghi macchiata dalla marga del c6- tinente. N Ma j,8 M3, finalmente , ella fcriue 5 'veniamo allc^ conchiglie^ turbinilo ffa^ 'vertebre ^c, le eguali fa- re 5 che fin 'verifimiìmente dimojlrino effere fiate ftmile cofe vetrificate . Duc^per quanto fcorgo, fono gr impedimenti per farla rifoluere a ne- gare quel 5 che il fedeliffimo fenfo del vedere le propone con chiarez^za, e femplicità . Vno fi è la quantità de gli Echini 5 faltro la rarità ne'noftri mari della fpezie di fimili Echini Sparagi . Rifponderò allVna, ed all'altra dif- ficultà". Siano pure gli Echini Spatagi rariflì- mijcome vuole i'imperato^ed il Mattiolojche faftidio ci darà ì bafta a me , che fi trouino in Natura, che del refto dobbiamo fupporr^.^,, che in altri mari fiano così frequenti gli Spa- tagi , come fono gli Echini ne noilri ; e pure dVna fpezie la più bella .a. fono in tanto, ^-^ iI^Lg.j/., sì grande numero gli Spatagi, che in meno JJ^ d'vn ora ne ho fatto pefcare a centinaia-» nel Porto di Meffina ; e pretendendo io , che il tutto foife fiato cagionato da vn grane di- fordine , ninna delle cofe poffiamo figurarci con più facilità trafportate, quanto gli Echi- ni . Anzi il fito occupato da loro , cioè , le^ fpiaggie 5 può feruirci d'argomento 5 imper- ciocché, non eflendo elfi pondcrofi comeT altre 5 che con foUccitudinc doucttero ricor- rere rere alla quiete^ed efìendo di figura più facile a galleggiare fluttuando con l'acque , circué- do le fpiaggie , vennero feparati a pofare nel recinto dell'Ifola in gran numero, e quafi tut- ti apparenteméte^ di quefti abbifognerà par- lare più fotto. Volgerò dunque il mio difcorfo fecondo il gufto di lei 5 proteftandomi d'auere auuto la bella 5 e fottile fatica del Salas per capriccio- fa più toflo , che per vera . Io IVniuerfale i- nondazione per appunto^come Moisè la rac- conta, la credo ; e crederò infieme , che le ac- que coprirono il tutto ; che ^uerfefunt aqu/ da prin- cipio auerebbono formato l'vouo , e da effo l'animale , o da bel primo vn embrione inte- ro di piccolo animaletto , e non vna porzio- Fah'^ Colmi ne di quello . Ha molta ragione il Colonna j deGloffop.^ . egli s'adira contro de'creduli. Falfum omnino DijjertatioA ^j^ ^jj-^ in terni effe genita ^^t Pliniusex Theo- phrafla refert ; non enìm Natura ijuidfrujìrafa- àt , "Vtilgaio tnter Philofofhos axiomate . Dentes jjfra- I op w fruftra efentìuon enìm dentìum 'vfum haherc^ pijttnt 5 ncc teflarum tegehdi^ficut nec offa e la fua radice di- uer- Ili uerfa , e per tutto In fé ftefladiflimile^come o^n'altro membro deVegetabili , e fenfitiui . Sarei 5 ben Io veggo, colto a concedere, fenonfotto la fpezie delle gioie la Gloffo- pietra^almeno fotto la fchiera de' vegetabili. Ma quefto fi è prima difcorfo, che non Io fia- no, ed appreflb anche fi mollreranno eifere le Gloflbpietre parti trafportate col terreno, ma no generate nel terreno. Saranno dunque frammenti d'animali al certo . Rimetto la_, cawfa,e la decifione di efìa francamente a co- teft'lfola candididìma^che non vuole mica addollati i miracoli finti , éffendo bene prou- ueduta deVeri , e fodi, che la Natura abbon- dantemente in efia ha depofitato, come mo- ftrerò nel luogo della dichiarazione d'alcune fue belliffime medaglie , fé piacerà al Signo- re. Vdiamola incortefia^e incolpiamo noi medefimi , fé ingannare ci vogliamo . Ella a_» gli occhi noiliri fedelmente parla , afferman- doci, che la Natura non ha auuto parte di generazione nella fua marga , di à^ati , d'E- chini, d'offa , di vertebre , come pur'ora dal- le flefle cofe rofferueremo. Manifeftamente fi fcuopre , che le GlofTo- pietre , le vertebre , e gli Echini , e Y offa non fiano nate nel terreno di Malta ? ma trafpor- tate 112 tate in eflb . Da quefto indizio 5 da quefta di- moftrazione reale . Può la Natura le cofe per accidente difettuofe produrre , cioè , vn'ani- male , vn'albero , vn frutto ; può , dicoJVno nafcere priuo dVn braccio, con vn ramo ma- cante Taltro, con parte di fé fteffo menomata 1 1 Tvltimo; ma Tempre s'ofìeruerà, che la Natu- ra fupplirà 5 e coprirà quel mancamento con vna qualche pelle ,0 fcorza^c non efporrà alla veduta la parte , o tronca , o difettuofa, come douerebbefi vedere/e il ferro, o la ma- 4 no fuelto, o feparato l'auefle 3 quefto è certo; | dunque i fopraccennati fcherzi di Natura no furono nel terreno partoriti perlaragion^-^ detta, cioè, no potrebbofi fcorgere nelle mi- niere mezze Gloffopietre rotte non difettuo- fe,offa rotte no circodate d'vna vguale fuper- ficie nel loro difetto, vertebre , che additano la loro atica difgrazia, col moftrare il luogo, donde rotte furono le fpine laterali.Ella Tof- ferui.^.e raffiguri da fé ftefla,che così rotte.^, iiUFiGj, come da principio in cotefto luogo puenne- l^i ro,fi coglutinarono nella rocca,e nella marga. Secondariamente facciamo differenza tra* frammenti d'vna rocca no trafportati,e tra le rene , o pietre , che fragate , cioè agitate dal mare nelle riuiere,o che rotolate da'fiumi fta- te U.TAVOt. te fianOjOfleruando i primi irrcgolarméte an- golati 3 e figurati, e l'altre arrotate , e priuate de gli angoli , perchè ilrufinandoH or di qua, or di là 5 fi fono ridotte facili ad ogn' vrto y cioè, tóde50 quafi almeno. così èjduque il dé- te .a, nel cartoccio , che rimando ^ non per- ,a,TAVoVé fuaderà egli d'auercorfo la fortuna delFaltre y*^i fé vn cor- po fimile ad vn melarancio fi fiipponeffo».-» generato nella rocca , crederei 5 ch'egli s'an- derebbe auanzando 5 o tutto ad vn colpo 5 o- uero pian piano per qualche difpofizion^— > fermentatiua jin vn maffo di pietra a fimili- tudine del propofto melarancio . Ella fareb- be pazzia credere , ch'egli fi poteffe aumen- tare da vn lato 5 e dall'altro circuendo con le due metà di fé (leffo fino al fegno di compire il fuo cerchio, e di terminare la figura conue- niente dVn tal frutto , abbracciando in fe_-r, e racchiudendo parte di quel faffo , nel qua- le nacque. Vegniamo più da vicino al no- fìro . Se pure ftimare fi doueffero nati gli E- chini in cotefte rocche, come doueremmo noi penfare il loro auanzamento in quelle.^ ? Forfè che il feme Echinario difole fccrze an- dò circuendo la fofl:anza della rocca , e così perfettamente potè compire la figura detef- minata alla fpezie degli Sparagi ? Nonio fc, e non lo credo , ne anche fé mi verrà rifpofto disi,- perchè almeno dourebbe (che pure lo negherò) darfi a vedere tutto in vn pezzo ia- tcro ii8 tero di faffo fodo di tal figura , non vna Teor- ia piena della foftaniamedefimadel conti- nentejCome moftra l'Echino Spatag05chc ri- .4. rAvoL. mando .a. Egli è certamente la più chiara, la yu,FiGj, ^[^ ficura dimortrazione , che fi poffa defide- rare per coloro, che rintracciano il ver05non impegnati all'afFetto di magnificare anche^^ le immondizie delfuolo patrio ; perciocché, come diffi, moftra manifeftamente eflere fla- to vn gufcio d'animale, il quale imbrodolato nella marga , e di efla ripieno , aueffe patito qualche fconciatura allora , che quefta raflb- dandofi , diedegli carica tale , che potè op- primerlo tanto , quanto iMi dentro, coftipa- dofi ancora5fofre flato atto ad impedire vna>_» maggiore oppreffione^ chiaramente egli lo moftra nelle molte fue rotture , e particolar- / mente ne'lati fegnati A.B. e CD. perciocché auendo riceuuto la carica dal punto E. ad F. di neceffità alternatamete la fijperficie A. D. diede luogo al B. C, che appoftatamente ab- bandonarono la parte contigua, per togliere ógni equiuoco di pianta faiìea j che al certo , ferrale fofle ftata , anche da tenerina douea-^ poter fopportare la fopraftante mole. Settimo , oflerui di grazia la bocca dVna_3 Lamia , onero dVna Canicola , e vedrà , che iden- IIP i denti tutti corrono di tal difegno , che vno della mafcella finiftra non potrà adattarfi al- la deftra della flefla , perchè difordinerebbe la fituazionedi quelli , che di neceffità con- corrono 5 ed inclinano con le fommità verfo lagola^edeue la parte colma del dente ri- guardare anche verfo la gola , come poco £a fi è detto . Di maniera , che affermare fi può 02;ni volta , che abbiamo vn qualche dente fcìoltOjC lontano dal fuo fito in mano 5 quefti è dente del lato dritto, quell'altro del man- co 5 fenza il dubbio di far'errore . Puntualif- fimamentecorrifpondonole Gloffopietredi Malta, e d'altroue, delle quali io ne conferuo appreffo di me moke inclinate allVna , ed al- l'altra parte non poche5CÌoè,dritte .a, e man- ,a,rAVci: che i. il che ci aflìcura , che furono denti at- ^ìi-pì^- taccatijoalla parte deftra 5 o alla parte fini- y^^iQjn Ara nella metà di fott050uer tutto al rouefcio nel di fopra della bocca delle Lamie , Cani- cole, &c. Ottauo, con non minor'euidenza ci per- fuade il fafib ,a, inuiatomi dalla fua cortefia , ^a^^AVoz: che graziofamcnte rapprefenta la figura^, vni.fiG, del fiore gelfomino pi quale benché, per cf- '• fere fgranolato intornojpoteua impedirmi la cognizione dell'intero fuo difegno ^ nulladi- me- 120 meno mi fé accorgere , ch*egli cofta di du'^i-» lamine di materia conforme a tutti gli altri gufci di tcftacei petrificati . LVnione però di quelle due groffezze , che formano la figura dVna fottile piaftrella , a prima vifta mi die- de da penfare ; quafi che non foffe flato cor- po capace , ed abile , che auefle potuto rac- chiudere l'animale • Pure attentamente rimi- rando ogni fua parte , comprefi dall'efiutez- za 5 e puntualità della figura , ch'egli era vn_-, corpo certamente non dal cafo compollo, ma dalla Natura generat05epetrificatodopo d'auere terminato il viuere nel numero, e^ nella fpezie de gli Echini . Credei qual- che tempo 5 che Fvnione delle due grof- fezze 5 che come diflì , negaua Tofleruazione del luogo 5 in cui fi potefle affegnare il viuen- te > foffe (lato effetto dVna qualche oppref- fione j ma viflì ingannato; perciocché capi- tandomene vn'altro della ilefsa f:itta da co- teftlfola, incorporato al fafso per la parte di fotto, conferuat0 5ed intero perfettamente nella circonferenza , m'accorfi , eh' egli era_f gufcio dVn' Echino di tale fpezie . Sono gli Echini, come riferifce Ateneo, nel Terzo de' fuoi Librijper mente d'Ariftotilcjdi piÙ5e più fpezie 5 e creder dobbiamo , che ve ne fiano di 121 di moltìjde'quali non ne abbiamo cognizio- ne 5 ma di quelli , che a tutti fono comuni , portiamo offeruare grandillìma varietà,* per- ciocché alcuni fono quafi globi perfetti per ogni lato, altri alquanto oppreffi dalle du^_-> parti, che diremo polÌ5altri da vna fola parte vn poco ricauatijcd anche rialzati dall'altra; e variamente di più fpeffe, di più rade, di più groffe 5 e di più fottili fpine . Quefto dico non folamente de' femplici Echini , ma pure giudico 5 che vi fia differenza notabile ne gli Spatagi 5 e nell'altre fpezie ancora , fé fotte d'altro nome l'hanno determinato gli Scrit- tori ; ed intendendo io per Echini tutti quel- li 5 che fono armati di fpine, non baderò alla puntuale loro dinominazione. OfTeruo si be- ne in effi , che la madre Natura ha loro afle- gnato vna tale necelTltà di parti interna-», ch'è forza , ne rifulti nelle coccie , e fuori vn* ordine in cinque diuifo , o di parti, come ne* femplici, ouero di puntuale lauorio ne gli al- tri tutti, a fnnilitudine di quello, ch'ella chia- ma fiore di gelfomino , il quale in vero m'ha fatto fcntire l'odore foauiflìmo della verità . Or'auendo offeruato tutto ciò d'alcuni altri Echini, ch'io conferuo apprefìb di me impie- trati.^, tra' quali ne riconofcerà molti non •,''•''"1^^^ CL de- --'''• Ili defcntti da gli Autori 5 dico , che non iiVop- pongo alla verità nel credere , che il propo- vni^FLG^i ^^ faffoi.lia ftato vn'animale, elafciando da parte rofTcruazione delle piccoli (Tnii^-^ .c.FiGAV. niammellette .e. che per tutto il corpo coii^ l'aiuto dell'occhialetto fi veggono, che pur'è vn'euidenza 5 ch'egli fu adornato di fotcilif- fime fpine , verrò a piti chiare dimoftrazioni. Gli Echini tutti,^ figura de'quali è rotonda, hanno la bocca perpendicolarmente fiotto del punto fiiperiore del corpo . Raffiguri ella J,fiG,iu tutto <::iò nell'altro fiiffo J. al quale io , per chiarirmi della verità , con gran pazienza_> tolfi l'impedimento del fiiflb, e riconobbi la_> parte 5 per doue di neceflìtàdoueanutrirfi, corrilpondente al punto , in cui s'vnifi:ono quelle linee, che compongono quel bel difis* gno d i fiopra . Non contento di tutto ciò,rot- ,c,FiG,ni telo per mexzo.c^.rauuii^iicon mio ftupore k cellette,ed officine A. ncceflarie al viuere, e ftazione deiranimale,in quel breue fpazio^ talmente artificiofejche diedi nell'efclama- zioni, dicendo; o quant'è prouida la Natura, o com/c bella la verità ! L'vna non ha auuto, ne aucrà penuria di fiipere operare 5 l'altra,, tempre è feconda di dimoftrazioni a fegno tale, che ho per certo 5 che chi non la cono- fce, 125 fce, o ha difetto naturale , onero l'imperfe- z ione d'impugnare la verità conofciuta. Si foddisfaccia V. S. Quello è il difcgno puntualilTìmo d'vn faflb bianco da coteft' Ifola inuiatomi *a, il quale conferua vna_, '<*»tavol: . /v . XII FIG t parte di mafcella con tre denti incaffati.Non macherò di farglielo capitare, acciocché go- da in efso vn compofto di fafsolini , conchi- gliette 5 ed anche qualche dente di quei ton- di 5 volgarmente detti occhi di ferpi , fo- pra tutto fa al propofito della mia prona»* il vedere replicato vno , due , e tre denti > z^ quelli con le loro radici fitte gagliardamen- te nell'ofso A. mafcellare , che impietrato mollra anche nella parte rotta la midolla al- quanto fpugnofa 5 a differenza della crolla.^ di fuori 5 clV è d'ofso più fodo , e ligato. Bel- lillima cofa a vedere i perciocché s*oppon^-^ a coloro, che non vogliono feruirfi de gli oc- chi in tante altre tellimonianze . Egli é cer- tamente quello fafso vna parte petrificata.^ d'vn qualche animale , e tale,che ognVno di fano giudicio così l'affermerà . Ex ipfo a/pec- tu^ cffgie rei^(^ totafubftantia : ac neminem^ ri- fcaldato per altra confimile verità ferine il Colonna, cenfemus tam crajfa minema natum^ jfwrr qui Jlatim primo intuitu non affrmarit dentes effe viffert, Q^ z of. U,TAVOL. 124 ojjeos 5 non lapìdeos ; e con tanta più ragione 5 quanto che non fono prilli della parte ma- fcellare5nella quale crebbero con progrefso, e difpofizione , non fofiftica , ma naturale. Decimo . Ecco vna delle ferpi di Malta. <^. xu?viG.' ^on già di quelle, che perderono il veleno li» per miracolo del Gloriolb S. Apoftolo Pao- lo 5 ma delle vanamente ftimate impietrate , che a'troppo femplici pure riefcono veleno- fe alla fantafia , ed infelle alla verità . Furo- no 5 fenza dubbio , non ferpi , ma gufci d'al- cuni vermini di mare 5 come bene offeruòT Aldrouandijche ne figura alcuni al Terzo de Tejìaccis , ed io li trono copiofiflìmi nelle noftre rocche , anzi nella parte chiamata, il fecco del Porto della città di Meffina, attac- cati a'faffi con si bizzarre ritortejche fpiega- no graziofamente i molti , e ftrauaganti au- uiticchiamenti delle vere ferpi , Chiamanfi volgarmente qui da noi, Vetri di mare , ed io n'efporrò alcuni in difegno ,k acciocch'ella vegga , che la fpezie è l'iftefsa , e dalla loro corrifpondenza pofsa comprendere la veri- tà , cioè , che dal mare furono ributtati cote- Ili, che fi veggono ne'tufi, in qualche tempo, e lafciati nelflfola infiemc con oi^ni altra co- fa 3 che alla giornata fi fcorge. Per ih, riGJll 125 Per vltimo . Il più nerboruto argomento di quanti mai fé ne poffano accumulare 5 o^ più certo di qualunque dimoftrazione Mate- matica^a mio seno liè^Cheielecofe inuiate- mi per difsuadenni , e procurate tali , e a tal' effetto da vn fuo pari^ed infieme per iftabili- re il contrario di quel5ch'io foflento, m'hano dato tanto lume per confermarmi quel^ch'io era prima ; quelle dunque 5 che potrei fce- gliere da cotefte rocche io, che preoccupato non fono da opinione alcuna^renderebbono con la loro teftimonianza indubitatamente il tutto per robba foreftiera ammafsata co- iti nel tempo , che fa Iddio > e perchè que- lli volle 5 che da per tutto vi fofsero fegaali della fua giuftizia , e della facilità , con che può gaftigare l'ingrato genere de gli huomi- nijperciò in mille luoghi^ci mofirache il ma- re a'fuoi cenni è flato miniftro vbbidiente»-» anche contro la condizione propria , viag- giando fopra gli altiffimi monti , ne' qua- li per ogni pafso ha lafciato i rifcontri , per rinfacciamento di chi non crede il potere.^ del fuo Creatore. Qwindi noi caueremo , e ragione d'ammi- rare la potenza dell'Onnipotente, e la cer- tezza 5 fé pur'è poffibile^delnoflro lecito, vir- 126 virtuofojcd onorato litigio ; ofseruando con ifchiettezza queljche ha lafciato il mare nel- le montagne di Me(Iìna5e ne gli altri luoghi fopraccennati^anri per tutto. E prima faccia- mo refleffionc alla qualità del fito , e alla fua compofi2 principio con vna tale inclinazione decliue verfo il mare . 11 tutto fi fcuopre dalle rot- ture fatte da'torrenti, che ne'medefimi mon- ti fi generano per gran pio^gie , e ci lafciano ifol- 1^7 i folchi 5 e la comodità di conofcere l'ordine già detto. Quel 5 che ofleruo con iftupore , fi è , il ve- dere replicato più , e più volte l'ordine delle rene groffe , mezzane . e minute ; ed è forza conchiudercjche con più cappate di materia foreftieia foifero ridotti alla grandezza, che li veggiamo. lo pretendo^che poffiamo con- ghietturare con prudenza la maniera tenuta dal cafo nel comporre in vn qualche tempo i fuddetti monti^fe abbracceremo il configlio, anzi il comandamento 5 che ci dà il fecondo tra'fapieti Solone appo Stohco^de^hus ìgno- u: stolM tìs : egli vuole . Per no ras , ^ euidentes^ conìe- Jf'-^^?^»*"^ Huramfac .Quedaè vna ftrada facile 5 per- ""* ciocché, ricorrendo noi airoiferuazione del- le maniere, con che fogliono procedere i gra torrentijneconfcguiremovn'interafoddisfii- zione . Eglino fecondo la piena dell'acque , portano con elfo loro quel , che incontrano; in luoghi però, oue poffano dilatarfi , per- dendo la ferocia del corfo loro 1 e acque, po- fano , e difcaricano i corpi inuolti in quel fluido , e ftrafcinati dall'impeto , ma con vn' ordine neceffario , cioè , i corpi di maggior pefo fotto , i meno grani fopra , e fopra di queftii più leggieri 3 il qual'ordine farà re- pii- 12» plicato dalU cagione medefima più, e più volte , fecondo le pioggie, che con interual- lo mancano, e ricominciano. Or da ciò io caiio la ragione di determinare foreftiera la materia , che le noftre montagne compone ; e certamente elle piantate furono nelfito, in cui le fcorgiamo, da vna qualche grandif- fima inondazione 5 la quale fecondo la pie- na 5 ed il ripofo5aueire portato, e rilafciato il pefo più , e più volte , ondeggiando. Quefta ofleruazione m'ha intorbidato il concetto, ch'io formato aueua, circa la ca- gione di vedere ne'monti gufci,ed animali di mare infallìti; auendoper lo paifato cré- duto la generazione di effi in laghi falfi fra^ terra , onero ne'fiumi, che per accidente , nel progreflb de gli ani,mancati foffero ; e gli al- tri rifcontri tutti m'hanno auuertito,ch'è fto- lidezza il no efcludere afflitto vn fimile con- cetto 5 ode cofeifo d'elfere ftato in errore per qualche tépo, p no accorgermijch'egli è vno fpropofito affegnare ne'fiumi, e ne'laghi La- mie,Canicole , ed infinite altre groffiffim^-r fiere,delle quali ancora durano i fratumi im- pattati nelle rocche, e ne'tufi , che seza dub- bio d'equiuocoveggiamoinfiemeco'corallf, e cochielie di tutte le fpczic,Echini,ed iftrici .. d'o- I2P d'ogni forte . Animali inuero , e piante noa^ proprij di laghi , o fiumi , come più appreflb ella fentirà 3 perchè ne ho fatto alcune parti- colari offeruazioni , ch*euidentemente ce lo dimoftrano . Per ora conchiudo , che ogni cofa fia foreftiera > e cosi la difcorro, perchè tale la veggo, ne fo tante filofofie . Nefo, come potè giugnerc tanto fra terra il mare 5 non fo 5 fé ciò accadde nelIVniuerfale dilu- uio , o in altre fpeziali inondazioni . Io ne.^ anche fo , fé quello animalaccio del Mondo ( al parere d'alcuni , che tale lo ftimano , e-/ gli hanno ofseruato fino il moto delle bude!- la) in vn qualche tempo^ftancato di ftare fo- pra vn fianco , fi fofse riuoltato dall'altrojcd abbia efpofto aVaggi del Sole l'altra parte.^, ch'era fott'acqua , piena di tante immondi- zie del mare , non lo fo 3 ne fo la ftrada di fa- perlo 3 azi no la curo.So si bene5che i coralli, le conchiglie5Ì denti di lamie, e di canicolejC gli echini &c, fono veri coralli, vere conchi* glie , veri denti , gufci , ed ofla petrificati s?, ma non di pietra formati . La compofizionc del terreno me lo perfuade a viua forza, e mi fembra impoffibile,abbandonando il fentie- ro moftratomi da gli occhi, di poter'arriuarc a qualche cognizione di verità ; Lucrezio da - > R par- ISO parte del grand' Epicuro mi certitica , che il mio è il miglior partito d'ogn'altro. Inuenies primis ab fcnftbus ejje creatam Lucret, Uh, Notìtiam 'verì^netjue fenfuspojfc rcfellì, ^^^' Pafliamo alla particolare qualità del ilto . Non fono tutte le colline , che compongono quefti monti, di rene fciolte 5 perchè in molti luoghi fi veggono ammanite nella confiden- za di fortiftima rocca, ed in altri di mediocre durezza^e fpefib di biaco tufojouero di mar- ga poco pura. Da per tutto però fi potrà no- tare, o Tordine detto di fopra, onero linee di varij corpi, e colori, ma ogn'vna di efle oriz- zontalmente defcritta . Ne meno tutte,ancorchè viciniflìmejfono abbondati di conchiglie , e d'altri gufcijma a falto , or quel colle , or quell'altro ^ il che mi conferma nell'opinioncjche intorno a ciò ho auuto 5 ftimando j che i voluoli dell'acque-* pofati , Taueflero rialzate , e con quella ca- fualitàdifito. Fonti non ve ne fono, che poflano, fecon- do altri , auer petrificato quel , che fi vede.^ infaffito. Che di elTi fi poffìi prefumcre gene- razione faffea , è vanità , e per quel , che fi è detto , e per quel , che appreffo oiferueremo, ed anche per la ragione , che molte colline^ di di fciolte rene efpreffaméte lo niegano.Que- He fono parimente ripiene di conchiglie^gu- fci 5 ed infinite altre, e sì fatte cofe non petri- ficate, che pur fi farebbono impietrate come l'altre, k la materia continente, onero la na- tura del luogo concorla vi fofle. Affermo ciò dal vedere , che qual fi fia corpo petrificato ha riceuuto più , e meno , a proporzione del fuo continente, la confiftenza,e durezza^. L'Echino infaffito nel tufo , non è forte , co- me vn'altro Echino petrificato in vna rocca di dura pietra ; di maniera , che fecondo Ia_* natura , ed attiuità del luogo , come diceua , onero fecondo la difpofizione della materia, che abbracciò i detti corpi, quefti a gran.* fegno fi petrificarono in alcuni luoghi , ed in altri meno, e in molti refl:arono quai fempre furono da principio . Quindi fi può dedurre, che fi come i non petrificati fi farebbono rK dotti in faflbjfe fortito non aueffero le fciolte rene ; così quei corpi induriti nelle rocche,e ne'tufi , non fi farebbono infafiGti , fé nell^-^ fecche rene,come gli altri,foflero flati fepol- ti dal cafo nell'accidente , per lo quale furo- no in terra trafportati. De grvni,e de gli altri defidero, ch'ella ne formi queir idea , eh' elli meritano , eh' io R 2 per 13^ per diuederli , feparatclmentc gliene inuio .4. TAVOL, alquanti .a, al miglior modo , che il luopo ha • faputo cuftodirli . Sappia perocché non fi ferma qui il numero , e varietà della fpezi<^_^ delle cofe da me trouate in quefte colline_> 5 perciocché ne ho lecito folamente alcuno-^ più conferuate, e fpeziofejcome pure ho fat- to d'altri luoghi^ e s'accorgerà per efle^che il tutto concordajC che da ogni parte poffiamo ammettere vn'ifleffo argomento. Così parimente riceuerà alcuni de gli altri a -sAVOi. %^^^^ 5 ^^^ ^^ grandiflìma , e varijflìma copia XK.fxKi! ficauanoda'monti di Calabria.^. MacoiL.* particolare attenzione la priego a fermarli in alcuni fallì , o per meglio dire , in alcuni corpi di mare pctrificati, che ho fcclto di mezzo ad vna infinità d'altre cofe canate nel colle, che rialza confiderabilmente nel capo ;&. tÀ:^oU della città di Milazzo ./». recatami dall'affet- ^^^^* tuofa cortefia del Sig. Dot. Gio; di Natale.^, virtuofo di coftumi moralijlimi , e d'ottimo palatole profcffore di buone, e belle lettere. Ella non curi delle tre conche , cioè della sé- plice 5 della chiamata Conchapichris , e dell* altra ftriatajancorchè della fatta diqueft'vl- tima non fé ne veggano^ne leggano defcritte da gli Autonoma colideri fopra tutto , e raffi- guri ^33 guri nella ftefla Tauola vn'opercoletto di lu- maca marina A. detto pietra di S. Marghe- rita, ed anche vn mijleporo .13. pctrificato , che per me farà impoiTibiie , che la Natura.,, generante fcherzi di iallo 5 kherzi con tanta puntualità in tutte le cole , e con infoffribile bizzarria formi infiniti opercoletti, per ap- plicarli alle lumache impietrate^ che ne fono priuc , Di tali coperchietti io donerò parlare più fotto 5 onde farà meglio impiegare il te- pò in alcune particolari offeruazioni dellO' cofe5che ho trouato nelle colline diMclTìna^ che forfè meritano la fua compiacenza . I. Evnagran conghietturailnon vederli in quelle noftre colline , che fono di qualche altezza , denti groffi 5 come cotefti di Malta, ma folaméte alcuni pochÌ5e piccoli, onero le mere fcorze de' più grandicelli . Noi abbia- mo già confiderato la qualità de'denti,che_^ fi trouano nelle bocche delle Canicole , e fi- mili j e fé ella bene fi ricorda, vna tal beftia_. conferua nelle ganafce molti , e molti denti folamente induriti nella fcorza , ripieni dVn vmore mucilaginofo j quindi mi pare , che^ dobbiamo comprendere,che i qui trouati da me furono denti, che reftarono nella fom- mità, perchè di quei vacui, e leggieri y eflen- do 154 do anche molle, e tenerimma la marga;il che corrobora quel, che fi è detto in rifpo- fta del vederfene tanta moltitudine in co- teft'Ifola j ch'è quafi piana. II. Ho rotto quantità grandiflìmad' Echi- ni petrificati , e d'altri corpi , che di loro na- tura fono vacui, e dentro no v'ho trouato al- tro 5 fé non che femplice marga fimile al continente , che il gufcio tutto circonda > o- uero corpi eftranei, cioè, rene/affolini, fran- tumi di conchiglie , fpine d'Iftrice marino , e fimili altre cofe 3 ma non mai ho veduto , c-> pretendo , che altri ne meno lo vedrà , che i corpi introdotti ne'gufci fian maggiori di mole,che di neceflìtà effere doueano per en- trare in vno de'buchi de gli Echini . Ciò pro- ua , che corrotta la membrana , che ftaua ne* due centri di detti gufci, diede Tadito alla_^ tenera creta d'entrami con quei corpi , che ilcafo le parò auanti, abili a poterfi intro- durre per quei forami , III. Maggior chiarezza ci daranno le ver- tcbre,che per tutto fi trouano fimili a cotefte .a,TAVOL. di Malta. Eccole ,a, s'ofserui , eh' elle mo- G^RAiAi ft^^^^ il luogo , donde fi difgiunfero le fpinc m» ir, laterali , egli è vero , ma non fi ferma qui la^ mia ofseruazione. Dobbiamo prima ricor- dar- 1^5 darci deldifcgno della fpina tutta d' vn qual- che pefce 5 ancorché fofse comune a tutti la.^ cognizione, ch'ella cofti di molte vertebre^/ legate , vna dopo l'altra , alla quale ftan fitte le fpine . Ho notato però , che quelle verte- bre, che dalla tefta concorrono fino alter- mine del luogo 5 che racchiude le interiora deiranimale5dalla parte di fottOjtaddoppia- no quafi colle le fpine5c6tinuando nello fpa- zio d'apprefso con vn fol filo di fpine , come tutto il difopra , che diremo fchiena . E d'au- uertire , che ( tolte le fpine, che detto abbia- mo corte ) ciafcheduna deiraltre,benchè ab- bia principio doppio nella vertebra y imme- diatamente vna fola fpina rapprefenta^ma in quelle , che nel di fotto fanno iVficio di co* ftole 3 ciò non s'ofserua , perchè per efse non pafsa quel neruicciuolo , o vmore , che fi fia, chela Natura ftimònecefsariointrodurre^/ per mezzo della radice delfaltre fpine 3 anzi s'allontanano le bafi di efse , non poco vna_^ dall'altra , come nella figura V. IVne , e l'al- tre potrà vedere , che pure ho efprefso per torla d'impaccio . Efaminiamo ora le verte- bre petrificate . Alcune di efse moftrano quel, che deuono, cioè,] luoghi, donde fii fuelfero le fpine, ma con la necefsaria,e pun- tuale tuale corrifpondenza , a tal fcgno , che le fc gnatc II. III. e IV. fi conofcono per vertebre d'animali , che vn tempo vifsero , fituate nel luogo , al quale fottoftaua il petto , e l'altra fegnata I. di quelle verfo la coda : e che più dobbiamo andar cercando ? Fors'egli è di- fetto del mio ceruello , che non fa difcorrere altamente delle cofc naturali , e perciò inca- pace di comprendere quel , che altri fente.-*? può efsere ; ma gli occhi io fo, che furono vn gran dono del Creatore^a chi fé ne fa valere. IIII. Tra le cofe ( parte delle quali ho mo- ftrato nella TauolaXIUI. XV.) canate in^ vna valle,detta dello Sperone, vicino la Ter- ra Varapodi di Calabria , dieci miglia lungi dal mare , ho riconofciuto, oltre d'infiniti al- tri curiofiffìmi gufci , tutte le fpezie de*den- '^a.TAVOi. ^^li 3 o antali conferuatiflìmi ,a. non occorre, xyiiT, FI- ch'io li defcriua ^ perciocché l'Aldrouandi v\rviiu ^^^ Terzo de Tcjiaceìs li moftra puntualmen- veTeflMJH te efpreffi da varij Autori. Siluatico T/'^rò^egli ?''• ferine , Dentalesfunt oJ?afatis alba , qux dentea e Agnino $ referunt , quihus tamen^ inquit^ longiores funt tnanes intus , ^perforati : oriuntur in ca^ uernis lapidum inprofundo maris) (qmdam De- t^le 5 tS^ Amale nonforma^^Jt %'afauolus , nec ar* lìNr yfid magnitudine tantummodo diflinguunt,: 157 In Germania ^ inquh 2oographus , pharmacopo- Ix Germani tuhulos quofdam oflendunt ^'veluti ojjios candidos forma teretisjlriatic^'vna^ aut al- tera linea tranfuerfa inacquali ambiente ^prafer- tim in minoribiis : maiores ad quatuor digitos ex- cedunt , Longitudó non omnino re^a^ fed modicè inflexa efl^dentìs canini injiar ^fuhjiantia prie-- dura eli , non offca ^fed aliorum tejìaceorumfub- flantiicfimilis . Più fotto . Valerius Cordus -x/c?- cat Entalium , aitque ejje tejìaceum quoddam marinum XIX. FiG. conchidie . Echini , e turbini, per darle mo- ìli IV V ~ ■' ^ ^ -i tiuo di difcorrere della qualità del corpo, che produce l'ingemmameto j ma in qualche al- i4t altro tempo ne dirò alla buona quel , che ne fento . VIL II Corallo, come vogliono gli Au- tori 5 e la continua pratica c'infegna , norw è mica pianta di lago 5 o di fiume. Egli ap- partiene propriamente ai mare , ed anche— ^^ fpezialmente a'mari profondiffimi . Io ne.^ trouo molte branche ben ramificate nelle^ noftre colline , imbrogliate infieme con gli Echini^e cochiglie &:c. ed ho ofTeruato qual- che parte de'detti coralli calcinata , e rotta , e tutta la fuperficie priua di colore ho raffi- gurato^ma nel di dentro ( ne'pezzi grofl.1 pe- rò ) pure fi conferua vna certa tal tinturetta.^ incarnata , che ci aflìcura , ch'egli era di co- lore roflb 5 cornei coralli tutti della fua fpe- 7-ie ; il che ci moftra con chiarezza primiera- mente, che il tempo fi fofie adoperato per Io fuo annichilamento, fecondariamente5chc^ gli accidenti , ed il luogo concorfero alla fila difl:ruzione5non già a generarne a fimilitudi- ne del mare ; co tutto ciò tra tanta rotta qua- tità , che fé ne vede 5 ne ho canato vna rama non affatto intera 5 ma ben conferuata in ri- guardo del tempo . Ella la confideri .a. *t'Ji^.?>\\ vili. Le noftre colane no fiDno cotente di farci vedere coralli comuni mezzi calcinati , erot- 142. e rotti 5 ma anche de gli altri fiflolofr in buon numero, sì bene più maltrattati de' primi, colpa della loro compofizione naturai^-;, ch'è di minor confidenza . Ad ogni maniera auendovfato qualche ftudio, ne ho efatto da vnfolo pezzo di tufo quattro branche»^ che prima d'auer patito , vna fola rama^ di corallo fiftolofo certamente formauano^ ehe è gagliardiflìma cóghiettura . Quefte in- caffano beniflimo vna con l'altra , com'ella^ U, T4V01, vedrà ,a,c nel medefimo tempo fi compiace^ xx^ifiG.u Tv! dì por mente alla figura delle ftelluzze, ed al grado di fortezza differente dalF altro det- to di fopra>che offeruerà il tutto effereanche corrifpondente a* coralli del mare, la qual cofa conchiude , che vi furono anche qucfti vna volta. IX. Ciò no bafti. Non niego d'eflere ftato per qualche tempo d'opinionejche quei cor- pi 5 che noi vcggiamo dentro i faffi a guifa di ftinchi d*animali , foffer'ofla , come vna vol- ta le fcrifli ; ma 5 o Dio buono, non è egli ve- ro,ed apertamente il confeffo. Sono pezzi di corallo articolato ^ ecconc vna belliflima ra- t'Ji,^!^: ma .a. che de* pezzi , non molto lontani vno dall altro trouati nel tufo , ho compofto , e 1 ho confiderato con la guida del giudiciofif- fimo fimo .Imperato . Orefaminiamola infiemc^' , Ferran,im^^ Al corallo -^trticnUto^C^Yì (cv'mCy fida tjucfiojìo- perat, 'ddla me dagli ar.nodamcntiy che ticiJcfimlu alle m?;- '^^*^' i^atMb ture degllnnimdi '^£ "vegetale fijji) a'fcogli,^ er^ - mofo nel modo degli altri .coralli , compoflo .di .pe'^i ftmilijc'jìinchi d'animali fanguipni yje' quali l'num -nltal tra controfondi articoli fi con- git^nge . Rifcontriamo minutamente quefto de monti con le feguenti parole del rAiitOBiS jnedefimo^che nonaueremo di che dubitare. Sono dunque detti peZz^i di figura diritta, nodofi nelle tefl£>ye flriati nellafuperficie per lungo ,\{. tutto com(pQnde, Di fojìanz^a denfa^e bianca^ forati folo ,con 'vn fotti! meato diritto nella parte intimale hf è ^via della midolla^che facendo pr.in^ cipio dalla radiceyper tutti li ramift compartc^ . Nello rotto A.B.C, chiaramente fi fcorg^u-^.. Scioglie fi la grofie^z^^di .eia fc bedano jfo in pi^ tuniche manifeflamente . Quefto è chiarifTìmo Jf.Percoffo facilmente fi fende per lungo nelliftef- •^•^^G.ii; fi coralli 5 oltre delle dette pani , che fono in ^vecs di ojjo , e che oue fi giuntano, ^vi è ^vnagrojfa cor- teccia hianca,di fo fianca fimilmente corallina cS- tinua 5 che la pianta tutta "vefle . Ciò non pof- fiamo moftrare nel noftro corallo, il chepure fi è vn' efquifitiflìma conghiettura ; percioc- ché il tempo gli ha disfatto quella part^^ eftc- 144 elleriore , che Tlmperato dice cortcccia5clic anche douea efiere5Come ne gli altri coralli , deboliffima , e facile a corromperfi; e perciò ftimo impoffibile fcotrarci in qualche intera rama^come ne gli altri.Pure, come ho detto, colui , che farà auuertito di raccorre, e dVni- re i più vicini de'pezzi , che nel tufo ritroue- rà 5 potralla componere j conciofiachè facil- mente incafferanno , effendo da vna medefi- Hiarama caduti . Soggiugnerò folamente^ ; che fé quella rama di corallo delFImperato nermare dell'ifoladi Maiorca nacque, e fi pefcò 3 quefta delle noflre colline , fé benc.^ ha ofcurifiTima Torigine , e donde peruenne^ fra terra j molto euidenti moftra però i fe- gnali d'auer patitOjC di non effere ftata gene-- rata in quel luogo , doue fmembrata , e fé- polta la cauai, eraccolfi . X. Se gran motiuo di dubitare della fua o- pinione mi diede ( come con altra mia le ho auuifato)il vedere in vna parte di quefte col- line 5 oltre la gran varietà delle cofe , e gran mefcolaza di corpi, che fi fcorgono,vn faflb, che in vn groppo folo conteneua fchieggie di conchiglie, vna conchiglietta intera, ed vna fpina di pefce con alquanti peiz,i di co- rallo articolato ( da me in quel tempo ftima- ti '45 ti oflii d'animali) con anche vna parte di co- chiglia 5 detta dair Aldrouandi imbricata , e fallili altri frantumi . Ora con gran ragion^.^ non mi deuo arrollire , fé la fento affatto in^ contrario , perciocché alcuni faffijche ho ca- nato, mi comandano, eh' io il dica aperta- mente . Confideriamoli ^ si bene dopo , che au eremo formato la neceflaria , e perfetta^ idea dell'Iftrice marino . Liftrice marino fi troua ne' mari profondi , ferine l'Imperato , e T ^^^^'^porl Aldrouandi. Echinus è mari rubro aculcis lon- ^r^T^'^^^' gtffimts . Noi diciamolo Iftrice , per diftin- -d* Tejìaceis guerlo nel parlare da gli altri Echini, e chia- ^'^'^"*' minio, come loro piace, gli Autori. Egli è però vero , che nelle profondità del mare Ci troua,manon con quella neceffità di farlo trafportaredalmarRoffo j conciofiachè ne' golfi , che bagnano la Sicilia , fi pefca , ben- ché dirado , per l'incomodità di pigliarlo; pure per molta diligenza da me vfata n^^ ho riceuuti alcuni , ed ebbi l'agio d'offer- uarli a mio modo , e forfè con più efattezza de gli altri, perchè più di tutti era obbligato di conofcere ogni fua parte. Ella cofideri.^.il .a. tavoV. corpo tutto deiriftrice^quefti è diuifo in cin- •^-^^^•^^ come 5 e con quanta bella grazia va racco- gliendo fé fteffo 5 ed impiccolendo il fuo di- fegno per ritrouare il centro da'capi, e dama- ti la circonferenza^ che fc pure altro non po- teffi moftrare , tanto bafterebbe per veder' ella condennata l'opinione, che ha auuto de* faffi figurati a mammelle .e. inuiatimi quafi .>, vigdu'^ per prona, ch'eglino foflero fiati fempre mai quel, che fono, cioè, faffi j parendole impof- fibilcjche fi portano determinare ad altro, che ad vno fchcrzo della Natura . Eccole .e. .e. F/g.zu; Ti Se 148 Se quello non nnifce di contentarla , fi 'J,FiG,iu perfuada con l'altro più fotto J, che Je parti tutte deiriftricc contiene , ma rotte ; ed efa- mini l'ifteflità delle parti, ch'io non manche- rò di foddisfarla affatto, col moftrarle anche vn'intero , e ben conferuato Iftrice petrifica- U,TAVOL, to.^.chcla fortuna mi fé capitare 5 per affi- xxi/, FI- curarla, che non m'mgannaua allora5che fti- G/Rj. niaua tale douer'effere infallibilmente l'inte- ro animale, con la guida della fola veduta d' vn pezzetto di detto gufcio impietrato, il quale due fole mammellette contencua , co- me vna volta le fcriflì . Lo confideri per cor- tefia . Egli è vn'lftrice , fé pur crederà a'fuoi occhia e infiememente dia vn'occhiata all'al- \hFiG, II, tro fallo ,k ch'è di Malta , ma non differente da' già moftrati di mare , e delle nofìre col- line ;• e fé dubitare no fi deue, che le colonet- te, difperfe nel tufo, poco fa offeruate, fiano fpine dal vicino gufcio cafcate, com'è anche quella , che fi vede A. della Fig. II. così non fi donerebbe determinare altramente de'ba- ftoncini inuiatimi , detti volgarmente > e va- '^c FIGHI ^^^^'^^^'^^^ ^i S' Paiolo .e. cffendomanifeftif- fime fpine d'Iftrice , o maggiore di corpo , o difpezie più terribile de'noftri .Degniflìma offeruazione , fé comprendiamo l'uripoflìbi- lità^ i4<> lità 5 che vi concorre nel credere , che la Na- tura fcherzi , or formando di faffo vna parte del detto animale 5 or due , or piti 5 e faccia..* nafcere le fpiac proprie dell'animale difper- fé nella marga 5 ene'macigni . E perchè fare tante parole ? l'infa/Tìto ha tante mamellette, ed in confequenza altrettante fpine vi giuo- carono fopra , quante quel di mare . Nella^^ maniera medefima, e con l'ordine ifteifojcon che fi difunifcono le parti del gufcio di quel di mare , corrotte già le ligature , difgiunf^-^ le fue Timpietrato , come fi può offeruare^ ; oltre che dalle fpine , e da ogn'altra parte.^ dellVno , fi rifcòtra vna perfetta corrifpodé- za alle fpine , ed alla parte dell'altro . In vna parola; il tutto al tutto è ifteffiffimojnon me- no nel di fuori , che nel di dentrO;perciocchè l'impietrato E. Fig, II. della Tauola antece- dete moftra la neceflaria fegnatura dall'vno de'capi in F.come anche nella Tauola XXII. fi può offeruare nella Fig. IV. al fegno G. ch'è gufcio di mare ; nel qual luogo vna vol- ta flette lÌ2:ato il maeftreuole ordigno della bocca deiriftrice, che non differifce dal foli- to 5 offeruato comunemente negli altri Echi- ni . Euidenza , non già conghicttura ? che in vn tempo gl'impietrati viueffero non fola- rnen- mente 5 ma anche nel profondo del mare--i. XI. Ci accorgeremo da ciò , che fono per dire > che ogni qual volta prendiamo nella-^ mira la verità , tutte le ofleruaxioni concor- rono a quellajcome vn'infinità di lineejcho-j ad vn punto dirizzate fi fermano. Noi vede- remo fquifitaméte conferuato tra gli Echini femplici petrificati, e quei di mare, l'ordine, e la corrifpondenza , che fi è offeruata tra gì' Iftrici di mare5e gl'infallìti , Ogni corpo5che noi trouiamo ne'faffi , troppo efattament^.^ è ifteffo con r animale di mare della fua fpe- zie , Scorgiamolo ne gli Echini di mare , ma di paflaggioiconciofiachè dobbiamo più to- rto fermarci nell'argomento d'vna fliccenda maggiorcjche perdere il tempo nel moftrare ciò 5 che pgn'vno da per fé fteifo potrei a fuo bell'agio fperimentare, perciocché l'Echino di mare , pollo nell'acqua dolce per qualche giorni 5 moftrerà la figura delle parti , che il gufcio futto compongono ^ con la ftefì'a faci- litàjche fi è detto deiriftrice^onde farà buon partito 5 ch*io lafci quefto alla libertà di chi vuol farne la diligéza, acciocché dopo poffa paragonare le parti di quel di mare , e l'or- .a.TAVou dine della ligaturadiefleconroppreflbjed xx(^. f jG. iiifafjJt-Q Echino , ch'io moftro .a. che per me è trop- 151 è troppo certa la cofajauendone fatto più dVna volta refperienza . Ed in vero vuol di- re il tutto 5 non che afìai , che l'Irtrice di faiTo airiftrice di mare , e TEchino di pietra all'E- chino di mare sì fattaméte corrifponda nella figura, nelle parti , ed in tutte le paffioni.Di- rò di pitiche auendo purgato nell'acqua vno di quefti Echini petrificati nel tufo tenero, raccolfi ache in fódo all'acqua le piccole fpi* ne cadutegli dal gufcio . O Dio buono , e che marauigha farà vna tanta corrifpondenxa_» ì quefti viife nel mare , come gli altri . Voglio farle vedere anche più . Confideri per corte- fia quefto Spatago ,k che pur'egli è animale X tavolì dì mare profódoyil quale nella fuddetta valle ^^^' dello Sperone fu trouato , infieme con altre * galanteriejegli è takjche m'ha obbligato ad andare in detto luogo per vedere, e caua- re delle cofe , forfè d'intera fua foddisfazio- ne, ccnofcendo, che quello è vn terrenojche ha faputo mantenere i corpi quafi intatti • Per ora fi compiaccia dì ciò, che poifo , e ftia ficura 5 che Facilìus eftmouere quietum^ qtmm quietare motum . Egli ha conferuato le fpine , fé non tutte , la maggior parte , ed ha porta- to parimente feco il merito d'effere addotta in teftimonianza i onde polliamo , ritornan- do BIG^ do a gli Echini , che nelle rocche veggiama, accorgerci dVn grande argoment05che con- ferma ciò 5 che fi potrà mai dire in prona del- la mia opinione. Ho offeruato , e fatto offeruare nelle roc- che a pcrfone di gran giudicio > che fecondo portò il cafo , tutti gli Echini^ o altrojfurono fchiacciati da vn punto d'oppreffione per- pendicolarmente . Mi fpiegherò^la mole^che circonfcriue FEchinOjha due centrijOppofto Tvno all'altro 5 or dico^nell'accidente d'efler- mi abbattuto in qualche taglio di rocche , ogni volta 5 che più Echini m ha rapprefen- tato alla veduta il luogo , ho comprefo , che queU'EchinOjche fi trono giacere per fianco, fu oppreflbj e fcatenato dalle ligature in ma- niera, che perde la figura circolare, quel- lo 5 che a perpendicolo IVn dell' altro cen- tro forti di raffettarfi , fu oppreflb in manie- ranche moflirajche il di fopra adò ad vnirficol di fotto, crepando ne'fianchij e refl:arono gli altri^coforme pofaronOnVariaméte oppreìfi. L'ho difegnatOjma con accorciare gli fpazij, che tra di effi vi erano, perla neceffità di ri- durli in vn piccolo foglio .e, Etantobafta.^ *^)LVi[^' per comprendere la forza della verità, la^ quale ci perfuade, che nel rafciugarfi il limo, la lei TAVQÙ 155 lafopraftante mole grauò , ed opprefle per- pendicolarmente^da A. in B.tiitti i corpijchc fi trouarono dentro , fecondo la loro cafuale giacitura , reftando difefi in parte i detti gii- fcia proporzione della quantità del lotOjche dentro fi trouò racchiufo ; perciocché egli feruì in alcuni più , e in altri meno di forte- gnojcome pureveggiamo con differenza», impreffo l'effetto dell' opprelTìone ne' detti corpi . Tutto ciò 5 vnito con le fuddette euidéze, m'obbliga, per finirla, a credere, che le Con- chiglie 5 Echini , Iflrici , Denti ( che Gloffo- pietre fi dicono) Vertebre , Coralli , Pori , Granchi, Sparagi, Turbini, etant'altri innu- merabili corpi , che alcuno ha giudicato ef- fere generazione di puro fafro5edifcherzo di Natura,fiano itati animali,e corpi di quel- la fpezie non fo]amente,ma corpi,ed anima- li proprijffimi del mare, arriuati per qualche accidente fra terra , infieme con la materia-, loro continente (che ora veggiamo rialzata in colline, ed in monti, o di séplice rena, o di marga,di tufojouero di faffo) la qual materia anche altronde giunfe, come già prcuai > ma per inganno della dim.oranza, molto antica per certop vieri Itjmata paefana,anzi.ad vn^. V tem- tempo col fuolo efpofta a*primieri , e nouelli raggi del Sole , da coloro, che non curano, o non fono atti a fermarfi con l'occhio nclla_» veridica ftoria , che l'Onnipotente col fat- to in ogni luogo chiaramente regiftrò^eci offerifce . Ella intanto non fi fcandalizzi di me 5 che ho trattato di faccende cotanto fol- leuate , e difficili , fchifando a bello ftudio le fpeculaz-ioni , ed attaccandomi ad arte alla_^ fola offeruazionedellecofe^ perchè a dire_^ il vero^ho poca inchinazione al filofofare al- taméte^ed ho anche ftimato,che non v'abbi- fogni vna grade fublimità d'intelletto ne'di- fcorfi5che hanno per meta l'intéziione di fco- prire la pura , e femplice verità fotto gl'infe- gnamenti delfenfo^e fequefti m'ha ingan- natola chi doueua io ricorrere ? r g it ^ìd malore fide pnrro^qtiamfenfus^hahcri un/ Dehetì Forfè alle fpeculazioni altrui ? no, perchè quefte allor faranno o vere , o falfe , quando verranno approuate5oriprouateda'fenfi. ^i , nìfifint 'veri , ratio quoque fai fa fit omnis. Quindi s'auualora la mia ragione, e noa-. riceue fpauento dall'ignoranza di molte co- le , purché ne fappia almeno vna parte con-. cer- M5 certezza. Mi baderà di conofcerc , che i cor- pi, oggetto della noftra difquifizione , ritro- uati in Muforrima^nella valle dello Sperone, anzi per tuttala Calabria, nelle Colline di Mellìna, e per tutta l'ifola, ed in Malta, oue- ro altroue,fiano (lati veri gufci , o parti, o forme prodotte da'veri animali, che vn tem- po viflero nel mare, per la relazione manife- fta dcll'eflere loro, e delle circoftaze del luo- go, in cui al giorno d'oggi li fcorgiamo. Che fé altri vorrà ciò trafcurare , per andar cer- cando,fe la Natura pofla nel terreno genera- re figure faffee d'animali fimili, anzi iftefli a_. quelli, che viuono nel mare j e nel mare cofe folite a generarfi nella terra^e da vna così va- na opinione tirarne conchiufioni, a difpetto di tant'euidenze, che il tutto fiapaefano,e generato di faflb,lo faccia,lo creda, l'inuefti- ^hi; ma non coftrin^a anche me ad affermar- lo prima di farmi chiaramente intendere-^, e con buone ragioni , e con dimoftrazioni v- guali all'altre, che il niegano,la generazione di fimili cofe ne' fallì , e fra terra , ed il modo ancora , con cui la Natura il faccia , il ch^^ certamente è difficile , perch'efl'a , appo Più- piut.de ip^ tarco,fotto le fembianze d'ifide fi dichiara»^. dc^ojìM Egofnm omncy qnod extitit^ efl^ ^ crìt^ meumq, V 2 pe- A 156 peplum nemo adhuc mortalium detexìt . e quel, ch'è meglio, parla per tutti Noi abbiamo, come più volte ho detto,la xonofcenza limitata,e dobbiamo contentar- ci di raffigurare ifratumi fopradetti per por- zioni d'ammali di mare , auendone (otto gli .upip,ste- occhi YmoVdQmmo. Simile enimfnnili nohi' rht. Philof, -^^^ ' ?^^^^ ^^^^' ^^^^^ ^^^ ^^^^ eft fimditudo , Ed Uh, I. ca^. intorno al vederli fra terra , dobbiamo rice- ^' ,uerne i rifcontri dalla compofizione del luo- go, ed affermarne la cagione con la maggio- re probabilità , che fia poffibile . Così ahne- no potremo vantare la cognizione di qual- che cofìi y perchè in ogni altra maniera fare- mocoftretti a confcfìaredinonfliperejne-^ anche ciò , che può darci ad intendere il pili fedele di tutti i fenfi , il che è troppo . Perciò -la fupplico con vmiltà a nò volere pretende- re ncirauuenire da me,che le affegnijfe la tal cofii fi polfa fare dalla Natura,o noje potedo farfi,fc l'abbia fntto,o no,e per quale ftrada; perchè io mi protefto di non faperlo , e di no eflere atto ad andarlo inueftigando , per ra- gione,che non lafcerò in conto alcuno di de- fiderare, che la notizia delie cofe , che lo pa- tifcono , mi foffe porta perla via de gli oc- chijuon già per quella degli orecchi, nell'in- tellet- telletto. A dirla, le iottigllc2.ze m'offendono rimmaginazione, e tormentofe mi riefconoj ed eflendomi applicato allo ftudio , per isfo- gare il genio^e non per farne profcflione, ho rifoliico operar da cacciatore, ma di quei co- modi^cioèjio abbandonerò la curiofità di fa- pere le cofe naturali y e lafcerò il diletto , e^ la briga ad altri ogni qualuolta l'oggetto, o la materia, che verrà propofl;a,farà tanto 15- tana , che non le fi pofla fermare fopra agia- tamente il fenfo , ed auerla fotto la mira_». Quefto è IVmor mio, ella gentilmente lo co- patifca, almeno per l'ampio priuilegio, che_^ godo come Pittore,non contrattato da alcu- no fino a'giorni noftri , il quale non è diffe- rente da quello de'Poeti, La fupplico in oltre a credere nel refl:o,ch' io fia di genio inimiciffimo delle contefe, al- trettato però innamorato di ciò, che mi fem- bra pura verità . Certamente auerei voluto acquetarmi alla fua opinione, per no inquie- tarla, fé ftimatonon aueffi di tradire, cosi facendo 5 l'altra parte, che merita maggior cultura; onde rifolfi di fpiegare il mio parere alla libera , fecodo i dettami del mio grolfo, e golfo fpirito , per non offendere vna tanto gran Dama > qual fi è la Verità j che fuperan- do 158 do tutte Taltre in grado di bellezza , merita., d'eflere antepofta adogn'altra conuenienza. Penfipure il mio riuerito Signore, che ciò fia flato il vero motiuo di quefta , qual fi fia, replica; che fé altramente auelTì concepito nell'animo (Giuro iddio) mi farei vergogna- to d'oppormi a'fuoiamoreuoliauuertimenti, edauerei confeflato l'equiuocOjie non per Qtfìtit, Uh. ^Itro 5 per adornarmi d'vn bel tratto virtuo- m, cap, fo; perciocché (come fcriue Qiiintiliano, au- Vhit' ch^r "^^^^^^ ^^^ fempre foauillimo Plutarco) non de profisfù è già di Vergogna , ma di fomm.o onore, non montm, che a me , ma anche ad huomini grandiflimi, la confeffione de'proprij errori . Hìppocrates^ egli fcriue , clarus arte Ade die in^ ^tndetur hone- jìijfimèfecìjje^quodquofdam errores fucsine pofìe- rìerrarcnt^ confcjjus eft . anzi per interc(fe_^ comune deue feruire d'cfempio l'ingenuità d'vn Letterato sì celebre. Deuo per vltnno fog^iugnerc^ch'clla ha V obbligo d'aiutarmi nell'intrigo, nel quale mi trono perfua cagione; perciocché maneg- giando molti 5 e molti corpi di mare, per lo defiderio di foddisfarla, fono errato in qual- che fperaza di potere rintracciare vna certa tal cofa di buono . E chi fa , che a me non ac- cada d'abbattermi nella conofccnza d'vna_, più più recondita verità per la via, che credeua_^ llabilirne vn altra affatto diuerfa ì Io ilo tut- taiiia fiiticando, e la priego a voler cofidcra- re tutto ciòcche fono per direjche Hirà buona parte de'motiui, fopra di cui ho fatto l^^ mie offeruazioni , e me ne dia dopo il fuo fchietto fentimento^ ch'io cotinuerò il traua- glio con più quiete , fé da V.S. mi verrà dato animo, e fé l'altre ofleruazioni , che fpero ti- rare auanti , non s'opporrano alle fperanze, che le prime m'hanno porto. Stimi però di certo 5 che ilo affatto libero, e non affezio- nato più, che tanto ; e creda , che mi riufcirà altresì guilofo il ributtare come equiuoco quel, che ho concepito , quanto lo affermar- lo, e riceuerlo per bello, e per buono. Le piccole pietre,dette di S. Margherita-,, hanno auuto,per finirla, forza bailante a difuiarmi, e farmi mettere da banda il molto attratto , che apparecchiato aueua per offer- uare le maniere, con che principia,e vegeta»» il Corallo, che pure mi riufciua graziofiflìmo trattenimento, e talCjch'era ftato da me fcel- to per intermezzo della fatica geniale delle Medaglie . Dico duque,che la compofizione delle dette pietre m'ha dato motiuo di dubi- tare,ch'elle fiano altro,che pietre sépliceme- tc* 1^0 te;conciofiachè veggo in effe inferita vna tal fattura, e corrifp6denz:a5anz,i il ritratto deli' animale, che la porta alla bocca del gufcio, quali fuggello , che mi moftra lecito crederle più tofto voua, ouero animaletti abbreuiati, e non maturi, che altro . S'egli farà così, farà ftrada, a mio parere , di poter determinare-^ l'ifteffo anche di molti fimili opercoli , o^ forfè deuono concorrere fotto il medefi- mo giudicio le vaghiffime perle . Per ora mi trattengo attorno a quelle , le quali da mol- ti fono raccolte per non fo che virtù di con- ferire alle infermità de gli occhia ed ho prin- cipiato così alla rinfufa a mettere infieme al- cune offeruazioni , le quali anderò maturan- do pian piano. E per darle notizia dello em- brione , che ho concepito, metterò qui fotto alcuni de' Capi, fopra de'quali fono andato, ed anderò tefìendo la mia , non fo ancora, fé mi debba dire Storia^ eglino fono i feguenti, I. Hooffeiuato, che gli opercoli de'Tur- binati variano di foftanza^e di figura, fecon- do la foftanza,e la figura de'gufci de gli ani- mali, che li generano. II. Di quei Turbinati,il gufcio de'quali è sfogliofo, e copofto di molte tuniche 5 com- porto di moke tuniche farà anche l'operco- lOi 1 X J. '^^ lo. Ma di quegli altri, che marmoreo , e den- fo tengono il gufcio j marmoreo^e denfo farà l'opercolo. III. Neirinucrno , e quafi buona parte^ della Primauera, non fi pcfcano i fuddétti Turbinati ^particolarmente quei, che han- no lopercolo, detto pietra di S. Margherita. IV. Non in qualfiuoglia tempo l'operco- lo de' predetti Turbinati s' ofTeruerà della., medefima groffezza ; perciocché in vn certo tal tempo determinato egli farà fottiliffimo, ma m vn'altro , più ingroifato , e fmoderata- mentecrefciuto. V. Quelli opercolijche ributtati fono dal mare nell'Ottobre , fi fcorgeranno per lo più gofi^e fermentati^mi vaglio di quefta voce-., fermentati, per auere fpeffo fpeifo veduto, ch'eghno giunti ad vna tale groffezza , non^ folo perdono vn certo lucido, ma ancheil colore, quafi voua couate. VI. Le dette pietre neiraumento, che ho cennato, non s'auanzano per larghezza,ma^ diuincolano i giri per altezza , come per ne- ceflita deuono crefcere, per iftabilire il vero dileguo deiranimale,che prima,quafi di baf- io rilieuo, moftrano perfettamente. VII. Ingroffati i detti opercoli;, non foli* X men- t6i mente s'accodano più, e più alla figura, mi_. anche al colore del guicio deiranimale. Vili. Ne gli opercoli de gli animaletti pìccoli, della ftefTa fpeLÌe,che pure fono pie- coliffimijcade la medeiìma oireruaz,ione5che ne gli altri ; e ne ho veduto di quelli piccoli, d'vn medefimo giro in grandezza , piani , al- quanto ingroffiiti 5 e groffi. IX. Non fi trouerà animale in tempo al- cuno con Topercolo, che intédo , di maggior groffeiza 5 perciocché giùto ad vn tal fegno, cede il luo^^o ad vn'altro, che fé ne o;encra. X. ' Il difegno , cioè quella linea fpirale e- fteriore de'detti opercoli , rapprefentate Ta- nimale, non è mera pittura ellrinfeca, ma pe- netrante il corpo , dentro del quale fi racco- 2;lie,efi dilata in giro, fecondo la neceffità dVna linea, che deue in quelfolido prefcri- uere, e defcriuere l'animale. XI. La detta linea fpirale, e di fuori, e di dentro s'inuolge, e fi raggira con tanti cir- coli, con quanti l'animale il proprio gufcio determina. XII. Rotti molti opercoli, ho fcorto, con l'aiuto dell'occhialino, varia fofliaza abbrac- ciata da' giri, che fono di diuerfa^che per me vna farà per apparecchio della carne , l'altra appai- I6i appartenente al gufcio. XIII. Mlia moftrato qualche fperanza_^ di buo fucceffo nel profeguire quella fatica, l'auere intefo vltimn mente dalla bocca dell' Eccell.Signor Dottore Carlo Fracaflati^Let- tore Primario di quefto Pubblico , huomo di fomma erudizioneje letteratura, chela linea fpirale fia ftata offeruata dalui|> neceflario principio nella generazione delle voua de' polli jformandofi da efla linea fpirale in quel principio dell'animale vn raggroppamento dell'ifteffo , che da'principij del grandeje fa- mofillìmo Arueo^nel fuo libro della Genera- zione de gli animali 5 viene detto, galba , of- feruazione degna di Letterato sì celebre 5 it che a me, come diffi, moftra buon lume. Quefti fono alcuni de'molti Capi,fopra de* quali vo faticando. Ella intanto, o compatii fca le mie chimere , e da buon'amico me n^^ auuertifca co libertà 3 onero mi dia coraggio co'fuoi fpedijcd amoreuoli aiuti , che ne re- fterò a V.S. infinitamente obbligato, e men- tre con vmiltà la riuerifco, mi protefto. Di V. S, M. Illuft. ed SccelL DìuotiJf.Semidore ■ A.S. X 2 IN- l6^ INDICE DELLE SEGVENTl TAVOLE. TAuoL I. Denti ^arij d'-uniftefa bocca del Pefce Vacca^ e dei Pcfce Canicola. Tauol. IL Fig.I. II. III. ir. Parti delle ojfatun delle tefte de'Pefei.Sarco, Orata, e Dentato. Fig.K Denti petrificati^chc fi trouano in Malta^ detti 'Volgarmente j Occhi di Serpi, Tauol. III. FigJ.Deti di Lamia pctrifìcatiydet- ti Gloffopietrcydifordinatamcte raccolti in 'vn fajfo di Malta, Fig.II. Denti di Cankolapetrìficati eli l'i fi e fo^, an'^i con maggior difordine ^niti in ^n tu- fo di jMalta, TatloL IV. Flg. I. Dmte di Pcfce Vacca rotto , e petrificato. Di quefli denti'in ahbondan:^afe ne cattano in Malta, Fig, II, Echino- Spatago .Di quefli fé nepefcano ■ in molto numera nel Porto di Me^na, Fig.I 11^ LoJìefoSpatagofpogliato delle fpine. TauoL V. FigJ. Dente di Lamia petrìficato^che mojlra lafua radice independente dal tufo for- te , che è ^n mucchio difafft ^ Turbinetti , Po^ riy eftmili di Malta,, Fig.II, Dente di Lamia petrificato, e fua forma lafciata impreffa nd tufo di marga gentile^ di Malta, Ta- 1^5 Tauol.VI. Fig.L Dente di Lamia vetrificato^ Fi?. IL Denti di Latnia^ e loro ordi7ie. FigJlL Tufo di Mdta co 'vn dente dì Canicola vetrificato , c''q alquante fpine d'iflrice marino^ Poriy Conchiglie^ ojfa corrotte^ c^c. Fig. IV, Dente di Canicola, Tauol.VILF/j./. Echino Spatago opprejfo , c^ vetrificato irk 'vn tufo di Alalta, FigJI* III. Denti di Lamia^e di Canicolapetrì- ficati 5 che moftrano ejfere fiati diritti y c^ manchi. Di Alalta, Tauoì.Viìl.F igJ. Echino vetrificato di "vaghif" fimafpe^je. Di Malta^ Fig. II. Lofiejfo ceduto di fiotto, Fig. III. Lo fiejfio rotto y che moflra le cellette^ di dentro, Fig. iV.Vìia pìccola parte di detto Echino^ ojjcr- nata c'o l'occhialino^ che mofirale mamellettCj fopra delle quali giuocauano piccoliffime fipine^ Taiiol. IX. Fip-.I. EchinOy detto dall' Aldrouan- diyEchinometra ypetrificato y'veduto di fiotto. Fig. II. Lofiejfo "veduto difiopra. Di Alalta. Taiiol. X, edXI. Varie fipei^e d' Echini petrifi^ catiy molti de'qu^li non furono fin ora ojfierua- ti da gli Scrittori, T^LWOÌ.ydl. Fig, I, Tufo dì Maltayche contiene 'vnaparte diganafcia con tre denti incafjatiy e vetrificati^ figJL 166 Fi-^, II, Saffo di Malta con 'vnfluccio , o dir lo ni^o^liamo gufilo di Vermine , detto dal -voUn^ Serpe vetrificato, Flg,III, Stuccl di Vermini marini^ che In molta^ copia 5 e ftrauagantlffjml fi trouano attaccati nelle rocche [otto mare^nel Porto di Mejfina, T'ciuoì.XÌU, Conca detta dal 2{ondelezdo^2{om' Isolde 5 Echino^ Conchiglia^ Oflrlca ftluefira^ t^c, rltrcuate nelle colline di Mejfwa^ dcllc^ cjualifi ne ^veggono mucchi Infiniti, Tauol.XI V. Detl di Canicola pctrlficatl di color ladtlno di A4eff,Cl)chlglle^dette dal C Gl'una A- nomle^Porl^'F^flrl(filmo d'animali firn ili al Po lipojfajfi Turbinatile figurati daforma cficrlo- re^la quale In parte re fio attaccata adettlfajfu Taiiol.X V. Co7ichiglle echinate , Turùlnl^ ^"/"^ con quantità dlDentall^ed//> 'Varie. Pietre di S.A^far- gherlta , cioè Opercoli di Turbini , AfllleparOy trouatl con Infiniti altri corpi di marefira terra nel Capo della citta di Alllaz^z^o, Tauol.XVill. Flg.LILÌILlV, Vertebre petrl^ ficate di Alalta^e d'altri luoghi, Flg. 1(^7 Fig. V. Spina di Pefce. (ficati. FtgViVilVlILDetall di ^ariafpezjeypetri) T:iuoLX!X.F/V./. Sajfo^che contiene 'vna parte di Granchio eli mar e ^ cioè 'vna branca piccola^ ed'vna ^rojfayla quale (irigne 'vna metj^a Co- chiglia jìriata. Di Mejfma. Fig. IL Saifofortifl^^mo compojìo di ^ariafpezje di Conchiglie ^Turhinìy epe'^i di Corallo ar- ticolato. Di Aief^na, FigJILJl^V, Echino^Conchiglia^ ed ^n Turbi- ne^ripicni d'ingemamento bellilf-mo. Dì Mejj, Tauol.XX. Fig. L Corallo femplice fortijfmo^ mafcolorito, FigJL Corallo fiflolofoy che in abb'odan^Jt fe- de nelle colline di Me^ma, Taiiol.XXI. Corallo articolato copiofiff^mo per tutte le rocche^ e colline di Aie^ma, Tau.XXII.F/^./. Iflrice marino ^ftmili del quale fé ne pefcano ne'marì^chc bagnano la Sicilia, Fig. II. Loflefo fpogliato delle [pine, Fig, IIIM^. Parti del detto Gufcio, Tauol.XXIII. Fig. I. Tufofortijfmo di frantu- mi compojloyche mojìra confpezjalita "vninte" ro Echino , "vna quinta parte dell' Ijlrice , ^n Poro^ed'vna Conchiglia^detta Anomia.ll tut^ to di duriffima petrificazjone . Dì Mejfma, Fig. IL Iflrice petrificato opprejio^ e rilajfato nd* le //- l6^ le Ugature , attorno del quale fi "veggono alcu- ne [pine dello jleffo^ ed 'vn pìccolo EchinOy^c, Tufo gentile di Afejfma, Fig, III. PorTioni d' Iftrice petrìficati^'venuti da jMalta^dette'volgarmente^Adammelle, Tauol. XXYV.Fig.IJjìrice di mare petrificato^ e conferuatifftmo. Delle colline di Afejftna. FigJI, Saffo di Malta hiaco^c'o parte d Iflrice^ed una [pina dell' iflcffo petrificata^dihuonafortezs^, Fi^JII, Spine d' iflrice petrificate^dette in MaU ta dal 'VolgOy 'Bajìoncini di S, Paolo, Tauol. XXV. Fig, /, Echino opprejfo , epetrifi- cato. Di Aieffina, FigJL Spatago petrificatOyche conferua anchc^ lefpine. Di Calabria, Tauol. XXVL Echini 'Variamente oppreffì fec^ó- do la caufalc loro giacitura. Di Afejfina, Tauol. XXVII. Teftadel Pefce Vacca ritrat- ta al 'viuo, Tauol. XXVIII. Fig, I, Difegno dell'intero Pe- fce Vacca^non portato da altro Scrittore, FigJL Pefce Stampella ritratto di 'viuo^il quale e armato di dentiftmilia mclti^ che fé ne tro- nano in Aialtapetrìficati. FigJII,Deti del Pefce Stampella^il quale int/a* rietay e numero di denti y ed in ogn altra qualità di toccarne è difcordate dalle Canicole^ejimili^ I L F I N E, TAV-r TAV^Jr. TAV-V 17^. VII TAV Vlfl- W ■ I >fw I / /<-'■• / it^'hy-'i ^//?^< TAVxnu t^A- •—• ■^m ■^' Tjsvxxm. r Tz^V-XXiiil. TAy-XLXVT- TANAXXVIU — V -'.«O itct r ie<^ ^'